| 4.1. Quali sono i modi per
parlare con altri utenti della rete? |
| - N - V |
Esistono molti modi diversi per comunicare con gli altri utenti della
rete. Il modo più diretto, se conoscete l'indirizzo della persona da contattare, è
l'E-mail, di cui si è già parlato.
Analogamente, per discutere con un certo numero di altri utenti su un argomento di
interesse comune esistono le mailing list e i newsgroup. Inoltre, se volete dire qualcosa
in generale all'intera comunità di rete non avete altro da fare che creare una pagina Web
e diffondere il suo indirizzo il più possibile.
Sono tuttavia stati creati alcuni programmi che permettono di parlare con altri utenti in
tempo reale. Fanno parte di questa categoria due programmi (e i relativi protocolli di
comunicazione di alto livello): i programmi di Talk, che permettono il dialogo diretto con
un utente alla volta tramite un collegamento testuale (ossia, ciascun utente scrive sul
proprio computer i messaggi desiderati, che vengono spediti all'altro utente e
visualizzati sul suo monitor), e i programmi di IRC, che funzionano allo stesso modo ma
permettono il dialogo tra più di due utenti alla volta. Poichè il collegamento con Talk
tra utenti "casalinghi" (ossia, collegati via modem con un IP dinamico) è
piuttosto problematico, si stanno diffondendo programmi client specializzati, che
semplificano il reperimento dell'utente cui si vuole parlare: al momento i più diffusi
sono PowWow, CoolTalk (distribuito dalla Netscape insieme a molte versioni del proprio
browser) e NetMeeting (distribuito dalla Microsoft, per Internet Explorer).
Esistono anche sistemi integrati in pagine del solito WWW: i cosiddetti WebChat, che, per
quanto un po' scomodi e molto meno interattivi di IRC, hanno il vantaggio che non
richiedono l'uso di appositi programmi specializzati. |
| 4.2. Si può usare la
rete come un telefono? |
| - N - V |
I programmi su citati (PowWow, CoolTalk e NetMeeting) permettono anche la
conversazione vocale, a patto di disporre di un microfono, di una scheda audio e di una
connessione sufficientemente veloce. Il procedimento è relativamente semplice: la maggior
parte delle schede audio esistenti (basta una SoundBlaster di qualsiasi modello) possiede
la possibilità di digitalizzare suoni catturati mediante un comune microfono, inserito in
una presa posta sul retro della scheda. È quindi sufficiente che il programma sfrutti le
capacità della scheda sonora per digitalizzare le parole di chi sta parlando; esse,
trasformate in dati binari, vengono spedite sulla rete, in formato compresso, fino
all'analogo programma del destinatario, che provvede a spedirle alla scheda sonora
presente sul computer, collegata ad un impianto di riproduzione o a degli auricolari, e a
ritrasformarle in suoni.
Il problema è che una riproduzione binaria sostanzialmente perfetta del sonoro (come
quella
adottata nei comuni CD) richiede il prelevamento di circa 44000 campioni al secondo, con
16 bit per campione: per trasmettere tale quantità di dati sarebbe quindi necessaria una
velocitàdi trasmissione di 88 Kbyte al secondo, assolutamente fuori dell'attuale portata
sia dei modem sia, tenendo conto del traffico, della rete; anche comprimendo i dati non si
riesce a guadagnare granchè. Quindi, per riuscire a trasmettere il parlato con un modem
da 28800 bps o peggio ancora da 14400 bps, questo tipo di programmi deve ridurre la
qualità della
riproduzione sonora; nonostante questo, con un modem da 14400 bps vi sono buone
possibilità che il risultato sia inintelligibile.
Se siete interessati a trasformare la rete in un telefono, comunque, potete anche
esaminare la possibilità di acquistare programmi specializzati, accompagnati sovente da
hardware dedicato, che garantiscono solitamente prestazioni migliori a parità di
velocità della connessione: i più noti sono IPhone e WebPhone. Questi sistemi sono in
costante sviluppo, in quanto permettono, in presenza di sufficiente banda
disponibile, conversazioni in tutto il mondo al costo del solo collegamento a Internet;
per lo stesso motivo, sono in corso proteste da parte delle compagnie telefoniche, che
ritengono questo tipo di applicazioni una forma di concorrenza sleale.
