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I Bass Brothers ed Eminem - Breaking the Rules, Breaking Down Barriers -
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Il nuovo cd di Eminem, The Marshall Mathers LP, era atteso in uscita giorni dopo che noi parlammo con lui e con il team che ha supervisionato la creazione di gran parte del suo lavoro e del suo cd di debutto come artista, Slim Shady. Proiezioni in aumento stimavano che potevano essere vendute 750.000 copie durante la prima settimana dalla sua uscita, cosicché i Bass Brothers si sentivano abbastanza soddisfatti.( In verità, il CD si è dimostrato essere un altro enorme successo, eccedendo dalle proiezioni). Crescendo a Detroit, il 39-enne Jeff Bass e Marky, di 4 anni più piccolo, furono esposti ad una vasta varietà di influenze musicali. “Siamo cresciuti in un quartiere e in scuole variegate dal punto di vista razziale, e i musicisti più interessanti erano neri”, commenta Marky. “A 8 anni, Sylvia Moy chiamò me e Jeffrey per un’audizione per la pubblicità del National Greyhound. Sylvia, che scrisse “My Cherie Amour” con Steve Wonder, pensava che fossimo i ragazzini più funky di tutta Detroit; per noi era veramente un consigliere fidato e ci incoraggiò a continuare in quella direzione. A 15 anni, mia madre mi permise di lasciare la scuola superiore e di andare per la mia strada con la band di mio fratello, i Dreamboy. In quel periodo avevano un album nella Top 20 con la Warner Bros/Quest Records. Il progetto durò per 3 anni senza reali ritorni finanziari e mio fratello andè realmente fallito nel processo! Dopo di questo, pensai che forse il college era la strada migliore da prendere, ma decisi di tornare indietro attirato nel business”. “Nel 1990, Jeffrey e io arrivammo ad una accordo per produrre un progetto hip-hop chiamato Tycie & Moody per la Elektra Records, lavorando per la prima volta con il nome dei “Funky Bass Brothers”. Incontrammo George Clinton e cominciammo a lavorare come un team di produzione per Gorge e la sua etichetta, la Westbounds Records. Sfortunatamente, la maggior parte dei lavori prodotti per la Westbound non furono distribuiti, e crediamo che quello sia stato uno dei nostri migliori lavori. Generalmente parlando, noi abbiamo sempre lavorato con artisti neri, anche se non intenzionalmente. Questo cambiò, ovviamente, quando sentimmo un freestyle di un rapper bianco durante uno show di una rdio locale nel 1992.” Marshall Mathers è cresciuto povero, senza molta guida e, in larga parte, anche spiacevole, ma era anche in possesso di una volontà di ferro e di una lingua caustica e corrugata. Dall’età di 15 anni, il ragazzo nato a Detroit portava in giro il suo rap nei locali della città. Una sera, Mark Bass sintonizza l’apparecchio su un “Open Mic Night” su una stazione radio locale. “ Ero solito tagliare i demo e andare avanti alla radio con il rap,” dice Mathers. “ Mark ascoltò il pezzo in onda e chiamò lo studio immediatamente. Ci incontrammo più tardi quella settimana. I Bass Brothers avevano una aggancio con Elektra, ma avevano rifiutato il progetto, perciò smisi di lavorare con loro”. “Cominciai a farmi un nome in giro per Detroit e così usai l’assegno della tassa sul reddito per fare un singolo”, continua Eminem. “ A Mark e Jeff piacque; pensavano fosse buono. “Che ne dici di un accordo per una produzione?”, mi chiesero. E io dissi “Certo!”. Ho cominciato a vincere gare di rap per tutta Detroit. Da questo momento ci saremmo separati per circa quattro anni. Loro dovevano continuare con quello che stavano già facendo e io dovevo continuamente procurarmi la mia merda; avevo solo 15 anni quando li incontrai! Da quel momento la mia voce è maturata e i miei rap sono migliorati. Non sono un tipo proprio intelligente, e non sto scherzando, non sono bravo in matematica o a leggere, non so come faccio a mettere le parole assieme, credo di essere un Rain-Man bravo, so fare una cosa e questo è tutto.” Jeff Bass afferma di usare Pro Tools per