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POLITECNICO DI TORINO
DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
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Sezione tecnologia - Ricerche in corso
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PROGETTO FINALIZZATO BENI CULTURALI - CONSIGLIO NAZIONALE
DELLE RICERCHE 1996-2000.
ll corso si riconosce nella cultura della conservazione
architettonica i cui fini e metodi sono notoriamente diversi dal tradizionale
restauro dei monumenti.
Presupposto della conservazione è che il dato storico debba
essere inteso come testimonianza di fatti complessi, stratificati e da
trasmettersi al futuro integralmente, il che può avvenire solo garantendo
l’autenticità di ogni materiale e di ogni struttura.
Per progettare la conservazione è necessario capire e
conoscere nel dettaglio le realtà architettoniche che sono complesse, ricche ed
articolate.
L’architetto specialista in conservazione deve saper
analizzare approfonditamente la fabbrica e capire le storie, anche quelle
recenti e meno evidenti; deve saper gestire in modo equilibrato e finalizzato
gli strumenti di conoscenza, come i diversi metodi di rilievo, le analisi non
distruttive, ecc.; deve saper individuare quando e dove servono approfondimenti
fisico - chimici e statico - strutturali e quali caratteri devono avere le
indicazioni operative; deve sapere che l’operatività si affronta con strumenti
tecnici opportuni, quali la mappatura degli interventi conservativi, il
capitolato per le opere di conservazione, la progettazione della "aggiunta
tecnica", ecc.
Il corso non si limita a fornire soluzioni strettamente
tecniche e operative concesse al progetto di conservazione e riuso, ma affronta
sia la cultura della disciplina, trattando la storia delle varie teorie
elaborate sul restauro dalle origini a oggi, sia i termini del dibattito
attuale, individuando le principali tendenze di progettazione del restauro,
tendenze che pur nella marcata diversità, sono segnale di un mondo
culturalmente vivo, e di una grande ricchezza intellettuale; un dibattito che va
conosciuto, per poter essere affrontato.
CONTENUTI E FINALITA'
l livello della conservazione del patrimonio architettonico
è oggi strettamente connesso all'impostazione culturale generale dei progetti,
al loro rigore metodologico e alla scientificità delle analisi preliminari e
delle soluzioni tecniche: in sintesi è dovuto alla "qualità" del
progetto di conservazione.
Il professionista che affronta questo settore è generalmente
privo di una specializzazione e si trova a dover controllare un numero sempre
crescente di dati, di procedimenti, di competenze e di prodotti che spesso
disorientano sia per la loro vastità sia perché provengono da altri campi
disciplinari. Inoltre le tecnologie a disposizione in fase analitica,
diagnostica e di intervento non sono sempre e comunque la garanzia di un buon
risultato finale in quanto devono essere concepite in modo attento e critico.
Il rilievo diretto e la fotogrammetria piana, la storia dei materiali e la
stratigrafia dell’elevato, le analisi chimico fisiche e le diagnosi statiche ,
ecc. anche se controllate e dominate in ogni aspetto, non portano a nessun
risultato culturalmente connotato se non sono inquadrate nell’ambito di un
metodo preciso e dichiarato.
La complessità di questi temi ha portato oggi ad una sostanziale
situazione di stallo in cui chi opera, chi gestisce i cantieri, è generalmente
estraneo alla cultura ed alla ricerca e chi promuove la riflessione teorica e
scientifica è isolato nell’ambito accademico o in qualche istituto con rari
contatti con l’esterno e la prassi operativa quotidiana. Il risultato di questa
prassi indipendente dalla cultura è visibile nella quotidiana distruzione che
travolge i beni architettonici nei quali gli intonaci sono scorticati per
riprodurre falsi originali, i solai sono sostituiti per inserire solette in
laterocemento, le coperture sono bombardate da lucernai, le nuove destinazioni
alterano l’assetto distributivo, i materiali incompatibili rivestono murature e
soffitti, i consolidamenti esagerati trasformano delicati equilibri in
laterizio e legno in buncher di c.a., e si potrebbe continuare a lungo. Questo
corso non pretende di risolvere tutti i problemi del restauro, il che è
impossibile, ma si pone come obiettivo generale quello di coniugare tra settori
indipendenti: la ricerca avanzata, la prassi professionale, e il mondo
dell’operatività per creare una circolazione di saperi tecnici che siano
direttamente operativi e che possano praticamente influenzare la
"qualità" degli interventi di conservazione.
Si vuole anche evitare uno dei pericoli maggiori che
proviene dall’istruzione universitaria e cioè che il quadro delle conoscenze
rimanga astratto e passivo ovvero non in grado di articolarsi criticamente in
un progetto e soprattutto in un cantiere.
