imm15.jpg (7696 byte)

 
15.1. Come è archiviato il software su Internet?
- N - - Su Internet è possibile reperire software di qualsiasi tipo; talvolta, però, non si sa nè
come cercarlo nè come far funzionare il software prelevato. Per questo motivo è utile
avere un'idea sui principali modi in cui il software viene conservato e distribuito sulla
rete.

Tipicamente, il software viene conservato all'interno di siti FTP, ossia computer su
cui è installato un server per il protocollo FTP, e sul cui hard disk sono memorizzati i
file, organizzati in varie directory proprio come sono i nostri file sul nostro hard disk.
Per accedere a questi siti è quindi necessario disporre di un programma che parla
questo protocollo: lo si può fare con un browser, inserendo URL che iniziano per
ftp:, oppure con programmi appositi, il più comune dei quali è WsFtp: questi ultimi
presentano vantaggi e svantaggi rispetto ai browser.

Per accedere ad un sito FTP tramite un browser basta inserire l'URL del sito; ad
esempio per accedere alla directory pub all'interno del sito ftp.sunet.se, l'URL da
inserire è ftp://ftp.sunet.se/pub/. Dopo aver inserito l'URL, il browser
mostra sul video l'elenco dei file contenuti nella directory, eventualmente preceduto da
messaggi esplicativi. Per accedere ad un sito FTP tramite WsFtp, invece, si vedano le
indicazioni date nel capitolo 15. Infine, per l'utilizzo in generale dei siti FTP, è utile, se
ancora non l'avete fatto, leggere il paragrafo "Che cos'è FTP?".

In alternativa, gli autori di pagine sul World Wide Web possono inserire un link che
permette di scaricare un file tramite il protocollo HTTP; in questo caso, potrete
prelevare il file con il vostro browser.

Il prelievo di un programma si conclude generalmente con il salvataggio di un file sul
proprio hard disk o su un dischetto. Tuttavia, ora siamo solo all'inizio: difatti, spesso
tale file non è direttamente utilizzabile, ma deve prima essere "scompattato".
Solitamente, difatti, esso è un archivio, ossia un file che ne contiene in realtà tanti
altri, compressi e uniti in modo da occupare meno spazio ed essere più facilmente
trasportabili. In alternativa, può trattarsi di un file codificato in modo particolare per
essere trasmissibile ad esempio via posta elettronica. È quindi bene conoscere i tipi più
comuni di file usati per la diffusione del software:

1.Archivi non autoscompattanti. Questi file sono caratterizzati da estensioni
facilmente riconoscibili, e per poter essere utilizzati devono essere "scompattati"
mediante programmi appositi. I programmi più comuni (tra parentesi
l'estensione dei file che trattano) sono PkUnzip (.ZIP), Arj (.ARJ ed
eventualmente .A01, .A02... nel caso di archivi su più dischetti), GUnzip
(.GZ, .Z), Lha (.LZH), Rar (.RAR), Tar (.TAR), Zoo (.ZOO), PkXArc o
PkUnpak (.ARC), StuffIt per Macintosh (.SIT). L'uso di questi programmi è
descritto dettagliatamente nel proseguimento della guida; comunque, quando si
scompatta l'archivio il risultato è la creazione di una serie di file sul proprio hard
disk, eventualmente organizzati in directory. Spesso la scompattazione provoca
la creazione sull'hard disk di uno "pseudo-dischetto di installazione" che a volte
è necessario copiare su un dischetto fisico per installare il programma. Una
nota a parte meritano i file .TAR.Z (talvolta abbreviati in .TZ) e i file .TAR.GZ
(o .TGZ): questi file devono essere scompattati in due passaggi, ossia prima
eseguendo GUnzip, che dovrebbe creare sull'hard disk un normale file .TAR, e
poi eseguendo Tar. Bisogna stare attenti: quando si prelevano questi file, il
browser o WsFtp tipicamente "tagliano" l'ultima delle due estensioni (difatti nel
DOS, a differenza dello Unix, i file possono avere una estensione sola) e
salvano il file come .TAR: pertanto è utile ricordarsi di rinominare subito il file
cambiando l'estensione in .TGZ, in modo da non confondere poi questi file con
normali archivi Tar. Un'ultima raccomandazione: è solitamente meglio, per
evitare problemi, copiare gli archivi sul proprio hard disk prima di scompattarli,
qualora essi siano su dischetto.
Esiste infine un altro importante scompattatore: Expand della Microsoft.
Questo scompattatore, che viene fornito insieme a Windows, legge i file
compressi con una qualsiasi estensione che termini per _, espandendoli e
chiedendo all'utente una lettera con cui sostituire l'underscore nel file espanso:
è quello che viene utilizzato da molti dischetti di installazione per Windows. In
casi particolari - ad esempio quando si ha un dischetto di installazione per
Windows da cui si vuole prelevare un solo file - può essere utile servirsi
direttamente, dal DOS, di questo scompattatore.
2.Archivi autoscompattanti. Questi file sono una variante dei precedenti, e
sono sostanzialmente costituiti da un normale archivio non autoscompattante a
cui è stato aggiunto un programma eseguibile che permette di scompattare
l'archivio senza ricorrere ad altri programmi come quelli descritti sopra.
Pertanto, questi file (che si presentano come normali file eseguibili, con
estensione .EXE) devono essere eseguiti, ad esempio entrando nella directory
dove sono posti e scrivendo il nome del file al prompt del DOS, oppure
cliccando due volte sul nome del file all'interno di File Manager in Windows.
Una volta eseguiti, provocano lo stesso risultato degli archivi non
autoscompattanti. Attenzione: prima di mandare in esecuzione tal file,
assicurarsi che siano privi di virus tramite uno degli appositi programmi.
3.File codificati. Si tratta di file che sono stati codificati in maniera particolare
per essere trasmissibili via posta elettronica. I formati più comuni sono due: il
formato UU-Encoded (estensioni .UUE o .UU), che è anche il formato usato
nella pubblicazione di file all'interno di newsgroup, e il formato BinHex (.HQX),
originario dei sistemi Macintosh. Talvolta, sebbene raramente, si incontrano
anche file XX-Encoded (.XXE o .XX). I programmi per la decodifica si
chiamano UUDecode (o simili: ne esistono varie versioni) e BinHex, e di essi
si parlerà nel seguito. Se il file è stato ricevuto per posta elettronica o da un
articolo di newsgroup, comunque, molti programmi per la lettura di E-mail e
news dispongono di una opzione per la decodifica dei file acclusi (attached) ai
messaggi o articoli, che può essere utilizzata solitamente in modo semplice.

Ulteriori informazioni possono essere ritrovate nel paragrafo relativo all'installazione
dei programmi prelevati dalla rete.

 

15.2. Quali sono i sistemi operativi più comuni su Internet?
- N - - . Ad Internet sono collegati computer di tipo molto diverso. Per questo semplice motivo,
il materiale disponibile sulla rete si trova memorizzato in una infinità di formati diversi.
Mentre i file di dati (testi, immagini, suoni...) sono solitamente leggibili, mediante
programmi appositi, da qualsiasi tipo di computer, i programmi eseguibili sono
caratteristici di un determinato sistema operativo (che sarebbe quel particolare
programma che viene caricato automaticamente all'accensione del computer e che vi
permette di far funzionare gli altri programmi).

È quindi opportuno avere un'idea di quali sono i diversi sistemi operativi esistenti al
mondo, per capire di cosa si sta parlando e soprattutto per evitare di fare confusione
quando si deve prelevare del software, evitando di perdere tempo scaricando
programmi che non vanno bene per il proprio sistema operativo. Ecco quindi un breve
elenco, con alcuni commenti più o meno condivisibili:

MS-DOS. È il classico sistema a riga di comando (ossia, in cui potete dare
comandi al computer scrivendoli e premendo Invio); anche se non è installato
come sistema primario su tutti i PC, è generalmente sempre disponibile tramite
"sessioni" avviabili dall'ambiente primario, come succede con Windows, OS/2,
ecc. Nato insieme al primo Personal Computer IBM nel 1981, è diventato il più
diffuso sistema operativo di tutta la (breve) storia dell'informatica, ma il suo
nome originario è PC-DOS, nome con cui ancora oggi individua le versioni
IBM. Le versioni più recenti sono la 6.20 (Microsoft) e la 7.0 (IBM).
NDOS o 4DOS. Più che un vero e proprio sistema operativo, si tratta di
"estensioni" al normale DOS che ne rendono più comodo e funzionale l'uso (le
due sigle indicano praticamente la stessa cosa; NDOS è fornito insieme alle
Norton Utilities, mentre 4DOS è reperibile anche in rete). I tipici utilizzatori di
queste estensioni sono utenti di solito molto esperti.
Windows 3.x (anche detto Windows 16-bit). Con questa sigla si indicano le
versioni di Microsoft Windows attualmente più diffuse: la 3.0 (abbastanza
arretrata), la 3.1 e la 3.11 per Workgroup (potete capire che versione avete
leggendo la scritta che compare quando caricate Windows). Versioni
precedenti (2.0...) sono ormai in disuso.
Windows 32-bit. Con questa sigla si indicano solitamente i sistemi operativi
Windows 95 e Windows NT; tuttavia le applicazioni per "Windows 32-bit", a
differenza di quelle specifiche per Windows 95, funzionano solitamente anche
su Windows 3.x purchè si sia provveduto ad installare un pacchetto di pubblico
dominio, reperibile in rete, e denominato Win32s. Tale pacchetto, difatti,
contiene un certo numero di librerie aggiuntive che trasformano il vostro
Windows permettendogli di funzionare (più o meno) a 32 bit, invece dei 16 bit
per cui è stato progettato. Esistono comunque le eccezioni: la più notevole è la
versione per Windows 32-bit di Netscape, che non funziona su Windows 3.x
neanche con Win32s.
Windows 95. Questa è l'ultima versione di Windows lanciata lo scorso anno;
presenta il vantaggio di lavorare a 32 bit (o quasi...), e lo svantaggio di essere
più ingombrante e di richiedere hardware più potente per fare sostanzialmente
le stesse cose di Windows 3.x. L'interfaccia utente (cioè le modalità con cui si
immettono i comandi e vengono visualizzati i dati) è sensibilmente variata
rispetto a quella di Windows 3.x e non riceve i consensi unanimi di tutti gli
utenti.
Windows NT. Versione molto specializzata di Windows, dedicata
essenzialmente alle grosse workstations e non ai PC. Sino alla versione 3.x la
sua interfaccia era identica a quella di Windows 3.x mentre, dalla versione 4.0
ha assunto una interfaccia identica a quella di Windows 95.
OS/2. Sistema operativo per PC della IBM, in concorrenza con Windows.
Tecnicamente è indiscutibilmente migliore di Windows 3.x, ma diffuso
prevalentemente a livello aziendale. Con alcune estensioni può far funzionare i
programmi per Windows 3.x anche più velocemente di quanto essi funzionino
con Windows stesso. La versione Warp Connect include alcune
caratteristiche avanzate e un pacchetto di programmi con tutto il necessario per
il collegamento e la navigazione in Internet. L'ultima versione, OS/2 Warp 4.0
(nota anche con il nome di Merlin) presenta delle caratteristiche notevolmente
innovative quali la possibilità di immettere i comandi tramite voce, oltre ad una
versione di Netscape direttamente integrata nel sistema.
Unix. Questo nome designa un insieme di sistemi operativi tra di loro cugini,
aventi più o meno tutti le stesse caratteristiche, ossia quelle di essere - a
differenza di Windows - multiutente (più persone collegate da terminali diversi
possono usare il computer in contemporanea). Questi sistemi operativi sono
solitamente utilizzati sui grossi computer che funzionano da server per la rete:
quasi tutti i siti di Internet funzionano con un sistema operativo di tipo Unix.
Come interfaccia utente, lo Unix è molto simile al DOS (anzi, il DOS è una
pallida copia dello Unix, che è nato molto prima...): i comandi vengono immessi
tramite una riga di comando. Spesso assume altri nomi in funzione della
specifica versione; per esempio, la versione IBM di Unix è nota come AIX.
Linux. Versione di Unix per PC, che presenta il vantaggio di essere
praticamente gratuita. Viene distribuita anche sulla rete, oppure su CD-ROM
(mezzo che vi consigliamo di utilizzare, date le sue dimensioni...).
X-Windows. Sistema operativo a interfaccia grafica per Unix.
Sostanzialmente, X-Windows sta a Unix come Windows sta a MS-DOS.
Macintosh System. Sistema operativo dei computer Apple Macintosh, molto
simile a Windows: anzi, Windows si è talmente "ispirato" a questo sistema
operativo da scatenare una azione giuridica da parte della Apple nei confronti
della Microsoft (durata anni e conclusasi senza vincitori nè vinti...); è stato
comunque il primo sistema ad interfaccia grafica ad imporsi su un pubblico di
massa; la versione più aggiornata è al momento la settima.

Solitamente, all'interno dei siti FTP i programmi sono raccolti in directory legate al
sistema operativo per cui funzionano: ad esempio, nella directory pub, che è quella in
cui sono contenuti i programmi di pubblico accesso nella maggior parte dei siti, vi è
solitamente una directory denominata pc contenente i programmi per i vari sistemi
operativi per PC, a sua volta contenente varie subdirectory windows, win95, os2,
... Ovviamente, l'organizzazione effettiva varia da sito a sito; comunque, è bene
controllare sempre di prelevare la versione di un programma adatta al proprio sistema
operativo.

