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13.1. Quale PC e quale hardware aggiuntivo servono per usare Internet?
P N - V Qualsiasi PC può essere usato per accedere a Internet; tuttavia è necessario
possedere un certo numero di parti hardware e di programmi software.

Per quanto riguarda l'hardware, anche un PC con processore 8088 è
sufficiente; tuttavia, tutti i computer sui quali non è disponibile un ambiente
grafico (tipo Windows o OS/2) potranno accedere alla rete soltanto in
modalità testuale, mediante appositi programmi da DOS. Poichè tuttavia al
giorno d'oggi quasi la totalità dei PC esistenti è sufficientemente avanzata da
poter usufruire di Windows o OS/2, ci occuperemo esclusivamente
dell'hardware e del software necessario per l'uso di Internet con tali sistemi
operativi.

Per quanto riguarda l'hardware, le necessità sono:

Un qualche componente che vi permetta di comunicare con la rete,
ossia una scheda di rete se il vostro computer è direttamente
collegato ad una rete locale tramite una linea dedicata, oppure una
porta seriale se comunicate via modem;
Se vi collegate via telefono, un modem, ossia un apparecchio che
permette la trasmissione di dati digitali (come quelli scambiati tra i
computer) su linee di trasmissione analogiche (come le normali linee
telefoniche).

Non è necessario niente altro. Tuttavia, le prestazioni globali del vostro
computer (tipo e velocità del microprocessore, scheda video, scheda audio...)
influenzeranno pesantemente la qualità del vostro accesso alla rete. Se
disponete ad esempio di 4 MB o meno di memoria, preparatevi a qualche
attesa: difatti Netscape - il più diffuso browser esistente - è un programma
molto "ingordo" di memoria, per cui il vostro sistema subirà rallentamenti
quando si dovrà utilizzare l'hard disk (usato come memoria virtuale) per
fornirgliela. Se non disponete di una scheda audio, non potrete ascoltare
nessun tipo di suono prelevato dalla rete, e così via. Attalmente, la minima
configurazione necessaria per sfruttare al meglio Internet è un computer con
processore 486DX a 33 MHz e con 8 MB di RAM, scheda video almeno
Super-VGA (se non sapete di cosa si sta parlando, leggete il paragrafo
seguente). Intendiamoci: si vive benissimo anche con meno, e non è certo il
caso di cambiare computer solo per velocizzare l'accesso a Internet. Però..

 

13.2. Quali parametri posso usare per valutare le prestazioni di un PC?

P N - - Avvertendo che questo paragrafo risulterà particolarmente elementare per
molti dei lettori di questa guida, vale la pena di risolvere alcuni dubbi che
spesso si hanno quando si tratta di scegliere o di valutare un computer. Cosa
vuol dire che vi hanno venduto un "486DX2-66 con 8 MB di RAM e 520 MB
di hard disk" ? Per chiarire questi dubbi, ecco una breve lista dei componenti
principali di un computer e dei parametri che permettono di valutarne le
prestazioni.

