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L'ossario di pietra calcarea che gli archeologi hanno datato con precisione al 63 dopo Cristo (Giacomo, detto �il Giusto�, mor� lapidato nel 62) riporta una sorprendente iscrizione in lingua aramaica: �Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Ges� �. Andr� Lemaire � uno storico francese specializzato in iscrizioni antiche � parla di chiari riferimenti non solo a Ges�, ma al fratello Giacomo. A sostegno delle tesi di Andr� Lemaire, dicono altri esperti, gioca il fatto che una iscrizione di quel tipo sarebbe atipica se non fosse riferita a un personaggio celebre, quale certamente era Ges� di Nazareth. Oltretutto quel tipo di sepoltura veniva praticata dagli ebrei soltanto nell'arco temporale che va dal 20 al 70 d.C. L'autenticit� del reperto � stata verificata dai pi� qualificati esperti del settore tramite test effettuati sia sulla pietra calcarea dell'ossario che sui residui di terra e altri elementi in esso rinvenuti. Oltre al Dr. Andr� Lemaire � famoso epigrafista a livello internazionale e specialista in iscrizioni antiche � esperti della Geologic Survey of Israel e studiosi della John Hopkins University. Nessun manufatto ricollegabile direttamente a Ges� di Nazareth era stato mai rinvenuto, le testimonianze storiche in nostro possesso erano fino ad oggi connesse esclusivamente agli scritti evangelici, questo fattore conferisce all'ossario di Giacomo grande importanza culturale, a ogni livello, storiografico, cristologico, archeologico, teologico o religioso in genere. Anche il Rev. Joseph Fitzmyer, biblista, docente alla Catholic University, dopo aver studiato l'ossario si � trovato completamente d'accordo con Andr� Lemaire dichiarando che la iscrizione sull'ossario �corrisponde perfettamente allo stile degli altri esempi del primo secolo� e che �la combinazione dei tre famosi nomi impressi oltre a essere evidente � straordinaria�. Molti Vangeli Apocrifi dunque esponevano quella verit� che la cristianit� istituzionale ha sempre respinto: Ges� aveva sorelle e fratelli, nati dalla normale relazione fra Maria e Giuseppe. Una verit� tanto naturale quanto evidente � sostenuta nei secoli da migliaia di studiosi, da milioni di credenti sinceri e da semplici amanti della verit� � che tuttavia le chiese istituzionalizzate rigettano tenacemente adducendo argomenti grotteschi, a volte offensivi dell'intelligenza. Ovviamente quando � in gioco la sopravvivenza di corporazioni di questo tipo scattano i cosiddetti �istinti di conservazione del privilegio�, di conseguenza tutto diventa lecito, negazione dell'evidenza, contraffazione, occultamento, menzogna, impostura, inganno... il tutto, chiaramente, a scapito della Verit�. Smarrimento e angoscia soprattutto nel mondo cattolico, che non a caso sin dal primo giorno ha cercato di minimizzare o finto di ignorare la straordinaria scoperta. A molti curati � stato addirittura consigliato di obiettare ai fedeli che ponessero questioni che trattasi di: a) un equivoco individuabile nella convergenza di significati fra cugino e fratello. Obiezione mendace e maldestra che, seppur considerata giusta se riferita all�Antico Testamento (scritto prevalentemente in ebraico; in aramaico solo Genesi 10, 11; Esdra 4, 8-6, 18; 7, 12-26; Daniele 2, 4-3, 23; 3, 91-7, 28), ignora invece l�assenza di tale convergenza nell�idioma greco in cui fu redatto tutto il Nuovo Testamento (incerta solo la tradizione sulla prima stesura del Vangelo di Matteo, probabilmente in aramaico). b) fratellastro, cio� di figlio avuto da Giuseppe in una precedente relazione. Tesi immeritevole di qualsiasi commento poich� ascritta ad alcuni tardi scritti apocrifi, banditi sempre e risolutamente dalla teologia cattolica, opportunamente rievocati solo quando occorre sottrarsi alle incursioni della teologia critica o per corroborare tradizioni redditizie e culti. San Giacomo quindi non � cugino di Ges�, n� tantomeno fratellastro, ma naturale e normalissimo fratello di carne, come attestano decine di documenti. Del resto le forti preoccupazioni del mondo cattolico sono pi� che giustificate: importanti elementi (nascita miracolosa, vaticini biblici, natura divina di Ges� e condizione di "verginit� perpetua" di Maria) su cui la tradizione cattolica poggia le proprie fondamenta, vacillano e si dissolvono uno dopo l'altro, senza tregua, nella realt� tangibile delle ingovernabili rivelazioni. La storia e l'oggettivit�, a quanto pare, non guardano in faccia proprio nessuno. Le prove portate negli