L’obiettivo più specifico è duplice: da un lato diffondere
un metodo progettuale concretamente applicabile nella pratica professionale di
tutti i giorni (quindi con costi accessibili), che sia culturalmente
qualificato, storicamente fondato e in gradi di gestire e controllare
l’intervento di conservazione in tutti i suoi aspetti; dall’altro lato fornire
indicazioni tecniche precise su come ideare, prefigurare a livello esecutivo e
operativo il risultato finale, con quali tecniche intervenire, con quali
materiali e in quali circostanze.
Il Corso ha come elemento centrale il "progetto di
conservazione" quale fase iniziale e fondante di tutto il processo teorico
e operativo; è infatti il progetto il momento di verifica della coerenza tra
teorie, metodi e tecniche; è nel progetto che si dichiarano gli ambiti teorici
e culturali nei quali il professionista si riconosce ed è il progetto che deve
essere guida all’intervento.
In quest’ambito è da sottolineare la crescente importanza riconosciuta (ultimamente anche dal Legislatore) al momento progettuale nel quale non sono più ammesse incertezze o indeterminazioni tecniche o di previsione economica. La ricerca specialistica nel settore del progetto è attualmente indirizzata ad individuare le "soglie minime" che consentono la certificazione di qualità di un progetto di conservazione e il corso ha in questo tema uno dei punti di forza.
Sottoprogetto n° 2
Diagnosi dello stato di conservazione e metodologie di
intervento
Tema 2.5
Nuove metodologie di intervento strutturale su manufatti
immobili
Obiettivi generali
Studio di costruzioni, studi specifici relativi alle
tipologie caratterizzanti ciascun materiale: murature (archi, volte, pareti),
legno (travi, capriate, telai, etc.), ferro (travature, elementi reticolari,
etc.) e studi relativi a specifici tipi di azioni (carichi, effetti termici,
sisma, etc.) rivolti all'ottimizzazione delle metodologie d'intervento.
L'obiettivo è di applicare nuove tecnologie, di delineare
appropriate procedure, rispetto a quelle impiegate nel passato recente, per
studiare, monitorare e valutare le possibilità e l'efficacia dei metodi fin qui
impiegati. Appropriati modelli matematici forniranno un valido supporto per la
scelta degli interventi più idonei.
I risultati sono orientati a chiarire indicazioni sulle
scelte possibili per interventi in relazione a: minimo costo (economia); minima
alterazione dell'immagine originaria e massimo rispetto del valore storico;
massima affidabilità e durabilità (controlli); adeguati livelli di sicurezza
(criteri di valutazione); privilegio della reversibilità dell'intervento,
funzionalità e fruibilità dell'edificio.
Unità operativa
Titolo della ricerca:
Strutture lignee antiche: funzionalità strutturale,
tecnologie costruttive e tecniche di intervento
Responsabile scientifico:
Clara Bertolini Cestari
Descrizione degli obiettivi della ricerca:
Obiettivo della ricerca è la messa a punto di appropriati
modelli numerici, validabili con prove sperimentali, al fine di indirizzare le
procedure tecniche di intervento, attraverso:
•selezione di un repertorio di opere significative,
assumendo per tale per tale obiettivo i seguenti riferimenti: le Soprintendenze
per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte e della Valle d'Aosta (con
la quale l'U. O. collabora) e della Lombardia (che fa parte dell'U. O.); le
seguenti Istituzioni straniere, con le quali sono da tempo attivi contratti di
interessi comuni di ricerca: National Technical University di Atene, Oulu
university of Finland, Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna, Institute of
Timber Engineering di Berlino, RILEM. •formazione di un catalogo descrittivo di
soluzioni costruttive e di collegamenti, di procedure tecnico-operative e di
mestieri per la lavorazione dei campioni significativi. Ciò per una prima interpretazione
strutturale in opere realizzate con tecnologie costruttive della cultura
empirica del passato e degli antichi magisteri •determinazione tecnologica dei
difetti e dei degradi attraverso ispezioni "in situ" sulle opere
selezionate, integrate con alcune recenti tecniche di diagnosi non distruttive
•definizione di soluzioni alternative al repertorio delle attuali tecniche di
intervento attraverso l'insegnamento dei consolidamenti proposti dalle regole
dell'arte e degli antichi magisteri, al fine di arricchire le attuali azioni di
recupero •modellazione numerica con elementi finiti solidi dell'insieme
strutturale e dei collegamenti, con particolare riguardo al comportamentonon
lineare del materiale e alle trasmissioni delle sollecitazioni attraverso le
superfici di combaciamento delle connessioni. la modellazione viene riferita da
un lato ai difetti e ai possibili processi degenerativi del materiale,
dall'altro all'interpretazione del comportamento strutturale dei nodi
irrigiditi da interventi realizzati con recenti tecnologie (betoncini
epossidici armati, acciaio, legno lamellare incollato, ecc.) •definizione di
criteri di indirizzo per procedure tecniche di intervento a carattere
conservativo
Composizione dell'Unità Operativa:
Clara Bertolini Cestari
Roberto Roccati (Dip. Ingegneria Strutturale, Politecnico di
Torino)
Franco Rosso (Torino)
Luciano Re (Dip. Casa-Città, Politecnico di Torino)
Giuseppe Pistone (Dip. Ingegneria Strutturale, Politecnico
di Torino)
Lorenzo Jurina (Dip. Strutture, Politecnico di Milano)
Rosa Cipollone Colitti (Soprintendenza Lombardia)
Cesare Romeo (Dip. Casa-Città, Politecnico di Torino)
Pio Luigi Brusasco (Dip. Progettazione Architettonica,
Politecnico di Torino)
Riccardo Pollo
Mirella Giacotto
Luca Caneparo
Giovanni Sanguineti
Silvia Cravero
Sandro Petruzzi
Silvio Fiorillo
Nicola Macchioni
Francesco Angelli
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Il progetto di ricerca è coordinato con le U.O.
