| 10.1. Cos'è la
"netiquette"? |
| P N - V |
Tutte le guide serie disponibili per Internet - sia sotto forma di libro,
sia sotto forma di
ipertesto - insistono sulla necessità di rispettare una serie di norme di buona
educazione,
spesso raggruppate sotto il nome di netiquette (parola inglese formata dalla fusione di
net (rete) e etiquette (galateo)). Queste regole, proprio come le comuni regole di
buona educazione, si sono formate col tempo semplicemente allo scopo di evitare alcune
situazioni sgradevoli e di limitare l'uso inutile delle risorse della rete, che non sono
infinite.
Va inoltre ricordato che, mentre i nostri rapporti quotidiani ci mettono in contatto con
persone che conosciamo, oppure che, anche se sconosciute, solitamente vivono nella
nostra stessa città, hanno le nostre stesse basi culturali, seguono i nostri stessi
modelli di
comportamento e di comunicazione, Internet ci mette costantemente di fronte a persone
provenienti da parti del mondo molto diverse dalla nostra. Questo può facilmente
provocare incomprensioni (si veda la parte sui litigi in Internet), che possono essere
evitate rispettando alcune convenzioni linguistiche e comportamentali.
Se il non seguire le convenzioni nelle attività di rete che richiedono un dialogo con gli
altri - dalla partecipazione ad un newsgroup alla pubblicità in rete - potrebbe far
riempire
la vostra casella di posta elettronica di commenti sarcastici o indignati, nessuno verrà
mai, probabilmente, a lamentarsi con voi per un uso della rete inutile (secondo i criteri
che spiegheremo in seguito). D'altra parte, nessuno verrà mai, probabilmente, a
lamentarsi con voi se parcheggiate l'auto per dieci minuti in doppia fila in modo tale da
intasare la circolazione su una strada trafficata. Il punto è: non lamentatevi poi quando
sarete voi a restare bloccati perchè qualcuno si è comportato come non doveva. Se per
caso la rete dovesse diventare inutilizzabile perchè intasata da comunicazioni inutili, a
perderci saranno tutti gli utenti indistintamente. Sta a voi, con i vostri comportamenti,
decidere se volete migliorare o peggiorare le prestazioni della rete. |
| 10.2. Perchè non devo
intasare la rete? E come faccio? |
| P N E - |
La rete non va intasata per il semplice motivo che una rete lenta è di
fatto inutilizzabile.
Poichè a tutti gli utenti conviene che la rete sia la più veloce possibile, a tutti
conviene
adoperarsi in modo da ridurre il carico di lavoro che si pone sulla rete (ossia la
quantità
di dati e la distanza che essi devono percorrere). Tenete conto inoltre che una scelta
intelligente dei carichi da porre sulla rete, se pagate la connessione a tempo o siete
collegati via telefono, vi converrà moltissimo: vi farà risparmiare molti soldi sulla
bolletta.
E' bene avere sempre presente qual è il peso sulla rete delle operazioni che si stanno
facendo. Un ipertesto, ad esempio, è normalmente un file lungo pochi kilobyte,di solito
qualche decina, per cui il carico che ponete sulla rete quando richiedete al vostro
browser di mostrarvi un ipertesto è relativamente ridotto. Un'immagine, al contrario,
può
essere molto grossa; se è vero che le piccole immagini contenute negli ipertesti sono di
solito file GIF molto brevi, un'immagine a tutto schermo o quasi richiede solitamente un
trasferimento di almeno 50 kilobyte. (Per questo motivo può essere utile, se siete
collegati via telefono, disabilitare la visualizzazione delle immagini incluse negli
ipertesti,
come quasi tutti i browser permettono di fare. L'aspetto sarà un po' meno bello, ma
risparmierete sia voi sia la rete. Per l'accesso ai siti FTP di immagini, invece, si veda
la
domanda seguente). Le animazioni o i file audio, invece, possono essere lunghi anche
qualche megabyte. Analogamente, i programmi che potete prelevare dalla rete sono
generalmente archiviati con PkZip o GZip; alcuni occupano pochi kilobyte, ma altri
occuperanno molti megabyte.
Infine, sebbene la quantità di dati che attraversa la rete dipenda praticamente solo
dalla
dimensione dell'oggetto richiesto, il tempo di trasferimento dipende fortemente dalla
posizione del sito e dalle potenzialità del suo e del vostro collegamento a Internet. Se
la
trasmissione è troppo lenta, a meno che l'oggetto non sia di vitale importanza, conviene
spesso interrompere il trasferimento e cercare lo stesso oggetto o qualcosa di simile da
qualche altra parte.
