Il pericolo viene anche dai detriti lasciati in orbita dalle passate missioni nello spazio

Spazzatura spaziale

di Claudio Elidoro

Non bastava che ci fossero asteroidi e comete a tenere potenzialmente sotto tiro il nostro pianeta, adesso sembra ci si mettano anche gli stadi dei missili abbandonati nello spazio dalle passate missioni spaziali.
Il 3 settembre, infatti, veniva identificato da Bill Yeung, un astrofilo di Benson (Arizona), un oggetto in rapido movimento nella costellazione dei Pesci. I calcoli del Minor Planet Center suggerivano che l'oggetto (designato con la sigla J002E3) era relativamente vicino, un paio di volte la distanza Terra-Luna, e in orbita intorno al nostro pianeta.
Una prima analisi delle caratteristiche dell'oggetto suggeriva inoltre che potesse trattarsi di un detrito spaziale, un vettore o lo stadio di un razzo abbandonati nello spazio. Molto probabilmente si tratterebbe del terzo stadio di un Saturno S-IVB, il vettore impiegato per portare verso la Luna numerose missioni Apollo (dalla n. 8 alla n.12).

 

Qui sopra l'immagine del terzo stadio
appena sganciato dall'Apollo 8.
A sinistra una visione del'imponente
Saturno V sulla rampa di lancio.

Lo studio pi� dettagliato dell'orbita di J002E3 ha portato novit� ancora pi� sorprendenti.
Anzitutto che la missione di provenienza potrebbe essere quella dell'Apollo 12, lanciato il 14 novembre 1969.  E poi, fatto ancora pi� importante, l'analisi dell'evoluzione dell'orbita nel tempo ha consentito di rispondere ad una domanda cruciale: come mai non lo si � visto prima?
L'oggetto, ecco la spiegazione, percorreva un'orbita eliocentrica ed � stato dirottato sull'orbita attuale solamente nell'aprile di quest'anno, quando � transitato in prossimit� del punto Lagrangiano L1. Il punto L1 � una piccola regione dello spazio nella quale l'attrazione gravitazionale della Terra e del Sole si bilanciano.
Studiando ci� che � successo a questo detrito si � dunque scoperto che L1 pu� fungere da "porta di passaggio" da un'orbita eliocentrica ad una geocentrica.
L'esistenza di un meccanismo di questo tipo non � una novit� per gli astronomi.
Un precedente illustre fu la cometa Shoemaker-Levy 9, schiantatasi su Giove nel 1994, che era stata catturata dallo stesso pianeta una decina d'anni prima dell'impatto.

E adesso, cosa ne sar� di questo frammento?
E' ancora troppo presto per rispondere in modo sufficientemente preciso dato che l'orbita di J002E3 non � ancora determinata con la precisione necessaria per simili previsioni.
Qualche indicazione, comunque, � possibile averla ugualmente.
Secondo i calcoli di Paul Chodas del Near-Earth Object Program Office l'oggetto sembrerebbe destinato (la probabilit� � stimata del 20%) a schiantarsi sulla Luna nel 2003. Andare pi� in l� con le previsioni � davvero problematico a causa della natura caotica dell'orbita e dunque � da prendere con le molle la segnalazione di una probabilit� del 3% che possa impattare il nostro pianeta nei prossimi 10 anni.
Ammesso anche che una eventualit� di questo tipo possa verificarsi non dovrebbero esservi problemi e l'atmosfera sarebbe ancora un eccellente scudo difensivo, come lo fu negli anni '60 con gli stadi delle missioni Apollo, negli anni '70 con lo Skylab e, pi� recentemente, con la ben pi� ingombrante stazione Mir, condannata nel marzo 2001 all'ultimo tuffo nel Pacifico.

Maggiori dettagli, compresa una interessante animazione della cattura di J002E3, sono disponibili al sito del Near-Earth Object Program: http://neo.jpl.nasa.gov

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