1.Il microprocessore. E' il cuore del computer: è quello che compie
quasi tutte le operazioni richieste durante l'esecuzione di un
programma. I primi PC originali (IBM, ovviamente...) erano basati su
microprocessori prodotti dalla Intel, ma negli ultimi anni sono stati
immessi sul mercato computer compatibili basati su processori di altri
costruttori. Naturalmente, non è detto che un processore non-Intel sia
per forza migliore o peggiore di un processore Intel: dipende dal
modello: le prestazioni di un microprocessore possono essere valutate
dalla sua frequenza di clock e dal suo numero di bit (oltre che dal
processore stesso).
La frequenza di clock (50 MHz, 66 MHz...) misura la velocità
intrinseca del processore: un processore da 50 MHz (megahertz) può
eseguire 50 milioni di "operazioni elementari" al secondo, per cui più
alta è questa frequenza maggiore è il numero di operazioni eseguite in
un secondo. Poichè oltre qualche decina di MHz, per una serie di
motivi fisici, non si riesce ad andare, sono stati inventati vari trucchi
per aumentare questo numero e far felici i clienti, il più diffuso dei quali
(implementato nelle serie "DXn") è quello di aumentare la velocità
interna del processore - il che non è troppo difficile - senza aumentare
la velocità con cui il processore comunica con tutte le altre parti del
computer - il che sarebbe molto più difficile; in pratica, un processore
"DXn" lavora alla frequenza di clock indicata, ma comunica con
l'esterno ad una frequenza che è un ennesimo della frequenza di clock.
Per fare un esempio, un processore DX2 a 66 MHz compie
internamente 66 milioni di operazioni elementari al secondo, ma
comunica con il resto del computer a 33 MHz (66 diviso 2), ossia può
comunicare un dato all'esterno per 33 milioni di volte al secondo.
Il numero di bit indica quanti bit possono essere trattati dal computer in
una volta sola. Ad esempio, un processore a 16 bit può sommare tra
loro in un colpo solo due numeri binari di 16 bit ciascuno, ma se deve
sommare due numeri di 32 bit ciascuno deve farlo in "due passate".
Pertanto, maggiore è il numero di bit maggiore è la velocità di calcolo.
Anche qui, sono stati inventati varie soluzioni, la più diffusa delle quali
è quella adottata nelle serie "SX": in questi processori, il computer
lavora internamente ad un certo numero di bit, ma comunica con
l'esterno a "blocchi" di metà di questo numero di bit. Ad esempio il
processore 386SX lavora internamente a 32 bit, ma spedisce i dati agli
altri componenti a 16 bit alla volta (il che ovviamente rallenta le
comunicazioni con il resto del computer).
Questi parametri, comunque, servono a confrontare tra loro processori
dello stesso tipo (ossia dello stesso numero di serie), ma ovviamente
processori diversi, pur andando alla stessa frequenza di clock e avendo
lo stesso numero di bit, possono fornire prestazioni radicalmente
diverse. Tanto per chiudere, ecco una lista in ordine di potenza dei vari
processori Intel storicamente montati sui PC: 8088, 8086 (il primo
nato), 80286, 80386, 80486, Pentium.
2.I coprocessori. Un coprocessore è un particolare chip che, una volta
montato, interagisce strettamente con il processore centrale,
diventandone una appendice e migliorandone le prestazioni.
Famosissimo, fino a qualche anno fa, era il coprocessore
matematico (l'80287 per il 286, l'80387 per il 386) che aggiungeva al
processore la capacità di eseguire velocemente calcoli con numeri non
interi. Tuttavia, a partire dal 486DX (che è sostanzialmente formato da
un 386 e un 387) queste capacità sono state integrate direttamente nel
processore, per cui i coprocessori matematici si sono estinti. Per cui,
se non ne avete uno, non preoccupatevi: siete normali...
3.La memoria RAM. La RAM (Random Access Memory) è la
memoria usata dal calcolatore per conservare i programmi e i dati con
cui sta lavorando, per tutto il tempo per cui il computer rimane acceso.
In realtà, esistono altri tipi di memorie, come vedremo; tuttavia la
RAM è fondamentale. Attualmente quasi tutti i programmi richiedono
almeno 4 MB (megabyte) di RAM per funzionare decentemente, e se
si vuole comprare un computer è bene non scendere sotto gli 8 MB.
4.La memoria cache. Una cache (o memoria tampone) è una parte di
memoria molto veloce (come tempi di lettura e scrittura) che viene
usata per trattare velocemente piccole quantità di dati: se devo trattare
una grossa quantità di dati memorizzati in una memoria lenta (come
può essere la RAM) è più veloce ed efficiente copiarne un intero
blocco in una memoria veloce, e poi operare su di esso. Poichè il costo
di una memoria è direttamente proporzionale alla velocità, la memoria
cache è di estensione molto minore della RAM, tipicamente 128 o 256
KB (kilobyte). In realtà, questa è la cache esterna; spesso esiste
anche una cache interna, integrata nel processore (quindi l'utente non
può comprarne altra o modificarla: si deve accontentare di quella che
c'è...) che funziona a sua volta da cache per la cache esterna. Difatti il
concetto di "lento" e "veloce" è relativo: dovunque ci sia una memoria
se ne può prendere una più veloce e usarla da cache per quella
memoria. Ad esempio, il programma SmartDrive incluso nel DOS
utilizza la RAM come cache per l'hard disk, visto che la RAM è più
veloce dell'hard disk. L'efficienza di una memoria cache è misurata
dall'hit rate, che misura quanto spesso il dato cercato è stato letto
dalla cache invece che dalla memoria originaria: difatti, se
sfortunatamente il processore deve leggere un dato che è memorizzato
in un punto della memoria originaria che non fa parte del blocco
attualmente copiato nella cache, esso dovrà andarselo a leggere nella
memoria originaria, più lenta.
5.La memoria di massa. Con questo termine si intendono tutte quelle
memorie di grandi dimensioni e capaci di conservare i dati a lungo
anche a computer spento, ma di accesso molto più lento della RAM.
L'esempio tipico è l'hard disk, la cui capacità influenza essenzialmente
la quantità di dati e di programmi che potete installare sul vostro
computer. Attualmente il minimo consigliato è 500 MB (ossia un hard
disk che può memorizzare 500 megabyte, ossia circa 524 milioni di
byte), non solo per lo spazio disponibile, ma anche perchè hard disk di
dimensioni inferiori non permettono risparmi significativi.