Per farsi un'idea delle potenzialità del proprio collegamento, specialmente nel caso sia
lento (ad esempio via modem), può essere utile avere un'idea del transfer rate (ossia
della velocità di trasferimento) medio che si riesce ad ottenere. Alcuni programmi
(tipicamente i client FTP) vi indicano il transfer rate al termine del trasferimento di
ciascun file; usando il browser, si può ad esempio cronometrare il tempo impiegato per
leggere un ipertesto di dimensioni note, e quindi fare il rapporto tra la dimensione e il
tempo impiegato (molti browser indicano la dimensione totale dell'ipertesto e la quantità
di dati già trasferita).
Quando due computer si collegano tra loro tramite Internet la velocità del collegamento
è ovviamente limitata dalla parte di rete più lenta utilizzata. Nel caso di connessioni
via
modem, il tratto via telefono tra voi e il provider è generalmente il più lento
dell'intero
collegamento che state effettuando (almeno se siete collegati con un sito europeo): è
quindi utile conoscerne la velocità massima, calcolata con uno dei metodi precedenti.
Tipicamente, nel caso di un collegamento con un modem V42bis da 14400 baud il
transfer rate massimo è dell'ordine di 1.1 - 1.2 kilobyte al secondo. Non dimenticate
però che se state eseguendo due o più collegamenti in contemporanea essi dovranno
dividersi tra loro questa capacità di trasferimento.
In generale, è quindi utile porsi, prima di eseguire una qualsiasi operazione che
richieda
un trasferimento di rete, alcune semplici domande (che dovrebbero diventare in breve
talmente automatiche da ricevere risposta inconsciamente):
1.Qual è la quantità di dati che deve essere trasferita?
(Spesso non è possibile rispondere a priori a questa domanda, ma cercate
perlomeno di immaginare l'ordine di grandezza della risposta dal tipo di
oggetto e dalle informazioni che lo accompagnano. Inoltre, se selezionate
l'oggetto, molti browser e molti client vi mostreranno poco tempo dopo
l'inizio del trasferimento la sua dimensione totale: potrete poi decidere a
quel punto, se la dimensione è troppo elevata, di interrompere il
trasferimento.)
Se la quantità di dati è inferiore ai 20 - 30 kilobyte, come accade comunemente
per un ipertesto che non contenga immagini o sfondi particolari, potete fare
iniziare il trasferimento senza indugi. Se invece la quantità è superiore, come
accade spesso recuperando un file tramite FTP, proseguite con le altre domande:
2.I dati che sto scaricando mi interessano veramente? (La risposta deve
tendere al no tanto più i suddetti dati sono grossi...)
3.Sto eseguendo il trasferimento dal più vicino sito in cui questi dati
possono essere reperiti? (Capita spesso di vedere persone che passano
mezz'ora a scaricare un programma dal Canada senza sapere che lo stesso
identico programma può essere recuperato in trenta secondi esatti magari
da un archivio locale.)
4.Sto facendo il possibile per non disturbare troppo il computer remoto?
(Si veda l'etichetta dei collegamenti TELNET per chiarimenti.)
5.Sto facendo il possibile per non disturbare troppo i computer dei miei
vicini? (Di questo si parlerà qui sotto.)
Se avete risposto sì a tutte le domande, effettuate il trasferimento. Altrimenti,
ripensateci.
Va infine detto qualcosa di più riguardo alla domanda numero 5. Se siete collegati da
casa, di solito accedete a Internet tramite la rete locale del vostro provider, che è
dedicata quasi esclusivamente a questo scopo: pertanto ciascun utente dovrebbe avere
a propria disposizione una banda sufficientemente estesa indipendentemente da cosa
facciano gli altri. Se invece accedete a Internet da un'azienda, un'Università, o più in
generale usando una rete locale che viene normalmente usata per altre attività locali
spesso molto più importanti del vostro accesso Internet, facilmente una eccessiva
quantità di dati da voi immessa sulla rete (in trasmissione o in ricezione) può
rallentare
l'intera rete. Se poi il vostro computer è collegato in una parte della rete mal servita
o
già sovraccarica, voi potreste essere la classica goccia che fa traboccare il vaso,
mandando in tilt un'intera zona di rete. In questi casi, è consigliabile usare l'accesso
a
Internet con un po' di criterio, evitando di aprire troppi collegamenti contemporanei e di
usare Internet nelle ore di punta della rete locale (che varieranno a seconda delle
abitudini dei vari utenti e dei loro orari).
