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Il teorema del Cavaliere  -  articolo su Claudio Rinaldi


Il piano di Berlusconi per sconfessare la par condicio si snoda in nove punti, che Claudio Rinaldi <<sconfessa>> con grande sistematicità e spietatezza:

1. l’accusa di proibizionismo sbandierata dal capo dell’opposizione è generica e malfondata. E’ fin troppo evidente che la ricerca "di una civile convivenza è fatta molto spesso di proibizioni";

2. la Corte Costituzionale ha definito legittimo (sentenza 161, 10 maggio 1995) il divieto di spot "al fine di preservare l’elettore dalla suggestione di messaggi brevi e non motivati". Crolla quindi la tesi secondo cui il ddl è un "attentato alla Costituzione";

3. la necessità e l’urgenza di intervenire in una materia così delicata esiste ed è evidente, per cui non ci sarebbe da pensare ad alcun colpo di mano, qualora il governo decidesse di agire per decreto;

4. falsa l’accusa di oscurantismo, il ddl non vieta la propaganda politica, che rimarrà protagonista di molte trasmissioni in tv, ma semplicemente la pubblicità elettorale, che è cosa ben diversa;

5. anche per i partiti nuovi, il divieto di spot, equilibrato dalla presenza della propaganda rappresenta un’opportunità e non un vincolo, come molti commentatori sostengono;

6. il provvedimento non è un agguato a Berlusconi, la cui reazione violenta è una conferma che "oggi esiste una impar condicio di cui il Polo è l’unico beneficiario";

7. non esiste un eccesso di regole. A dimostrazione di questo il governo Dini era stato costretto a varare con il decreto Gambino, norme rigide sulla parità d’accesso ai media, segno evidente che "la materia non era così iper-regolamentata";

8. lo spot non è un rimedio contro l’astensionismo: in America, patria della pubblicità politica libera, il 51% degli elettori ha disertato le urne alle ultime elezioni per il Congresso;

9. la distinzione, negata dal Polo, tra propaganda e pubblicità elettorale è inconsistente, in quanto proprio la mancanza di una netta e precisa separazione ha permesso a Berlusconi di inserirsi nei varchi lasciati dalla legge 515 e di dominare a tutto campo sugli schermi delle televisioni.

( Sintesi dell’intervento pubblicato su La Repubblica: "Par condicio, tv ed elezioni ecco il piano del Cavaliere", 3.9.1999 ).

webmaster: Andrea Cano

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