ultimi secoli da storici, archeologi e teologi laici, a favore della �natura terrena� di Ges�, sono sempre pi� schiaccianti. Le accuse mosse alla Chiesa di aver �costruito la divinit� intorno all��uomo Ges�� (proclamata inizialmente nel Concilio Costantinopolitano del 325, poi ancora nel 680, contro il monotelismo, e via via confermata nei successivi) sulle spalle del virtuoso capo carismatico di una semplice comunit� � e di averlo fatto su basi irrazionali, sfruttando miti antecedenti e superstizioni popolari � sembrano ormai incontrovertibili. Da una parte dunque la scoperta dell�ossario di Giacomo, se confermata, rappresenterebbe la prima prova materiale tangibile dell'esistenza di Ges�, e dall�altra la conferma che Ges� di Nazareth non era unigenito, n� aveva natura ultraterrena: Ges�, seppur autorevole Maestro, degno di massima lode, era uomo fra gli uomini. Ma cerchiamo di andare pi� in profondit�..... Lo strettissimo legame di parentela con Ges� Cristo � legame che va ben oltre la fratellanza spirituale � e l�importanza di Giacomo (I�cobos, detto �...il Giusto, figlio di Maria e Giuseppe, fratello del Signore il quale si spegner� nella morte, ma verr� trovato vivo...�) nell'ambito della chiesa primitiva sono da decenni oggetto di prolungate controversie politico-religiose, e trovano conferma in numerosi documenti... San Giacomo, fratello di carne del Signore Ges�, oltre a essere il massimo esponente della corrente giudaico-cristiana � conclusasi nell'eresia ebionita e prima tenace antagonista al cattolicesimo antigiudaico guidato dal non-apostolo Paolo di Tarso, infausto inventore dell'attuale cattolicesimo � fu il primo vero grande capo della Chiesa pi� importante, quella di Gerusalemme, alla testa di Pietro e degli altri apostoli. La successione al Maestro Ges�, evidentemente, doveva essere dinastica, vincolata al sangue, alla stirpe di Davide, e non apostolica. ... eccone alcuni qui di seguito Giuseppe Flavio, 'Antichit� Giudaiche' XX, 9, 1 "...convoc� una sessione del sinedrio e vi fece comparire quel fratello di Ges�, detto Cristo, che si chiamava Giacomo..." S. Paolo, Epistola ai Galati, I 19 (lettera alle Chiese della Galazia, controversia sul giudaismo) "...e non vidi nessun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore..." Eusebio Da Cesarea, �Historia Ecclesiastica� III, 20, 1 �...della famiglia di Gesu` rimanevano ancora i nipoti di Giuda, detti fratelli suoi secondo la carne, i quali furono denunziati come appartenenti alla stirpe di David...� Eusebio Da Cesarea, �Historia Ecclesiastica� II, 23, 4 �...Giacomo, fratello del Signore, succedette all'amministrazione della Chiesa...� Marco VI 2-3 "...si mise ad insegnare nella sinagoga. E molti, udendolo dicevano: non � costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo... e le sue sorelle non sono qui fra noi?..." Matteo XIII 55 "...Non � questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli, Giacomo ...? E le sue sorelle non sono tutte tra di noi?..." Corinzi IX 5 "...non abbiamo noi il diritto di condurre attorno una moglie, che sia una sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli, i fratelli del Signore e Cefa?..." Matteo XXVII 56 "...fra di loro c'era Maria Maddalena. Maria madre di Giacomo..." Marco XV 40 "...tra di loro vi erano anche Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo il minore..." Marco XVI 1 "...passato il sabato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo..." Luca XXIV 10 "...Or quelle che riferirono queste cose agli apostoli erano Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo e le altre donne..." Eusebio Da Cesarea, �Historia Ecclesiastica� I, pp. 12, 5 �...poi Ges� comparve a Giacomo, uno dei suoi fratelli...� Un legame molto particolare, evidentemente fraterno, fra Giacomo e Ges� si evince anche nel loghion 12 del Vangelo di Tommaso (altro documento � considerato di primaria importanza da numerosi studiosi � proscritto dalla Chiese Istituzionalizzate poich� insopportabilmente scomodo) che riporta: V.d.T. � 12 I discepoli dissero a Ges�: �Sappiamo che ti allontanerai da noi. Dopo di te chi ci far� da guida?