La conseguenza di un eccessivo intasamento della rete a causa degli utenti Internet
potrebbe facilmente essere la rimozione di tutti gli accessi... Va comunque detto che un
collegamento Internet di media velocità è comunque sufficientemente più lento dei
normali collegamenti su una rete locale da rappresentare un incremento di lavoro non
troppo grande. Quelli che incidono di più per le reti locali sono invece i collegamenti
Internet con siti molto vicini, con i quali viaggiate a decine di kilobyte al secondo. |
| 10.3. Quali sono le regole
non scritte per un collegamento TELNET o FTP? |
| - N E - |
Per prima cosa, ricordate sempre che tramite un collegamento TELNET o FTP
"pubblico" (ossia, a computer per i quali non avete un accesso autorizzato, ma
utilizzate
l'accesso anonimo o un login di pubblico dominio) state accedendo ad un computer
pagato e mantenuto da qualcun altro, che ve lo mette a disposizione essenzialmente per
altruismo (sebbene talvolta abbia interesse a che voi accediate al suo computer, ad
esempio per farsi conoscere). In cambio, tutto quello che vi chiede è di usarlo
proficuamente evitando inutili intasamenti di rete.
Alcune regole pratiche per i collegamenti ad un computer remoto possono essere quindi
le seguenti:
1.Cercate di disturbare il meno possibile gli utenti locali del computer.
Molti computer a cui ci si può collegare con TELNET o con FTP (specialmente i
meno noti o i più specializzati) svolgono anche altre funzioni per gli utenti della
rete locale a cui appartengono; è allora il caso, se potete, di collegarsi al di fuori
delle ore di punta per tale rete locale, per il cui calcolo è necessario dare
un'occhiata all'indirizzo, ricavare in che nazione è presumibilmente posto il
computer e calcolare quindi la differenza di fuso orario. Mentre per i computer
europei le ore coincidono sostanzialmente con le nostre, gli Stati Uniti sono da sei
a nove ore in ritardo rispetto a noi (ossia, le nostre 18 sono per loro dalle 9 alle 12
a seconda della zona). Conviene quindi collegarsi ad essi in mattinata (l'ora
migliore se siete collegati via telefono va dalle 7 alle 8 italiane).
2.Cercate di restare collegati per il minor tempo possibile e di non
perdere (troppo) tempo durante la connessione. Se state facendo
funzionare in contemporanea due o più collegamenti, cercate di portarli avanti
tutti e di non restare "oziosi" in nessun sito - ossia, lasciare il computer
remoto
collegato e in attesa di ordini - per più di un paio di minuti. È considerato
estremamente maleducato restare oziosi durante una connessione remota di tipo
anonimo, e questo perchè il vostro collegamento, pur non pesando granchè sulla
rete in quanto non state trasmettendo molti dati, occupa un accesso che, in molti
siti per i quali esiste un tetto al numero di utenti anonimi collegati, viene sottratto
a qualcuno che lo userebbe più proficuamente. Molti siti disconnettono
automaticamente gli utenti che restano troppo a lungo oziosi, e certi addirittura
rifiutano successive connessioni da utenti della stessa rete locale per un certo
periodo di tempo.
3.Cercate di avere ben chiaro prima della connessione quello che dovrete
fare e i comandi che dovrete dare. Se state collegandovi via TELNET ad un
sistema che non sapete come usare, e non è possibile documentarsi in altro
modo, la prima cosa da fare appena collegati è chiedere aiuto, seguendo le
indicazioni che normalmente vengono date all'atto della connessione, o provando
a dare comandi del tipo help o ?. Se vi è data la possibilità di scaricare un
manuale (sia direttamente, sia indirettamente: ad esempio potrebbero darvi
l'indirizzo di un sito FTP dove è conservato un manuale o le FAQ sull'uso del
sistema) provvedete a farlo immediatamente e a leggerlo con calma dopo
esservi scollegati dal sito. Se state collegandovi a un sito FTP allo scopo di
recuperare un file preciso, abbiate ben chiari sia il nome del file sia il percorso sul
disco. Se invece dovete mettervi a cercare tra le varie directory, leggete i file
00-INDEX e README (o altri file di aiuto predisposti dai gestori) e i commenti
che vi vengono mostrati quando cambiate directory. Se dovete cercare grandi
quantità di software, e il sito vi mette a disposizione una lista completa dei file in
esso contenuti, scaricatela ed effettuate le ricerche al suo interno dopo esservi
scollegati dal sito.
