
2.12. Che cos'è un E-mail? Come funziona?
|
| P N - V |
Tramite la rete è possibile spedire messaggi a qualunque altro utente,
una volta
noto il suo indirizzo di posta elettronica (Electronic Mail o più comunemente
E-mail).
Un messaggio di E-mail (e, più in generale, un qualsiasi messaggio testuale che
circoli su Internet) è semplicemente un file di testo ASCII diviso in due parti: le
righe di intestazione (headers) e il corpo del messaggio, separati da una linea
bianca. Molti programmi che spediscono messaggi, come Eudora, Netscape o
Free Agent, richiedono all'utente di riempire un certo numero di caselle in una
parte separata della finestra, e provvedono poi ad inserire automaticamente le
righe di intestazione corrispondenti. In generale, l'autore del messaggio provvede
ad inserire alcune delle righe di intestazione, mentre altre sono aggiunte dai vari
computer tramite i quali il messaggio passa prima di essere consegnato al
destinatario (la consegna non è istantanea, ma tra due siti relativamente vicini può
essere sufficiente qualche secondo; un po' più di tempo tra siti più lontani).
Le righe di intestazione di cui l'autore di un messaggio di E-mail si deve
preoccupare sono:
To: indirizzo
(in certi programmi Mail
To:)
Specifica l'indirizzo E-mail del destinatario
(o una lista di indirizzi, separata da virgole,
per spedire il messaggio a più persone
contemporaneamente).
From: indirizzo (nome
cognome) oppure (più
usato):
From: nome cognome
<indirizzo>
Specifica il nome e l'indirizzo E-mail del
mittente (es.: From: Ugo Rossi
<[email protected]>)
Subject: argomento
Indica l'argomento del messaggio (non
usare più di mezza riga di testo)
Return-Path: indirizzo
Indica l'indirizzo di E-mail al quale inviare
la risposta al messaggio.
Cc: indirizzi
Specifica una serie di indirizzi E-mail
(separati da virgole) ai quali deve essere
mandata una copia del messaggio.
Bcc: indirizzi
(in certi programmi Blind
Cc:)
Specifica una serie di indirizzi E-mail
(separati da virgole) ai quali deve essere
mandata una copia del messaggio senza
che il destinatario ufficiale lo sappia.
Fcc: nomefile
(in certi programmi File
Cc:)
(non standard) Specifica il nome di un
file in cui viene salvata copia del
messaggio spedito.
Attachments: file
Specifica una lista di file da accludere al
messaggio.
Di tutti questi campi, quelli strettamente necessari perchè il messaggio funzioni
sono To:, From: e Subject:; vi sono poi altre righe, specifiche degli articoli di
newsgroup, di cui si parla nella trattazione di tale argomento.
Le righe di intestazione che vengono aggiunte automaticamente dai programmi o
dai computer che smistano la posta possono essere varie, ma le più comuni sono:
Date: data
Indica la data di spedizione del
messaggio.
Received: informazioni varie
Permette di ricostruire il
percorso seguito dal messaggio
per venire consegnato, in
quanto ciascun computer
tramite cui il messaggio passa
inserisce una di queste righe,
tipicamente contenente la data
e il computer da cui il
messaggio è stato ricevuto.
MIME-Version: versione
Indica la versione di MIME
usata nella codifica del
messaggio (al momento esiste
solo la 1.0).
Content-Type: oggetto/formato
Indica il tipo MIME del
messaggio.
Content-Transfer-Encoding:
codifica
Indica il tipo di codifica del
messaggio.
X-Mailer: programma
Indica il programma usato per
spedire il messaggio.
X-URL: indirizzo
Indica l'indirizzo della pagina
che l'utente stava leggendo
quando ha spedito il messaggio
(solo se spedito tramite un
browser che supporti funzioni
di E-mail, come Netscape).
Le righe che iniziano per X- sono sperimentali (non standardizzate), perciò
possono comparire o no secondo il programma usato per spedire il messaggio.
Nel campo Subject: compaiono talvolta alcune sigle particolari. Nel caso il
messaggio sia una risposta ad un messaggio ricevuto in precedenza, il subject
contiene per convenzione la sigla Re: seguita dall'argomento del messaggio
originario. Se il messaggio precedente era già una risposta, non è necessario
aggiungere una seconda sigla Re: : una basta e avanza. Nel caso invece il
mittente desideri che voi diffondiate il messaggio spedendone copia a più persone
possibili, inserirà nel subject la dicitura (fwd), che è abbreviazione del termine
forward; molti programmi di posta elettronica dispongono di un'opzione con
questo nome per inoltrare automaticamente il messaggio ad altri indirizzi,
operazione tuttavia che va fatta con buonsenso, evitando di disturbare mezzo
mondo con messaggi insignificanti.
Mediante posta elettronica è possibile trasmettere qualunque messaggio che
contenga esclusivamente caratteri alfabetici o simili (punteggiatura, numeri....).
Per i più pratici, i caratteri ammessi sono solitamente i primi 128 caratteri del
codice ASCII, quindi niente lettere accentate. Sono stati creati particolari
programmi che permettono di "codificare" file binari (programmi, immagini...),
in
modo che siano trasmissibili mediante posta elettronica, ossia vengano espressi in
un codice che utilizza soltanto pochi caratteri ASCII; il sistema normalmente
usato è la codifica mediante il programma UUEncode (sotto Unix), con il sistema
"base 64" (con Windows), o con il programma BinHex (per Macintosh).