 

15.3. Come si avvia un file eseguibile?
P - - - Supponiamo che, dopo aver prelevato un programma dalla rete, siate ora giunti al
punto di avere un file memorizzato sul vostro hard disk; dovrete compiere un certo
numero di operazioni abbastanza standard che saranno descritte in questo paragrafo.
È tuttavia opportuno, prima di procedere, essere certi di saper compiere alcune
operazioni fondamentali che serviranno nel seguito: per questo motivo, ecco alcune
"procedure standard" per gli utenti meno esperti.

Eseguire un file. Esistono vari modi per "lanciare" un file eseguibile (ossia con
estensione .COM o .EXE) su di un PC:

Dalla riga di comando (prompt) del DOS, scrivere il nome del file (anche
tralasciando l'estensione); in questo caso, però, è necessario precedentemente
"entrare", con una serie di comandi cd, nella directory in cui è posto il file. Ad
esempio, per eseguire il file PIPPO.EXE posto nella directory C:\TEMP\ZIP, è
necessario digitare i seguenti comandi nell'ordine, premendo Invio dopo
ciascuno di essi:

c:
cd \
cd temp
cd zip
pippo

o più brevemente

c:
cd \temp\zip
pippo

Da Program Manager in Windows 3.x, selezionare l'opzione Esegui nel menu
File, quindi scrivere il nome completo (percorso incluso, es:
c:\temp\zip\pippo) del file oppure selezionare Sfoglia e muoversi tra le
directory dell'hard disk, cliccando sui loro nomi, fino a raggiungere quella
contenente il file da eseguire, quindi premere due volte il tasto sinistro del
mouse molto rapidamente sul nome del file stesso.
Da Windows 95, premere sul bottone Start (Avvio in italiano), selezionare
"Esegui un file", e seguire le istruzioni relative al punto precedente (scrivere il
nome o selezionare Sfoglia).
Da File Manager in Windows 3.x, muoversi tra le directory dell'hard disk fino a
raggiungere quella contenente il file da eseguire, quindi fare doppio clic sul
nome del file.
Da Program Manager in Windows 3.x, fare doppio clic sull'icona del
programma. Questa ultima possibilità, tuttavia, presuppone l'esistenza di
un'icona per il programma, che può essere creata come descritto qui sotto.

 

15.4. Come si crea un'icona per un programma in Windows 3.x?
- N - - Per creare un'icona per un programma, in Windows 3.x: basta selezionare il gruppo
(finestrella) in cui si vuole posizionare l'icona, quindi selezionare Nuovo nel menu
File, scegliere Programma, quindi cliccare su OK. Comparirà una finestra nella quale
si dovrà indicare:

Descrizione: nome del programma così come si vuole che appaia sotto l'icona;
Riga di comando: nome del file eseguibile del programma, eventualmente
indicabile premendo su Sfoglia, cercando il file sul proprio hard disk e
facendo doppio clic sul suo nome, analogamente a quanto si deve fare per
eseguire il programma quando si seleziona Esegui nel menu File; alcuni
programmi richiedono l'aggiunta di parametri o altro, ma in questo caso vi
saranno fornite istruzioni dettagliate nei file README.TXT che accompagnano il
prodotto;
Directory di lavoro: solitamente quella in cui è posto il file eseguibile.

Selezionando OK dopo aver inserito le informazioni suddette, la vostra icona dovrebbe
comparire nel gruppo desiderato; potete cambiarne la posizione all'interno del gruppo
trascinandola con il mouse. Potete anche creare nuovi gruppi in cui porre le vostre
icone, compiendo la stessa procedura ma selezionando Gruppo invece di
Programma.

 

15.5. Come si apre una sessione DOS?
- N - - Per aprire una sessione DOS (a volte detta prompt del DOS):

In Windows 3.x, basta cliccare due volte sull'icona "Prompt di MS-DOS" nel
gruppo "Principale". Premendo contemporaneamente Alt e Invio sarà possibile
decidere se visualizzare il DOS su tutto lo schermo o in una finestra. Potrete
poi usare il comando exit per chiudere il DOS e tornare a Windows, oppure
spostarvi tra l'uno e l'altro premendo i tasti Alt e Tab contemporaneamente.
In Windows 95, selezionare il tasto Avvio, selezionare la voce Programmi e
fare clic su "Prompt di MS-DOS" dal susseguente sottomenu.
In OS/2, cliccare su una delle icone DOS (full screen o window) contenute in
una delle sottocartelle della cartella "Sistema OS/2".

