DONNA CHE VINCE Sarò la statua in pietra sull’altare a cui ti prostri giorno dopo giorno, schiavo d’amore e proprio il mio contorno sarà il confine da non valicare. Sarò l’effigie fredda da adorare e sbaverai al mio più lieve cenno e quando tutto ti avrò tolto il senno potrò ogni tuo sogno calpestare. Donna che vince, ti farò gridare che mi ami, mi ami, mi ami follemente, senza di me concederti un bel niente e morirai volendomi toccare. Piena di gioia pazza, vendicare potrò così le donne vilipese dagli uomini e ne pagherai le spese tu che sei uomo integro, esemplare. Il mio potere sarà come il mare, trascinerà le donne alla riscossa su tacchi a spillo, altere nella mossa, del valore che hanno non più ignare. Ma tu, che avrei voluto tanto amare, che fiducia e abbandono mi ispiravi, per inseguire i miei ideali atavici, tu sarai il prezzo che dovrò pagare. (Elena Zucchini)