Certi programmi di posta elettronica (ad esempio Eudora) provvedono a
codificare e decodificare automaticamente i file binari che vengono "appesi"
(attached) al messaggio, mentre con sistemi più primitivi è necessario codificare i
file con appositi programmi prima di spedirli. I blocchi contenenti materiale
codificato sono riconoscibili perchè formati da una serie di righe tutte di uguale
lunghezza, contenenti caratteri apparentemente senza significato. Per la codifica
UUEncode, esse sono precedute da una riga contenente il messaggio begin
nomefile (dove nomefile è il nome del file codificato) e terminate da una riga
contenente la parola end. I programmi di posta elettronica più moderni, invece,
utilizzano lo schema "MIME multipart", in cui ciascuna parte del messaggio è
preceduta da un'intestazione contenente tra l'altro una riga
Content-Transfer-Encoding in cui è segnalato il tipo di codifica
dell'attachment. |
| 2.13. Che aspetto
hanno gli indirizzi di E-mail? Cos'è una mailbox? |
| P N - V |
Gli indirizzi di E-mail hanno l'aspetto:
nomeutente@nomemacchina
dove nomeutente è il nome dell'utente, solitamente corrispondente al suo login
nella macchina che sta usando o nel sistema di connessione via telefono se
connesso in tale modo, e nomemacchina è il nome del computer sul quale è
posta la sua casella postale elettronica, scritto in forma letterale secondo i soliti
criteri di denominazione dei computer connessi alla rete, mentre il carattere @,
che separa i due nomi e permette di distinguere gli indirizzi di posta elettronica dai
comuni nomi di computer e dagli URL, viene normalmente letto come "at"
(presso). È comunque possibile che il nomeutente differisca dal login, e ad
esempio che contenga dei punti (es. [email protected]). Il
nomeutente, inoltre, su alcuni sistemi può risentire della differenza tra maiuscole
e minuscole.
Va notato che il nomemacchina è molto spesso diverso dal nome del computer
che si usa per connettersi in rete: questo perchè le caselle di posta elettronica
(mailbox) sono situate su particolari computer che vengono tenuti accesi 24 ore
su 24, in modo che anche messaggi ricevuti mentre l'utente è scollegato vengano
comunque conservati. Talvolta il nomemacchina non è un vero nome di
computer, ma il nome di un sottodominio (ad esempio ibm.com); in questo caso, il
messaggio verrà spedito ad un computer che si occupa di smistare tutta la posta
diretta ad utenti di quel sottodominio. |
| 2.14. Che cosa
significa esattamente "scaricare la posta" ? |
| P N - V |
All'atto della connessione, in maniera automatica oppure dietro richiesta
dell'utente in base alla configurazione del proprio programma di posta elettronica, i
messaggi ricevuti vengono poi trasferiti sul computer o nell'area dell'utente. È
quindi importante capire che la posta viene ricevuta in due fasi: prima viene
memorizzata su di un apposito computer, nella vostra mailbox, e poi voi prelevate
la posta dalla vostra mailbox e la copiate sul vostro computer. Del resto, prima il
postino deposita la posta nella vostra buca delle lettere, e dopo voi controllate se
in essa è arrivata posta, prelevate quella che è arrivata e ve la portate in casa.
I programmi che controllano la posta in arrivo possono essere configurati
sostanzialmente in due modi: uno per scaricare la posta, ossia per rimuovere i
messaggi che vengono prelevati dalla vostra mailbox (remove from the server);
un altro per leggere la posta, ossia per copiare i messaggi presenti nella vostra
casella postale, senza rimuoverli (leave on the server). Questo serve per non
fare pasticci: difatti è opportuno stare attenti a scaricare la posta sempre sullo
stesso computer; se, qualche volta, volete controllare la posta che vi è arrivata
avendo a disposizione un altro computer, potete farlo - come si vedrà nel seguito -
ma vi converrà configurare il programma che usate in modo da evitare di
cancellare la posta dalla vostra mailbox. Sostanzialmente, conviene avere un solo
computer con un solo programma configurato in modo da scaricare la posta; altri
programmi o altri computer che usate per controllare se vi è arrivato qualche
messaggio dovrebbero essere configurati in modo da leggere la posta, che, non
essendo stata rimossa, verrà nuovamente prelevata quando controllerete la posta
con il programma "principale". Questo per evitarvi la confusione di ritrovare i
vostri messaggi sparsi su vari computer o programmi, il che, nel mondo reale,
equivarrebbe al prelevare la posta dalla vostra buca delle lettere e depositarla in
tre o quattro appartamenti diversi. Potete anche farlo, ma poi non pretendete di
avere un archivio ordinato della vostra corrispondenza.
D'altra parte, è necessario che almeno uno dei programmi che usate sia
configurato in modo da scaricare la posta, cancellandola dal server: difatti le
mailbox spesso hanno un limite massimo di grandezza totale dei messaggi
memorizzati, e anche se ciò non accade il vostro provider solitamente non avrà
piacere nel vedersi il disco del server intasato dai vostri messaggi. Tipicamente, i
provider dimensionano i dischi dei server per caselle postali di dimensione media
di poche centinaia di Kb. |
| 2.15. Che cos'è una
signature (firma testuale) ? |
| P N - - |
Dopo le righe di intestazione, segue il corpo del messaggio, solitamente
seguito al
termine da una firma testuale detta signature che può anche, con molti
programmi di posta, essere preparata una volta per tutte e quindi apposta
automaticamente a tutti i messaggi in partenza. Una tipica firma contiene il nome
del mittente, il suo E-mail, la sua professione o organizzazione, ed eventualmente
numeri di telefono, indirizzi, massime da cioccolatino, disegni realizzati con i
caratteri ASCII... (niente è troppo brutto da non poter essere incluso in una
signature). |
| 2.16. Cosa sono SMTP e
POP3 ? |
| N - E |
Dal punto di vista tecnico, per usare la posta elettronica è necessario
disporre di
un accesso a server per due protocolli diversi: il SMTP (Simple Mail Transfer
Protocol) - che è il protocollo utilizzato per trasportare i messaggi sulla rete - per
spedire i propri messaggi, e il POP3 (Post Office Protocol version 3) - che è il
protocollo di gestione delle mailbox - per prelevare i messaggi ricevuti.
Solitamente i due server coincidono, ma i programmi più recenti permettono di
specificare server differenti per la posta in uscita (ossia per il SMTP, ossia come
outcoming mail server) e in entrata (ossia per il POP3, ossia come incoming
mail server).
Nel caso un E-mail spedito dall'utente non possa per un qualsiasi motivo venire
consegnato (normalmente ciò accade perchè l'indirizzo del destinatario è sbagliato
o il destinatario non esiste, oppure, più raramente, perchè qualcuno dei
"postini"
della rete fa le bizze) esso viene rispedito al mittente (ossia all'indirizzo specificato
nella riga Return-Path: o se assente From:); in questo caso l'utente lo
riceverà generalmente come se fosse stato spedito da un ipotetico signore di
indirizzo [email protected] o qualcosa di simile, dove al posto di
pippo.pluto vi sarà il nome del computer che ha riscontrato l'impossibilità di
far proseguire il messaggio. Normalmente tale computer provvede anche ad
inserire nel corpo dell'E-mail alcuni messaggi di errore da cui l'utente può intuire
cosa sia andato storto.
