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ANALISI DELLE PROBLEMATICHE ETICHE RELATIVA ALLA GESTIONE, CONSERVAZIONE E COMUNICAZIONE DEL PATRIMONIO MUSEALE

 

... a proposito di Deontologia ...dalla sezione Antropologia Museale AISEA  (Ulteriori informazioni sul convegno nei prossimi numeri di RAM, al sito: http://www.akros.it/amrisorse/am_aisea.html )

 

La sezione museale dell’AISEA promuove un convegno che tratti delle problematiche etiche relative alla gestione, conservazione e comunicazione del patrimonio museale a partire dal codice deontologico dell’ICOM. A tal fine si sono formate tre commissioni che hanno lavorato sulle seguenti tematiche tra loro intersecantisi sotto più punti di vista: finalità del museo, gestione delle collezioni, comportamento professionale.

 

Ogni gruppo è partito da alcune affermazioni del codice per sviluppare poi le tematiche di pertinenza e arrivare a delineare una piattaforma di possibili interventi per il convegno, con la proposta di alcuni studiosi da coinvolgere.

 

La I commissione sottolinea soprattutto le zone di possibili controversie etiche che si possono originare da alcuni passaggi del codice ICOM. In particolare si tratta della possibilità per il museo di agire senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, di far ricerca sulle testimonianze materiali dell’uomo. La pluralizzazione in atto delle pratiche museali è ciò che maggiormente rende dubbia l’applicabilità di un modello normativo, qual è quello proposto dall’ICOM.

 

La II commissione è partita dall’analisi del codice ICOM e dalla definizione del concetto di collezione e collezionismo, allargando poi il discorso al fenomeno collezionistico nel suo insieme, che spesso non coincide con quello del museo, e che comprende anche collezioni volatili. La figura del collezionista, l’unitarietà delle collezioni, il valore sociale di esse e il loro rapporto con i saperi e i contesti locali sono i punti focali della discussione. A questo riguardo il codice risulta deludente soprattutto in quanto è pensato per grandi istituzioni, che inoltre non sono di contenuto antropologico. In seguito alla discussione, svoltasi sia per posta elettronica che attraverso riunioni e visite a collezioni private, si è stabilito che i nodi etici di gestione delle collezioni che andranno approfonditi nell’ambito del convegno, riguardano i rapporti tra collezioni e comunità nativa, saperi locali, collezionisti. Ma anche il rispetto degli oggetti da parte dei collezionisti e la giusta considerazione del pubblico da parte dei musei.

 

La III commissione ha in special modo individuato quelle tematiche che risultano non trattate a sufficienza nel codice, la più rilevante delle quali appare quella del rapporto fra musei e comunità native. Viene inoltre messa in evidenza la questione del trattamento dei patrimoni immateriali e quella relativa agli aspetti di servizio legati al museo (primo fra tutti la didattica) oltre alla difficoltà per il codice di considerare le numerose figure satellitari della profesisone museale. Sono stati individuati i seguenti temi da trattare nell’ambito del convegno:

 

- responsabilità verso le comunità native, e in particolare nei confronti dei patrimoni immateriali

 

- responsabilità verso le collezioni dal punto di vista dei criteri di acquisizione, di tutela e conservazione, della repatriation

 

- responsabilità verso il pubblico e in particolare per ciò che riguarda la didattica

 

- responsabilità verso i colleghi: l’operatore museale nelle sue molteplici professionalità

 

"Antropologia Museale ed etiche della gestione, conservazione e comunicazione del patrimonio; a partire dal codice di deontologia professionale dell’ICOM"

Il Convegno intende essere occasione di approfondimento e discussione del Codice di deontologia professionale redatto dall’ICOM (CDPI) a partire dalla presentazione di esperienze museali intese come dilemmi etici. In contrasto con la logica universalistica del CDPI, dunque come eccezioni alla regola scritta dal Codice, nella realtà italiana si profilano, di fatto, pratiche museali governate da logiche locali che, rispondendo ad esigenze di soggetti e territori specifici, attuano prospettive gestionali, conservative e comunicative particolari e pluralistiche.

 

Sono state individuate due aree tematiche rispetto alle quali articolare i dilemmi etici:

 

l’etica della patrimonializzazione;

l’etica della comunicazione museale.

La prima area si riferisce ai rapporti dialettici fra le politiche dell’identità praticate dai/nei musei locali e i principi universalistici di tutela dei patrimoni; la seconda riguarda i saperi scientifici che legittimano l’idea di patrimonio attraverso l’esposizione.

 

Le due aree, seppur distinte formalmente, non costituiscono due poli rispetto ai quali schierarsi, ma articolazioni di una problematica più ampia: l’etica della ricerca e dei soggetti. La dimensione della soggettività, infatti, è funzionale sia alla patrimonializzazione che alla comunicazione museale, e centrale nella tensione fra i diritti di soggetti specifici, beni e collettività.A partire dalla discussione di dilemmi etici, il Convegno si pone l’obiettivo di formulare una mozione finale che dia visibilità alla riflessione prodotta, mostrandone la portata teorica e l’eccezionalità delle pratiche istituzionali.

 

Il Convegno prevede la partecipazione di referenti istituzionali e intellettuali quali discussants, al fine di avviare, riprendere o proseguire con loro un dialogo che produca un immediato feedback.

 

Ulteriori informazioni sul convegno nei prossimi numeri di RAM, al sito: http://www.akros.it/amrisorse

 

 

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