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l'intervista di Curzio Maltese su "La Repubblica" |
"Sono
come Silvio, più mi
attaccano, più vado avanti"
Parla Luttazzi. "Con
Satyricon abbiamo fatto
un esperimento sul grado di libertà in Italia
di CURZIO MALTESE
ROMA - Caro Luttazzi, allora questa sera su Raidue non va in onda il suo Satyricon
ma quello di Fellini.
"E' uno scandalo. Si tratta di una manovra elettorale contro il Polo. Quel film
trasuda anti berlusconismo, Trimalcione è una chiara metafora, anche fisica, del
Cavaliere. Fellini aveva previsto tutto, d'accordo con Veltroni. Senza contare il
precedente di Ginger e Fred, dove Fellini ridicolizza Berlusconi, nella parte di Ginger.
Mi domando dove andremo a finire. Spero che intervengano la commissione di vigilanza, i
presidenti delle Camere".
Vedo che nonostante tutto non le hanno fatto passare la voglia di ridere.
"Vede io sono un ottimista, come in fondo tutti i comici. Se non pensi che il mondo
possa essere migliore, come fai a far ridere sulle storture di questo?"
E' una stortura la reazione del Polo, la richiesta di dimissioni dei vertici Rai?
"Ma che cosa ho fatto in fondo? Ho fatto qualche domanda. Siamo in democrazia, le
domande sui personaggi pubblici sono lecite. Siamo in democrazia, no? Lo ripeto
soprattutto per quelli che da giovedì mi controllano il telefono".
I leader e i giornali della destra l'accusano di avere organizzato tutto a fini
elettorali, lei, Freccero e i capi dell'Ulivo vi siete trovati con il guru americano
Greenberg e...
"E' insultante. Ma no, ridicolo. Nessuno sa nulla del mio programma finché non
registriamo, compreso Freccero. E poi quali sarebbero i mandanti, i capi della sinistra?
Ma se perfino D'Alema mi ha attaccato! Ma chi non usa la libertà non la capisce. E'
andata nel modo più semplice, ho letto il libro di Travaglio, mi è piaciuto. Raccontava
cose importanti, documentate. Non aveva avuto nessuna querela, soltanto non se ne parlava.
Io sono curioso. Mi sono detto, lo invito io e vediamo che cosa succede" .
Bene, ora ha visto che cosa è successo? Se l'aspettava?
"Davvero no, non avevo il minimo sospetto. E' stato un interessante esperimento
sociologico dal vivo sul grado di libertà in Italia".
E perché c'è stata questa reazione, secondo lei?
"Non lo sapevo ma l'ho capito leggendo l'Herald Tribune. Dice che avrei infranto un
lungo e tacito patto fra maggioranza, opposizione e grande parte dell'informazione per cui
in Italia dei temi scabrosi della fortuna di Berlusconi non si deve fare menzione. E
l'autore, James Walston, aggiunge che però sono domande politiche in cerca di risposte.
Per molto meno Clinton è stato crocefisso sui giornali e sulle tv americane e costretto a
spiegare nel dettaglio i suoi rapporti con la Lewinski. Beh, giuro che non pensavo che in
Italia la democrazia funzionasse in maniera così diversa, che le domande non si potessero
fare. Non disturbate il conducente, insomma. Ma disturbare il conducente è il mio
mestiere".
Ma le era già capitato di avere guai con i politici, per esempio con le battute
contro il ritorno dei socialisti.
"Già. Stefania Craxi commentò: chissà dov'era questo cuor di leone di Luttazzi
quando mio padre era presidente del consiglio. Io me lo ricordo. Nell'88 feci una battuta
su Craxi e sparii dalla televisione per cinque anni".
Si aspetta la stessa sanzione se vince la destra dopo il 13 maggio?
"In una democrazia un politico ha tutti i diritti di dire: "non mi è
piaciuto". Quello dove un politico può dire: "non mi è piaciuto, quindi non va
più in onda" si chiama regime".
Dicono che non c'era contraddittorio.
"Non è colpa mia, invito da mesi Berlusconi e non mi risponde. Come del resto
Rutelli. E Fini, Storace, Bossi. Hanno accettato soltanto Pannella, Di Pietro e
Fassino".