Oltre a questi componenti, sono necessarie schede (ossia, piastre contenenti
un circuito stampato e alcuni componenti elettronici integrati montati su di
esso) aggiuntive, che possono essere inserite in appositi alloggiamenti (slot).
Esistono vari standard di schede a seconda del tipo di bus (che è l'"insieme di
fili" che mette in comunicazione il processore e i vari componenti del
computer) presente sulla motherboard (ossia la scheda base del computer,
quella su cui è montato il processore) del vostro computer. Il mercato sembra
attualmente orientato alla diffusione dello standard PCI per i bus, ma anche il
VESA local bus è uno standard diffuso e particolarmente adatto
all'installazione di schede video. Il numero di alloggiamenti disponibili nel
computer limita la quantità di schede aggiuntive installabili: una volta che tutti
gli slot sono occupati, non potrete installare nuove schede senza togliere una
di quelle esistenti. La maggior parte delle schede aggiuntive richiede
l'installazione di proprio software, detto driver (letteralmente, autista, ossia
programmi che controllano il funzionamento della scheda), per poter essere
utilizzata.

 

13.3. Cosa sono le schede audio e video? Cos'è la risoluzione video?
P N - - Tra le schede aggiuntive, fondamentale è la scheda video, che deve
obbligatoriamente essere presente (altrimenti non potreste vedere granchè sul
vostro monitor: la sua gestione è affidata a questa scheda). Alcuni costruttori,
comunque, integrano la scheda video sulla motherboard, il che presenta il
vantaggio di non occupare uno slot con essa, e lo svantaggio di rendere
difficile la sua sostituzione (operazione peraltro raramente necessaria, a meno
di guasti).

Fino a qualche anno fa, le schede video rispettavano alcuni standard (CGA,
EGA, VGA...). Con la crescita delle capacità grafiche dei computer,
comunque, il numero di produttori è aumentato, ed ha portato ad una notevole
anarchia nel mercato, che spesso offre pochi punti di riferimento.