tirare su una esibizione live sugli strumenti, ma mai una frase di un rapper. “Noi li catturiamo esattamente come se fosse una esibizione live”. Marshall è sorprendente. Non si rende mai conto di dove si trovi, ma ci mette dentro semplicemente tutta l’energia e tira fuori rap dal ritmo più incredibile possibile. Il suo ritmo è fenomenale. “Una delle cose che conferisce ai Bass Brothers uno stile nella produzione è che non usiamo campionamenti a parte quelli che tiriamo fuori dalle nostre performance e campioniamo, noi non prendiamo mai campioni di tromba da un disco vecchio, per esempio”, continua, “Sono un grandissimo fan dei vecchi dischi Motown e ho imparato come catturare molto di quello che c’era in questi dischi usando alcune delle tecniche anni addietro, invece che usare piccoli campionamenti. Per esempio, una volta ho preso un insieme di vecchi bassi. Quando voglio ottenere quel suono pesante, smorzato io li aggiungo al mio di basso. Ho lavorato spalla a spalla con una coppia di ingegneri che hanno lavorato realmente su un sacco di questi dischi Motown e mi hanno dato un sacco di ottimi suggerimenti. Un altro consiglio è di lasciare da parte il sintetizzatore elettronico e accordare la chitarra ad orecchio. Non catturerai mai l’intonazione esatta che puoi ottenere usando l’accordatore, e questo è l’essenziale, non lo facevano neanche quelli che suonavano in quei vecchi dischi.” L’approccio iniziale dei Bass Brothers è di tagliare parti di una melodia su una multitrack piuttosto che suonare semplicemente una strofa e il coro e poi fare taglia e incolla. “Qui è dove il Pro Tools ci aiuta molto”, dice Jeff Bass. “Mettiamo tutte le parti nel Pro Tools, di solito ci occupiamo di 16 tracce, e poi cominciamo a stringere il tempo per chiudere poi dove vogliamo noi. Suonando dal vivo e poi usando il computer mantiene l’atmosfera live si senta e credo che lasci l’ascoltatore subliminalmente sorpreso, questo era una campione o no?” Marshall Mathers pensa che questa atmosfera live lo abbia aiutato a raggiungere i vertici. “Io sapevo come volevo che suonassero i primi dischi, loro sapevano come farli suonare in quel modo,” dice. “Loro sono diventati famosi con i beats più duri e potenti che io avessi mai sentito prima. Come? Bene, Jeff è un genio con la chitarra, il basso e le tastiere. Una volta fece una piccola strimpellata con il basso, ci aggiunse parti dal vive, faceva suonare le canzoni come dischi reali.” Tra tutti e due, i Bass Brothers hanno un totale di un mese di corso di formazione formale nel business della registrazione. “ Andai in un laboratorio di registrazione in Ohio; e questo è tutto,”, dice Jeff. “ La chiave è che noi non siamo musicisti molto tecnici. Noi finiamo per sentire ed ottenere un suono nel modo in cui vogliamo ascoltarlo, rompendo le regole per quanto riguarda il modo-“ Non puoi mettere più di 40 k in questo o quello.” Noi non ascoltiamo nulla di questa roba perché non conosciamo le regole! Quando sentiamo qualcuno che crediamo vada bene, quello è tutto: sarà il nostro suono! “L’unica cosa che posso dirti per quanto riguarda la mia conoscenza sulla registrazione è un processo che io e mio fratello chiamiamo “8 Mile Style,” aggiunge Mark. Il nostro primo studio commerciale si trovava sull’ Ottava Strada, che è il limite estremo che separa tutta Detroit dai sobborghi. Non avevamo assolutamente nessuna scuola formale, semplicemente tirando fuori il nostro stile totalmente da quello che sentiamo. Ovviamente, facciamo affidamento nelle apparecchiature che abbiamo, sebbene crediamo che ultimamente sia meglio affidarsi all’orecchio che ai congegni.” Tutti e due hanno vissuto nella zona di Los Angeles per parecchi anni, ma Jeff ora è tornato nel Michigan. Come ha influito questo sui loro processi di lavoro? “ Sono tornato nel Michigan abbastanza recentemente,” dice Jeff. “Quando vivevo in California eravamo insieme ed era molto più facile per noi lavorare. Adesso che sto qui nel Michigan butto giù le tracce