In ogni sito sono solitamente disponibili alcuni indirizzi convenzionali, a cui
corrispondono gli amministratori del sistema: ad esempio root@nomesito
corrisponde al gestore tecnico del computer, postmaster@nomesito al gestore
del sistema di posta elettronica, news@nomesito al gestore del news server (se
il sito è un news server), webmaster@nomesito all'amministratore delle pagine
WWW (se si tratta di un sito WWW). Non sempre questi indirizzi sono attivi, ma
si tratta di un buon punto di partenza se dovete contattare qualcuno dei gestori del
sito. Esiste anche l'indirizzo everybody@nomesito, che corrisponde a tutti gli
utenti del sito; per evitare che in questo modo si disturbino un grande numero di
persone non interessate al messaggio, i messaggi a everybody devono
riguardare soltanto argomenti strettamente pertinenti alla gestione del sito o che
siano davvero interessanti per tutti, e devono essere in precedenza autorizzati
dall'amministratore del sito.
Poichè esiste un grande numero di utenti che non dispone di un accesso completo
alla rete, ma solo della possibilità di spedire e ricevere E-mail, sono stati creati
servizi di accesso a siti FTP, WWW, Gopher e altro ancora tramite posta, di cui si
parlerà in un apposito paragrafo. |
| 2.17. Che cos'è
una mailing list |
| - N - - |
Una mailing list è semplicemente una lista di indirizzi E-mail,
caratterizzati
dall'appartenere a persone che, avendo qualche interesse in comune, hanno
deciso di scambiarsi regolarmente posta elettronica. In pratica, una mailing list è
una specie di "giornale" creato da tutti gli iscritti alla stessa; chiunque
abbia
qualcosa da dire riguardante l'argomento della lista, voglia segnalare qualcosa di
interessante, oppure voglia lanciare una discussione, o chiedere aiuto a persone
più esperte, spedisce un messaggio di posta elettronica ad un indirizzo
convenzionale. Il gestore della lista (che può essere una persona fisica oppure un
apposito computer detto listserver) provvede quindi a rispedire tutti i messaggi
giunti a tale indirizzo a tutti gli altri indirizzi contenuti nella lista, in modo che
tutti
gli appartenenti alla mailing list possano riceverli. A questo punto, se un'altra
persona appartenente alla lista vuole rispondere, aggiungere qualcosa, eccetera,
non deve fare altro che spedire un proprio messaggio all'indirizzo convenzionale
della lista; questo messaggio verrà a sua volta inoltrato a tutti gli appartenenti alla
mailing list, eccetera.
Esistono mailing list sugli argomenti più disparati, sebbene per le discussioni più
grosse si sia passati al più efficiente sistema dei newsgroup. La partecipazione è
aperta a chiunque; tuttavia è bene rispettare alcune regole di buona educazione
delle quali si parlerà nel capitolo successivo.
Alcune mailing list sono moderate (moderated), ossia esiste un moderatore che
legge i messaggi spediti all'indirizzo della lista e decide per ciascuno di essi se sia
il caso di inoltrarlo a tutti i membri della lista o invece non sia meglio cestinarlo.
Per iscriversi (subscribe) ad una mailing list è solitamente necessario spedire un
E-mail ad un indirizzo predefinito; molte liste sono gestite automaticamente da
appositi programmi (come Listserv o Majordomo) che interpretano il contenuto
del vostro messaggio come una serie di comandi predefiniti. Prestate attenzione:
normalmente l'indirizzo da contattare per iscriversi è diverso da quello per spedire
i propri interventi, in modo che le richieste di iscrizione non vengano "girate"
a tutti
gli aderenti alla lista: per questo motivo è opportuno accertarsi bene di stare
spedendo la richiesta all'indirizzo corretto. Solitamente ciascuna mailing list
dispone di qualche pagina sul WWW, nella quale sono contenute le istruzioni per
iscriversi e, spesso, le FAQ. Alcune liste hanno anche un vero e proprio sito FTP,
nel quale è possibile ritrovare materiale riguardante gli argomenti discussi, gli
arretrati della lista, eccetera.
Prima di iscrivervi ad una mailing list, pensateci bene: molte di esse finiscono per
intasare inutilmente la vostra casella postale. Se ciò è possibile, è utile leggere gli
arretrati della lista per capire se gli argomenti discussi sono veramente
interessanti. Inoltre, praticamente tutti gli argomenti di interesse generale vengono
discussi nei newsgroup: le mailing list risultano comunque più efficienti per gruppi
di discussione particolari con un numero relativamente ristretto di partecipanti. |
| 2.18. Che
cos'è un newsgroup? |
| - N - V |
Un newsgroup (gruppo di discussione) è qualcosa di molto simile ad una
mailing list: un "giornale" sul quale chiunque voglia intervenire può farlo
spedendo
un "articolo" (posting an article), che può essere un vero e proprio brano o
(molto più spesso) un messaggio di poche righe. Al di fuori di Internet, i
newsgroup sono noti come forum.
I newsgroup presentano tre grandi vantaggi rispetto alle mailing list:
1.Per leggere o scrivere in un newsgroup non è necessario essere iscritti ad
esso;
2.Gli articoli dei newsgroup sono conservati una volta per tutte in appositi
news server, e non intasano quindi la vostra casella postale (per quanto
sia possibile decidere di copiare sul proprio disco gli articoli dei gruppi a cui
si è interessati, in modo da poterli leggere e rileggere con calma);
3.I newsgroup sono facilmente accessibili semplicemente digitando un URL.
In realtà, per ovvi motivi di spazio, i server per le news conservano soltanto gli
articoli più recenti; regolarmente si provvede a cancellare gli articoli più vecchi. Il
numero di articoli e il tempo di conservazione, e anche il numero di newsgroup
conservati, varia da server a server. Per lo stesso motivo, quando si scrive un
articolo in un newsgroup esso non viene pubblicato immediatamente in tutto il
mondo, ma deve trascorrere un certo periodo di tempo perchè esso venga
trasmesso ai vari server. |
| 2.19. Qual è la
differenza tra newsgroup e mailing list? |
| - N - - |
Per fare un paragone con il mondo editoriale, potremmo dire che un
newsgroup è
un giornale che si compra in edicola (ossia, collegandosi presso il news server)
ogni volta che lo si vuol leggere, mentre la mailing list è un giornale che si può
ottenere soltanto a casa (ossia, nella propria mailbox) per abbonamento postale.
