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fondamentalismo e parità scolastica

In queste ultime settimane la Lega ha lanciato una pesante offensiva anti-Islam che ha trovato appoggi più o meno espliciti in vari ambienti politici e culturali.
Il giornale Libero, ad esempio, ha distribuito il Corano ai propri lettori sostenendo che l'ISLAM rappresenta per sua natura un qualcosa di incompatibile con i principi democratici delle società occidentali. Nell'editoriale di
questo giornale si leggeva che "la conoscenza (del Corano) può evitarci la pericolosa utopia della società multietnica"

Basterebbe qualche esempio a dimostrare che l'islamismo, come il cristianesimo e l'ebraismo è una religione varia che ha in sè mille volti tra i quali anche quelli dell'integralismo e dell'intolleranza.

L'esperienza storica di tanti paesi europei e degli USA dimostra che la pretesa di liquidare l'islamismo come incompatibile con la società multi-culturale è fondata solo sul pregiudizio e l'ignoranza di chi scrive queste cose.

Il nemico delle società democratiche non è questa o quella religione, ma l'integralismo di qualunque matrice esso sia.
Compito della politica e, quindi, dello Stato in un sistema democratico e laico come il nostro deve essere quello di creare le condizioni perché si sviluppi pacificamente una piena integrazione nella garanzia della libertà di culto per tutti e per ciascuno.

E' interessante vedere in quest'ottica la legge sulla
parità scolastica che il centrosinistra ha approvato in questa legislatura.

Che cos'è? E' una legge che l'Italia attendeva da 50 anni: da quando, cioè, è entrata in vigore la Costituzione.
Infatti l'art.33 della Costituzione dice: "La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali".

Sostanzialmente, la Costituzione obbliga lo Stato ad istituire scuole di ogni ordine e grado, poi riconosce il diritto dei privati a fare altrettanto "senza oneri per lo Stato" ed infine sottolinea che una legge ordinaria deve stabilire quali sono i criteri cui deve rispondere una scuola gestita da privati per poter essere considerata "pari" a quella gestita dallo Stato.

E proprio questi criteri hanno una grande rilevanza nell'ambito di quanto dicevamo sulla società multiculturale.
E' noto, infatti, che la maggior parte delle scuole private oggi sono scuole cattoliche. E' ipotizzabile ragionevolmente che possano nascere in Italia altre scuole di natura religiosa che aspirino alla parità con quelle dello Stato. Può o potrà esserci la scuola islamica, quella ebraica, quella buddista e via dicendo.

Ebbene, questa legge non si preoccupa di dire a quale religione debbono ispirarsi le scuole perché l'una è cattiva e l'altra è buona, ma fissa dei parametri precisi ai quali tutte le scuole che aspirano alla parità e che vogliono aver riconosciuto il valore legale dei titoli devono conformarsi.

Vediamoli in sintesi:

l'insegnamento deve essere improntato ai principi di libertà stabiliti dalla Costituzione;

le scuole paritarie sono tenute alla pubblicità dei bilanci: deve essere noto come vengono gestite e come si finanziano

poiché svolgono un servizio pubblico, le scuole paritarie devono accogliere chiunque richieda di iscriversi, compresi gli alunni con handicap: chiara norma di civiltà e volta ad impedire discriminazioni di qualsiasi sorta;

non sono obbligatorie per gli studenti le attività extra-curriculari che presuppongono o esigono l'adesione ad una determinata ideologia o confessione religiosa: proprio perché le scuole parificate di ispirazione religiosa NON sono scuole confessionali, ma assolvono alla funzione dell'istruzione pubblica insieme a quelle dello Stato;

devono essere istituiti e funzionanti gli organi collegiali improntati alla partecipazione democratica: il che vuol dire che deve essere garantita la rappresentanza dei genitori e degli studenti nei Consigli d'Istituto.

il personale docente deve essere fornito di abilitazione e deve essere inquadrato secondo i contratti collettivi nazionali di settore: il che vuol dire che un insegnante che svolge una funzione pubblica non può essere tale semplicemente per la propria appartenenza religiosa, ma lo è in virtù di un abilitazione riconosciutagli dallo Stato.

A queste si aggiungono altre due disposizioni che hanno meno a che fare con il tema di cui trattiamo in questa news: le disponibilità dei locali, arredi e attrezzature didattiche devono essere propri del tipo di scuola e conformi alle norme vigenti; devono essere costituiti corsi completi (non può essere riconosciuta la parità a singole classi, tranne che in fase di istituzione di nuovi corsi
completi, ad iniziare dalla prima classe).

Ci sembra che questa legge sia molto importante perché impone a chi vuole esercitare una funzione educativa pubblica e riconosciuta il rispetto dei principi di libertà e democrazia del nostro ordinamento.
E' una legge, insomma, che affronta con serietà e concretezza il problema della costruzione di una società multiculturale e della lotta all'integralismo e lo fa nel rispetto di tutte le credenze e convinzioni religiose.

Per saperne di più:
http://www.senato.it/dsulivo/schede/parità%20scolastica.htm

Per il testo della legge:
http://www.popolari.it/aree_scuola_speciale/Parita.htm

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webmaster: Andrea Cano

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