NOTTE DI MARZO Una pozza di luce oltre l’altura si asciuga e trascolora nella quiete. Il fuoco acceso tra le vecchie mura disegna il tuo profilo alla parete. Sei stato acqua sorgente alla mia sete, fresca ventata contro la calura, e palpito di lucciole segrete tra l’ali d’ombra della notte scura. Mentre ti penso, in fondo allo stradone s’alza un canto d’un epoca passata. Mi affaccio, l’aria odora di limone, l’oscurità di stelle è trapuntata. Sottovoce accompagno la canzone, la primavera forse è ritornata. (Gioia Guarducci)