GENOVA Improbabili e bislunghe le piazzette che si svelano alla fine di ogni vicolo limitate da facciate austere e strette dove gioca e ride il sole, amante antico. E l’aroma del salmastro spinto in gola da quel vento onnipresente che sfinisce nell’azzurro cristallino freme e vola sino al monte dove l’uva insaporisce. Pescatori divenuti contadini con le reti ancor stillanti pesce e mare raccogliendo olive seri, zitti e chini nostalgia sentono per quelle onde amare. Volti gli occhi stretti contro l’orizzonte alla fuga delle ardesie fra i gabbiani, si è incantati perché Genova profonde la segreta sua bellezza a piene mani. (Elena Zucchini)