1.Integrazione di procedure analitiche, diagnostiche ed
informatiche per l'analisi del patrimonio edilizio
Responsabile: Luciano Cessari, CNR, Ist. Tecnologie
Applicate ai Beni Culturali, Area ricerca di Roma 2.Sviluppo e completamento di
metodologie integrate per lo studio e l'individuazione delle risorse nello
spazio e nel tempo
Responsabile: Domenico Patella, CNR, Ist. Tecnologie
Applicate ai Beni Culturali, Area ricerca di Roma 3.Analisi strutturale
dell'edilizia storica in relazione alla definizione degli interventi
Responsabile: Giorgio Croci, Dip. Ingegneria Strutturale e
Geotecnica, Università "La Sapienza", Roma 4.Capitolati d'appalto e
normative applicabili sui monumenti campione scelti sulla base del progetto
"Conto del rischio del patrimonio culturale"
Responsabile: Annamaria Pandolfi, Istituto Centrale per il
Restauro, Roma 5.Repertorio (Atlante) di tipi architettonici e strutturali
urbani in Italia per una normativa appropriata del recupero edilizio
Responsabile: Paolo Marconi, Dip. Progettazione Scienze
Architettoniche, III Università, Roma 6.Individuazione delle risorse nello
spazio e nel tempo. Dendrocronologia tra Alpi e Appennini
Responsabile: Leone Fasani, Università degli Studi di Milano
7.Valutazione dell'influenza dei parametri termoigrometrici del microclima
sulla conservazione dei dipinti su tavola in relazione alla climatizzazione del
flusso di visitatori di musei: Asspetti generali e applicazioni alla Galleria
degli Uffizi
Responsabile: Luca Uzielli, Istituto Assestamento e
Tecnologie Forestali, Università di Firenze
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Pubblicazioni
•Clara Bertolini, Restoration techniques and their
durability, in Atti del RILEM 48th General Concil "Timber: a structural
material from the past to the future", ed. UNI, Trento 1994, pp. 37-58.
•Clara Bertolini, Tipi strutturali in edifici monumentali e di interesse
storico. Schedatura e classificazione, Celid, Torino 1990, (vol. I, pp. 1-470;
vol. II, pp. 470-818; vol. III, pp. 818-1470; vol. IV, pp. 1470-2300). •Clara
Bertolini, La pulitura dei decori e dei rivestimenti lignei in Architettura.
Indagini tecnologiche e tecnologie di intervento, in Atti del XI Convegno
"Scienza e Beni culturali su 'La Pulitura delle Superfici in Architettura'
", Bressanone, 3-6 luglio 1995. •Clara Bertolini, La sperimentazione
dell'Ingegneria strutturale nelle opere di attraversamento, (in coll. con Nelva
R.), in "Torino-Ceres e Canavesana.", Celid, Torino 1993, pp.
321-338. •Clara Bertolini, Aspetti progettuali e di inserimento ambientale di
due ponti ferroviari in calcestruzzo armato degli inizi del Novecento, (in
coll. con Nelva R.), in "Museo delle attrezzature per la didattica e la
ricerca", Celid, Torino 1993, pp. 321-338. •Clara Bertolini, Pavimenti in
legno (in coll. con Trivella B.) in "Guida alle tipologie, requisiti e
manutenzione dei prodotti in legno", Consorzio legnolegno, FNALA-CNA, (RE)
1996, pp. 1-110. •Clara Bertolini, Methodological and conceptual problems
regarding the repair of concrete structures of the cultural Heritage:
Hennebique Bridges in Piedmont, in Proceding of "International IC PIC
workshop on Plymers in concrete for central Europe", Bled, Slovenia 10-12
sept. 1996, pp. 17-20. •Clara Bertolini, Problemi di recupero: metodi di
indagine, tecnologie d'intervento, in "L'Edilizia, n. 12/92, pp. 763-778.
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Per informazioni:
Segreteria Dipartimento Progettazione Architettonica
E-Mail: [email protected]
Aggiornamento al 18 settembre 1996
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