� Ges� rispose loro: �Giunti a quel punto andrete da Giacomo, il Giusto, a cui spettano le cose che riguardano il cielo e la terra� il 12.mo loghion del Vangelo di Tommaso mostra chiaramente che nella volont� di Ges� il primato nell'avvicendamento spettava al fratello Giacomo e non a Simon-Pietro (Cefa) come alcuni, erroneamente, continuano a credere. Inoltre numerosi documenti � anche canonici, fra cui il Libro degli Atti, Epistole di Paolo e altri come, ad esempio, Protovangelo di Giacomo, Vangelo di Filippo � nominano apertamente Giacomo il Giusto, fratello carnale di Ges�, come Capo della Comunit� e Primo Vescovo della Chiesa di Gerusalemme. A Giacomo il Giusto, fratello del Signore � che ricordo fu lapidato nel 62, su istigazione del sommo sacerdote Anano II e denominato "il Minore" per distinzione da Giacomo "il Maggiore", martirizzato invece nel 44 sotto Erode Agrippa � viene anche attribuita una Epistola, scritta intorno all'anno 60, la quale si compone di cinque capitoli. In essa sono presenti inizialmente esortazioni alla costanza e all'importanza di accompagnare la fede con le opere e pi� avanti riflessioni sulla vera e falsa sapienza, sulla pace, la concordia, nonch� numerosi ammonimenti ai ricchi senza cuore. In Atti degli Apostoli XII 17 "...riferite questo a Giacomo..." Cefa (l�Apostolo Pietro) sente esplicitamente il dovere di informare innanzitutto Giacomo della propria scarcerazione. � ragionevole pensare quindi che l'autorit� prima della Comunit� gerosolimitana, il primus apostolorum, non era Cefa ma Giacomo il Giusto, frater Jesus. Inoltre sempre a proposito di Giacomo, Saulo e Cefa, cos� si esprimono gli autori de "La Chiave di Hiram", Robert Lomas e Christopher Knight: �...la pretesa avanzata da Paolo di godere del sostegno di Simone Pietro era soltanto una componente dell'impalcatura di menzogne che egli andava innalzando, perch� fu lo stesso Pietro ad ammonire i discepoli contro l'emergere di un' autorit� altra da quella nazorea: "Pertanto siate assolutamente prudenti verso qualsivoglia maestro, ch� solo si deve prestar fede a chi rechi con s� la raccomandazione di Giacomo, fratello del Signore, in Gerusalemme".. ..Le interpretazioni dei manoscritti del Mar Morto attribuite a Robert Eisenman soccorrono l'ipotesi dell'identit� di Paolo con la "fonte di menzogne" che si scontr� con Giacomo, il "Maestro di Giustizia".. ..Il manoscritto intitolato Pesher su Abacuc accenna a un individuo che "fece versare su Israele acque di menzogna" e "allontana i fedeli dalla retta via, conducendoli in un deserto senza strada", dove il gioco di parole costruito sul termine "strada" allude alla "trasgressione dei termini di confine" della legge. Noi diamo credito all'ipotesi che individua in Paolo il nemico di Giacomo. Paolo � il "Menzognero" che pronunci� il falso riguardo alla propria educazione fariseista, che invent� la missione di Cristo, che predic� la funzione provvisoria della Legge e autorizz� l'accesso alla chiesa agli individui incirconcisi...�. Luigi Moraldi annota: �...da sottolineare il rilievo straordinario dato alla persona di Giacomo, uno dei �fratelli del Signore�...� Marcello Craveri cos� scrive interpretando il loghion 12 del Vangelo di Tommaso: �Il passo ricorda le discussioni tra gli apostoli, su chi di loro fosse da considerare il pi� grande ** [...] La tradizione di un primato di Giacomo, fratello del Signore Ges�, o almeno di una sua autorit� pari a quella di Pietro, � confermata dagli Atti, dalle Lettere Paoline, dal Vangelo degli Ebrei, da Gerolamo (Comm. in Mich. VII 7), da Eusebio (Hist. Eccl. II 3), dai Philosophumena V 7, e, naturalmente, dai testi gnostici...� Eusebio Da Cesarea, �Historia Ecclesiastica� II, 23, 4 �...Giacomo, fratello del Signore, succedette all'amministrazione della Chiesa...� Un primato assoluto di Pietro � effettivamente discutibile, per numerosi motivi (non approfonditi in questa sede per evidenti motivi di spazio) oltretutto in Marco VIII 33 si legge: "...Ges� si volt� e, guardando i suoi discepoli, rimprover� Pietro dicendo: Vattene via da me, Satana! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini..." che Matteo ribadisce in XVI 23 "...egli, voltatosi, disse a Pietro: vattene via da me, Satana! tu mi sei di scandalo, perch� non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini..." * *
Marco IX 34 "...ed essi tacquero, perch� per via avevano discusso intorno a chi fra di loro fosse il pi� grande...";
Luca IX 46 "...poi cominciarono a discutere su chi di loro fosse il pi� grande....";
Luca XXII 24 "...Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il pi� grande...";
Galati II 9 "...Giacomo, Cefa e Giovanni, che sono considerati i pi� autorevoli...";
Galati II 11 "...quando Pietro venne ad Antiochia lo rimproverai perch� aveva torto [...] giunsero quelli che stavano dalla parte di Giacomo..." |
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