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| L'accusa
di Berlusconi |
Corriere della Sera, 19/11/2000
Questa maggioranza, convinta di
essere sconfitta, ipoteca il futuro sino al 2004 e oltre con erogazioni e con promesse: un
regalo un po per tutti, salvo che per leconomia del Paese che ha bisogno di
riforme strutturali del settore pubblico che ne alleggeriscano il peso e diano sostegno
alla crescita economica. Leggo nel Rapporto Trimestrale sulla finanza pubblica
dellottobre 2000, che il maggior gettito deriva in buona parte dallimposizione
sui capital gain, dallIva e dallIrpeg. Si tratta di tassazioni tipicamente
legate al ciclo di espansione economica, come ad esempio la svalutazione delleuro e
il rincaro del petrolio. Di fronte al fatto che le ultime stime ufficiali del Pil per il
terzo trimestre inducono a ritenere che la crescita nel 2000 non sarà del 2,8% ma al
massimo del 2,6%, così come avevano fatto ritenere le pur caute dichiarazioni del
Governatore Fazio, il governo e la maggioranza non si sono dati carico di rivedere le
stime della Finanziaria e di usare maggiore prudenza nellipotecare le risorse future
presentate con una tecnica da bacchetta magica. Non si sono preoccupati,
per contro, di agevolare leconomia che già nel primo anno di ripresa europea dà
segni di affaticamento. Hanno invece abolito da subito i ticket farmaceutici
"raschiando il fondo del barile", come ha detto qualche ministro con una
espressione che evoca un comportamento da naufraghi.
Per molte settimane il presidente del Consiglio aveva dichiarato che mancavano le
coperture per i 1500-1700 miliardi annuali di mancato incasso di ticket sui farmaci e per
leventuale maggiore acquisto di essi che presumibilmente a ciò consegue, non
essendovi il freno del ticket. Per agganciare lon. Bertinotti, ora i mezzi di
copertura ci sono (ignorando però la questione della maggiore spesa per medicinali). E le
risorse si trovano, miracolosamente, anche per abolire progressivamente dal 2002 i ticket
per la diagnostica non tumorale con un costo a regime di altri 4.200 miliardi. La
coalizione di maggioranza così si contraddice disinvoltamente. Amato, che sino a ieri era
un fanatico fautore di questo tipo di strumento di finanziamento sanitario anche nelle sue
versioni più opinabili, tanto da introdurre, nel 1992, la tassa per il medico, ora manda
in soffitta anche quel "sanitometro" che era stato un cavallo di battaglia
dellUlivo.
Ma anche questa operazione, che
lon. Bertinotti acclama come una "cosa di sinistra", cela un imbroglio.
Infatti è stato previsto che, nel caso le risorse per la sanità a disposizione delle
Regioni non bastino, siano le Regioni stesse a provvedere lintegrazione con ticket
di vario genere. Che così rinasceranno, con un fare e disfare amministrativo di cui le
aziende sanitarie non hanno proprio bisogno. Non riesco a comprendere come, dopo aver
polemizzato con quelle Regioni che chiedono autonomia nel settore sanitario, la sinistra
possa varare una legge finanziaria che, per gran parte del suo lunghissimo testo, detta
minuziose regole centralistiche in tale settore, imputando la copertura
delleventuale deficit derivante dalle nuove norme alle Regioni stesse. È come far
cambiali a nome di terzi.
Fra le raschiature del "fondo
del barile" per spesare i nuovi regali elettorali, vi è anche una entrata di 500
miliardi che sarà ricavata dalla cessione di immobili pubblici. Una famiglia che venda un
alloggio di sua proprietà, se ha un minimo di responsabilità per i figli, ne destina il
provento a ridurre lonere dei debiti o a fare altri investimenti, non a spese
correnti. Se tutto questo è "una cosa di sinistra", o non piuttosto una
"procedura sinistra", lo lascio giudicare ai lettori.
La manovra complessiva per il
2001, che oramai si avvicina ai 35 mila miliardi di concessioni in ordine sparso, include
solo 3800 miliardi di maggiori spese in conto capitale di cui 665 miliardi per maggiori
investimenti di enti territoriali. La esiguità della cifra per gli investimenti pubblici
a fronte di tante elargizioni per spese correnti è evidente e si accompagna al fatto che
il project financing è attardato da complicazioni procedurali e al fatto che gli appalti
di opere pubbliche in Italia sono in diminuzione.
Per quanto riguarda le somme
aggiuntive che la Finanziaria ha destinato per la ricerca scientifica e tecnologica, 180
miliardi soltanto, devo arguire dalla loro esiguità che la ricerca non sia "cosa di
sinistra" per cui valga la pena di "raschiare il barile".
Invece si sono trovati i fondi per
finanziare le spese giudiziarie del cambio di sesso. I bonus di fine anno, dando luogo a
un reddito disponibile superiore alle previsioni, dovrebbero dare sostegno alla domanda
interna, secondo la concezione economica che lattuale coalizione dichiaratamente
segue e che ben si concilia con il suo elettoralismo, eppure il Pil italiano in questo
periodo aumenta meno delle previsioni e la nostra crescita presenta un distacco di 0,5-
0,8% rispetto alla dinamica europea.
La nostra maggiore spesa per
consumi incentiva più le economie degli altri Paesi europei che la nostra. I dati sul
rallentamento della crescita e quelli sulla insufficiente dinamica dellexport
italiano (aumento del 10% contro il più 14% del commercio mondiale) ci dicono infine che
la nostra economia in questi anni si è indebolita nel confronto internazionale e che
lindirizzo perseguito dai governi della sinistra è sbagliato.
La politica economica della
sinistra, lungi dal risanare la nostra economia come pretende di aver fatto, lha
ingessata. La Finanziaria è del tutto sbagliata e addirittura dannosa perché, anziché
puntare sulla politica dellofferta, fa una politica della domanda elettorale e
falsamente sociale.
La sinistra, per la nostra
economia, non è il medico ma è la malattia. |
Silvio Berlusconi
capo dell'opposizione
19 Novembre 2000 |
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