4.Seguite tutte le indicazioni che vi vengono date dagli amministratori del
sito. Loro conoscono il loro computer come le loro tasche, voi no! |
| 10.4. Quali sono le
regole non scritte per comunicare tramite E-mail? |
| - N E - |
Il grande numero di siti e di utenti che fanno parte di Internet, oltre ad
essere il punto di
forza della rete, può anche rivelarsi una debolezza. Questo si nota specialmente nelle
"aree di discussione" come le mailing list o i newsgroup: un evento abbastanza
comune
su Internet è quello di vedere un gruppo di discussione a livello approfondito intasato e
reso inutilizzabile dai principianti della materia (che sono ovviamente in numero molto
maggiore delle persone specializzate) che tempestano le persone che ne sanno di più
con domande relativamente cretine, o meglio molto intelligenti ma del tutto ovvie se voi
aveste lavorato un po' sull'argomento. Cosa pensereste se voi foste un insigne
professore di fisica nucleare che cerca di discutere con colleghi dello stesso livello su
un
particolare tipo di particelle rivelatesi in un recente esperimento al CERN, e vi trovaste
la casella postale intasata di messaggi del tipo "Per favore, può spiegarmi che
cos'è un
atomo" ? Magari alla prima persona rispondereste con un lungo e dettagliato
messaggio,
alla seconda un po' più sbrigativamente, alla terza in due righe, e dalla quarta persona
in
poi comincereste a mandare tutti a quel paese.
Questo esempio è stato fatto perchè spesso l'utente neofita vede in un newsgroup o in
una mailing list semplicemente un luogo dove trovare risposta ad un dubbio o ad un
problema. Questo è vero per certi gruppi (ad esempio i newsgroup che iniziano per alt
o rec), dove facilmente si incontrano molte persone che sono non solo disponibili ma
anche desiderose di aiutarvi; non è vero per altri. Pertanto la prima regola importante
prima di aprire bocca in un gruppo di discussione o una mailing list è di capire
esattamente l'argomento trattato e il livello di approfondimento e preparazione
a cui viene discusso, ad esempio leggendo per un certo periodo gli articoli che
vengono pubblicati. Così, è buona norma richiedere un aiuto via E-mail solo a persone
che da qualche parte si siano esplicitamente dichiarate disponibili a fornirlo (ad
esempio se in una pagina del Web avete trovato scritto "Per contattare l'autore ed
avere
chiarimenti sugli argomenti trattati scrivere a..."), ma non a persone che
semplicemente
abbiano firmato un articolo sull'argomento, a meno che non sappiate che solo loro
possono rispondervi.
Ovviamente, è possibile anche non rispettare queste regole, specialmente se avete
bisogno di aiuto urgente; in questi casi potrà però succedervi di ricevere una risposta
negativa e sgarbata. In generale, sarà il buon senso a guidarvi: non abbiate troppa paura
di spedire E-mail a sconosciuti o di pubblicare richieste di aiuto sui newsgroup, visto
che
su Internet si è spesso molto più disponibili che nella vita normale, ma cercate di
farlo
nei modi e nei luoghi giusti, ricordando che dall'altra parte c'è qualcuno che deve
impiegare tempo per leggere e rispondere alle vostre richieste.
Nel caso si debba richiedere aiuto ad un altro utente, comunque, è il caso di farlo solo
dopo aver cercato nel materiale disponibile in rete (FAQ, pagine Web di cui siete a
conoscenza, indici di rete, strumenti di ricerca) e non aver trovato niente; inoltre
cercate
di essere chiari ma sufficientemente sintetici, in modo da non dover costringere il
destinatario a mezz'ora di lettura.
In generale, i newsgroup e le mailing list sono anche luoghi dove esprimere
semplicemente le proprie opinioni e discutere con altri utenti. Proprio riguardo alle
discussioni è necessario premettere che su Internet, come si vedrà meglio nel paragrafo
successivo, scoppiano spesso furiosi litigi riguardo ad un qualsiasi argomento, spesso
estremamente futile. È allora utile imparare tutta una serie di convenzioni linguistiche,
come gli smiley, in modo da ridurre le possibilità di essere fraintesi.
