| 11.1. Come mai in rete si
trovano tanto software gratis? |
| P N - V |
Se avete già navigato in rete per qualche periodo, e in particolare vi
siete collegati a
qualche sito FTP, sarete certamente rimasti stupiti dalla quantità di software e dati di
ogni tipo che si possono trovare in rete, e che potete prelevare gratuitamente (ossia, al
solo costo del collegamento). In effetti, bisogna subito eliminare una grande confusione
che gli utenti fanno a questo riguardo: il fatto che voi possiate prelevare qualcosa
gratuitamente non significa affatto che voi possiate usarlo gratuitamente. La grande
maggioranza del software che voi trovate nei siti FTP o sul World Wide Web è
commercializzato secondo una formula detta shareware, che vi permette di prelevare
gratuitamente il prodotto e di testarlo per un certo periodo di tempo prima di decidere se
acquistarlo o no. (Maggiori dettagli nel paragrafo seguente...) Tuttavia, una parte
considerevole dei programmi che trovate, e inoltre praticamente tutte le immagini, le
FAQ, gli ipertesti possono essere prelevati ed utilizzati gratuitamente.
Il motivo per cui esiste qualcuno - anzi, molte persone - che provvede a mettere
gratuitamente a disposizione di tutti qualcosa da lui realizzato è il solito principio
dello
scambio reciproco, su cui storicamente si è basata la rete: poichè molte persone si
comportano in questo modo, ciascun utente si trova a disposizione una grande quantità di
materiale gratuito, per cui ha interesse a far sì che ancora più persone si comportino
in
questo modo e in particolare a contribuire egli stesso. Molti programmatori dilettanti
mettono a disposizione di tutti i propri programmi, spesso scritti in origine per uso
personale, anche perchè in questo modo possono farsi conoscere; molti programmatori
professionisti scelgono lo shareware come formula di commercializzazione perchè gli
permette di raggiungere facilmente un numero maggiore di potenziali clienti a costo
minore rispetto alla distribuzione nei negozi.
Quando si passa dal campo della programmazione a campi ancora più amatoriali, come
ad esempio i fumetti o la musica, spesso si verifica un "effetto gruppo": alcune
persone
cominciano a raggrupparsi e a conoscersi, ad esempio dentro una mailing list o un
newsgroup, oppure tramite pagine Web, e quindi decidono di mettere vicendevolmente a
disposizione il materiale di cui dispongono, ad esempio trasportando immagini su
computer tramite scanner, trasferendo testi da carta a dischetto, digitalizzando brani
sonori; dopodichè, viene creato un archivio che di norma è liberamente accessibile da
qualunque altro utente della rete. In questo modo altre persone con gli stessi interessi,
richiamate dall'archivio, entrano a far parte del gruppo ed esso si allarga per la gioia
di
tutti i partecipanti.
I programmi sono solitamente distribuiti in rete in un unico file, archiviato (per i
programmi per PC, solitamente con PkZip) e avente un nome che richiama non solo il
nome del programma, ma anche la sua versione. Difatti i programmi vengono
periodicamente aggiornati - e in rete questo avviene ad una velocità molto maggiore
rispetto ai programmi acquistabili nei negozi, per cui è vitale conoscere la versione del
programma contenuta nell'archivio per decidere se conviene prelevarlo o se invece ne
possediamo una versione più recente. Tanto per fare un esempio, il famosissimo
antivirus Scan viene distribuito in file che portano il seguente nome: SCN-nnnE.ZIP
dove al posto di nnn vi è il numero di versione: ad esempio la versione 2.2.6. era
contenuta nel file SCN-226E.ZIP.
All'interno di ciascuno di questi archivi è contenuto un file, solitamente denominato
README.TXT, che contiene, oltre alle istruzioni per l'installazione, anche le condizioni
di licenza alle quali il programma viene fornito. |
| 11.2. Che cosa vuol dire
"shareware", "public domain"... ? |
| P N - V |
Ciascun programma disponibile in rete viene distribuito insieme ad
opportune condizioni
di licenza, che stabiliscono chi e come è autorizzato ad usarlo e se egli deve
corrispondere un prezzo d'acquisto o no. Talvolta queste condizioni sono contenute in un
file a parte, ad esempio LICENSE.TXT o REGISTER.TXT, ma dovreste comunque
trovare indicazioni nel file README. È quindi opportuno, prima ancora di installare il
prodotto, leggere questo file per capire a quali condizioni potrete usarlo. Alcuni
programmi, comunque, vi presentano le condizioni di licenza durante l'installazione o al
primo caricamento, e vi richiedono di accettarle "esplicitamente" premendo un
bottone
identificato da scritte come I Agree o Accept License. In questo caso, premendo il
bottone accettate ai fini legali tutte le condizioni di licenza e vi impegnate a
rispettarle
(cosa che comunque vale anche per i programmi che non richiedono l'accettazione
esplicita...)
