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tre idee toscane per l'Ulivo   articolo di Agostino Fragai

da "IL TIRRENO TOSCANA"


Qualche mese fa il risultato delle prossime elezioni politiche sembrava già scritto. Il sorriso onnipresente di Berlusconi era speculare allo stato d'animo depresso del centrosinistra. La scelta di Rutelli come candidato e una positiva azione di governo stanno sensibilmente riaprendo la partita. Ci sono ragazzi e ragazze che su Internet reagiscono con ironia all'invadenza della promozione pubblicitaria del leader del Polo, altri che si offrono volontari nelle sedi di partito e nei comitati Rutelli che si stanno costituendo un po' ovunque. Insomma qualcosa si muove, lo scontro è aperto e per conoscerne l'esito non sarà sufficiente scrutare i sondaggi ma occorrerà contare le schede nell'urna.
Propongo di riflettere e lavorare intorno a tre questioni. Primo. In Toscana ci proponiamo di conseguire un risultato analogo al '96, quando l'Ulivo elesse 28 deputati su 29, oltre a tutti i senatori. Ci sono alcuni collegi difficili, sei o sette, ma nessuno è perso in partenza. Il risultato da noi si misurerà su questi. Per conquistarli abbiamo bisogno di scegliere presto i candidati giusti, i migliori per vincere, a prescindere dagli equilibri politici regionali e nazionali interni alla coalizione. Inoltre è necessario che intorno a questi candidati si creino alleanze locali ancora più larghe di quelle nazionali e che tutto l'elettorato di sinistra vada alle urne, superando le divisioni. Si tratta di condizioni in gran parte da costruire e si tratta di farlo con il pieno coinvolgimento delle realtà interessate.
Secondo. Rutelli ha avviato, così come a suo tempo fece Prodi, una "campagna di ascolto" per raccogliere l'umore del Paese e costruire anche per questa via il programma elettorale. Il tour si concluderà con una "convention" nazionale. A mio avviso questo percorso può essere arricchito introducendo modalità innovative, che mettano in risalto il carattere federalista del centrosinistra. Si potrebbe allora dare vita ad una "convention toscana" nella quale la migliore cultura politica della regione, le sue forze intellettuali e produttive potrebbero cimentarsi nell'impresa di offrire ben più di un supporto elettorale, avanzando proposte complesse, riflettute, sperimentate nell'azione di governo e nell'impegno civile. La Toscana ha questa forza. La sua dotazione di risorse umane è straordinaria in tanti campi. Unificare queste energie e metterle al servizio del Paese, non solo dà qualità alla proposta politica ma ci consente di rispondere all'azione propagandistica del Polo in materia di federalismo.
Terzo. La Toscana vince se il centrosinistra vince. Il Polo ci riporterebbe al Paese governato dall'asse politico fra l'estremo nord e l'estremo sud che abbiamo già conosciuto in passato. Il centrodestra è anche la Lega, per la quale tutto ciò che accade al di sotto del Po è superfluo. Gli imprenditori, come i lavoratori, di questa nostra regione devono riflettere sui danni che una politica leghista e nordista potrebbe causare alla nostra stessa economia.
Noi possiamo garantire la Toscana in Italia e in Europa. Disponiamo di una classe dirigente adeguata e ampiamente sperimentata nel corso di questi anni: a Roma come nel governo della Regione e dei Comuni. Dobbiamo riuscire a far apprezzare agli elettori questa realtà. Il modo più efficace è rendere percepibile la compattezza di una squadra, unita in campo per battere Berlusconi e capace di dare voce alle forze moderne e solidali della Toscana. In questo contesto vanno inquadrate le proposte di valorizzazione dei nostri migliori donne e uomini. Abbiamo la fortuna di poter contare su risorse di grande valore, che hanno dato un apporto determinante alla guida del Paese, hanno fatto crescere la Toscana nel mondo e ora possono contribuire, con un valore aggiunto, ad un grande risultato dell'Ulivo. L'arma vincente, però, sarà la capacità di fare squadra e la gestione intelligente delle nostre migliori risorse.


(da "il Tirreno Toscana" del 5/11/2000)


Agostino Fragai
5 Novembre 2000

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