In conclusione, ecco un riassunto di alcune utili regole da rispettare per discutere con
gli
altri utenti della rete:
A.Per non disturbare inutilmente gli altri utenti:
1.Non inoltrare messaggi che non siano strettamente concernenti
l'argomento della mailing list, del newsgroup, degli argomenti trattati nelle
pagine Web per cui vi viene fornito un E-mail per chiarimenti;
2.Non inoltrare ciascun proprio intervento più di una volta;
3.Non spedire lo stesso messaggio ad un grande numero di gruppi di
discussione diversi;
4.Se è necessario spedire lo stesso messaggio a più gruppi di discussione, è
opportuno farlo sotto forma di crosspost;
5.Se si spedisce un messaggio a molti gruppi, è opportuno concentrare le
risposte in un gruppo solo, specificandolo nel corpo del messaggio e
modificando opportunamente il campo Followup-To dell'intestazione;
6.Specificare bene nel campo Subject del messaggio di quale argomento
particolare si vuole parlare;
7.Non spedire messaggi inutilmente lunghi; se l'intervento è particolarmente
lungo, segnalarlo nel Subject, ad esempio aggiungendo alla fine della riga
la dicitura (long) (o (lungo) se la discussione è in italiano);
8.In particolare, non pubblicare file binari, specialmente se lunghi e divisi in
molte parti, su gruppi che non siano esplicitamente dedicati a ciò (ad
esempio i gruppi alt.binaries.* esistono a questo scopo);
eventualmente, utilizzate i gruppi di prova come it.test o simili, dove
non disturberete nessuno;
9.Se il proprio messaggio richiama o risponde ad argomenti trattati in un
precedente messaggio, il campo Subject deve contenere Re:
(abbreviazione per "risposta") seguito dal Subject di tale messaggio (a
meno che tale messaggio non fosse già una risposta, nel qual caso si
continua a mantenere il suo titolo, Re: compreso);
10.Se, a forza di scambiare risposte, il titolo di un filone (detto thread in
inglese) di risposte non corrisponde più agli argomenti che si stanno
dibattendo, è opportuno modificare il suo Subject;
11.Se si è costretti a cambiare titolo ad un filone di risposte, indicare nel
campo Subject la dicitura: nuovotitolo (was "vecchiotitolo")
;
12.Se si inseriscono citazioni da articoli o messaggi precedenti, ridurle al
minimo necessario;
13.Non ripetere troppe volte cose già dette in precedenza (da sè o da altri) o
contenute nelle FAQ;
14.Se si vuole intervenire con una risposta che interessa soltanto pochi
partecipanti alla discussione, è meglio spedirla direttamente a loro tramite
E-mail piuttosto che mandarla a tutta la mailing list o pubblicarla nel
newsgroup;
15.Quando si risponde ad un intervento altrui in un newsgroup, oltre a
pubblicare la risposta è opportuno spedirla anche direttamente alla persona
a cui si sta rispondendo (alcuni programmi dispongono per fare questo
dell'opzione Post & Mail Reply, o in alternativa di una riga To:
nell'intestazione dell'articolo);
16.Non fare domande troppo ovvie (per le quali esistono le FAQ);
17.Nei gruppi "specializzati", non intervenire se non si ha un minimo di
competenza per farlo (se mai, prima farsi un po' di competenza leggendo
le FAQ e gli articoli pubblicati in precedenza);
B.Per evitare litigi:
1.Evitare affermazioni del tipo "per me XXX è il miglior YYY al mondo...",
che non sono costruttive e non portano da nessuna parte;
2.Nel caso si debbano esprimere giudizi, motivarli il più possibile (al limite
semplicemente dicendo che quello che si esprime è un parere personale e
non pretende di essere la verità assoluta);
3.Se si vuole confutare l'opinione di qualcun altro, farlo con chiarezza, buone
argomentazioni e nel modo meno personale possibile;
4.Rispettare le convenzioni linguistiche e tipografiche della rete (che
saranno meglio illustrate nel capitolo successivo);
C.Altre norme di buona educazione:
1.Non inoltrare messaggi pubblicitari in gruppi o mailing list; se si vuole
rendere nota l'esistenza di qualche particolare prodotto commerciale che si
ritiene utile per le persone interessate all'argomento, lo si faccia in modo
oggettivo ed imparziale e in un numero ristretto di gruppi o liste, e lo si
segnali ad esempio facendo iniziare il Subject con la dicitura
ANNOUNCE: (o ANNUNCIO:);
2.Non spedire mai un messaggio di E-mail contenente la pubblicità di servizi
o siti a persone che non lo abbiano esplicitamente richiesto;
3.Non rendere pubblici indirizzi E-mail o numeri di telefono di altre persone
senza prima aver chiesto loro il permesso;
4.Non inserire all'interno di un articolo di newsgroup o di mailing list citazioni
da E-mail ricevuti privatamente, a meno di non avere il permesso
dell'autore dell'E-mail. |
| 10.5. Perchè su Internet
scoppiano facilmente litigi furibondi? |
| - N E - |
Un fenomeno tanto singolare da essere stato esaminato anche da seri
studiosi di
psicologia è il litigio elettronico. Dopo i primi tempi di discussione in rete ci si è
infatti
accorti che accadeva in modo sorprendentemente frequente che si scatenassero liti
furibonde tra due o più partecipanti alla discussione, spesso su argomenti futilissimi,
oppure che si assistesse a dei veri e propri "linciaggi morali" (flame wars) in
cui uno dei
partecipanti alla discussione veniva preso di mira dagli altri fino a venire virtualmente
"bruciato" (flamed), ossia talmente screditato da non poter più partecipare
alla
discussione.
