da "IL TIRRENO TOSCANA"
Qualche mese fa il risultato delle prossime elezioni politiche
sembrava già scritto. Il sorriso onnipresente di Berlusconi era speculare allo stato
d'animo depresso del centrosinistra. La scelta di Rutelli come candidato e una positiva
azione di governo stanno sensibilmente riaprendo la partita. Ci sono ragazzi e ragazze che
su Internet reagiscono con ironia all'invadenza della promozione pubblicitaria del leader
del Polo, altri che si offrono volontari nelle sedi di partito e nei comitati Rutelli che
si stanno costituendo un po' ovunque. Insomma qualcosa si muove, lo scontro è aperto e
per conoscerne l'esito non sarà sufficiente scrutare i sondaggi ma occorrerà contare le
schede nell'urna.
Propongo di riflettere e lavorare intorno a tre questioni. Primo. In Toscana ci proponiamo
di conseguire un risultato analogo al '96, quando l'Ulivo elesse 28 deputati su 29, oltre
a tutti i senatori. Ci sono alcuni collegi difficili, sei o sette, ma nessuno è perso in
partenza. Il risultato da noi si misurerà su questi. Per conquistarli abbiamo bisogno di
scegliere presto i candidati giusti, i migliori per vincere, a prescindere dagli equilibri
politici regionali e nazionali interni alla coalizione. Inoltre è necessario che intorno
a questi candidati si creino alleanze locali ancora più larghe di quelle nazionali e che
tutto l'elettorato di sinistra vada alle urne, superando le divisioni. Si tratta di
condizioni in gran parte da costruire e si tratta di farlo con il pieno coinvolgimento
delle realtà interessate.
Secondo. Rutelli ha avviato, così come a suo tempo fece Prodi, una "campagna di
ascolto" per raccogliere l'umore del Paese e costruire anche per questa via il
programma elettorale. Il tour si concluderà con una "convention" nazionale. A
mio avviso questo percorso può essere arricchito introducendo modalità innovative, che
mettano in risalto il carattere federalista del centrosinistra. Si potrebbe allora dare
vita ad una "convention toscana" nella quale la migliore cultura politica della
regione, le sue forze intellettuali e produttive potrebbero cimentarsi nell'impresa di
offrire ben più di un supporto elettorale, avanzando proposte complesse, riflettute,
sperimentate nell'azione di governo e nell'impegno civile. La Toscana ha questa forza. La
sua dotazione di risorse umane è straordinaria in tanti campi. Unificare queste energie e
metterle al servizio del Paese, non solo dà qualità alla proposta politica ma ci
consente di rispondere all'azione propagandistica del Polo in materia di federalismo.
Terzo. La Toscana vince se il centrosinistra vince. Il Polo ci riporterebbe al Paese
governato dall'asse politico fra l'estremo nord e l'estremo sud che abbiamo già
conosciuto in passato. Il centrodestra è anche la Lega, per la quale tutto ciò che
accade al di sotto del Po è superfluo. Gli imprenditori, come i lavoratori, di questa
nostra regione devono riflettere sui danni che una politica leghista e nordista potrebbe
causare alla nostra stessa economia.
Noi possiamo garantire la Toscana in Italia e in Europa. Disponiamo di una classe
dirigente adeguata e ampiamente sperimentata nel corso di questi anni: a Roma come nel
governo della Regione e dei Comuni. Dobbiamo riuscire a far apprezzare agli elettori
questa realtà. Il modo più efficace è rendere percepibile la compattezza di una
squadra, unita in campo per battere Berlusconi e capace di dare voce alle forze moderne e
solidali della Toscana. In questo contesto vanno inquadrate le proposte di valorizzazione
dei nostri migliori donne e uomini. Abbiamo la fortuna di poter contare su risorse di
grande valore, che hanno dato un apporto determinante alla guida del Paese, hanno fatto
crescere la Toscana nel mondo e ora possono contribuire, con un valore aggiunto, ad un
grande risultato dell'Ulivo. L'arma vincente, però, sarà la capacità di fare squadra e
la gestione intelligente delle nostre migliori risorse.
(da "il Tirreno Toscana" del
5/11/2000)
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