| "Impedire la politica in
pillole è un fatto culturale, gli spot non sono la forma più adeguata di comunicazione
politica". Le parole del Presidente del Consiglio non lasciano spazio ad equivoci,
bisogna darsi da fare per superare l "anomalia" e dare regole certe alle
competizioni elettorali. "Non
si può mettere sullo stesso livello il pannolino e la reclame dei partiti. Per non
parlare di una vera e propria crisi di rigetto che soffocherebbe il telespettatore
elettore di fronte alla marea di spot politici nel bel mezzo dei film".
Per DAlema occorre intervenire. Già
nel mese di luglio il Premier aveva usato toni accesi rivolgendosi ai gruppi parlamentari:
"Non intendo andare in vacanza se prima non avrò depositato la legge in
Parlamento". Di lì a poco si sarebbe infatti messa allopera una task force
costituita dal vicepresidente del Consiglio Sergio Mattarella e dai Sottosegretari Vita e
Bassanini, che avrebbe portato al testo del disegno di legge.
Una posizione ferma, quella del Presidente,
attenta agli umori della maggioranza (soprattutto a quelli dellAsinello che sulla
par condicio mantiene una posizione indipendente), tuttavia aperta a trovare possibili
convergenze allinterno del centro sinistra ma anche con lopposizione.
La posizione del Premier emerge con
chiarezza durante un vertice a Palazzo Chigi dedicato alla questione, nellambito del
quale si sostiene niet agli spot.
( Sintesi dellintervento pubblicato su La Repubblica:
"Il premier antispot: la politica non è un pannolino", 10.9.1999 ) |