I due programmi CoolTalk e NetMeeting, che riflettono la concorrenza esistente tra
Netscape e Microsoft, offrono anche possibilità di collaborazione a distanza, come ad
esempio la modifica in tempo reale dello stesso documento o immagine, effettuata
contemporaneamente da tutti i partecipanti alla conversazione.
Si stanno infine diffondendo - per quanto siano ancora ad uno stato abbastanza
sperimentale - programmi di videoconferenza via Internet, che permettono quindi la
trasmissione in tempo reale, tramite la rete, delle immagini e del suono ripresi da una
comune telecamera, che vengono poi riprodotti dal computer dell'ascoltatore. Il più noto
di questi programmi è denominato CUSeeMe. |
| 4.3. Che cos'è IRC?
Come si usa? |
| - N - V |
IRC (Internet Relay Chat) è il nome di un protocollo e dei relativi
programmi clienti che
permettono il dialogo tra un qualsiasi numero di persone tramite messaggi digitati sulla
tastiera. Per usare IRC è necessario disporre di un programma client e dell'indirizzo di
un
server IRC; tramite il programma è possibile collegarsi al server. I server funzionano in
un
certo senso da "ripetitori": ciascuna delle persone collegate con IRC spedisce i
propri
messaggi al server cui si è collegati, che a sua volta li rispedisce in tempo reale a
tutti gli altri
server esistenti nel mondo. In questo modo, IRC fornisce la possibilità di chiacchierare,
con
messaggi testuali, con un qualsiasi numero di persone in qualsiasi parte del mondo.
Ovviamente, se ogni persona collegata ricevesse i messaggi di tutti gli altri utenti che
in quel
momento stanno usando IRC nel mondo, non riuscirebbe certo a tenergli dietro. Per questo
motivo, su ciascuno dei server IRC sono in funzione un certo numero di canali (channels),
identificati da un nome letterale, che ne indica l'argomento, preceduto dal carattere #, e
che si
comportano un po' come i canali di frequenza di una radio ricetrasmittente: l'utente
dovrà
collegarsi con uno di questi canali a sua scelta, e in questo caso potrà dialogare con
tutti e soli
gli altri utenti che in quel momento sono collegati sullo stesso canale in un qualsiasi
server IRC.
Per dialogare con altri utenti della rete tramite IRC, quindi, sono necessari due
passaggi:
1.Collegarsi ad un server a propria scelta (possibilmente vicino, in modo da diminuire i
tempi morti nel dialogo e il carico per la rete).
2.Scegliere uno dei canali (o più di uno) in funzione su quel server.
Le modalità con cui effettuare queste operazioni variano a seconda del programma cliente
che state usando, per cui vi conviene leggere la sua documentazione per capire cosa dovete
fare con esattezza; molti dei programmi, comunque, vi permettono di inserire alcuni
comandi
standard preceduti dal simbolo /, come ad esempio /JOIN #irchelp per collegarsi con il
canale su cui gli utenti esperti forniscono aiuto ai novizi. È possibile, tramite il
proprio
programma, ottenere una lista di tutti i canali esistenti al momento sul server, con il
comando
/LIST. Tale lista, comunque, è molto lunga e richiede tempo per essere trasmessa
(mediamente ci sono circa tremila canali aperti contemporaneamente), per cui è utile
conoscere in precedenza il nome del canale su cui ci si vuole inserire. Nessun canale
esiste
per sempre: qualunque utente può aprire un nuovo canale, e successivamente - se è stato
lui a
crearlo - chiuderlo quando desidera.