Violante l'ha criticata per quel "in questa Italia di merda".
"L'Italia di merda era riferito agli argomenti di cui avevo parlato con Travaglio.
L'Italia della mafia, dell'omertà sui potenti, delle stragi, dei soldi sporchi, come la
vogliamo chiamare, Bel paese? Subito dopo ho mostrato che c'è anche un'Italia
meravigliosa, quella di Lucchetta, il capitano della grande nazionale di pallavolo che
apre centri di volontariato per l'assistenza di bambini".
Cossiga ha detto che un guitto non può processare Berlusconi.
"Mi onoro di essere un guitto, un clown, ma non ho processato nessuno. Ho soltanto
fatto domande. Una cosa normalissima, se non fosse che nessun altro le aveva mai fatte in
televisione. Sui giornali sì, sui libri sì, in tv mai. Tutto qui. Non sono un eroe.
Soltanto di una cosa sono davvero orgoglioso, che il mio Satyricon sia servito a far
mandare in onda l'intervista a Paolo Borsellino, un documento straordinario,
incredibilmente censurato".
Nel programma di Santoro l'hanno anche attaccata.
"Paolo Guzzanti ha detto una cosa aberrante, che fare satira sull'opposizione è da
nazisti. Che cosa vuoi dire a uno così? La satira ha a che fare con la faccenda di Davide
e Golia. Ora fra me e Berlusconi, secondo Guzzanti, il povero Silvio sarebbe Davide".
Freccero ha detto, sospendendo la prima volta Satyricon, che il pubblico non
capiva il programma.
"In Italia non c'è abitudine alla satira. Piacciono molto le imitazioni, le
caricature. Io faccio altro, metto uno specchio davanti alla realtà e la invito a
guardarsi. La satira sta alla democrazia come lo sberleffo sta alla dittatura. Aggiungo
che in Italia non c'è consuetudine ai talk show indipendenti e graffianti alla Dave
Letterman. Noi abbiamo Costanzo e Vespa, non so se mi spiego".
Che cosa ha copiato da Letterman?
"Trovo straordinario il suo modo di essere cattivo e ingenuo, cattivo perché
ingenuo. La cattiveria di Letterman consiste nel fare le domande più ingenue di questo
mondo".
E secondo lei il pubblico italiano non è pronto a tanto?
"Secondo me, sì. Basta provarci. Il problema è che non lo lasciano scegliere. Io ho
rispetto del pubblico, mi rivolgo a gente adulta. Questi politici invece disprezzano gli
elettori, considerano gli italiani una massa di bambini scemi da tutelare, ai quali va
somministrata una pappa omogeneizzata. Vogliono decidere quello che può o non può essere
mandato in onda per cittadini incapaci di decidere da soli. Hanno un'idea spaventosa degli
italiani".
Ha ricevuto la solidarietà di colleghi?
"Se posso chiamarlo collega, Dario Fo mi ha chiamato entusiasta. Anche Beppe Grillo,
mi ha detto: m'hai fatto godere. Ma il giorno dopo ho letto che in un'intervista ha detto
di non aver visto il programma. Curioso, Grillo deve avere un gemello, come
Dell'Utri".
E poi?
"Lasciamo perdere. Piuttosto mi ha stupito il presidente Zaccaria. Ha subito un
attacco intimidatorio ma non si è fatto intimidire per nulla".
Gli attacchi rientrano nei rischi del mestiere, o no?
"Già, siamo uomini o caporali? ieri Franca Faldini, a proposito di Satyricon, ha
ricordato su Repubblica le parole di Totò: "I caporali sono quelli che vogliono
essere i capi. C'è un partito e sono capi, cambia il partito e sono capi. C'è la pace,
la guerra e sono capi. Io odio i capi come le dittature, le botte e la malacreanza".
Bello, no?".
E quindi, andrà avanti.
"Un altro mio modello comico, Silvio Berlusconi, l'altro giorno, uscendo da
Confindustria ha dichiarato: io sono fatto così, più mi attaccano, più vado avanti.
Bravo. Anch'io".
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da La Repubblica
21 marzo 2001
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