Riceverete quindi la proposta di iscrivervi (subscribe) sia per i newsgroup sia per
le mailing list, ma le due cose sono molto diverse: per una mailing list, iscrivervi
significa spedire un E-mail al gestore della lista pregandolo di inserirvi tra i
destinatari dei messaggi, e se non lo fate non potrete leggere la lista; per un
newsgroup, invece, iscriversi significa semplicemente segnalare al programma
che state usando (e a nessun altro!) che il gruppo in questione vi interessa; in
questo modo, potrete poi fare in modo che esso visualizzi soltanto i gruppi che vi
interessano (quelli a cui vi siete iscritti) semplificandovi le operazioni. L'iscrizione
ad un newsgroup, comunque, non va notificata a nessuno e non è necessaria per
poter leggere il gruppo (è solo una opzione di configurazione del programma che
usate).
D'altra parte, per poter partecipare a una mailing list è sufficiente disporre della
possibilità di spedire e ricevere posta elettronica, mentre per leggere o scrivere
nei newsgroup è necessario essere autorizzati all'uso di un server. Tipicamente, il
server è messo in piedi o comunque reperito dal vostro provider, a cui dovete
quindi rivolgervi per saperne il nome; esistono alcuni server che permettono
l'accesso a tutti (provate a cercare in qualche FAQ).
I newsgroup possono essere letti con un programma apposito (ad esempio con la
finestra News di Netscape o con Free Agent); quasi tutti i browser permettono
inoltre di richiamare i gruppi di discussione mediante indirizzi, che assumono la
forma:
news://nomeserver/nomegruppo
Il nomeserver è il nome del computer che si desidera usare come fonte degli
articoli da leggere: difatti non tutti i server per le news possiedono gli stessi gruppi
e lo stesso numero di articoli, proprio come diverse edicole possono vendere
diversi giornali o conservare una quantità diversa di numeri arretrati.
Normalmente tutta la parte indicata in corsivo viene omessa (es.:
news:it.comp.aiuto), e in questo caso si utilizza come fonte per gli articoli il
computer specificato nella configurazione del programma che si usa per leggere
le news. Esistono anche programmi specifici per la lettura delle news, che non
funzionano tramite l'inserimento di URL: in questo caso il modo di scegliere il
computer fornitore di articoli varia da programma a programma.
Il nomegruppo individua univocamente il gruppo di discussione (ossia il
"giornale") che si vuole leggere. Anche il nome di un newsgroup è formato da
una
serie di parole separate da punti; tuttavia, la "gerarchia" funziona in modo
inverso
rispetto ai nomi dei computer: la parola più a sinistra indica un grosso
sottoinsieme di tutti i gruppi esistenti, mentre procedendo verso destra le varie
parole indicano sottoinsiemi sempre più piccoli, fino all'ultima che rappresenta il
nome del gruppo. Ad esempio il gruppo
soc.culture.italian
corrisponde al gruppo italian (italiano) del sottoinsieme culture (gruppi di
discussione sulle culture nazionali) del sottoinsieme soc (gruppi di discussione ad
argomento sociale) di tutti i newsgroup esistenti. |
| 2.20. Che
cos'è una gerarchia? Quali sono le gerarchie principali? |
| - N - E |
I sottoinsiemi di primo livello - talvolta detti anche gerarchie
(hierarchies) - più
comuni sono:
alt
Gruppi di discussione amatoriali
bionet
Discussioni sulla biologia a livello professionale
comp
Gruppi di discussione sul computer
it
Gruppi di discussione in lingua italiana
misc
Gruppi di argomento vario
news
Informazioni e discussioni su Usenet stessa
rec
Discussione su attività ricreative (sport, spettacolo...)
sci
Discussioni scientifiche a livello professionale
soc
Discussioni sociali e politiche
talk
Dibattiti (spesso lunghi e inutili...)
I gruppi di discussione, ad eccezione di quelli del sottoinsieme it e del già citato
soc.culture.italian, sono in lingua inglese. Esistono tuttavia altre gerarchie,
spesso però non reperibili in Italia, relative ad altri linguaggi, come fr o de.
Esistono anche, in tutto il mondo, infinite gerarchie locali, distribuite solo in una
ristretta zona: ad esempio, gli utenti di Video On Line hanno a disposizione la
gerarchia vol. Questi gruppi, tuttavia, hanno diffusione esclusivamente locale, a
differenza delle gerarchie citate in precedenza che vengono diffuse a livello
internazionale. È bene anche dire che al di fuori delle gerarchie alt, rec, misc e
in parte comp i newsgroup in inglese sono abbastanza specialistici ed è quindi
richiesta una certa competenza per scrivere propri articoli. Si noti inoltre che la
divisione dei gruppi all'interno delle varie gerarchie non è sempre chiara: ad
esempio alt e rec tendono in parte a sovrapporsi. |
| 2.21. Che cos'è un
off-topic? Perchè va evitato? |
| - N E - |
Il nome del gruppo su cui intervenite non è, come molti sembrano credere,
un
particolare irrilevante. È fondamentale spedire i propri articoli solo al gruppo o ai
(pochi) gruppi che trattano di argomenti pertinenti; se questa regola non venisse
rispettata in modo ferreo, dato il grande numero di utenti, in breve tutti i gruppi
diverrebbero illeggibili per la grande quantità di "rumore". Un articolo
spedito ad
un gruppo a cui non è pertinente viene qualificato come off-topic (fuori
argomento) ed è solitamente malvisto: spesso l'autore riceverà qualche
messaggio di risposta poco gentile. In realtà, è interesse di tutti far notare ai
principianti errori di questo tipo, affinchè non si ripetano |
| 2.22. Quali sono le righe
di intestazione tipiche degli articoli? |
| - N E - |
Quando scrivete un articolo con un programma apposito, compariranno, in
maniera simile a quanto avviene per i messaggi di posta elettronica, delle righe di
intestazione: oltre a molte delle righe di intestazione standard per gli E-mail, vanno
ricordate le righe Newsgroups:, che contiene l'elenco dei nomi dei gruppi,
separati da virgole, a cui è destinato l'articolo, Followup-To:, che vi permette di
indicare i nomi dei gruppi, separati da virgole, su cui volete che le risposte al
vostro intervento siano pubblicate, e Reply-To:, che vi permette di indicare un
indirizzo di E-mail per chi vuole rispondervi privatamente. Le altre righe hanno lo
stesso significato dei messaggi E-mail; in particolare, avete una riga To: (in certi
programmi indicata come Email To:) che vi permette di indicare eventuali
indirizzi E-mail a cui volete spedire copia del messaggio che state pubblicando.