Ciascuna scheda video è caratterizzata in generale dalle risoluzioni
visualizzabili. Una risoluzione, o meglio modo video, è caratterizzata da due
dimensioni (larghezza e altezza) e da un numero di colori. Le dimensioni
indicano il numero di colonne e righe in cui viene diviso il monitor; il loro
prodotto dà il numero di pixel (ossia, puntini elementari) sullo schermo:
maggiore è il numero di pixel, migliore sarà l'immagine, in quanto essa sarà
composta da puntini di dimensioni minori, mentre se il numero di pixel è basso
si avrà l'effetto "quadratoso" tipico dei computer di qualche anno fa. Il
numero di colori è il massimo numero di colori diversi che possono essere
mostrati contemporaneamente sullo schermo, e viene talvolta dato sotto
forma di numero di bit, nel qual caso il numero dei colori è pari a 2 elevato al
numero di bit. Le modalità a 16 milioni di colori (24 bit) vengono indicate
come truecolor. Ad esempio, alla risoluzione 800x600 in 256 colori (o anche
800x600x8 bit, visto che 256 = 2 all'ottava) lo schermo viene diviso in 800
colonne e 600 righe (ossia in 480.000 puntini) ed ogni puntino può assumere
uno tra i 256 colori permessi.

Le risoluzioni visualizzabili sono limitate dalla memoria video (VRAM)
disponibile sulla scheda video (e non dalla RAM del computer). Ad esempio,
nella risoluzione 800x600x8 bit (256 colori), ciascun pixel può assumere 256
valori diversi a seconda del suo colore, per cui per ciascun pixel sono
necessari 8 bit per memorizzare il suo colore, ossia un byte. Essendoci
480.000 puntini sullo schermo, saranno necessari 480.000 byte per poter
memorizzare l'intera schermata, per cui la scheda dovrà disporre di una
propria memoria di almeno 480.000 byte per poter funzionare a quella
risoluzione. Le schede attuali hanno tipicamente una memoria di 1 o 2
megabyte (ossia circa 1.000.000 o 2.000.000 di byte)..

Oltre alla scheda video, comunque, affinchè la risoluzione possa essere
utilizzata, anche il monitor deve supportarla: scegliendo un monitor è bene
informarsi di quali sono le sue risoluzioni massime. Molti monitor riescono a
raggiungere risoluzioni maggiori tramite la tecnica dell'interlacciamento: se
si deve visualizzare una schermata ad esempio di 1024 righe, il monitor divide
il proprio schermo in 512 righe (la metà), accoppia le 1024 righe della
schermata a due a due, accoppiando righe tra loro adiacenti, e visualizza
alternativamente l'una e l'altra delle righe di ciascuna coppia sulla stessa riga
delle 512 disponibili; in questo modo, se l'alternanza delle due righe della
schermata sulla stessa riga del video è sufficientemente rapida, si riesce a
creare l'illusione della presenza di entrambe le righe. Tuttavia, in questo modo
si ottengono immagini che, come si dice in gergo, "ballano", e alla lunga
stancano gli occhi molto più di un video normale: pertanto non conviene
adottare modalità video alle quali il proprio monitor adotta l'interlacciamento,
ed è bene informarsi all'atto dell'acquisto su quali siano le risoluzioni
interlacciate.

La scheda audio è un componente relativamente meno diffuso, che permette
al software che la supporta di generare suono. Al momento la scheda più
diffusa è la Sound Blaster nelle sue varie versioni: la Pro (che genera suoni
in modulazione di frequenza, FM, a 8 bit), la 16 (suoni in FM a 16 bit) e la
AWE 32 (che si serve anche di suoni campionati, che presentano una qualità
migliore di quelli in FM).

 

13.4. Cos'è e come si sceglie un modem?
P N - - Un modem (contrazione per modulatore - demodulatore) è un apparecchio
progettato per convertire i dati digitali provenienti dal computer in un segnale
analogico che possa venire trasmesso su di una linea per trasmissione
analogica, quale ad esempio la linea telefonica, e inoltre per effettuare anche
l'operazione opposta di conversione dei segnali analogici ricevuti tramite la
linea telefonica in segnali digitali che possano essere trattati dal computer. La
conversione da digitale ad analogico comporta una modulazione in
frequenza: a seconda del valore digitale da trasmettere (zero o uno) viene
immesso sulla linea analogica un segnale avente frequenza diversa (esistono
anche codifiche più complesse, ma il principio base è quello). La conversione
da analogico a digitale è quindi effettuata tramite una demodulazione: il
modem misura la frequenza del segnale che giunge dalla linea analogica e, a
seconda del valore, trasmette al computer uno zero o un uno.

