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Nonostante la
valanga di pubblicazioni su quanto avvenuto nella taiga siberiana nei pressi del fiume
Tunguska la mattina del 30 giugno 1908, qualcosa di poco chiaro rimane,
complice il fatto di non aver mai trovato nella zona tracce di meteoriti.
Proprio su questa mancanza molti scienziati hanno fondato le loro idee sull'origine
asteroidale o cometaria del proiettile cosmico. La mancanza di meteoriti sarebbe
dovuta alla bassissima consistenza del materiale che componeva l'oggetto cosmico.
Al di l� della diatriba asteroide/cometa, infatti, la causa del botto � generalmente
stata identificata, in modo abbastanza condiviso, nella caduta di un corpo extraterrestre,
un oggetto celeste di una sessantina di metri piombato nei boschi siberiani e responsabile
di 2200 chilometri quadrati di devastazione.Vladimir
A. Epifanov (Istituto Siberiano di Ricerca Geologica, Geofisica e Mineraria) non � di
questo parere e in un congresso scientifico svoltosi recentemente a Mosca ha presentato la
sua idea.
Secondo lo scienziato la responsabilit� dell'evento andrebbe ricercata in un potentissimo
getto di un miscuglio di gas e metano proveniente dalle profondit� della Terra.
Accumulatosi nel sottosuolo in grande quantit� e tenuto prigioniero da un tappo di
roccia basaltica, il gas sarebbe uscito violentemente in superficie salendo fino in
atmosfera a seguito di un lieve terremoto che avrebbe mandato in frantumi le rocce che lo
tenevano in gabbia.
E proprio in atmosfera si sarebbe accesa la scintilla responsabile del disastro. Complice
la disponibilit� di ossigeno si sarebbe originata una palla di fuoco in rapida
propagazione verso il suolo. La violenta onda d'urto avrebbe fatto sobbalzare il terreno e
interrotto la fuoruscita del gas.
La potenza distruttrice della palla di fuoco sarebbe stata ulteriormente accresciuta dalla
disponibilit� di elio nelle rocce, presenza che avrebbe consentito l'innesco di un
effetto simile a quello di una bomba all'idrogeno
Di fronte alle domande ancora aperte sull'evento Tunguska
� lecito, anzi doveroso, ipotizzare nuove risposte.
Ma questo non toglie, come ha giustamente notato Andrew Yee (Universit� di
Toronto), che comunque non si possa trascurare il racconto dei testimoni.
Nessuna delle testimonianze raccolte, infatti, pur se frammentarie e talvolta incerte,
riferisce di qualcosa che possa essere interpretato come un geyser gassoso che ha
preceduto l'evento.
E, date le dimensioni degli effetti, non deve essersi trattato di una fuga di gas tanto
trascurabile...
Fonte: Informnauka |