Esistono alcuni valori particolari che possono essere inseriti nella riga
Followup-To: : ad esempio un messaggio con Followup-To: poster
forzerà le risposte ad essere spedite soltanto in forma privata, all'autore
dell'articolo, mentre un Followup-To: junk farà in modo che le risposte non
vadano proprio da nessuna parte. In realtà, l'indicazione del follow-up fatta
dall'autore di un articolo può essere facilmente elusa da chi risponde; tuttavia, nel
caso chi risponde non si preoccupi troppo di andare a modificare le righe di
intestazione - come avviene quasi sempre - le indicazioni del follow-up saranno
rispettate. |
| 2.23. Che cosa
sono crossposting e spamming? |
| - N E - |
È molto comune trovare articoli (o serie di articoli l'uno in risposta
all'altro)
pubblicati contemporaneamente su diversi newsgroup i cui lettori possono essere
interessati (in inglese questo procedimento viene definito crossposting); è bene
tuttavia non esagerare, limitando al più a tre o quattro il numero di gruppi in cui si
pubblica l'articolo, e solo nel caso tutti questi gruppi siano effettivamente pertinenti
al messaggio. (L'azione di pubblicare un articolo su un numero eccessivo di gruppi
si chiama spamming ed è considerata molto maleducata.) Il crossposting,
comunque, si effettua scrivendo nella riga di intestazione Newsgroups:
dell'articolo i nomi di tutti i gruppi a cui intendete spedirlo, separati da virgole; in
questo modo, l'articolo verrà spedito una volta sola e memorizzato sui server in
una sola copia, anche se pubblicato in più gruppi.
E' molto maleducato, invece, pubblicare separatamente l'articolo sui vari gruppi
(ossia, effettuare una spedizione per ciascuno dei gruppi), perchè questo
comporta uno spreco di risorse (spazio e tempo di trasmissione tra i server).
Comunque, se effettuate un crossposting è solitamente opportuno forzare tutte le
risposte su di un solo newsgroup, mediante la riga di intestazione Followup-To::
scrivendo in tale riga il nome di un gruppo, tutte le risposte al vostro articolo
saranno spedite ad esso anche se l'articolo è stato letto su altri gruppi, evitando
così di propagare lunghi filoni di discussione su molti gruppi. È bene indicare
esplicitamente all'inizio o alla fine dell'articolo il gruppo in cui le risposte andranno
a finire, in modo che chiunque possa seguire la discussioneÈ molto comune trovare
articoli (o serie di articoli l'uno in risposta all'altro)
pubblicati contemporaneamente su diversi newsgroup i cui lettori possono essere
interessati (in inglese questo procedimento viene definito crossposting); è bene
tuttavia non esagerare, limitando al più a tre o quattro il numero di gruppi in cui si
pubblica l'articolo, e solo nel caso tutti questi gruppi siano effettivamente pertinenti
al messaggio. (L'azione di pubblicare un articolo su un numero eccessivo di gruppi
si chiama spamming ed è considerata molto maleducata.) Il crossposting,
comunque, si effettua scrivendo nella riga di intestazione Newsgroups:
dell'articolo i nomi di tutti i gruppi a cui intendete spedirlo, separati da virgole; in
questo modo, l'articolo verrà spedito una volta sola e memorizzato sui server in
una sola copia, anche se pubblicato in più gruppi.
E' molto maleducato, invece, pubblicare separatamente l'articolo sui vari gruppi
(ossia, effettuare una spedizione per ciascuno dei gruppi), perchè questo
comporta uno spreco di risorse (spazio e tempo di trasmissione tra i server).
Comunque, se effettuate un crossposting è solitamente opportuno forzare tutte le
risposte su di un solo newsgroup, mediante la riga di intestazione Followup-To::
scrivendo in tale riga il nome di un gruppo, tutte le risposte al vostro articolo
saranno spedite ad esso anche se l'articolo è stato letto su altri gruppi, evitando
così di propagare lunghi filoni di discussione su molti gruppi. È bene indicare
esplicitamente all'inizio o alla fine dell'articolo il gruppo in cui le risposte andranno
a finire, in modo che chiunque possa seguire la discussione |
| 2.24. Come accedere ai
newsgroup? |
| - N E - |
È solitamente possibile richiedere al proprio browser, mediante un URL,
di
mostrare la lista di tutti i newsgroup esistenti in un dato sottoinsieme, usando il
carattere jolly *. Per chiarire quanto detto si vedano i seguenti esempi di indirizzi:
news:alt.music.*
Questo URL mostra la lista dei newsgroup il cui nome comincia per alt.music,
leggendoli dal computer scelto nella configurazione.
news://news.xyz.it/it.notizie
Questo URL mostra gli articoli del newsgroup it.notizie leggendoli dal
computer news.xyz.it (bisogna ovviamente avere l'autorizzazione ad
accedervi).
news:*
Mostra tutti i newsgroup esistenti sul computer scelto nella configurazione.
Facciamo notare che questo tipo di indirizzi non è del tutto compatibile con le
specifiche tecniche ufficiali degli URL; tuttavia questa è la struttura che è stata
implementata in Netscape (ubi maior...). Per questo motivo, gli URL con
l'asterisco solitamente non funzionano con browser diversi da Netscape, e non è
detto che non vengano rimossi nelle versioni successive.
Utilizzando invece programmi appositi per la lettura delle news, o anche la
finestra delle news di Netscape, i gruppi non vengono richiamati tramite indirizzi,
ma in modo variabile da programma a programma (tipicamente vi è una opzione
per visualizzare l'elenco completo dei gruppi, e poi l'utente clicca sul gruppo che
desidera leggere).