Il modem è solitamente collegato al computer tramite una linea seriale, ossia
un cavo sul quale può venire trasmesso un bit digitale per volta, per cui i
messaggi vengono trasmessi sotto forma di sequenza di bit. (Il contrario di
una linea seriale è una linea parallela, in cui più bit possono venire trasmessi
contemporaneamente, usando un filo diverso per ciascun bit, come succede
nel cavo che collega il computer alla stampante.) Il modem andrà quindi
connesso alla porta seriale del computer, che diventa, come vedremo tra
poco, un elemento molto importante per la qualità della vostra connessione.

Si può distinguere tra data modem (modem per la trasmissione di dati) e fax
modem (modem per la trasmissione di fax); la maggior parte dei modelli oggi
in commercio incorpora entrambe le funzioni, permettendo sia la trasmissione
di dati (necessaria per connettersi a Internet) sia la trasmissione di fax. In
realtà, un fax non è altro che un insieme di dati binari che rappresenta la
codifica digitale di una pagina scritta; comunque, la sua trasmissione verso un
normale fax richiede che il modem sia esplicitamente predisposto per tale
operazione; questa predisposizione viene appunto indicata dicendo che il
modem è un fax modem.

Un modem è essenzialmente caratterizzato dalla sua velocità di
trasmissione (in inglese, bit rate o transfer rate), misurata in bps. I bps
(bit-per-second, ossia bit al secondo) sono l'unità di misura della velocità di
trasmissione di dati binari; in passato si usava indicare il bps anche con il
nome baud, che però ha un significato leggermente diverso e non dovrebbe
quindi essere usato in questo senso. Al giorno d'oggi la scelta è fra i modelli a
14400 bps e quelli a 28800 bps; un modem da 14400 bps può trasmettere
nominalmente 14400 bit al secondo, ossia 1800 byte al secondo (14400 diviso
8), mentre un modem da 28800 bit dovrebbe teoricamente raggiungere una
velocità doppia. Alcuni modelli dispongono di una tecnica di compressione che
permette di quadruplicare la velocità (ossia arrivare fino a 57600 bps con un
modem che nominalmente ne trasmette 14400 o a 115200 bps con un modem
da 28800), e/o di una tecnica di correzione degli errori. Solitamente è possibile
individuare la presenza o meno di queste caratteristiche da un certo numero di
sigle; le più usate sono quelle attribuite dal CCITT, e in particolare:

V.32: indica un data modem che può trasmettere fino a 9600 bps.
V.32bis: indica un data modem che può trasmettere fino a 14400 bps.
V.34: indica un data modem che può trasmettere fino a 28800 bps.
V.42: indica che il modem è dotato di correzione automatica
dell'errore.
V.42bis: indica che il modem è dotato di compressione automatica dei
dati.

Non bisogna però pensare che, disponendo di un modem che può arrivare con
la compressione a 57600 bps, si possano effettivamente trasmettere 57600 bit
al secondo. Sfortunatamente, i dati da trasmettere sono solitamente già molto
compressi (ad esempio archiviati con PkZip), per cui la compressione del
modem non riesce a migliorare le cose, anzi fa perdere tempo. Inoltre, in
Italia la rete telefonica è vecchia e poco efficiente, per cui aumentando la
velocità di trasmissione gli errori aumentano in modo tale da "mangiarsi"
l'aumento teorico di velocità. Per molti utenti italiani, di fatto, un modem da
28800 bps non porta sostanziali aumenti di velocità rispetto a uno da 14400
bps, anche se si spera in un progressivo e rapido miglioramento della qualità
delle linee, ad esempio sostituendo gli attuali cavi con fibre ottiche.

