COME UN DIO Come un dio mi troneggi nelle vene e a quell’altare inchino il mio pensiero scrutando sul tuo viso ogni espressione per prevenir qualsiasi desiderio. Legge è per me il tuo capriccioso imperio, quello sguardo ove cerco approvazione e soccombo al sorriso menzognero con cui tu archivi le avventure aliene. E t’amo follemente! E le mie pene al vento come un simbolo sbandiero né vergogna ho di tale aberrazione. E t’odio… e mi odio, in una confusione dove affoga l’istinto battagliero. Però…però, ti voglio meno bene. (Elena Zucchini)