Nel corso del tempo sono entrati nell'uso comune alcuni nomi particolari per indicare
alcune condizioni di licenza più o meno standardizzate.
1.Public Domain (PD): i programmi distribuiti come PD sono liberi da ogni vincolo
di copyright: l'autore li mette gratuitamente a disposizione di chiunque rinunciando
ai propri diritti. Qualunque persona può non solo copiare e utilizzare il programma,
ma anche modificarlo (spesso nel pacchetto di distribuzione sono acclusi anche i
sorgenti del programma), riutilizzarlo, inserirlo in altri programmi anche
commerciali.
2.Freeware: questi programmi sono copiabili e utilizzabili gratuitamente da
chiunque, ma l'autore mantiene su di essi i propri diritti: il programma non può
essere modificato e il codice non può essere utilizzato senza il suo consenso (per
esempio, questa guida viene distribuita come freeware e non come PD in quanto
è utilizzabile gratuitamente ma non è modificabile)..
3.Cardware: questi programmi sono copiabili e utilizzabili da chiunque a patto che
egli invii una cartolina all'autore. (Alcuni autori richiedono cartoline di argomento
specifico; dipende dalla licenza). L'autore mantiene i propri diritti: il programma
non può essere modificato e il codice non può essere utilizzato senza il suo
consenso.
4.Shareware: questa è la categoria più grande, ed indica che il programma può
essere copiato liberamente (molti autori incoraggiano a farlo) ma può essere
utilizzato esclusivamente allo scopo di valutarne la validità in vista di un eventuale
acquisto. Le condizioni esatte sotto le quali è ammesso l'uso a tale scopo sono
indicate nella licenza. I casi più tipici sono:
1.Il programma può essere utilizzato solo per un determinato periodo di
tempo, e quindi deve essere cancellato;
2.Il programma è incompleto, e per poterne usare tutte le potenzialità deve
essere acquistato (modalità anche detta crippleware);
3.Il programma "disturba" l'utente in vari modi (ad esempio costringendolo
ad una lunga attesa prima di mettersi in moto, compiendo operazioni
indesiderate, modificando parzialmente i dati che si stanno trattando...),
che verranno eliminati solo dopo l'acquisto (modalità anche detta
nagware).
Esistono poi molte combinazioni dei casi suddetti; quasi ogni autore si inventa una
propria modalità per scoraggiare l'uso non autorizzato.
Comunque sia, per poter usare un programma shareware in permanenza e nel
pieno delle sue funzionalità esiste l'obbligo (perlomeno dal punto di vista morale)
di acquistarlo, ossia di registrarsi (to register) come utente autorizzato. La
registrazione avviene in modo diverso da programma a programma, ma comporta
normalmente il pagamento di una somma di denaro all'autore. Se il programma è
crippleware o nagware, in cambio l'autore provvederà - inviando un dischetto con
un nuovo archivio o una password - ad eliminare le limitazioni o le azioni di
disturbo.
Esistono anche programmi con licenze di tipo particolare: ad esempio Netscape è
freeware (ad alcune condizioni) per studenti universitari o per l'uso domestico, ma è
shareware per l'uso in azienda o per l'installazione in più copie.
Può capitare anche di trovare in vendita a basso prezzo, ad esempio su CD-ROM,
raccolte di software PD, freeware o shareware. Normalmente, difatti, le licenze di
questi programmi prevedono che essi, sebbene di copia e uso parzialmente o totalmente
gratuito, possano essere inseriti in raccolte di software per le quali viene richiesto un
compenso in denaro, a patto che il prezzo richiesto sia tale da coprire esclusivamente le
spese di pubblicazione (stampa dei CD, distribuzione...) più un piccolo margine.
Tuttavia,
acquistando una raccolta di questo tipo si acquista soltanto la possibilità di leggere e
copiare gli archivi in essa contenuti; se essi contengono programmi shareware che si
desidera utilizzare, bisognerà poi provvedere ad "acquistarli" in senso vero e
proprio,
registrandosi e corrispondendo direttamente all'autore il relativo prezzo.