Dopo aver scelto il canale, normalmente compariranno all'interno di un'apposita finestra i
messaggi digitati dagli altri utenti, di solito preceduti dal nome di chi li ha mandati;
per
immettere sul canale i vostri messaggi non dovrete fare altro che digitarli sulla
tastiera, e
quando premerete Invio essi compariranno sul monitor di tutte le altre persone collegate
al
canale. Va detto che nel dialogo su un canale IRC gli utenti sono normalmente identificati
non
dal loro vero nome, ma da un soprannome (nickname) che ciascun utente può scegliere
all'interno delle opzioni del proprio cliente. È tuttavia normalmente possibile, tramite
un
apposito comando, ottenere il nome completo di un utente. I soprannomi non sono unici nè
riservati, per cui può succedere che persone diverse usino lo stesso soprannome, sebbene
questo sia un evento raro; in questo caso, l'ultimo arrivato deve scegliersi un nuovo
soprannome.
Ogni persona che crea un canale diviene l'operatore di canale (channel operator). Questa
persona è il vero e proprio padrone del canale: ha il diritto di sbattere fuori (kick
out) dal
canale qualunque utente indesiderato, e inoltre può, volendo, trasformare il canale in un
canale
privato (private channel), a cui soltanto le persone autorizzate possono collegarsi. Egli
può
anche chiudere il canale in qualsiasi momento, oppure nominare altri operatori di canale.
I
soprannomi degli operatori di canale sono preceduti dal simbolo @. Se siete interessati a
fare
l'operatore o a organizzare conferenze testuali su IRC, potete leggere il paragrafo su
come
creare e gestire un canale IRC.
Se volete organizzare una chiacchierata elettronica tra un certo numero di persone,
potreste
allora accordarvi con esse sull'ora, sul server IRC e sul canale da usare, quindi all'ora
stabilita
collegarvi col server, creare il canale, attendere che tutti si siano collegati e quindi
trasformarlo in canale privato, in modo che nessuno vi disturbi. In questo modo si possono
realizzare vere e proprie conferenze testuali. Esiste comunque la possibilità, tramite un
apposito comando, di spedire un messaggio privato ad una sola delle persone collegate al
canale. |
| 4.4. Che cos'è il
protocollo DCC? |
| - N E - |
Alcuni programmi IRC supportano anche un protocollo detto DCC (Direct
Client to Client)
che permette il dialogo diretto tra due utenti IRC senza passare attraverso il server, ma
semplicemente stabilendo una connessione diretta tra i loro due programmi clienti.
Sostanzialmente questo protocollo prevede tre comandi: Send, per inviare un file ad un
altro
utente IRC, Get, per accettare un file inviato da un altro utente IRC, e Chat, per
iniziare una
chiacchierata privata con un altro utente (o accettare la richiesta di DCC chat di un
altro utente).
Alcuni server IRC cui potete collegarvi per fare una chiacchierata sono:
irc.ccii.unipi.it
irc.univ-lyon1.fr
noc.belwue.de
Il canale più usato dagli utenti italiani si chiama #italia (ma non ve lo consigliamo, a
meno
che non amiate seguire una conversazione tra 50 e passa persone in contemporanea...). Il
numero di porta dei server IRC, richiesto da alcuni programmi di collegamento, è
solitamente
il 6667. |
| 4.5. Quali sono
i principali comandi IRC? |
| - N E - |
Ecco infine un elenco dei principali comandi IRC, che quasi tutti i client
vi permetteranno di
inserire direttamente:
/LIST
Presenta una lista dei canali attivi sul server.
Poichè l'operazione può essere molto lunga, esistono alcune varianti come /LIST
#stringa, che mostra solo i canali il cui nome contiene stringa, e /LIST -min n,
che mostra solo i canali a cui sono collegati almeno n utenti.
/JOIN #canale
Si collega con il canale #canale.
/PART #canale
Si disconnette dal canale #canale.
/MSG nick
messaggio
Spedisce un messaggio privato al solo utente che usa il soprannome nick.
/NICK nick
Cambia il proprio soprannome in nick.
/WHOIS nick
Presenta alcune informazioni (nome, indirizzo E-mail...) sulla persona che sta usando il
soprannome nick.
/AWAY messaggio
Segnala a chi è collegato al canale e a chi cerca di contattarvi direttamente che siete
momentaneamente assente o impegnato, spedendogli il messaggio indicato. (/AWAY e basta
segnala che siete tornato a occuparvi
dell'IRC!) /QUIT messaggio
Si disconnette dal server IRC, segnalando l'operazione con il messaggio indicato (se
presente).