Le cause per cui si è talvolta portati a scatenare la propria aggressività discutendo
per
via elettronica possono essere le più varie; alcune di quelle più comunemente
riconosciute sono le seguenti:
La discussione si sviluppa spesso con persone di varie parti del mondo, che quindi
possiedono basi culturali e modi di comunicare diversi. Spesso una frase, un
modo di dire, un aggettivo perfettamente innocenti in una cultura possono
risultare offensivi in un altro. Un esempio sentito in rete è quello della vacca: se
per una donna indiana di stretta religione induista essere paragonata ad una
vacca, animale sacro, può essere ritenuto motivo di orgoglio, per una donna
occidentale lo stesso paragone non è del tutto apprezzato...
La discussione si svolge normalmente in inglese, ma non tutti i partecipanti
parlano tale lingua allo stesso modo. Non solo esistono "inglesi diversi" in cui
le
stesse parole hanno significati o sfumature diverse, ma molti degli utenti della
rete parlano un pessimo inglese, il che può portare loro a dire una cosa
intendendone un'altra e a non riuscire a dire esattamente quello che volevano.
La discussione avviene tra persone che normalmente non si conoscono affatto, e
inoltre non si vedono e non vengono associate ad un volto. Questo porta talvolta
a dire ad una persona sconosciuta frasi che non ci si permetterebbe mai di dirgli
faccia a faccia. È molto più difficile e imbarazzante stroncare in modo netto le
opinioni di qualcuno mentre gli si sta parlando di persona, rispetto a quanto lo sia
mentre gli si sta scrivendo; e questo tanto più in quanto non si sta scrivendo su
carta (ossia su qualcosa che, nel subconscio comune, "rimane") ma tramite un
computer.
La differenza di cultura è particolarmente visibile riguardo all'aspetto umoristico.
Frasi che possono apparire divertenti o chiaramente scherzose ad una certa
persona possono essere prese terribilmente sul serio in altre situazioni culturali.
L'umorismo in una discussione in rete è estremamente pericoloso, per cui non
bisogna mai scherzare con un interlocutore che non si conosce e che non
appartiene al nostro ambiente senza far capire chiaramente che lo si sta facendo
(ad esempio con uno smiley).
Il consiglio che si può dare è quindi quello di rispettare rigorosamente le convenzioni
linguistiche e tipografiche di cui si parla in un apposito paragrafo, che sono state
inventate e riconosciute da tutti proprio allo scopo di chiarire meglio il contesto e il
significato delle frasi del messaggio; inoltre va sempre tenuto presente il tipo di
persone
a cui stiamo parlando, cercando sempre di essere il più possibile chiari e di evitare
attacchi personali. Nel caso si venga attaccati, invece, la cosa migliore è spesso
attendere un po' di tempo prima di rispondere, quindi rispondere alle critiche valide in
modo oggettivo evitando di rispondere agli insulti personali. |
| 10.6. Posso usare Internet
a scopi commerciali? |
| - - E V |
L'utilizzo commerciale della rete è uno dei punti che più hanno acceso
la discussione tra
i suoi utenti. In origine la rete si è sviluppata a livello universitario, ed era
esplicitamente
vietato utilizzarla per attività che non avessero scopo di ricerca scientifica; se erano
tollerate attività ludiche e ricreative senza scopo di lucro, nulla di commerciale era
permesso e nemmeno concepito. Da qualche anno, tuttavia, Internet è diventata un
fenomeno di massa, specialmente negli Stati Uniti: pertanto moltissime industrie - prima
quelle direttamente legate all'informatica, poi anche aziende che non avevano legami
con i computer - hanno provveduto a mettersi in rete. Si è così aperta una aspra
discussione tra i "puristi", secondo i quali Internet doveva restare un mondo
"privo di
denaro", e altri gruppi di utenti che invece ammettevano uno sviluppo del commercio
elettronico su Internet.
