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Dario Fo e Franca Rame  -  il mondo a rovescio
il mondo a rovescio
Dario Fo e Franca Rame commentano il caso Luttazzi

20 marzo 2000

Un bel mondo a rovescio questo, dove la sinistra si rifiuta di
fare campagna elettorale e tocca ai comici di sostituirla. E
non solo in politica, anche nelle battaglie sociali.
Chi e' il primo fornitore italiano di elettricita' ecologica
all'Enel? I verdi? No, Beppe Grillo.
Chi ha scatenato il casino sull'uranio radioattivo? I Ds?
No. Striscia la Notizia.
Chi ha fatto la campagna per l'olio di colza? L'Asinello?
Noi due guitti.
E chi ha avuto il coraggio di fare informazione vera in tv,
portando gli atti dei processi contro Berlusconi?
Daniele Luttazzi.
E' fantastico, gli attori stanno prendendo il potere!
In fondo non c'e' poi tanto da meravigliarsi: abbiamo un
Papa ex attore e un presidente della Repubblica Ceca Havel
famoso autore di tragedie e anche di satire.
Clinton non c'entra. Lui era sassofonista, a causa di un
dissesto maniaco-orale.
Ma parliamo di Luttazzi, che forse a quest'ora e' ancora vivo.
Duole dirlo, ma ha piu' palle lui di 400 giornalisti di sinistra
medi e mediomassimi!
Per spiegarci meglio, avete visto come intervistavano
Berlusconi a "Porta a porta"?
Mancava poco che il Vespa gli facesse vento e strisciasse ai
suoi piedi per leccarglieli un po'.
In effetti a leggere i giornali oggi mica si capisce bene cosa
ha detto il Luttazzi. Allora a beneficio degli assenti
riassumiamo. Egli ha invitato alla sua trasmissione che va in
onda in seconda serata sulla seconda rete tale Marco
Travaglio, giornalista di Repubblica, conosciuto nel giro
come la "Tigre di Mompracem", il quale, unitamente a talaltro
Elio Veltri, in arte "Kamikaze della banda di Di Pietro", ha
avuto il fegato, tipicamente italico, di scrivere un libro
intitolato "Il colore dei soldi". Sottotitolo: Origini e misteri
delle fortune di Silvio Berlusconi.
In questo libro si raccolgono atti giudiziari contro il leader di
Forza Italia e soci e l'intervista al giudice Paolo Borsellino,
persona stimatissima e onesta che tra l'altro simpatizzava per
la destra, il quale, poco prima di essere ammazzato, racconta
che sta indagando su rapporti poco chiari tra l'entourage di
Berlusconi e la mafia. Nel libro notansi anche che presso il
Berlusconi lavorava un noto boss mafioso nella umile veste
di stalliere della villa di Arcore.
Nel libro parlansi anche di molti miliardi arrivati alla
Fininvest, molte societa' create in Italia e all'estero, e persino
esilaranti interrogatori del Berlusconi nei quali lui si difende
in maniera alquanto singolare dall'accusa di irregolarita' in
atti fiscali. Tutta roba, precisa l'autore, agli atti dei processi.
Roba insomma che basta richiederla per poterla leggere.
Possibile che nessun altro oltre Luttazzi e gli autori del libro
se ne sia accorto?
Ora, vorremmo dire che se negli Usa, che non sono proprio la
patria del comunismo, venisse a galla del materiale, della
documentazione a dir poco esplosiva su un candidato, di
qualunque partito esso sia, voi la trovereste pubblicata in
prima pagina su tutti i giornali e telegiornali, a prescindere
dal loro colore politico.
Si chiama dovere d'informazione.
E a volte se ne trova.
Tutte queste notizie in Italia invece sono riuscite a passare
praticamente inosservate. Non era meglio scriverci queste sui
manifesti, invece di riempirli col faccione di Rutelli?
Si ha come la sensazione che Berlusconi tenga tutti per i
coglioni. E viene da chiedersi come mai si siano chiuse le
camere senza che venisse ratificato il trattato con la Svizzera
sulle rogatorie delle documentazioni bancarie. Sarebbe stato
fondamentale per la conclusione delle inchieste di
Mani Pulite. Borelli ha chiesto al Parlamento di approvare la
legge in extremis, ma non e' stato ascoltato. E cosi' un altro
modo per fare chiarezza e' stato vanificato da una coalizione
di Governo di centrosinistra che ha la maggioranza e che si
avvia sorridendo ad una quanto mai probabile sconfitta
elettorale.
Vogliono fare la campagna elettorale su un piede solo, con le
mani legate e un limone in bocca.
E poi dicono che la Mucca e' Pazza.
Chi piu' ne ha, piu' ne metta.
L'altra sera a Tele Lombardia sul tema "Mafia Dell'Utri e
Berlusconi" si scontravano rappresentanti di tutti o quasi i
partiti. Con un collegamento in differita, interveniva a tratti
anche Marco Travaglio. L'autore del libro scandalo ricordava
come nella sua inchiesta fosse emerso che il Cavaliere - o
come lo chiama Indro Montanelli il "Piazzista di Arcore" ha
intestato le proprie societa' a tutti i parenti, a cominciare dal fratello,
dalla moglie e i figli nonche' a conoscenti piu' o meno stretti
fino ad un vecchietto, poverino, infermo costretto a recarsi in
sedia a rotelle presso gli uffici appositi per apporre la propria
firma di amministratore sui bilanci di una
delle suddette societa'. Al che, un rappresentante della Casa
delle Liberta' e' intervenuto commosso e
ha esclamato: Ecco, questa e' la prova della magnanimita'
del Cavaliere. Lui, i suoi collaboratori non li licenzia, ma li fa
sentir vivi fino all'ultimo respiro!
Ad un certo punto il giornalista di Repubblica ricordava ad
un rappresentante della Lega che qualche anno fa, quando
ancora Bossi si trovava in rotta con Berlusconi, era stato
pubblicato un libro dal titolo "Soldi sporchi al Nord" per una
casa editrice, l'Editoriale Nord, notoriamente legata al
Carroccio. Pare che nel testo si accusasse il Leader di Forza
Italia non solo di essere quasi un mafioso, ma di aver riciclato
denaro sporco e trafficato illegalmente muovendo capitali su
piazze esotiche riuscendo cosi' a gabbare il fisco per miliardi.
Il responsabile leghista ascoltava terreo, senza riuscire a
balbettare parola, quindi il Travaglio incalzava: Insomma, ieri
Berlusconi era un mafioso e oggi? Si', allora lo era. Adesso
non lo e' piu'.
E morta li'. Oggi siamo in un clima di bagarre: Forza Italia,
Alleanza Nazionale e perfino Bossi chiedono a tamburo
battente le dimissioni della direzione RAI al completo,
minacciando addirittura di non intervenire piu' ai programmi
della Televisione di Stato.
Pensa tu che pacchia!
E voi credete ad un gesto tanto eroico?
"Ma mi facci il piacere!" avrebbe detto Toto'.
Figurati se quelli rifiutano lo straordinario privilegio di poter
mostrare ogni giorno a tormentone le proprie facce
costringendoci ad ascoltare pletore ed insulti non solo agli
avversari politici, ma soprattutto alla nostra intelligenza!

Dario Fo e Franca Rame







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