Ricordate che anche su IRC è bene rispettare un po' di educazione. In caso opposto,
potreste
venire trasformati in un fantasma (ghost), ossia in un utente a cui non è permesso
collegarsi
al server. In tale caso, comunque, dovreste poter sempre utilizzare gli altri server della
rete
IRC. In casi più gravi, può persino succedere che il vostro computer o persino l'intero
vostro
dominio vengano banditi dal server. Uno dei motivi che possono provocare il risentimento
dei
gestori del server è l'attivazione da parte vostra di un bot, ossia di un programma
automatizzato che finge di essere umano, collegandosi a IRC, creando un canale e dando
risposte il più possibile sensate agli altri utenti.
Come forse avrete intuito, dal punto di vista sociale il mondo di IRC è uno dei più
caratteristici
angoli della rete; esistono persone che si sono conosciute su IRC e poi sposate, e spesso
i
frequentatori assidui di un certo canale organizzano grandi ritrovi in cui incontrarsi e
conoscersi fisicamente (e non solo virtualmente). Il sistema di comunicazione è spoglio e
poco
accogliente, e per questo motivo è diventato e sarà sempre più utilizzato da pochi
affezionati
piuttosto che dalla grande massa; d'altra parte, la maggior parte degli utenti più strani
della
rete gira su IRC...
Come nota finale, va detto che - sebbene quasi tutti i server IRC, inclusi quelli citati
in
precedenza, siano tra loro collegati, e permettano quindi il dialogo a livello mondiale -
esistono
anche dei server non inseriti nella rete IRC: in questo caso, le discussioni avverranno
soltanto
a livello locale - ossia tra i soli utenti collegati a quel particolare server - con il
vantaggio/svantaggio di un minore affollamento. |
| 4.6. Che cos'è un
WebChat? Come si usa? |
| - N E - |
Un WebChat è un sistema che permette il dialogo tra due o più utenti
tramite una pagina
WWW. Poichè le capacità del WWW sono quelle che sono, il dialogo - a differenza di IRC -
non avviene in tempo reale; invece, nei sistemi classici l'utente deve inserire la frase
che
intende dire agli altri e premere un bottone; tale bottone provoca il ricaricamento della
pagina
dalla rete. Ogni volta che la pagina viene ricaricata, su di essa compaiono le frasi che
sono
state nel frattempo inserite dagli altri partecipanti alla discussione. Se il vostro
collegamento
con il WebChat non è sufficientemente veloce, quindi, rischiate di passare la maggior
parte
del tempo ad attendere il ricaricamento della pagina, e di non riuscire a intervenire a
proposito
a causa del ritardo che intercorre tra il momento in cui leggete i messaggi altrui e il
momento
in cui arriva il vostro. Inoltre, dover ricaricare una pagina ogni volta che si vuole dire
qualcosa
o anche solo ascoltare quello che hanno detto gli altri è un'operazione abbastanza
tediosa.
Per questo motivo, IRC è un sistema mediamente più efficiente; comunque, se volete fare
una prova, potrete trovare un paio di WebChat italiani agli indirizzi:
http://www3.iol.it/chat/chat.htm (Il chat di Italia Online)
http://www.icom.it/chat (WebChat, il più vecchio d'Italia) |
| 4.7. Che cos'è Talk?
Come si usa? |
| - N E - |
Talk è il nome di un protocollo sviluppato per permettere a due utenti di
dialogare tra loro in
tempo reale, mediante messaggi scritti sulla tastiera e visualizzati sul monitor. Poichè
questo
sistema ha sulle spalle un bel numero di anni, esso è assolutamente inadatto per l'uso da
parte
degli utenti casalinghi (mentre funziona perfettamente tra persone che dispongono di un
account Unix oppure all'interno di reti locali di aziende o università). Gli utenti che
si collegano
via modem dovrebbero ripiegare sull'uso di programmi come PowWow, CoolTalk o NetMeeting.