Nota per gli utenti Windows: se usate Windows 3.x, in realtà, prima di "entrare" in
ambiente Windows siete costretti a "passare" attraverso l'ambiente DOS. Se utilizzate
Windows 95, potete ottenere questo comportamento selezionando selezionando
Riavvia il sistema in modalità MS-DOS all'atto dell'uscita da Windows 95.

 

15.6. Come si installa un programma prelevato dalla rete?
- N - - Dopo queste precisazioni, vediamo ora quali sono le operazioni da compiere per
installare un programma contenuto in un archivio (autoscompattante o no, come
abbiamo detto parlando dei modi di archiviazione del software su Internet), anticipando
che, anche per i programmi per Windows, è comodo eseguire le operazioni seguenti
dalla riga di comando del DOS, eventualmente aprendo una sessione da Windows:

1.Creare sull'hard disk una directory temporanea, ossia una directory che
servirà soltanto per la procedura di installazione, con un nome qualsiasi; ad
esempio, dalla riga di comando del DOS, il comando md c:\pippo creerà la
directory pippo nella directory base del drive C:
2.Scompattare l'archivio nella directory temporanea; se l'archivio è
autoscompattante, basta eseguirlo, ossia, una volta entrati con un comando cd
nella directory in cui è posto l'archivio, scrivere dal prompt del DOS il nome
dell'archivio seguito da quello della directory temporanea, altrimenti bisogna
seguire le istruzioni relative al programma di scompattazione da usare. Ad
esempio, per scompattare in c:\pippo l'archivio autoscompattante
programma.exe posto in un dischetto messo nel drive A:, basta scrivere nella
riga di comando: a:\programma c:\pippo.
3.Leggere il file README.TXT (o nomi simili) posto nella directory
temporanea: solitamente dopo la scompattazione si creano file di istruzioni che
l'utente può leggere. In questo caso, le indicazioni date dall'autore del
programma saranno ovviamente molto più precise e calzanti di quelle incluse in
questa guida, per cui vi conviene seguirle. In caso però non riusciate a trovare
istruzioni soddisfacenti, proseguite pure con questo elenco.
4.Capire se il contenuto della directory temporanea è un dischetto di
installazione oppure il programma vero e proprio. Basta dare il comando
dir /p ed esaminare il contenuto della directory: nel primo caso, vi saranno
solitamente dei file eseguibili denominati SETUP.EXE, INSTALL.EXE o
INSTALL.BAT o qualcosa di simile, mentre nel secondo vi sarà uno o più file
eseguibili con il nome del programma stesso. Nel caso che il contenuto della
directory sia il programma vero e proprio, passate al punto 6, altrimenti
proseguite pure.
5.Eseguire il programma di installazione, solitamente denominato INSTALL o
SETUP; può darsi, se dovete installare un programma per Windows, che il DOS
vi risponda che "il programma richiede Windows", per cui dovrete caricare
Windows (oppure, se siete in un prompt del DOS aperto da Windows, tornarvi
con uno dei metodi esposti in precedenza) ed eseguire il programma da lì,
stando attenti ad indicare come directory in cui installare il programma una
directory diversa da quella "provvisoria". A questo punto, l'installazione
dovrebbe essere completata automaticamente dal programma di installazione;
potete quindi passare al punto 9.
6.Controllare che effettivamente il programma funzioni senza ulteriori
installazioni, provando ad eseguirlo (da DOS o da Windows, a seconda del
sistema operativo che richiede). Se lavorate da Windows 3.x ed il programma è
un programma di comunicazione per Internet, non dimenticate di far partire
Winsock prima di avviarlo (potrebbe non essere necessario, ma ad ogni buon
conto...; in OS/2 ed in Windows 95 ciò non è necessario).
7.Spostare il contenuto della directory nella sua posizione definitiva -
sempre che non vi vada bene tenerlo nella directory temporanea - ad esempio
tramite File Manager o tramite il comando move del DOS. Un esempio: per
creare la directory c:\program\wsprog e spostarvi il contenuto di
c:\pippo, dal DOS basta entrare in c:\pippo e digitare

md c:\program\wsprog
move *.* c:\program\wsprog

Questo punto non è strettamente necessario, ma è molto consigliato
scompattare gli archivi in directory temporanee con un nome qualsiasi e
posizionare invece i programmi in directory organizzate gerarchicamente in
modo logico e con nomi significativi.

