Ridimensionate le probabilità che si verifichino eventi come quello siberiano del 1908

Nuove statistiche per i piccoli impatti

di Claudio Elidoro

Fortunatamente non tutti gli oggetti che bombardano la Terra raggiungono il suolo. Ci pensa infatti l'atmosfera a disintegrare quelli più piccoli o di minor consistenza.
Fino ad ora, però, non era mai stato intrapreso uno studio accurato di questi eventi. Il motivo principale di questa lacuna è certamente legato al fatto che l'attenzione dei ricercatori è rivolta soprattutto ai proiettili più grossi e pericolosi. Non meno importante, però, è la difficoltà oggettiva di una analisi di questo tipo.

Un grosso contributo a questi studi è stato recentemente dato dal mondo militare.
Il Dipartimento della Difesa e dell'Energia statunitense, infatti, ha messo a disposizione degli scienziati le rilevazioni effettuate dai satelliti spia negli ultimi otto anni e mezzo.
Questa rete di satelliti viene impiegata per tenere sotto controllo l'atmosfera alla ricerca di possibili test nucleari ed è perciò perfettamente in grado di rilevare anche i flash prodotti dalla disintegrazione delle "bombe" provenienti dallo spazio.

I risultati dell'analisi di questi dati sono stati recentemente pubblicati da Nature e ci fanno tirare un sospiro di sollievo. Il gruppo di studio di Peter Brown (University of Western Ontario - Canada) è giunto infatti alla conclusione che le esplosioni di oggetti con dimensioni dell'ordine dei 50-100 metri sono meno frequenti di quanto si pensasse.
Gli scienziati si riferiscono a questa tipologia di impatti con il termine di eventi tipo-Tunguska ricordando quanto successe nella regione siberiana di Tunguska nel 1908. In quella circostanza l'esplosione di un oggetto di una sessantina di metri verificatasi a 6 km di altezza rase al suolo oltre 2000 km quadrati di fitto bosco, con una potenza stimata intorno a 10 Megaton (dieci miliardi di tonnellate di tritolo).

Mentre fino ad ora si pensava che la frequenza di eventi di questo tipo fosse di uno ogni 200-300 anni, l'analisi effettuata dal gruppo di Peter Brown ha suggerito che tale stima deve essere ridimensionata. Lo studio, infatti, giunge alla conclusione che un evento tipo-Tunguska si verifica all'incirca una volta ogni mille anni.
Ovviamente questo non significa che si debba abbassare il livello di guardia nella vigilanza contro i potenziali missili provenienti dallo spazio. Chi di noi, infatti, dopo aver letto la notizia che le statistiche di incidenti ai pedoni sono più favorevoli, se la sentirebbe di attraversare una strada senza guardare ben bene a sinistra e a destra?

Fonte: Nature

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