Per potere dialogare con Talk, comunque, è necessario stabilire un collegamento tra i due
utenti. La procedura di dialogo richiede i seguenti passaggi:
1.Uno dei due utenti, tramite il proprio programma di Talk, richiede all'altro di
stabilire un
collegamento. L'utente con cui si desidera parlare deve venire individuato da un
"indirizzo" della forma nomeutente@nomemacchina, dove nomemacchina è il nome
del computer che egli sta usando, e nomeutente è il login con cui egli si è collegato ad
esso. Tale indirizzo, sebbene abbia un aspetto simile, non è l'indirizzo di E-mail della
persona, almeno nei casi normali; si tratta invece di una forma compatta per esprimere
il login dell'utente e il nome del computer che sta usando.
2.Se l'altro utente sta facendo a sua volta funzionare un programma di Talk, sul suo
schermo comparirà un messaggio del tipo "L'utente X richiede di stabilire un
collegamento." A seconda del programma, gli verrà chiesto se vuole rispondere oppure
gli verrà indicato che comando inserire per rispondere. Se invece l'altro utente non
sta facendo funzionare un programma di Talk, non è possibile stabilire un
collegamento: pertanto se si prevede di ricevere richieste di Talk è opportuno caricare
sempre il programma di Talk in memoria quando ci si collega in rete (questa
operazione è solitamente automatica sulle macchine Unix, mentre su un PC è
solitamente necessario lanciare il programma esplicitamente).
3.Se l'utente remoto accetta il collegamento e risponde, lo schermo di entrambe le
persone si dividerà in due parti; in una ciascun utente vedrà i messaggi inviati
dall'altro,
mentre nell'altra metà potrà scrivere i propri messaggi, che verranno spediti all'altro
utente ogni volta che preme Invio.
4.Quando uno dei due utenti vuole chiudere la conversazione, fornisce un apposito
comando al proprio programma. Sul monitor dell'altro utente compare un messaggio del
tipo "L'altro utente si è scollegato.".
Poichè gli indirizzi di Talk sono nella forma nomeutente@nomemacchina tipica dei
computer con sistema operativo Unix, ma priva di significato su un PC (in cui l'utente è
uno
solo), un utente di PC deve generalmente configurare il proprio programma di Talk fornendo
un nomeutente tramite il quale può essere contattato.
Per utenti che dispongono di una connessione diretta via modem, va ricordato che la
macchina presso la quale si deve essere contattati non è quella a cui ci si collega
(ossia il
server del proprio provider) ma quella che si sta usando, ossia il proprio PC: è allora
necessario appurare qual è il nome della propria macchina, che sfortunatamente potrebbe
variare ogni volta a seconda della linea telefonica su cui ci si collega. Per questo
motivo, i
programmi di Talk tradizionali stanno rapidamente venendo soppiantati da sistemi
specializzati
come PowWow, che garantisce il mantenimento di un "elenco del telefono"
aggiornato in
tempo reale, che permette di individuare dove si trovano i vari utenti del sistema e come
è
possibile contattarli.
Ovviamente non è possibile effettuare un Talk con un altro utente della rete se egli non
è
collegato in quel momento. Per questo motivo può essere utile, prima di richiedere un
collegamento, verificare se egli è collegato tramite ad esempio il programma Finger. |
| 4.8. Che cos'è
CUSEEME? Come si usa? |
| - N E - |
CUSeeMe è il nome di un programma di videoconferenza sviluppato dalla
Cornell University,
un ateneo americano, e attualmente disponibile per Macintosh e per Windows. Questo
programma permette la trasmissione sulla rete di immagini e sonoro, ripresi da una
telecamera
e convertiti in forma digitale da hardware apposito. Questi segnali vengono indirizzati ad
un
riflettore (reflector), ossia ad un computer che riceve i segnali di una o più telecamere
oppure di altri riflettori e può reindirizzarli ad un certo numero di altri utenti, un
po' come un
ripetitore televisivo. Ciascun utente che possieda una copia del programma (reperibile in
Europa ad esempio presso ftp.sunet.se) può collegarsi ad un riflettore e stabilire una
connessione in modo da ricevere i segnali di un certo numero (da uno a otto) di telecamere
a
scelta. Questi segnali vengono visualizzati sullo schermo, ciascuno all'interno di una
piccola
finestra, e se l'utente dispone di una scheda sonora anche l'audio viene riprodotto.