Sebbene ormai la contesa sia risolta a favore dei secondi - tanto che si stanno già
sperimentando forme di "moneta elettronica" - deve tuttavia essere chiaro che
Internet
è un veicolo commerciale estremamente diverso dagli altri. In generale, è ammesso che
una azienda crei un proprio sito e ne diffonda l'indirizzo a mezzo stampa; tuttavia esso
deve essere essenzialmente informativo e soprattutto rivolto alle sole persone
interessate, ossia devono essere gli utenti a cercare l'azienda e non l'azienda a cercare
gli utenti (sebbene l'azienda possa ovviamente segnalare la propria esistenza, ad
esempio negli indici di rete). All'interno del sito dell'azienda possono poi avvenire
compravendite e contrattazioni, ma sempre nello spirito secondo cui è l'azienda a fornire
un servizio agli utenti della rete. Un esempio positivo è quello di CDNow, rivendita
americana di CD via Internet, che vende direttamente tramite la rete, ma "in
cambio"
fornisce gratuitamente a tutti, clienti e non, un archivio musicale e la possibilità di
consultare discografie, giudizi critici...
Sarebbe invece incredibilmente maleducato (nel senso che nessuno, nemmeno negli
Stati Uniti, si è mai sognato di farlo) farsi pubblicità in rete, ad esempio spedendo
messaggi pubblicitari nei newsgroup o peggio ancora a casaccio nelle caselle postali
(operazione che potrebbe facilmente portare alla revoca dell'account o addiritura alla
disconnessione dalla rete dell'intero sito su cui opera l'azienda: è già accaduto in
passato) oppure inserendo il proprio logo e i propri messaggi all'interno di pagine che
non c'entrano niente con i propri prodotti, un po' come se fosse pubblicità su una
rivista.
Una cosa simile provocherebbe senz'altro l'indignazione della maggior parte degli utenti
della rete, con conseguente profluvio di lettere di protesta, boicottaggi, eccetera. In
alcuni casi particolari è permesso di inserire al fondo della pagina il proprio logo
pubblicitario: ad esempio quando si permette con una sponsorizzazione la nascita di un
servizio gratuito per tutti gli utenti (è tipico il caso degli sponsor tecnici: ad
esempio se
consultate le Yellow Pages vi troverete il logo della Digital; non c'è nulla di male in
quanto la Digital ha fornito l'hardware per un servizio utile a tutti, e in cambio ha il
diritto
di farlo sapere. Se però, collegandosi con le Yellow Pages, ci si trovasse di fronte alla
foto di un computer Digital accompagnata da uno slogan pubblicitario, beh le proteste ci
sarebbero eccome).
Un'azienda può comunque partecipare a mailing list o newsgroup che trattino dei propri
ambiti di produzione, ma sempre con spirito informativo e non pubblicitario: ad esempio
nella mailing list che discute di tastiere elettroniche è stata benvenuta la presenza di
un
responsabile clienti della Yamaha, a patto che si limitasse a rispondere alle richieste
degli utenti e a rendere nota nel modo più oggettivo possibile l'apparizione di nuovi
prodotti. Quando però è stato proposto di fondere l'archivio della mailing list con un
sito
ufficiale della Yamaha, l'accoglienza della proposta è stata gelida.
Va infine detto che quando si è parlato di azioni "permesse" o no, non si
intendeva dire
che esistano divieti precisi da rispettare. Internet è un mondo legislativamente molto
libero, per cui chiunque può comportarsi un po' come crede. Tuttavia, si sono creati dei
modi di pensare e delle convenzioni che sono ormai assunte come regole inviolabili; non
rispettarli provocherebbe probabilmente una sommossa elettronica. Può darsi che in
futuro queste barriere comportamentali siano abbattute; tuttavia, vista anche la
particolare fascia sociale che, specialmente in Europa, usa Internet, forse una presenza
del tipo sopraindicato è più gradita agli utenti e consegue risultati migliori di una
presentazione aggressiva dei propri prodotti tipo campagna pubblicitaria televisiva.
Il punto fondamentale da capire è che Internet è un mezzo di comunicazione molto
diverso dagli altri, in cui nessuno può obbligare gli utenti a vedere una pubblicità
sgradita,
come si può fare inserendo una interruzione pubblicitaria in un programma televisivo
molto seguito: pertanto, se vuole avere seguito, l'azienda deve fornire agli utenti un
motivo per recarsi nel proprio sito, e di qui la natura informativa, più che
propagandistica, della comunicazione sulla rete. |
| 10.7. Quali sono
le regole non scritte per creare proprie pagine sul WWW? |
| - - E - |
La creazione di una propria pagina sul World Wide Web, come si vede da
altre sezioni
della guida, è un'operazione relativamente semplice, a patto di disporre di uno spazio su
di un computer opportunamente attrezzato. Tuttavia, esistono alcune regole di buona
educazione anche per la pubblicazione sul Web.
