ROMA - Presidente Angius, il conflitto di interessi va esteso anche ai
parlamentari, vanno messi "nel mirino" non solo gli uomini di governo?
"Ne abbiamo discusso e ne
discuteremo ancora. Secondo me, per la verità, il punto vero è l'incompatibilità con le
cariche di governo. Ma la legge che ci è arrivata dalla Camera non lo risolve
appieno".
Quindi va cambiata...
"Sì, per metterla in linea con le
regole di tanti paesi moderni, a cominciare dagli Stati Uniti, e con altre leggi che sono
già in vigore nel nostro stesso paese".
Per esempio?
"Per esempio con alcuni articoli del
codice civile che riguardano il controllo societario, e con leggi che regolano in modo
preciso e netto le incompatibilità. Sono leggi "in disuso", come dicono i
giuristi, che andrebbero ripristinate".
In sostanza, il progetto che arriva da Montecitorio
è a maglie troppo larghe, vanno strette meglio.
"La mia opinione è proprio questa,
senza nessuna intenzione di perseguitare Berlusconi. Anche se mi aspetto già una nuova
ondata di collera del Cavaliere: comunisti, stalinisti, e quant' altro. Pazienza. Ne
abbiamo passate tante. Sopporteremo anche questa".
Berlusconi vi accusa: dopo la par condicio, ecco il
conflitto di interessi per impedirmi di far politica.
"E chi lo impedisce? Anzi. Tutti
devono poter far politica, la pregiudiziale non è questa. Il punto è, diciamo così,
l'interesse privato in atti d'ufficio, la possibilità di legiferare per se stessi, se uno
sta nello stesso tempo al governo e in un impero tv. Berlusconi perde sempre la trebisonda
appena si parla di tv e di giustizia. Chissà perché....".
Anche per lei, senatore, il leader di Forza Italia
è "in paranoia"?
"Le sparate del Cavaliere non scattano
solo perché viene meno un evidente privilegio nel sistema tv, l'arma dello spot che Forza
Italia ha usato non solo contro di noi ma anche a danno dei suoi stessi alleati. Dietro il
suo estremismo c'è anche una scelta politica".
Quale?
"Berlusconi deve intercettare,
raccogliere, convincere l'elettorato leghista, dopo l'accordo con il Carroccio. Deve
"fare" Bossi. Ecco allora che per "rassicurare" la Lega, grida, si
scatena, alza i toni. Poco male. Perché, su questa strada, il Polo paga pegno".
Non frutta il Berlusconi furioso?
"No. Si spalanca una prateria per il
centrosinistra. Gli elettori moderati del Polo, a certe condizioni, possono anche passare
dalla nostra parte".
Ma il Polo accusa di estremismo D'Alema, ha chiesto
che il presidente del Consiglio venga in Parlamento a dar conto dei suoi attacchi al
centrodestra.
"D'Alema ha detto che il Polo ci porta
fuori dall'Europa, e qui al Senato gli uomini di Berlusconi ne hanno appena fornito la
prova provata. C'era da votare la mozione contro Haider. Bene. Il centrodestra ne ha
presentata una congegnata così: la risoluzione della Ue purgata però da tutte le
critiche al leader austriaco. Al posto delle frasi di condanna, elogi e consensi ad
Haider. Una vergogna. Ecco la doppiezza di Berlusconi: a Strasburgo con il Ppe vota contro
il razzista austriaco, ma a Roma con il Polo vota a favore. Il che, appunto, dimostra che
il centrodestra ci spinge fuori dall'Europa".
Dopo la par condicio, dunque tocca al conflitto di interessi.
"Certo. Ci siamo impegnati a votare la par condicio il 18 febbraio".
Emendamenti del Polo permettendo...
"Ce la faremo. Anche se l'unica
opposizione che il Polo è in grado di esprimere è l'ostruzionismo. Tipo, chiedere di
votare tutti insieme trenta disegni di legge. Prima del conflitto di interessi, daremo il
via però alla commissione per Tangentopoli. E qui posso fare una promessa ai colleghi del
centrodestra".
Prego.
"La commissione per Tangentopoli
indagherà in tutte, e sottolineo tutte, le direzioni. Se qualcuno pensa di poter
orientare gli accertamenti a 180 gradi, si sbaglia. Si faranno a 360 gradi. Ne stiano
certi". |