 

13.5. Che porta seriale devo avere? Cosa significa UART?
N E - - Un ultimo aspetto, spesso dimenticato, è quello della porta seriale. È
perfettamente inutile disporre di un modem iperveloce, se poi la vostra porta
seriale non può andare più velocemente di 9600 bps. Sfortunatamente, la
velocità della porta seriale è difficilmente conoscibile dall'utente finale, a
meno di non compiere test di vario tipo; fortunatamente, quasi tutte le porte
seriali montate negli ultimi due o tre anni sono di tipo UART 16550, e
possono tranquillamente gestire le velocità di trasmissione attuali. (La sigla
UART significa Universal Asynchronous Receiver-Transmitter e indica
che la porta rispetta alcune specifiche standardizzate, tra cui quella di disporre
di buffer propri, ossia di proprie aree di memoria tramite le quali può
ottimizzare le comunicazioni.) Inoltre, è necessario che il sistema operativo
possa reggere queste velocità: difatti il driver standard (comm.drv) fornito
con Windows 3.1 arriva fino a 9600 bps. È necessario disporre quindi di un
driver sostitutivo (lo si trova anche in rete; uno dei più diffusi è
cybercom.drv) se si vuole viaggiare a velocità maggiori.


13.6. Come si configura un modem?
P N - - Per poter usare un modem è necessario configurarlo correttamente. Poichè la
maggior parte dei modem non dispone di una propria memoria interna capace
di conservare la configurazione anche quando si spegne l'apparecchio, è
necessario che la configurazione venga ritrasmessa tutte le volte che si
accende il modem. Questa operazione viene compiuta trasmettendo al
modem, tramite la porta seriale, un certo numero di comandi, tipici del modem
stesso, che messi uno dietro l'altro formano la cosiddetta stringa di
inizializzazione del modem: un insieme di caratteri apparentemente
incomprensibile. Poichè l'operazione è abbastanza complessa, molti
programmi presentano all'utente la possibilità di scegliere, all'atto della
configurazione, un tipo di modem, per il quale il programma conosce la
corretta sequenza di inizializzazione. Sfortunatamente, non sempre il modem
dell'utente compare fra quelli elencati... e in questo caso possono essere guai.
Talvolta, inoltre, il modem compare, ma per un motivo o per l'altro la
configurazione proposta dal programma non funziona.

Fortunatamente la maggior parte dei modem sono ormai compatibili con un
modem detto Hayes (dal nome del produttore), che riceve i comandi in un
modo ormai assunto come standard. Insieme al modem dovrebbe essere
fornito un manuale più o meno esauriente; comunque, un modem Hayes viene
inizializzato trasmettendo i caratteri AT seguiti dai comandi che si vogliono
impartire, che sono formati solitamente da una lettera (eventualmente
preceduta da &, % o \) e da un numero. Questi comandi riguardano spesso
argomenti un po' troppo tecnici per essere qui trattati; per questo motivo è
meglio riportare una stringa di inizializzazione che dovrebbe andar bene per
tutte le situazioni:

ATE1V1Q0&K3\N3%C3X3M3L0W1\J1&C1S7=20

Ed ora, ecco dove potete modificarla:

Se, dal manuale, riuscite a ricavare che alcuni di questi settaggi sono
assunti di default dal vostro modem, potete eliminarli dalla stringa. Ad
esempio E1 e V1 sono tipicamente settaggi di default.
Al posto di M3 potete inserire M0 se volete disabilitare lo speaker del
modem, ossia se non volete sentire i rumori della telefonata.
Al posto di L0 potete inserire L2 o L3 per alzare il volume del modem.
Al posto di %C3 potete inserire %C0 per disabilitare la compressione
automatica dei dati (V42bis e MNP5).
Il comando S7=20 stabilisce il numero di secondi (20, appunto) per cui
il modem attende, quando trova libero, prima di riattaccare. Allo stesso
modo possono venire settati altri parametri: ad esempio S0=3 dice al
modem di attendere tre squilli prima di rispondere ad una chiamata in
arrivo, S0=0 gli dice di non rispondere alle chiamate in arrivo...
Se il vostro modem deve funzionare su una linea dedicata, invece che
commutata, dovrete aggiungere &L1. Probabilmente, dovrete ritoccare
altre cose (in questo caso è meglio rivolgersi ad un esperto di questo
tipo di collegamenti).
Assolutamente vitale è il comando X3, in assenza del quale il vostro
modem non riuscirà a chiamare nessun numero in quanto attenderà il
segnale di libero tipico della rete telefonica americana.