La prima e più importante di tutte è che le pagine devono essere firmate, ossia devono
riportare l'indicazione dell'autore e possibilmente il suo indirizzo di posta elettronica
(magari evidenziato con un link che permetta se selezionato la spedizione di un
messaggio all'autore). Eventualmente, se la pagina fa parte di un'opera che è
chiaramente distinguibile dal resto del WWW, ad esempio per i particolari sfondi o
per un'intestazione che compare in tutte le pagine, è possibile apporre la firma solo
nella
pagina iniziale; tuttavia abbondare è meglio che scarseggiare...
Se volete inserire nelle vostre pagine dei collegamenti ad altre pagine, fate benissimo.
Se invece volete copiare ipertesti trovati in giro per il mondo e inserirli nelle vostre
pagine, potreste svolgere un'opera ancor più meritoria, rendendo accessibili velocemente
da tutti gli utenti della vostra zona pagine che magari sono lente e irraggiungibili. In
questo caso, però, è buona norma chiedere l'autorizzazione dell'autore delle pagine.
Nel caso inseriate nelle vostre pagine una FAQ o un altro documento che viene
periodicamente aggiornato, è bene inserire anche un link al luogo dove si può trovare la
versione più aggiornata (generalmente è indicato all'inizio della FAQ stessa).
Se create pagine Web su un computer che non è vostro (ad esempio quello di una
Università o di un'azienda), siate sicuri di avere l'autorizzazione del proprietario o
dell'amministratore. Difatti le vostre pagine potrebbero attirare un traffico eccessivo e
rallentare la rete locale, oppure risultare di contenuto sgradito ai proprietari, per cui
è
meglio chiedere in anticipo. Ricordate che per la legge italiana - a meno di accordi
privati - il proprietario del computer è responsabile di tutto quello che vi viene
pubblicato... |
| 10.8. Quali sono
le "leggende" di Internet? |
| .P N E - |
Beh, ce ne sono tantissime. Alcune di queste tuttavia sono particolarmente
insidiose: si
tratta di "leggende urbane" che spesso riescono a raggirare i nuovi utenti.
Il virus "Good Times". A partire dal novembre 1994 hanno incominciato a
girare su Internet varie copie di un messaggio E-mail, che avvertiva dell'esistenza
di un pericoloso virus informatico denominato "Good Times", che si diffondeva
tramite E-mail (!) sotto forma di un messaggio recante come Subject appunto
la dicitura "Good Times", e che, se letto, avrebbe immediatamente cancellato
l'hard disk dell'utente; il messaggio invitava a diffondere l'avvertimento
spedendone copia ai propri conoscenti. Questo messaggio, in varie varianti, si è
diffuso in tutto il mondo e ciclicamente viene riproposto su vari newsgroup o
mailing list e girato ad ignari neofiti della rete. Ovviamente si tratta di una burla;
non è assolutamente possibile venire infettati leggendo un testo ASCII. Nel caso
doveste imbattervi in un messaggio di questo tipo, rispondete immediatamente
segnalandone la falsità. Se volete saperne di più, esiste una FAQ sull'argomento
all'indirizzo http://www.tcp.co.uk/tcp/good.times.html.
È interessante notare come in realtà il virus esista, e sia il messaggio stesso:
difatti il messaggio di avvertimento è stato replicato in milioni di copie
diffondendosi ad una velocità incredibile, e molte persone hanno perso tempo per
difendersi da un pericolo inesistente. Questo virus non danneggia il vostro hard
disk... ma la vostra tranquillità, sì!
Make.Money.Fast. Versione elettronica di quei "sistemi matematici per fare
soldi" che si basano sullo schema piramidale (ossia ciascuno paga per entrare nel
sistema, dopodichè recluta nuovi adepti da cui dovrebbe ricevere in totale una
cifra molto maggiore). Apparentemente garantiscono grandi guadagni in modo
matematicamente sicuro, e invece è possibile dimostrare matematicamente che
gli unici ad arricchirsi sono gli inventori del sistema, mentre gli utenti di livello
successivo difficilmente riescono anche solo a rifarsi della spesa sostenuta per
entrare nel gioco. Per farla breve, questa è una fregatura seria (nel senso che ci
rimettete dei soldi). In molte nazioni (tra cui gli Stati Uniti) spedire messaggi simili
costituisce reato.
Craig Shergold. Craig Shergold è un ragazzo inglese che nel 1989, avendo
saputo di essere condannato a morire di cancro, lanciò un appello chiedendo che
gli venisse inviato il maggior numero di cartoline da tutto il mondo, in modo da
poter entrare nel Guinness dei primati. Ci riuscì nel 1991, ma quel che più conta è
che guarì perfettamente. Ora sta bene, e all'ufficio postale del suo paese sono
stufi delle sue cartoline, per cui se qualcuno vi chiederà di "spedire cartoline a
Craig" rispondete pure "No, grazie". |
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