Si noti che in generale la "libertà di copia" concessa vale soltanto a patto
che l'archivio
sia mantenuto integro e non modificato (ossia, è possibile copiare l'archivio originale
ma
non i singoli file in esso contenuti). |
| 11.3. Posso copiare
tutti i testi che leggo e tutte le immagini che vedo? |
| - N E V |
Materialmente, il vostro browser vi permette di salvare sull'hard disk gli
ipertesti che
leggete, effettuandone quindi una copia. Tuttavia, la possibilità informatica non implica
la
possibilità legale...
In generale, Internet favorisce la circolazione delle informazioni, e inoltre chi tace
acconsente; pertanto in assenza di indicazioni ci si potrebbe ritenere autorizzati a
copiare
l'ipertesto, specialmente se per uso personale. Tuttavia, non va dimenticato che l'autore
delle pagine possiede comunque diritti d'autore su di esse: bisogna quindi chiedere
l'autorizzazione all'autore delle pagine ad esempio se su di esse viene riportata una
indicazione di copyright, o se esse riproducono materiale protetto da copyright (posto
che esso sia stato riprodotto a norma di legge, il che non avviene quasi mai).
Ovviamente, gli autori non desiderano essere seccati per questioni simili, anche perchè
la prassi è quella di copiare tutto senza problemi; per questo motivo talvolta le
condizioni
di copyright vengono indicate in una delle pagine dell'insieme di ipertesti posti
nell'area
dell'autore.
Un discorso completamente diverso si apre se volete copiare l'ipertesto per inserirlo
sulle vostre pagine in rete o se volete riprodurlo in qualsiasi altra situazione diversa
dall'uso personale (che so, un libro su Internet, un CD-ROM...): in questo caso è
sempre necessario chiedere l'autorizzazione all'autore.
Le stesse regole valgono per i libri elettronici o per altri testi anche non inseriti nel
Web:
spesso essi sono liberamente distribuibili (rientrano tipicamente in questa categoria le
FAQ, le RFC, e molti altri testi) ma talvolta essi riportano specifiche indicazioni di
copyright che vanno rispettate.
Analogamente, in rete troverete grandi quantità di immagini. All'atto pratico, chiunque
può copiarle e distribuirle senza problemi tecnici; tuttavia molte delle immagini che
percorrono la rete sono protette da copyright e non potrebbero quindi essere copiate.
Spesso il copyright è indicato esplicitamente, e in questo caso le immagini non devono
assolutamente essere copiate senza l'autorizzazione del possessore dei diritti. Succede
inoltre di trovare in rete riproduzioni di immagini protette da copyright - ad esempio
fumetti. In questo caso, la persona che ha trasferito quelle immagini da carta a formato
binario ha violato le leggi sul copyright, a meno che non lo abbia fatto dietro
autorizzazione.
D'altra parte, fino a poco tempo fa il numero degli utenti della rete era talmente esiguo
che queste violazioni venivano sostanzialmente tollerate dagli autori, posto che essi se
ne
accorgessero, anche perchè le leggi vigenti - in particolare in Italia - ignoravano
completamente il caso specifico della riproduzione binaria. Vista però la crescente
diffusione di Internet, non è improbabile che in un futuro prossimo si cominci a porre
maggiore attenzione al rispetto dei diritti d'autore su tutto il materiale reperibile in
rete (il
che, per quanto doveroso, potrebbe rivelarsi rovinoso per molti dei gruppi di interesse
hobbistico in rete, ad esempio per i fan dei fumetti giapponesi o di molti gruppi rock che
si scambiano digitalizzazioni delle canzoni e bootleg tramite la rete). Esistono d'altra
parte alcuni (pochi) scrittori ed autori che hanno pubblicato gratuitamente le proprie
creazioni su Internet e le hanno messe a disposizione di tutti gli utenti. |
| 11.4. Posso
prendere programmi in un sito e copiarli ad un altro? |
| - N E V |
Negli utenti di computer che non sono abituati all'uso di Internet o di un
sistema di
comunicazione più ridotto come ad esempio una BBS, è stato a fatica inculcato negli
ultimi anni il seguente principio: "Copiare software è un reato". Tuttavia, la
rete si basa
essenzialmente sul principio opposto: "Copiare software è opera meritoria". Le
due cose
non sono affatto in contraddizione, perchè si riferiscono a tipi di software diversi.