Molti programmi vi chiedono di inserire la stringa nella configurazione; in
questo caso, fate attenzione perchè certi programmi richiedono l'inserimento
dell'AT iniziale, altri no. Altri programmi, tra cui Trumpet Winsock, vi
richiedono di spedire direttamente la stringa al modem. L'ordine dei comandi
nella stringa di inizializzazione è ininfluente, ma non devono esserci spazi nella
stringa.

Allo stesso modo, è possibile dare ad un modem Hayes vari comandi. I più
importanti sono:

ATDTnumero
Chiama il numero di telefono indicato, componendolo con il
sistema a toni (centrali elettroniche).
ATDPnumero
Chiama il numero di telefono indicato, componendolo con il
sistema a impulsi (centrali elettromeccaniche).
(In entrambi i casi, il numero può contenere al suo interno delle
virgole, per indicare un punto in cui si deve aspettare, ad esempio
perchè dall'altra parte della linea c'è un centralino che deve
connettersi. Ad esempio, ATDT333333,,20 chiama il numero 333333,
attende quattro secondi, quindi compone ancora il numero 20.)
ATDL
Richiama l'ultimo numero chiamato.
ATA
Risponde ad una chiamata in arrivo.
ATZ
Resetta il modem
(Dopo questa operazione è necessario rispedire al modem la stringa di
inizializzazione)
ATH0
Riattacca, terminando la connessione.
(Per poter inviare un comando, ad esempio quello per riattaccare, a
metà di una connessione, è necessario inviare al modem una sequenza
che "attiri la sua attenzione", che normalmente è +++.)

 

13.7. Cos'è e come si sceglie una scheda di rete?
- N - - Una scheda di rete è un componente hardware aggiuntivo, inserito negli slot
di espansione del vostro PC, che permette al vostro computer di comunicare
con una rete locale. È quindi necessario disporre di una scheda di rete per
poter connettere direttamente il proprio computer ad una rete locale (a
differenza della connessione via modem, per cui è sufficiente la porta seriale).
La scheda di rete si assume il compito di prendere i messaggi binari che il
vostro computer deve trasmettere e di trasformarli in messaggi fisici che
possano venire direttamente immessi sulla rete locale, tipicamente dividendoli
in pacchetti ed effettuando la conversione da binario a fisico (di cui si è
parlato nel capitolo precedente).

Poichè, come visto, reti locali diverse usano protocolli fisici diversi, la scheda
dovrà essere capace di convertire i vostri messaggi binari nel protocollo fisico
parlato su quella particolare rete. Per questo motivo, esiste una scheda
diversa per ciascun tipo di rete, e una scheda usata per un tipo di rete non va
bene per un altro. Pertanto, se voi disponete di un computer in un edificio
dotato di una rete locale e volete che esso venga connesso ad essa, non
dovete andare in un negozio di computer e chiedere al commesso "una buona
scheda di rete", ma dovete contattare le persone che gestiscono la vostra
rete: normalmente saranno loro a fornirvi la scheda, ad installarvela e a
configurare il vostro computer, anche perchè queste operazioni spesso
richiedono un po' di pratica e di conoscenza della rete stessa.

Per poter funzionare, una scheda di rete richiede anche l'installazione di un
apposito software, detto packet driver, sul vostro computer (normalmente
viene fornito insieme alla scheda, visto che anch'esso è fortemente
dipendente dal tipo di rete e di scheda). Esso, in congiunzione con la scheda,
permette al vostro computer di dialogare con tutti gli altri computer presenti
sulla rete, per quanto non sia ancora sufficiente per navigare su Internet,
come si vedrà nel capitolo successivo.
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