e gliele metto in file Pro Tools o FedEx oppure gli spedisco anche file MIDI. Proviamo sempre ad avere le stesse attrezzature, ma se io tagli qualcosa da un synth che lui non ha, gli spedisco un CD o un DAT del pezo reale con il suono. Per questo motivo, devo dire che mi piace il modo in cui la Digidesign ha implementato i MIDI nei Pro Tools. Ci rende la vita molto più facile. Non ottengo quella profondità in un MIDI, pensavo, ma se funziona, funziona!” “Abbiamo usato il Kurzweil K2000 e i Pro Tools per lo più nello Slim Shady Album. Da allora ho avuto una Nord II e credo che sia una tastiera grandiosa; la sensazione è buona, quasi come una vecchia Mini Moog. Avere tutti i tipi di oscillatore e filtri migliori è ottimo per ottenere suoni eccellenti immediatamente, mi piace afferrare manopole e vedere quello che succede. Le mie due tastiere principale sono la Nord e una Korg Trinity. Faccio anche affidamento su una vecchia Roland MC-50. E’ così facile e veloce da usare. Ho comprato la prima e poi poche altre. Non uso alcun software di sintesi. Mi piace per lo più usare pianoforti veri.” La loro procedura si divide tra Jeff che crea le tracce e Marky che si occupa di gran parte della macchinazione. I fratelli hanno uno studio di produzione a Los Angeles, The Mix Room che è incentrato intorno ad una console macie 32x8 e ad un sistema Pro Tools. La Mackie è una console grandiosa,” dice Jeff. “Un vero utente amichevole. La funzione dual fader è qualcosa che ci dà un sacco di vantaggio, ogni canale in doppi input da te utilizzabili. Abbiamo una console 32x8 e un paio di 24x8. Lasciami fare due conti…48 più 32 per due ci dà la possibilità di 160 inputs!” “Ci piace molto anche il suono di questa console. E’ molto pulito e trasparente. Sebbene nella musica rap questo possa essere uno svantaggio, visto che l’hip-hop spesso suona meglio suoni sporchi. La SSL 6000 è meglio per l’hip-pop che non la 9000, perché è molto più profonda. Se stiamo usando la Mackie per creare e mixare questo tipo di lavoro, otterremo un fondo extra con un’apparecchiatura fuori bordo. Ci piace mixare tracce su tre console differenti e metterle a confronto. Quale di queste funziona meglio? Di solito troviamo che la console grande suoni meglio su tracce vocali a causa dell’ onboard estensivo EQ, ma fino alla musica, credici o no, la Mackie ci dà la pienezza e la sonorità degli strumenti che suoniamo. Marky ha un metodo molto buono per ottenere un finale di fondo su quella Mackie. Un sacco di artisti fanno commenti su questo.” Aaron Lepley è un ingegnere alla Mix Room. “Siamo andati d’accordo da subito,” dice Jeff. “ Il suo primo vero compito come capo ingegnere è stato con Slim Shady. Stavamo lavorando 22 ore al giorno ed era in grado di rimanere con noi. Le mie abitudini di lavoro e quelle di Marky sono le stesse, 20 ore al giorno finchè il lavoro non è terminato, e Aaron era il primo in ogni cosa. Una volta ho fatto un pezzo di chitarra per esempio, quello era tutti. La volta dopo che lo provai, Aaron trovò il suono giusto che mi piaceva. Era straordinario.” Lepley risponde ai complimenti. “ Mark and Jeff sono stati grandi con me, come una grande famiglia. E’ forte lavorare con Eminem. Sa sempre quello che vuole e non c’è mai troppo da girarci intorno. Ho anch’io lavorato su alcune tracce del nuovo album. Ma i Bass Brothers hanno mai passato momenti difficili a causa del colore della loro pelle e dell’area in cui lavorano? “L’Hip-Hop è una cultura,” dice Marky. “Non dovrebbe avere niente a che vedere con la razza, il colore o la stirpe ma nonostante tutto questo succede. Come produttori bianchi che lavorano per artisti neri, è sempre stato difficile essere presi seriamente da altri produttori o dalle case di registrazione. Eminem ha cambiato questo in gran misura; resta comunque che dobbiamo sempre superare il fatto di essere visti come una anomalia.” “Un sacco di volte ci è stato detto che è impossibile per due bianchi scrivere e produrre hip-hop,” dice