Il primo principio, quello che vieta la copia, riguarda tutto il software comunemente
venduto nei negozi; esso viene venduto a condizioni di licenza che ne vietano la copia e
la redistribuzione in qualsiasi modo (a parte licenze particolari). Questo principio
sarebbe
stato però estremamente scomodo da applicare su una rete, dove i negozi non
esistevano e le transazioni in denaro erano insicure e laboriose. Per questo motivo, sulla
rete ha trionfato l'idea opposta: gli utenti sono incoraggiati a copiare il software, a
mostrarlo ai propri amici, e a redistribuirlo in qualsiasi modo, ad esempio scaricandolo
su
altri siti che non lo posseggono. Questo perchè la modalità di commercializzazione è
una
di quelle in precedenza indicate (PD, freeware, shareware...), che cercano di diffondere
il prodotto semplicemente facendolo circolare e permettendo ad un grande numero di
utenti di provarlo gratuitamente.
Ovviamente, bisogna stare attenti a non confondere il tipo di software con il mezzo
attraverso cui viene diffuso. Succede talvolta - molto raramente, in verità - di
incontrare
in rete un programma commercializzato nei negozi: in questo caso, il fatto che esso sia
posto in rete, magari in un luogo accessibile a tutti, non vi autorizza nè a copiarlo nè
a
redistribuirlo, anzi queste azioni costituiscono un reato esattamente come se voi
compraste i dischetti pirata del programma. Al contrario, qualsiasi programma
shareware distribuito in rete può di solito essere trasferito e distribuito su dischetto
e
perfino venduto in un negozio, a patto che il prezzo sia tale da coprire soltanto le spese
del negoziante.
Se scoprite da qualche parte un programma "copiabile" che ritenete interessante
per altri
utenti della vostra zona, compirete un'azione meritoria se provvederete a copiarlo anche
in uno dei siti FTP a voi vicini, ad esempio quello della vostra azienda o provider o
università. Non tutti i siti accettano programmi dagli utenti, ma la maggior parte lo fa,
predisponendo una directory denominata incoming o uploads posta nella root
directory. In questo caso, scaricare un nuovo programma in una di queste directory farà
sia la felicità degli altri utenti del sito, sia quella dei possessori del sito - che
grazie alle
vostre contribuzioni renderanno il loro computer ancora più interessante - sia quella
dell'autore del programma, che vedrà aumentare il numero dei potenziali utenti o clienti.
Ciascun sito FTP predispone normalmente una serie di istruzioni, memorizzate nella root
directory o visualizzate all'atto del collegamento, per chi vuole scaricare in essi nuovi
file. È normalmente opportuno segnalare con un E-mail agli amministratori del sito la
presenza del nuovo file, magari insieme ad una breve descrizione. |
| 11.5. Chi è
responsabile per quello che io faccio sulla rete? |
| P N E V |
La questione della responsabilità delle azioni commesse tramite un
sistema informatico è
tuttora aperta, specialmente in Italia dove raramente le leggi riescono a tenere il passo
dell'evoluzione della società. Da pochi anni è in vigore una legge che riguarda
esplicitamente i diritti d'autore sul software; tuttavia essa, se da una parte affronta e
reprime con severità la diffusione di software non originale, come richiesto dalle
aziende
produttrici, dall'altra si dimentica quasi totalmente degli aspetti legati alla
comunicazione
e al comportamento dei singoli utenti.
Allo stato attuale, sebbene ovviamente ogni persona risponda delle proprie azioni, il
proprietario di un sistema informatico (sia esso un computer connesso a Internet, una
BBS...) è responsabile di tutte le azioni compiute dai suoi utenti, di tutto il software
posto
su di esso e di tutte le affermazioni compiute dai suoi utenti e memorizzate su di esso,
ad
esempio su aree di discussione o pagine del Web. In prima approssimazione, un insieme
di ipertesti del World Wide Web dovrebbe essere equiparato dalla legge ad una
pubblicazione cartacea, e pertanto il proprietario del sistema risponde di tutto quello
che
c'è sopra.
Questo è un notevole ostacolo alla partecipazione attiva alla rete: difatti molti gestori
di
sistema non mettono a disposizione dei propri utenti spazi per la pubblicazione di proprie
pagine non tanto per motivi tecnici, ma per non rischiare poi di venire chiamati in causa
per un eventuale uso improprio che ne venisse fatto. Certo, è possibile stipulare
contratti
che comportino una possibilità di rivalsa verso l'utente finale, ma la responsabilità
del
proprietario del sistema difficilmente può venire eliminata. |
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