In alcuni particolari gruppi vengono pubblicati come "articoli" anche file
binari
(immagini, programmi...) che, per poter essere trasmessi all'interno dei
newsgroup, devono essere codificati con il sistema UUEncode già citato a
proposito della posta elettronica. In questo caso, per poter leggere questi
programmi è necessario decodificarli, tramite un programma per la lettura dei
newsgroup che disponga di una funzione di decodifica incorporata, oppure un
programma di decodifica a parte. Se volete pubblicare file binari, sappiate che
questo è ammesso soltanto nei gruppi esplicitamente dedicati a questo scopo,
ossia quelli che contengono la parola binaries nel nome.
Esistono inoltre gruppi che funzionano in gateway con alcune mailing-list; questo
significa che tutti gli articoli pubblicati sul gruppo vengono automaticamente
spediti anche alla mailing list e viceversa. Esistono anche gateway unidirezionali,
nel qual caso il trasferimento degli articoli tra gruppo e mailing list funziona in un
verso solo. |
| 2.25. Cos'è un gruppo
moderato? |
| - N E - |
Esistono alcuni gruppi moderati: questo significa che tutti gli articoli
che gli utenti
spediscono a tali gruppi non vengono immediatamente pubblicati, ma vengono
girati per E-mail al moderatore del gruppo, che decide se approvarli o meno;
solo dopo la sua approvazione gli articoli vengono effettivamente pubblicati.
Poichè il potere di censura di un moderatore è totale, la moderazione viene
usualmente applicata solo a gruppi di servizio, che servano per la pubblicazione di
annunci ufficiali, o su cui si sia rivelato necessario un controllo per evitare la
pubblicazione di troppi messaggi off-topic. |
| 2.26. Cosa
significano Usenet e NetNews? Che cos'è NNTP? |
| - N E - |
L'insieme dei newsgroup è solitamente designato con il nome di Usenet,
proprio
come se fosse una rete di calcolatori diversa da Internet. Questo, in realtà, è vero:
difatti i newsgroup sono distribuiti e letti non solo tramite Internet, ma anche su
altre reti di calcolatori come BITNet o UUCP, per cui effettivamente gli utenti di
Internet sono soltanto un sottoinsieme degli utenti di Usenet. Talvolta si distingue
tra core Usenet, che indica le cosiddette "sette sorelle", ossia le gerarchie
più
antiche e consolidate (comp, misc, news, rec, sci, soc, talk), e NetNews,
che indica in generale tutti i newsgroup distribuiti tramite il protocollo NNTP
(Network News Transfer Protocol: è il sistema usato per diffondere gli articoli su
Internet); questo perchè le "sette sorelle" vengono solitamente diffuse
dappertutto,
mentre il mettere a disposizione dei propri utenti il resto delle gerarchie è
decisione propria di ogni gestore di news server. In generale, comunque,
l'amministratore del server può, a proprio piacimento, decidere di non mettere a
disposizione dei propri utenti uno o più gruppi, e inoltre stabilisce i tempi di
conservazione degli articoli e di aggiornamento dei gruppi.
Ricordate infine che per scrivere sui newsgroup è opportuno rispettare una rigida
etichetta che è necessario conoscere. |
| 2.27. Che cos'è
GOPHER? E Veronica? |
| - N - - |
GOPHER è stato il primo tentativo di unificazione dei vari protocolli
esistenti
sulla rete, sebbene sia stato dopo poco tempo dalla sua creazione soppiantato dal
più potente World Wide Web. Un programma GOPHER presenta all'utente una
serie di menu testuali, la cui selezione può portare ad un altro menu (situato sullo
stesso computer o su di un altro, proprio come nel WWW), alla visualizzazione di
un file di testo, oppure alla copia di un file, o persino ad un collegamento TELNET
o di altro tipo.
Questo servizio, dopo aver avuto un enorme "boom" al momento della sua
ideazione, sta sparendo e venendo rimpiazzato dal sistema a ipertesti del WWW;
tuttavia si possono ancora trovare su GOPHER un buon numero di risorse.
Inoltre, esso presenta il vantaggio di disporre di un comodo e potente sistema di
ricerca, denominato Veronica; collegandosi ad esso si può inserire una stringa e
ricevere, al termine della ricerca, un menu testuale che presenta tutte le voci di
menu, situate nei vari gopher sparsi per il mondo, che contengono la stringa
indicata. In realtà, ciascun computer di ricerca pone un tetto al numero di voci da
restituire (un valore tipico è 200), per evitare menu chilometrici ed illeggibili. Nel
caso che il computer al quale si è presentata la richiesta sia troppo occupato,
inoltre, esso girerà la richiesta ad un altro, segnalando ciò all'interno di una
particolare voce di menu posta all'inizio dei risultati della ricerca.
Alcuni indirizzi a cui si può trovare Veronica sono:
gopher://veronica.unipi.it:2347/7 (per l'Europa)
gopher://veronica.scs.unr.edu:70/11/veronica (sito base
mondiale)
Spesso ci si dimentica dell'esistenza dei gopher e di Veronica; tuttavia, può valere
la pena di usarli (anche tramite un browser, mediante URL che iniziano per
gopher:) per effettuare ricerche relativamente veloci e semplici. |
| 2.28. Che cos'è un
MUD? |
| - N E - |
Un MUD (Multiple User Dungeon) è un mondo virtuale del primo tipo, ossia
esclusivamente testuale, tipicamente di ambientazione medioevale o
fantascientifica. Si tratta essenzialmente di un grande gioco di ruolo multi-utente,
in cui ognuno impersona un personaggio (solitamente individuato con uno dei
termini character, incarnation, avatar o persona) ed è sostanzialmente libero di
fare ciò che vuole (nell'ambito delle possibilità e delle azioni previste dal gioco,
ovviamente), sia da solo, sia cooperando e discutendo in tempo reale con i
personaggi degli altri utenti collegati. Il tipo di azioni dipende dal particolare MUD
a cui ci si collega: in alcuni (LP-MUD, DikuMUD, AberMUD, dal nome dei
programmi che gestiscono il sistema) sono privilegiati l'azione pura, il
combattimento contro nemici e lo svolgimento di compiti (quest) che permettono
di aumentare le proprie capacità; in altri (Tiny-MUD) invece l'accento è posto
sulla socializzazione e sulla cooperazione interpersonale, tanto che spesso le
partite si trasformano in tranquille chiacchierate. Comunque, ogni MUD è unico e
diverso dagli altri, per cui si tratta solo di trovare quello che più interessa.