8.Creare un'icona per il programma (se si tratta di un programma per
Windows), seguendo le istruzioni date qualche riga più in alto.
9.Cancellare il contenuto della directory temporanea; da DOS, ad esempio,
per cancellare il contenuto di c:\pippo bisogna entrare nella directory
"genitore" (quella immediatamente superiore; nel caso di c:\pippo, è c:\; nel
caso di c:\program\wsprog è c:\program) e digitare deltree pippo.
Fate attenzione, nel caso che vogliate conservare l'archivio originale da cui è
stato estratto il programma, a non cancellarlo dalla directory temporanea senza
averne una copia da qualche parte.

È tutto. Ovviamente ogni programma avrà le sue particolarità, ma la procedura di
installazione avranno molti punti in comune con quella indicata.

 

15.7. Il mio programma è aggiornato? Cos'è un numero di versione?
- N - - La maggior parte dei programmi e dei documenti distribuiti su Internet in modo
freeware o shareware viene continuamente aggiornata dagli autori, ad un ritmo molto
più frequente di quanto avviene normalmente per il software distribuito nei negozi. Per
questo motivo diventa fondamentale saper distinguere tra le varie versioni dei
programmi.

A questo scopo, ogni versione di ciascun programma è solitamente identificata da un
numero di versione, a sua volta formato da una serie di due o tre numeri separati da
punti. Tali numeri hanno diversa importanza: il più a sinistra (major version number)
è il più significativo, mentre gli altri (minor version numbers) sono, procedendo da
sinistra verso destra, sempre meno importanti. Ogni volta che l'autore produce una
nuova versione, essa viene identificata da un nuovo numero di versione, ottenuto dal
precedente incrementando uno dei numeri, scelto a seconda dell'importanza delle
modifiche apportate: tanto più profonde e significative sono le modifiche, tanto più
importante (ossia, a sinistra) è il numero incrementato. Dopo questa operazione,
vengono anche azzerati tutti i numeri posti sulla destra di quello incrementato.

Per maggiore chiarezza, consideriamo il caso dell'antivirus VirusScan: l'ultima versione
pubblicata al momento porta il numero 2.2.9. Se la prossima versione avrà subito
modifiche molto marginali - ad esempio, il programma non sarà stato modificato, ma
semplicemente sarà stata aggiornata la lista dei virus riconosciuti - essa porterà il
numero 2.2.10; se vi saranno state modifiche più rilevanti, ad esempio con la
correzione di qualche errore nel programma, essa porterà il numero 2.3.0; se invece il
programma sarà stato rivisto in profondità, ad esempio modificando le modalità d'uso o
il sistema di individuazione dei virus, essa porterà il numero 3.0.0 (o, più brevemente,
3.0: solitamente gli zeri finali si sottintendono, ad eccezione dello zero posto in seconda
posizione, per cui ad esempio la versione 1.1.0 si indicherà brevemente come 1.1,
mentre la versione 1.0 rimarrà indicata come 1.0, e sarà seguita dalla 2.0, dalla 1.1
oppure dalla 1.0.1).

Esistono molte varianti a questo schema. Alcuni autori sostituiscono il terzo numero
con una lettera, per cui, ad esempio, invece della sequenza di versioni "1.1, 1.1.1.,
1.1.2..." si avrà "1.1, 1.1a, 1.1b...". Molti omettono il punto tra il secondo e il terzo
numero, per cui la stessa sequenza potrebbe essere numerata come "1.1, 1.11,
1.12...". (Normalmente, quando si usano numeri con più di una cifra, si sta procedendo
con una numerazione di questo tipo). I meno ordinati mescolano i vari sistemi, per cui
ad esempio nell'ultimo anno si sono succedute le versioni di Netscape 1.1, 1.12, 1.2,
1.2N, 1.22, 2.0, 2.01. Spesso vi sono dei "buchi" nella numerazione: càpita talvolta di
completare e numerare una nuova versione di un programma e di accorgersi, prima di
pubblicarla (releasing) e di diffonderla su Internet, che essa necessita di ulteriori
modifiche: in questo caso si provvederà a realizzare una nuova versione del
programma con un nuovo numero, che non sarà quindi immediatamente consecutivo
all'ultimo ufficialmente diffuso sulla rete.

Per confrontare tra loro due versioni, occorre quindi confrontare per primo il numero
più a sinistra; se è diverso, la versione più recente è quella con il numero più alto; se è
uguale, invece, si passa a confrontare il secondo numero, e così via. Come visto, vi
può essere qualche ambiguità nel confronto del secondo numero: ad esempio, tra le
due versioni 1.2 e 1.11 non è facile stabilire quale sia la più recente; solitamente sarà
la 1.2, ma l'autore potrebbe anche aver seguito una numerazione del tipo "1.0, 1.1, 1.2,
1.3... 1.9, 1.10, 1.11..." e in questo caso la più recente sarebbe la 1.11.

