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Lo studio è stato pubblicato su Science del 23
agosto scorso. In esso alcuni ricercatori riferiscono di aver determinato l'età di
un antico impatto meteorico sulla Terra, verificatosi ben 3,47 miliardi di anni fa.
L'ipotesi è che un oggetto di una ventina di chilometri di diametro abbia colpito con
violenza il nostro pianeta. Un evento tutt'altro che raro in quel periodo, e che ha avuto
come unici testimoni quelli che si ritiene fossero a quei tempi gli incontrastati abitanti
del pianeta Terra: microscopici batteri unicellulari. L'evento, però, non è stato
ricostruito dai ricercatori partendo dall'individuazione e dall'analisi del cratere
lasciato dall'impatto, bensì da sofisticate indagini geochimiche di campioni di rocce.
Donald R. Lowe, geologo dell'Università di Stanford, racconta: "Abbiamo
ricostruito l'intera vicenda grazie a campioni di roccia raccolti in Australia e in Sud
Africa. Non abbiamo, però, la benchè minima idea di dove possa essere il gigantesco
cratere lasciato dall'evento. Non è così azzardato, comunque, ipotizzare che la violenza
di un simile avvenimento abbia potuto innescare o comunque accelerare il processo di
distacco delle due zolle continentali."
I campioni di roccia analizzati dagli scienziati sono caratterizzati dalla presenza di
sferule (vedi immagine: il trattino rosso è lungo 100 micrometri), risultato della
solidificazione delle rocce vaporizzate dall'impatto e scagliate in atmosfera.
Il punto chiave della ricerca è la presenza nelle sferule di minuscoli grani di zircone,
materiale estremamente duro e resistente. Imprigionati in questi grani vi sono isotopi
radioattivi dell'uranio dalla cui analisi è possibile individuare il periodo in cui è
avvenuto l'evento che ha originato le sferule.
Il procedimento di analisi, che prima era molto lungo perchè la preparazione dei campioni
richiedeva mesi, è stato incredibilmente velocizzato dall'introduzione di una speciale
apparecchiatura, il Sensitive High-Resolution Ion MicroProbe Reverse Geometry (chiamato
più sbrigativamente SHRIMP RG). Grazie a questo nuovo strumento, in dotazione all' U.S.
Geological Survey di Stanford, è stato possibile svolgere l'analisi in un giorno.
Fonte: Science
Gary R. Byerly, Donald R. Lowe, Joseph L. Wooden, and
Xiaogang Xie
An Archean Impact Layer from the Pilbara and Kaapvaal Cratons
Science, 297, 1325; 2002. |