Tramite CUSeeMe si può organizzare una videoconferenza avente fino a otto partecipanti
attivi e un numero indefinito di osservatori passivi (lurkers). Tuttavia l'uso di CUSeeMe
richiede estrema attenzione: difatti per trasmettere in tempo reale immagini e audio è
richiesta
una velocità di trasmissione molto elevata, che viene moltiplicata per il numero di
finestre
aperte e per il numero di utenti collegati. Se il tutto viene concentrato su di un unico
riflettore,
facilmente il carico sarà tale da saturare completamente la rete e renderla
inutilizzabile anche
per tutti gli altri utenti. Per lo stesso motivo, è estremamente maleducato utilizzare un
riflettore predisposto da altri senza aver preso gli opportuni accordi con i suoi
proprietari; se si
vuole organizzare una videoconferenza è bene anche mettere in piedi un proprio
riflettore,
usando un computer Unix su cui si ha il controllo e l'apposito software che può essere
recuperato in vari siti FTP. Anche il singolo utente deve evitare di servirsi di
riflettori altrui
senza autorizzazione. Si tenga inoltre conto che il programma permette di auto-limitare la
banda utilizzata, nel caso si utilizzi un tratto di rete sovraffollato. Si noti infine che
la qualità dei
dati ricevuti dipende fortemente dalla velocità di trasmissione utilizzata; in
particolare non è al
momento possibile ricevere audio (ma solo immagini in bianco e nero) se si è collegati
tramite
un modem a 14400 bps.
Esistono alcuni riflettori che possono essere usati per limitati periodi di tempo e al
solo scopo
di testare il funzionamento del programma:
132.236.91.204
Cornell University (Stati Uniti; possibilmente da non usare, troppo affollato)
132.76.64.143
(Israele)
158.36.33.3
(Norvegia)
Per ogni ulteriore informazione sul programma, sul suo funzionamento, sul software e sui
possibili utilizzi, si possono leggere le apposite pagine Web presso la Cornell University
(http://cu-seeme.cornell.edu ). L'uso di questo programma, pensato in origine
per l'ambito universitario, si sta estendendo anche ai primi esperimenti di "diretta
retevisiva":
tramite CUSeeMe sono già stati trasmessi su tutta la parte statunitense di Internet
alcuni
concerti rock e altri avvenimenti simili. |
| 4.9. Quali sono le
convenzioni tipografiche e i modi di dire in uso sulla rete? |
| - N - - |
Tra gli utenti della rete, allo scopo di velocizzare la scrittura dei
messaggi, si è creato un
sistema di abbreviazioni, convenzioni e modi di dire che è utile sapere per comprendere
le
discussioni che si osservano nelle varie aree.
Cominciamo quindi con una tabella delle più comuni abbreviazioni:
AFAIK
As far as I know
Per quanto ne so
ASAP
As soon as possible
Il più presto possibile
BTW
By the way
Comunque
FAQ
Frequently asked
questions
Domande più comuni (argomento già trattato in abbondanza...)
FYI
For your information
Per vostra conoscenza (seguito da un numero di serie, indica uno dei documenti divulgativi
"ufficiali" su Internet)
IMO,
IMHO
In my (humble)
opinion
A mio (modesto) parere
RFC
Request for comments
Richiesta di commenti (seguito da un numero di serie, indica uno dei documenti
"ufficiali" che contengono informazioni su Internet e stabiliscono gli standard
per il suo funzionamento)
RTFM
Read the fantastic /
f***ing manual
A seconda del tono della conversazione Leggi il fantastico manuale o Leggi il f***uto
manuale
(l'uso di questa espressione, da parte degli utenti esperti scocciati dalle domande
stupide dei nuovi arrivati, era talmente frequente che l'archivio delle FAQ presso il
M.I.T. è stato denominato rtfm.mit.edu ...)