Jeff. “Nonostante questo abbiamo un artista con parecchi dischi di Paltino in campo, e questa è la prova che possiamo. I media hanno giocato una parte in tutto questo. Partono sempre dal presupposto che ci sia un problema di fondo tra bianchi e neri e quindi giocano su questo”. “Sono cresciuto ascoltando e suonando R&B. Solo perché ero bianco ed Ebreo non avevo niente a che fare con questo,” continua. “ Ad essere onesti credo che Eminem abbia rotto un sacco di barriere di pregiudizi; lui è uno ben rispettato nella comunità dei neri. Ha grandi abilità a rimare ed è un genio metaforico. Tutte le razze ne stanno venendo a conoscenza. Viviamo in una società che è razzista, Eminem è un vero pioniere nell’abbattere gli stereotipi e anche noi ci sentiamo di esserlo. Noi condividiamo le responsabilità della produzione con Dr. Dre, e andiamo tutti d’accordo.” Certo, ma i Bass Brothers vanno sempre d’accordo? Chi finisce per minacciare l’altro di dirlo alla mamma quando le cose si mettono male? Lavorando gomito a gomito con tuo fratello ha la sua importanza,” dice il fratello più grande Jeff. “ La maggior parte delle volte andiamo abbastanza d’accordo su tutto quello che facciamo. E’ una forma di connessione sovrannaturale. Staremo suonando parti di una canzone e nessuno dei due dovrà nemmeno parlare, istintivamente sappiamo quello che vogliamo fare. Anche se io resto comunque il fratello maggiore! Marky e io apportiamo cose differenti alla squadra. Lui ha l’orecchi per mixare; io sono più musicista, quello che scrive le progressioni dell’accordo e manipola i fondamentali della canzone.” “Prendi lo Slim Shady Album. Io me ne sarei venuto fuori con una traccia musicale, Marky voleva rifare le percussioni. E così funziona il 90% delle volte. Eminem è stato coinvolto fino ad un certo punto. In quel momento non avrebbe mica potuto preoccuparsi anche della melodia! Canticchiava qualcosa, così ho provato a cogliere dalla sua mente per stabilire dove stava provando ad arrivare. Così sono usciti fuori alcuni dei pezzi sviluppati col basso”. Un sacco di volte, c’è un disaccordo enorme, ma questo finisce col tirare fuori qualcosa di musicalmente migliore” aggiunge Mark. ”Discutendo, arrivando ad un compromesso e poi indietro a lavorare. Certe volte la nostra comunicazione nello studio è talmente bizzarra che non c’è neanche bisogno che ci guardiamo e sappiamo già quello che stiamo pensando entrambi allo stesso momento. La cosa più incredibile di tutto è che siamo stati in grado di arrivare al successo contemporaneamente, godendo l’unica storia insieme come fratelli.” Parlando di famiglia, Jeff ha un figlio di 10 anni. Gli chiedo se lascia che il figlio ascolti musica rap senza imporre limitazioni al materiale a cui è esposto? “Ascoltare hip-hop? Non me ne faccio il minimo pensiero,” replica Jeff. “ Io vivo con il rap perciò sarebbe ipocrita se non glielo lasciassi sentire. Gli ho insegnato a non ripetere le parole che sente in quei CD in altri posti! Facciamo conversazioni sulle liriche e capisce cosa sia l’espressione. Lo espongo a tutti i tipi di musica jazz e pop, tanto quanto faccio con il materiale su cui lavoro. Capisce che Eminem è solo divertimento.” Il successo ha addolcito Marshall Mathers, o cambiato lo stile dei dischi che produce? Jeff Bass dice che il senso di oltraggio di Eminem non è diminuito, anche se lo sono i suoi debiti. “Il successo sembra tirare fuori più rabbia e dolore in lui. E’ come se si definisse nel cervello che lui ha avuto esperienza di questo tremendo dolore precedentemente nella sua vita.” “Il nuovo album
è migliore, ma può qualcosa essere tanto divertente come
realizzare il mio primo album?”, si chiede Mathers. “Restavamo a lì
a strimpellare per ore, bevendo e fumando, realizzando un album. Ho capito
di più quello che stavo facendo in questo album, avevo più
esperienza; così pure Jeff e Marky. Ogni album è un’esperienza
da cui imparare qualcosa.”
testo
by Gary Eskow
- Agosto 2000
traduzione by Alessandro - Aprile 2002 |