Spesso vengono diffuse sulla rete le cosiddette beta version, ossia versioni non
definitive del programma, sufficientemente funzionanti ma contenenti ancora errori. In
questo modo, l'autore può godere di un grande numero di persone che scaricano e
testano il programma, contribuendo all'eliminazione dei problemi residui; in cambio, le
versioni beta sono solitamente del tutto gratuite, anche se accompagnate da una data
di scadenza. Tali versioni sono normalmente indicate posponendo al numero di
versione che contraddistinguerà la versione definitiva la lettera b (beta) seguita da un
numero progressivo. Ad esempio, la versione 2.0 ufficiale di Netscape è stata
preceduta nell'ordine dalle versioni 2.0b1, 2.0b2... 2.0b6. In alternativa, quando non è
ancora stata completata la prima versione definitiva del programma, le beta version
vengono contrassegnate da un major version number pari a zero. Oltre alle beta
version si possono talvolta incontrare delle alpha version, contraddistinte dalla lettera
a (alfa, es. 2.0a4); si tratta di versioni precedenti rispetto alle beta, e di solito
pesantemente incomplete. Normalmente, le versioni alfa sono soltanto ad uso
dell'autore del programma; si passa dalle versioni alfa alle beta quando egli ritiene che
il programma, pur se non definitivo, sia giunto ad uno stadio di completamento tale da
poter essere diffuso perlomeno ad un certo numero di volontari che si occuperanno di
provarlo e trovare gli errori rimasti.

Il numero di versione di un programma che si possiede viene spesso visualizzato
quando lo si esegue; solitamente può anche essere ricavato da file README.TXT o
FILE_ID.DIZ, posti nella directory del programma, o, per i programmi per Windows,
richiamando l'opzione About... nel menu Help (o talvolta nel menu File). In questi
casi, spesso il numero di versione è accompagnato dalla data, che permette di risalire
all'effettiva vecchiaia della versione del programma. Nella documentazione è spesso
specificato un sito FTP o una pagina WWW "ufficiale" in cui si può trovare la
versione più aggiornata del programma. Se sono trascorsi almeno 6 - 9 mesi dalla
pubblicazione della versione di cui disponete, specialmente se si tratta di un
programma discretamente complesso (che quindi può presentare molti naturali
miglioramenti) e se l'autore ha dichiarato di voler continuare a migliorarlo, è probabile
che sia disponibile una versione più recente. Per certi programmi - ad esempio gli
antivirus - è il caso di procurarsi la versione più recente almeno ogni tre mesi.

Infine, una notazione ortografica: spesso si usa utilizzare una x per indicare "qualsiasi
numero". Ad esempio, la dizione "Windows 3.x" indica tutte le versioni di Windows
che hanno 3 come numero di versione principale, ossia l'insieme delle versioni 3.0, 3.1
e 3.11.

 

16.8. Perchè alcune installazioni mi invitano a "reperire altrove il file xxx.DLL"?
- N - - Vi succederà spesso di leggere, nelle istruzioni di installazione di programmi per
Windows reperiti su Internet, che "il programma necessita per funzionare del file
xxx.DLL, che non viene fornito insieme al programma". Su Internet, difatti, il tempo
(di scaricamento dei programmi) è denaro: pertanto, alcune grosse librerie che
vengono utilizzate da molti programmi non vengono inserite nell'archivio Zip di
ciascuno di essi, ma viene lasciato all'utente il compito di procurarsele una volta per
tutte e di installarle (solitamente si tratta di un file .DLL che va copiato all'interno della
directory SYSTEM contenuta nella directory in cui è installato Windows, es.
C:\WINDOWS\SYSTEM).

Alcune delle più comuni librerie di questo tipo (facilmente reperibili in rete) sono:

VBRUN100.DLL: necessaria per il funzionamento dei programmi scritti in
Visual Basic 1.0.
VBRUN200.DLL: necessaria per il funzionamento dei programmi scritti in
Visual Basic 2.0.
VBRUN300.DLL: necessaria per il funzionamento dei programmi scritti in
Visual Basic 3.0.
BWCC.DLL: necessaria per il funzionamento dei programmi scritti in Borland C
o in altri linguaggi Borland.