Ovviamente, è possibile "salvare" il personaggio e riprenderlo in mano ogni
volta
che ci si collega. In questo modo, con mesi di dedizione, è possibile migliorare le
proprie capacità e acquisire sempre maggior potere nel mondo virtuale. Nei MUD
del secondo tipo, ogni utente è libero di creare nuove sezioni, inserendo le relative
descrizioni, ed espandendo così il campo di gioco. Nei MUD del primo tipo,
invece, è necessario "vincere", accumulando esperienza e risolvendo delle sfide
particolarmente difficili, per divenire un mago (wizard) e avere la possibilità di
espandere il mondo, oltre che di compiere azioni impossibili ai normali giocatori. In
un MUD, comunque, sono presenti anche degli dei (gods), che sono
semplicemente le persone che hanno installato il programma e messo in piedi il
sistema, e che, come tali, possono perfino distruggerlo (beh, basta cancellare quei
20 - 30 megabyte di dati dal disco...).
Per giocare ad un MUD è necessario solitamente effettuare un collegamento
TELNET al computer su cui risiede il programma che gestisce il gioco. Spesso,
tale programma è in ascolto su un numero di porta non standard, per cui è
necessario configurare correttamente il proprio programma di TELNET (sui
sistemi Unix, basta dare il comando telnet nomecomputer numeroporta).
Per molti tipi di MUD sono comunque disponibili anche dei clienti specializzati,
che ne semplificano l'uso e ne migliorano l'aspetto.
Maggiori informazioni sulle modalità di creazione dei personaggi e di gioco, e su
eventuali clienti specializzati, dovrebbero essere disponibili all'atto del
collegamento (eventualmente, provate a digitare il comando help subito dopo
esservi collegati) o su pagine WWW collegate al gioco, di cui molti MUD
dispongono. L'uso di un MUD, basato esclusivamente su una interfaccia testuale,
è tutt'altro che intuitivo, per cui è assolutamente necessario leggere le istruzioni
prima di cominciare a giocare. Ricordate che mentre giocate le vostre azioni
saranno visibili da parte di molti altri utenti collegati, e che se il vostro personaggio
si crea la fama di pasticcione rompiscatole sarà ben difficile avere dei buoni
risultati in seguito.
Il primo MUD (non a caso denominato "MUD1") fu creato alla fine degli anni '70;
nel corso di oltre quindici anni di esperienza, il concetto di MUD si è evoluto e
diversificato, fino a disperdersi in una pletora di sistemi "cugini" dai nomi e
dalle
caratteristiche più strane. Oltre ai tipi di MUD citati, può capitare talvolta di
trovare dei MUD particolari, normalmente del tipo "sociale", indicati con le
sigle
MUSE (Multi User Simulation Environment), MUSH (Multi User Shared
Hallucination), MUG (Multi User Game), MUCK (nessun significato: la sigla
suonava bene all'autore) e MOO (MUD Object-Oriented). Si tratta in realtà di
normali MUD; le sigle dipendono solo dal programma usato per gestirli o dal
modo in cui viene programmato il comportamento del sistema. |
| 2.29. Che cos'è VRML? |
| - N E - |
Fino alla primavera del 1994, il concetto di "mondo virtuale" in
rete era
immediatamente associato con quello di MUD, ossia con una interazione
esclusivamente testuale e con applicazioni sostanzialmente ricreative. Nel corso
degli anni '90, comunque, l'industria degli effetti speciali e della computer graphics
aveva sviluppato vari sistemi hardware e software per generare grafica realistica
in tre dimensioni. Presso gli stessi sviluppatori che discutevano dell'allora nascente
World Wide Web, nacque quindi l'idea di creare un modo per portare la grafica
tridimensionale sulla rete. Ciò fu fatto sfruttando i risultati e la collaborazione della
Silicon Graphics, azienda leader del settore. Come detto, a tutt'oggi le prestazioni
della rete sono assolutamente insufficienti per la trasmissione di grafica in tempo
reale, per cui la soluzione scelta fu quella di creare un linguaggio per
"programmare" i mondi, creando una stanza virtuale e indicando quali oggetti
porre in essa e in quali posizioni; il compito di calcolare in tempo reale le vedute
da mostrare all'utente man mano che egli si muove nella stanza è lasciato al
computer dell'utente (ed è bene che esso sia un Pentium...).
Nacque così la prima specifica del VRML (Virtual Reality Modeling
Language): i mondi VRML sono contenuti in file dall'estensione .WRL, e oltre a
contenere oggetti di vario tipo possono contenere anche dei rimandi; anzi, gli
oggetti stessi (pensate ad esempio ad una porta) possono costituire un rimando ad
un'altra stanza (ossia, ad un altro file .WRL) o ad altri iperoggetti rappresentabili
tramite un indirizzo.
Per visualizzare i mondi VRML è necessario disporre di un programma client
specializzato (ad esempio WebSpace della Silicon Graphics) oppure di un plug-in
per il proprio browser. In realtà, la versione 3.0 di Netscape include nella
configurazione standard anche l'estensione per visualizzare questo tipo di dati.
Al momento si è ancora in una fase relativamente pionieristica, ma è abbastanza
probabile che in breve tempo si inneschi per il VRML la crescita esponenziale
che il WWW ha avuto durante il 1995 e il 1996. In effetti, l'interfaccia
browser-WWW e il concetto di URL, sebbene incomparabilmente più semplici
della fase precedente (interfaccia testuale e numerosi programmi diversi per
protocolli diversi), sono ancora relativamente complicati per l'utente finale. Se
invece ci si potesse muovere in rete semplicemente guidando la propria immagine
in un mondo virtuale, l'uso delle reti telematiche potrebbe divenire veramente
intuitivo. Questo è l'obiettivo finale del VRML e degli altri sforzi per diffondere la
realtà virtuale. |
| 2.30. Che cosa
sono le FAQ? |
| - N - - |
Le FAQ (Frequently Asked Questions) sono una raccolta delle domande più
comuni su di un dato argomento e delle relative risposte. Normalmente sono
collegate ad una mailing list o ad un newsgroup che discute sullo stesso
argomento: generalmente uno dei frequentatori più assidui della discussione si
prende il compito di scrivere e aggiornare periodicamente un file, in formato
testuale o ipertestuale, contenente tale raccolta. In questo modo, le persone meno
esperte dell'argomento possono "farsi una cultura di base" o anche solo trovare
la
risposta ad un problema urgente senza dover disturbare le persone che discutono
nel newsgroup o nella mailing list, spesso ad un livello molto approfondito. È quindi
buona abitudine, oltre che buona educazione, ricercare e leggere le FAQ di un
certo argomento prima di mettersi a spedire messaggi a destra e a manca per
ottenere aiuto. Molto spesso nelle FAQ si trovano informazioni che non sono
reperibili nemmeno in pubblicazioni ufficiali sull'argomento.
