Lo studio dei sassi caduti dallo spazio potrebbe insegnarci tecnologie d'avanguardia
Dai meteoriti i segreti per nuovi materiali
di Claudio Elidoro
| Ormai non � pi� un'eresia affermare che dal cielo ci
possa cadere in testa qualche sasso proveniente dalle profondit� dello spazio. Basta
visitare un qualsiasi museo di scienze naturali per trovare, in bella vista, una nutrita
serie di questi proiettili extraterrestri. E non � neppure cos� azzardato considerare i meteoriti veri e propri veicoli spaziali. Navicelle estremamente resistenti, in grado di affrontare le insidie dello spazio per milioni di anni e, soprattutto, capaci di sopportare le eccezionali sollecitazioni del tuffo finale nell'atmosfera terrestre. Uno tra i meteoriti pi� grossi e famosi � Mundrabilla.
Il suo peso all'origine era di alcune tonnellate e venne trovato nel 1911 nella piana di
Nullarbor, nell'Australia Occidentale. Smembrato in pezzi pi� piccoli, oggi arricchisce
molte collezioni di meteoriti pubbliche e private. Uno di questi frammenti, del
ragguardevole peso di 45 kg, � in questi giorni oggetto di un'indagine accurata da parte
degli esperti della NASA. Mundrabilla � un meteorite particolare, formato principalmente da leghe di ferro e
nichel con la presenza di zolfo. L'ambiente in cui si form� era caratterizzato da una
gravit� inferiore a quella terrestre e il processo di solidificazione si � protratto a
ritmi differenti per molti milioni di anni. Con l'incredibile risultato che ad insegnarci come costruire nuovi materiali sarebbero proprio i materiali pi� antichi a nostra disposizione, aggregatisi quando il Sistema Solare si stava formando o aveva appena mosso i suoi primi passi. Fonte: NASA News
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