 

15.9. In quali formati vengono archiviati immagini e suoni su Internet?
- N E -

 

 

Esiste un grandissimo numero di formati per la memorizzazione di immagini,
animazioni e suono; tuttavia, sulla rete si sono affermati alcuni standard di fatto per
permettere una facile diffusione e fruizione dei dati. E' allora utile conoscere quali
sono i formati più comuni e che tipo di dati contengono; per riconoscere altri formati
meno comuni si può consultare l'appendice contenente l'elenco delle estensioni relative
ai vari tipi di file.

GIF (Graphic Interchange Format). E' uno dei due principali formati per la
memorizzazione di immagini. Sviluppato in origine nel 1987 per la rete
CompuServe (tanto che ancora oggi è in discussione la proprietà intellettuale
del formato e il diritto ad usarlo da parte di chiunque) si è rapidamente
affermato grazie al particolare algoritmo di compressione che lo caratterizza e
che permette di salvare le immagini, senza la minima perdita di qualità, in file
più piccoli di quelli necessari con tutti gli altri formati ad eccezione del JPEG.
Esistono in realtà due varianti del formato, la GIF87a e la GIF89a; le versioni
più recenti includono la possibilità di rendere lo sfondo trasparente e di salvare
immagini interlacciate (ossia visualizzabili per approssimazioni successive,
creando il tipico effetto di progressiva definizione dell'immagine caratteristico di
molte immagini incluse nelle pagine del World Wide Web). Dovrebbe in futuro
venire sostituito dal PNG. Se siete interessati, troverete maggiori informazioni
nella parte della guida dedicata alla creazione di proprie pagine.
JPEG (Joint Photographers Expert Group). Questo nome indica un gruppo
di esperti e, per estensione, il formato da loro sviluppato. Esso implementa una
compressione con perdita: questo significa che l'immagine viene salvata
"scartando" un certo numero di informazioni scelte in modo da non peggiorare
l'aspetto complessivo dell'immagine. Il risultato è un'immagine che, pur potendo
essere salvata in file di ridottissime dimensioni se comparate a quelle richieste
da altri formati, è virtualmente indistinguibile da quella originale, anche se non
uguale. Molti dei programmi che salvano immagini in formato JPEG permettono
di scegliere il compromesso tra la compressione e la qualità: si può salvare con
alta compressione e bassa qualità del risultato (piccolo file, elevata perdita di
qualità) oppure bassa compressione e alta qualità (grosso file, perdita di qualità
trascurabile). La compressione è particolarmente efficiente, a parità di qualità,
su immagini naturali (fotografie...), mentre provoca perdite di qualità più
rilevanti su immagini con bruschi contrasti di colore, come ad esempio le
immagini con pochi colori molto diversi.
PNG (Portable Network Graphics, spesso detto Ping). È un formato
recentemente sviluppato per sostituire il GIF: implementa una compressione
senza perdita di efficienza superiore mediamente del 20%.
MPEG. Si tratta di un formato di file che contiene animazioni (sequenze di
immagini), eventualmente con sonoro. Ne esistono vari tipi, e non tutti i
programmi trattano tutti i tipi: per questo è bene avere almeno un paio di
programmi per leggere questo formato di file.
AVI. Il formato classico per visualizzare filmati e animazioni con suono in
ambiente Windows: il programma che li legge è noto come Video for Windows.
MOV. Un altro formato per filmati e suono, originario del programma
QuickTime per Macintosh.
WAV. È il formato tipico di Windows per la memorizzazione di suoni
digitalizzati.
AU. È il formato tipico dello Unix per la memorizzazione di suoni digitalizzati.
Può essere letto da Netscape (versioni recenti).
MID. Formato standard MIDI per la memorizzazione di brani musicali;
vengono memorizzate soltanto le note suonate dai vari strumenti, ma non i suoni
relativi agli strumenti. Disponendo di una scheda sonora, comunque, si dispone
solitamente anche di un insieme di suoni convenzionalmente assegnati ad un set
di strumenti MIDI standard, che permette di ascoltare i brani. Disponendo
inoltre di un sintetizzatore collegato via MIDI al computer, si possono ascoltare
i brani con i suoni del sintetizzatore.
MOD. Formato originario dell'Amiga per la memorizzazione di brani musicali;
vengono memorizzate non solo le note, ma anche i suoni, rendendo quindi
possibile la riproduzione dell'intero brano musicale così come è stato creato dal
compositore. Esistono numerosi programmi, per DOS e Windows, che
permettono di suonare e modificare questi brani.
Hosted by www.Geocities.ws

1