Le FAQ possono essere reperite in vari modi. Innanzi tutto, esse sono spesso
inserite sul WWW in apposite pagine (che possono essere reperite mediante una
normale ricerca di rete). Esistono anche numerosi siti FTP che conservano una
copia delle FAQ di tutti o parte dei newsgroup esistenti. Inoltre, nella maggior
parte dei newsgroup e delle mailing list le FAQ vengono pubblicate ad intervalli
regolari, oppure viene pubblicato l'indirizzo al quale sono reperibili. Se poi il
newsgroup o la lista dispone di un proprio spazio in un sito FTP, certamente le
FAQ saranno reperibili anche lì. In generale, gli aderenti ai gruppi di discussione
cercheranno di pubblicizzare le FAQ il più possibile.
Inoltre, il newsgroup news.answers è stato istituito proprio allo scopo di
pubblicare al suo interno le FAQ degli altri gruppi. Tutte le FAQ pubblicate su
questo gruppo sono archiviate in alcuni siti, accessibili (al momento) a partire dagli
URL:
http://www.lib.ox.ac.uk/internet/news/faq/by_group.index.html
http://www.cis.ohio-state.edu/hypertext/faq/usenet/FAQ-List.html
http://www.cs.ruu.nl/cgi-bin/faqwais/
ftp://rtfm.mit.edu/pub/usenet/
Sono inoltre accessibili per posta elettronica, utilizzando il server
[email protected] (provate a spedire a questo indirizzo un messaggio
contenente nel corpo la sola parola help).
Qualcosa di simile esiste anche in Italia: il gruppo it.faq pubblica regolarmente
guide in italiano a Internet e agli argomenti trattati nella gerarchia it.*. Esiste
inoltre un archivio delle FAQ italiane all'indirizzo: http://www.polito.it/~bertola/faq/
gestito da uno dei collaboratori di questa guida.
Infine, il GCN (il gruppo di persone che coordina i gruppi italiani) ha predisposto
un sito FTP contenente tutti gli articoli pubblicati su it.faq, all'indirizzo:
ftp://beatles.cselt.stet.it/GCN/FAQ/
All'interno delle FAQ si trovano spesso raccolte di altri siti WWW riguardanti
l'argomento o argomenti simili. Inoltre viene anche pubblicato l'indirizzo di E-mail
del curatore, da contattare nel caso si abbiano aggiunte o correzioni. Le FAQ
vengono periodicamente aggiornate e migliorate: per questo motivo può essere
utile dare un'occhiata una volta ogni tanto nel newsgroup o mailing list a cui
appartengono (dove vengono pubblicate con regolarità) o nel sito Web su cui
vengono pubblicate (normalmente esiste un URL presso cui è sempre disponibile
la versione più recente, ed è indicato nelle prime righe della FAQ). |
| 2.31. Ho trovato un
file in formato... ma che roba è? |
| P N - - |
Sulla rete si trovano una quantità immensa di cose, memorizzate in una
quantità
altrettanto immensa di modi. Molti di questi modi sono quasi sconosciuti a chi si
affaccia sulla rete con la sola esperienza di un personal computer MS-DOS, per
cui è utile avere qualche indicazione su di essi. Qui di seguito è riportata una
breve lista di formati, riconoscibili dalla relativa estensione, e con qualche
indicazione su come trattarli.
Estensione
Descrizione
.htm
.html
Ipertesti realizzati tramite HTML
.txt
.asc
Testi in formato ASCII
.ps
.eps
Documenti in formato PostScript
.tex
.latex
.dvi
Documenti realizzati con LaTex (programma di scrittura
molto diffuso specialmente in ambito scientifico). Per i file
DVI esistono anche lettori per Windows
.pdf
Documenti di testo in formato PDF
.zip
Archivi realizzati con PkZip e decomprimibili con PkUnzip
.arj
Archivi realizzati e decomprimibili con ARJ
.gz
Archivi realizzati e decomprimibili con GZip / GUnzip (GNU
Zip)
.z
Archivi realizzati con Compress per Unix e decomprimibili
con Compress o con GZip / GUnzip
.lzh
Archivi realizzati e decomprimibili con LHA
.tar
Archivi realizzati e "decomprimibili" (in realtà, TAR non
comprime, semplicemente incolla vari file in un unico archivio)
con TAR (Tape Archive)
.tar.z
.tz
.tar.gz
.tgz
Archivi realizzati prima incollando vari file in uno solo con
TAR e poi comprimendo il tutto con Compress o GZip: per
poterli usare, bisogna prima decomprimere il file con GZip /
GUnzip e poi spezzarlo con TAR
.uu
.uue
File codificati con UUEncode per essere trasmissibili via
posta elettronica
.gif
.jpg
.png
Immagini (i formati GIF, JPEG e PNG, sono pressochè gli
unici usati in rete, anche perchè sono quelli con cui le
immagini risultano memorizzate in file di dimensione minore)
.wav
File audio ascoltabili con il Lettore Multimediale degli
Accessori di Windows (o programmi migliori, se li avete...)
.au
File audio in formato standard Unix (le versioni recenti di
Netscape li riproducono)
.avi
.mpg
.mov
"Film" (serie animata di immagini). Il formato MPEG è il
migliore; lettori shareware per MPEG sono reperibili in rete. Il
formato MOV appartiene al programma QuickTime
(originariamente per Macintosh, ma molto diffuso anche per
Windows) |
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