TBD
To be defined
Da definirsi
Oltre a queste abbreviazioni, esistono alcuni modi di dire comunemente utilizzati:
To waste bandwidth
(Sprecare banda)
Poichè la quantità di banda a disposizione determina la velocità della trasmissione,
sprecare banda significa utilizzare la rete per operazioni inutili o maleducate
rallentandola e danneggiando quindi tutti gli altri utenti.
That warm fuzzy feeling
deep inside
Questa espressione indica il sentimento che si prova quando si è a posto con la propria
coscienza, ed è tipicamente
utilizzata dagli autori di programmi shareware per invitare gli utenti a registrarsi.
Vista la scarsa espressività della comunicazione tramite messaggi testuali (il formato
dei
messaggi E-mail è ancora oggi il puro testo ASCII, ossia senza possibilità di modificare
il tipo
e le dimensioni dei caratteri usati), sono poi invalse alcune convenzioni tipografiche.
Per prima
e importantissima cosa, una frase scritta interamente in maiuscolo si intende urlata, e
viene
comunemente associata all'intenzione di offendere o comunque ad una notevole ira da parte
di
chi la scrive nei confronti del destinatario. Pertanto, specialmente all'interno di un
messaggio
E-mail o di un articolo in un newsgroup o mailing list, ma anche all'interno di pagine
Web, è il
caso di utilizzare parole interamente maiuscole solo dove sono necessarie (titoli, sigle,
al limite
parole singole come ATTENZIONE:). Se si vuole invece evidenziare una parola all'interno
del
testo, e non si dispone del grassetto o del corsivo (come quelle nelle pagine del WWW), si
può
ad esempio racchiuderla tra *asterischi*. Quando si cita il titolo di una pubblicazione
all'interno di un testo, esso viene comunemente racchiuso tra virgolette ("I promessi
sposi")
oppure tra underscore (_I_promessi_sposi_) (di solito l'underscore viene
considerato equivalente al corsivo). Infine, è buona norma quando si cita qualcosa
scritto da
un'altra persona, sia nella risposta ad un E-mail, sia in un articolo di newsgroup, far
iniziare
ciascuna riga con il carattere > (molto meno usato è |), ad esempio:
Mario Rossi ha detto nel suo ultimo messaggio:
>A mio parere, gli asini possono volare.
>Questa possibilità non può essere
>esclusa dalle nostre attuali conoscenze.
Secondo me egli ha torto.
Si noti che i caratteri > si possono "nidificare" uno dentro l'altro:
pertanto la citazione di una
citazione sarà preceduta da >>, e così via. Se il brano da citare è molto lungo,
spesso può
essere utile tagliarne via una parte, indicando il taglio con alcuni puntini di
sospensione o con
la dizione [snip]: ad esempio:
>A mio parere...
[snip]
>esclusa dalle nostre attuali conoscenze.
Secondo me egli ha torto.
Oltre a queste convenzioni, il significato della frase può essere ulteriormente chiarito
da uno
smiley. |
| 4.10. Che cos'è uno
smiley? |
| - N - - |
Uno smiley (sorrisino, anche detto emoticon) è un insieme di caratteri
ASCII che, se
ruotato di 90 gradi in senso orario, assomiglia ad una faccia con una espressione, che,
inserita
in un messaggio testuale, dovrebbe indicare lo stato d'animo dell'autore della frase
precedente. Chiunque può inventare i propri smiley, e ne esistono moltissimi; tuttavia i
più
comuni sono:
:-)
(The original one!) Faccia sorridente (indica che l'autore del messaggio ha detto la frase
precedente in senso
scherzoso)
;-)
Faccia ammiccante (l'autore strizza l'occhio ai lettori)
:->
Sorriso diabolico
:-(
Faccia triste (l'autore è dispiaciuto)
Se poi vi volete sbizzarrire, ecco alcuni smiley più strani: cercate di indovinare cosa
rappresentano...
