LA TORTA PASQUALINA I Un buon piatto genovese (tanto gusto e poche spese) suggerisco a chi cucina che si chiama “Pasqualina”. Di verdura è uno sformato che solletica il palato. II Per la sfoglia: di farina 2 etti e mezzo (quella fina) e di burro tanto uguale poi un pizzico di sale e di acqua quanto basta. Quindi forza, impasta, impasta! Ma in commercio puoi trovare pasta sfoglia da infornare. III Al ripieno ora passiamo e ogni fase descriviamo. Bietoline ben mondate (un chiletto) van lessate, mentre in olio, in gran padella, friggi il trito di una bella cipollotta fina fina e di dolce carotina. Fai dorare piano piano, premi intanto con la mano la tua bieta raffreddata (così l’acqua è eliminata), la tagliuzzi ed al soffritto la misceli zitto zitto giusto il tempo che insapori poi dal fuoco levi fuori. Nella ciotola frattanto sbatti uova 3 (ma tanto), metti sale e pepe (dai!), quindi aggiungi 2 cucchiai colmi di buon parmigiano (sbatti sempre, ma fai piano). Sul tagliere avrai tritato (questo è un tocco raffinato) aglio insieme a maggiorana. Ma chi fa la torta strana son 2 etti di quagliata (“prescinseua” viene chiamata in dialetto) che potrai sostituire caso mai con stracchino o con ricotta o a piacere altra caciotta. Per concludere il composto tutto quanto insieme è posto e con cura mescolato: il ripieno è completato! IV Imburrare ora un tegame (a pensarci mi vien fame!) dove stendi (e sii gentile) la tua sfoglia ben sottile che avrai cura di “sbordare” per poterla rincalzare. Metti al centro ben disposto, uniforme, il tuo composto e nel suo spessore un fosso scava e dentro (bianco e rosso) fa cadere un uovo e stendi l’altra sfoglia (ed ora intendi), la sigilli torno torno, gonfi, ungi e dentro il forno, caldo a 180 gradi, per mezz’ora infili e badi che non bruci e ben s’indori. Poi dal forno tiri fuori e la lasci raffreddare per poterla appien gustare. (Elena Zucchini)