((:-) (8-) :-o :-P :-0 =8-O |
| 4.11. Esiste la
"buoncostume di Internet"? |
| - N E V |
Al momento nessuno controlla cosa viene detto o trasmesso tramite la rete.
Tuttavia, almeno
in Italia le leggi vigenti prevedono la responsabilità del possessore e/o gestore del
sistema per
qualunque cosa venga fatta con esso, il che tra l'altro è spesso un problema che spinge
molti
gestori a non permettere ai propri utenti di pubblicare pagine in rete. Un altro problema
è
quello dell'anonimato: Internet può essere facilmente usata in modo anonimo (e utenti
sufficientemente esperti possono perfino falsificare E-mail...), e questo, pur
contribuendo al
suo fascino ed al suo successo, crea evidenti problemi di sicurezza. Negli Stati Uniti
molti
politici conservatori si sono scandalizzati in particolare per il tipo di immagini
pornografiche
che infestano la rete (sapendo dove cercare si possono trovare nefandezze innominabili), e
come conseguenza è nata una proposta di legge estremamente restrittiva, che avrebbe
punito
con pene apocalittiche persino le parolacce, e che ha suscitato una sommossa tra tutti gli
utenti americani.
Il problema, comunque, continua a ripresentarsi: sono già innumerevoli, ad esempio, i
tentativi
- spesso riusciti - da parte di varie polizie europee di impedire la diffusione dei
newsgroup di
argomento pornografico. Purtroppo, è estremamente raro che i tutori dell'ordine siano
esperti
del funzionamento tecnico delle reti di comunicazioni; spesso quindi essi cercano di
"forzare"
leggi antiquate su questi nuovi mezzi, con risultati opinabili. In Italia, per esempio,
ancora ci si
ricorda dell'operazione di polizia svoltasi qualche tempo fa, che ha portato alla chiusura
di una
buona parte delle BBS italiane perchè esse erano state visitate da un utente che, nel
tempo
libero, vendeva programmi pirata.
Al momento, la questione del controllo di Internet è aperta, e dalla soluzione a questo
problema dipenderà probabilmente anche il tipo di sviluppo che Internet avrà in futuro,
ossia
se rientrerà nei binari di un sistema molto semplice e molto controllato oppure si
dirigerà verso
una maggior complessità e un uso nel bene e nel male più libero. |
| 4.12. Che cos'è PICS?
Che cos'è la EFF? |
| - - E - |
Uno sforzo per permettere contemporaneamente una libera circolazione delle
informazioni e
un controllo sull'accesso a un certo tipo di contenuti è stato compiuto dal W3C,
l'organismo
senza fine di lucro che si occupa dello sviluppo del World Wide Web, e si è concretizzato
nel
cosiddetto PICS (Platform for Internet Content Selection). Si tratta di uno standard di
recensione dei siti: secondo tale standard, ogni autore di siti può, se lo desidera,
sottoporre le
proprie pagine a uno o più istituti indipendenti di recensione (rating services), che,
secondo
propri criteri (rating system), assegneranno ad esse una descrizione del contenuto e/o un
punteggio per ciò che riguarda certe particolari caratteristiche; essi verranno inclusi
nell'intestazione delle pagine stesse. I giudizi sono invisibili all'utente, ma verranno
spediti al
browser ogni volta che l'utente richiede la pagina; in questo modo, il browser potrà
essere
configurato per non mostrare le pagine che un determinato istituto di recensione, di cui
ci si
fida, ha giudicato in un certo modo.
Questo sistema si basa sulla collaborazione reciproca, in quanto sia l'istituto di
recensione sia
l'autore delle pagine possono facilmente falsificare la descrizione stessa. Tuttavia,
ammettendo che tutti si comportino correttamente, sarà possibile, ad esempio, per un
genitore
configurare il browser in modo da impedire il caricamento di pagine ritenute non adatte ai
propri figli (e questa è per il momento la principale applicazione); d'altra parte,
ognuno è libero
di scegliere i servizi di recensione e i livelli di giudizio che ritiene opportuni,
evitando censure o
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nata negli Stati Uniti proprio in seguito ai primi interventi sulla rete delle forze
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