Unità e mandanti: un'indagine sistematica
Devo confessare che dopo i recenti attacchi rivolti all'Unità ho cominciato a guardare con sospetto e a leggere con più attenzione, direi quasi con cautela, la copia affissa da mani pietose (e nella mia immaginazione callose) alla traballante bacheca prossima alla fermata del mio autobus.
"Mandanti linguistici" e "37 minacce di morte" - ricorderete - sono le due espressioni chiave della vicenda ed evocano qualcosa di più oscuramente efficace della prosa di un semplice quotidiano per quanto verbalmente aggressivo. Qui si allude a testi talmente potenti da armare la mano di qualcuno.
Che forza oscura promana realmente da quelle righe ?
In primo luogo ho deciso di andare a fondo sulla questione delle minacce di morte, del cui testo sono giunto rocambolescamente in possesso.
Non entro nei dettagli dell'operazione, in cui un ruolo importante ha avuto la sincera amicizia che mi legava ad una giovane e graziosa inserviente di un certa villa. Lo so, non bisognerebbe mai mettere in pericolo le proprie fonti, ma farò un'eccezione visto che la ragazza ha di recente, per così dire, preso il largo per un periodo di tempo molto molto lungo.
Ma veniamo ai messaggi. In alcuni casi si tratta di vere e proprie solide minacce, canonicamente composte con lettere ritagliate da giornali e traboccanti di refusi ed errori di ortografia: "Il popolo non pedona", "Bruto rigoleto te ciapo e te copo" e così via.
In un solo caso appare evidente il legame con il quotidiano: nella firma "Un'amico" (sic) l'articolo indeterminativo risulta ricavato dalla testata del giornale.
Altre missive sono più dubbie, ad es. "Egr. Cavaliere, sono con questa mia a comunicarLe la disdetta del mio voto a seguito di promesse da Lei non onorate. Nell'eventualità che si ostini a proseguire nel Suo mandato mi vedrò costretto a sopprimerLa. Cordiali saluti" o "Ti ucciderei di baci - Emilio".
Un oscuro monito, curiosamente vergato in latino su un rotolo di pergamena, recita "Cesare, guardati dalle Idi di marzo" ed è chiaramente diretto a Previti.
Eppure qualcosa di vero può pur esserci, mi sono testardamente ripetuto. La prima e più banale ipotesi è che in qualche angolo del giornale compaia, e neanche tanto dissimulata, la promessa di una sostanziosa ricompensa per l'eventuale killer.
Un bel "Wanted dead or alive - preferably dead" sulla foto del Berlusca o di Ferrara, con tanto di taglia in euro avrebbe fugato ogni dubbio, ma sfortunatamente non ne ho trovato traccia.
Doveva trattarsi di qualcosa di più sottile, forse frasi criptate del tipo "Eliminate il grasso superfluo" o falsi refusi come "Fermato un anziano pensionato: faceva la 'nano morto' in autobus".
In effetti non ho faticato a trovarle, ma mi pare presuppongano un grado di complicità insperabile perfino per i più accaniti accusatori. In più è una strada senza sbocchi, al termine della quale sequestri Bartezzaghi e lo costringi a decifrare necrologi e vignette di Staino.
Potrebbe allora trattarsi di un'alchimia legata al processo lettura - comprensione del testo, addirittura un fatto in qualche modo dipendente dalla fisiologia umana.
E qui mi è sovvenuto di una lucida, definitiva spiegazione del meccanismo dell'erezione che trovai molti anni fa in una rivista francese chiamata Hara Kiri e che contribuì a dissipare le soffocanti nebbie dell'oscurantismo maschilista gravanti sulla mia psiche.
E' un peccato non poter riprodurre qui l'efficace disegnino che accompagnava l'articolo, ma cercherò di essere il più possibile chiaro e scientifico: sezionate per il lungo un corpo di maschio adulto (don't try this at home) e noterete che il pene prosegue all'interno del corpo in una specie di contrappeso a cucchiaino, solidale a detto pene.
In posizione "di riposo" il pene è abbassato e il cucchiaino sollevato, in quanto più leggero del suddetto pene. Quando un OSA (oggetto sessuale attraente) proietta la propria immagine nel cervello del maschio attraverso gli occhi, una pallina scende per quella specie di toboga che vedete percorrere l'interno del corpo e cade proprio nel cucchiaino, che, per il peso della pallina, si abbassa spostando simultaneamente in alto il pene et voilà l'erezione.
Qualcosa del genere potrebbe accadere anche al lettore dell'Unità. Qui ad attivarsi sarebbero le mani, che alla sola lettura del giornale, correrebbero - "à la Göring" - alla pistola.
Sfortunatamente, nonostante le decine di dissezioni effettuate con l'aiuto del valido assistente Igor e grazie all'impegno di ottimi per quanto tetri fornitori di materia prima non ho trovato evidenza empirica dell'esistenza di meccanismi mente-mano affini a quello brillantemente descritto da Hara Kiri.
E allora mi sono spinto in quegli oscuri territori in cui la scienza ufficiale non osa.
Siamo nell'ambito dei testi maledetti, la cui lettura ha "di per sé" effetti sulla realtà. L'uomo ne è nel più fortunato dei casi diabolico e sapiente interprete, nel peggiore involontario esecutore quando non innocente vittima. Un topos della letteratura dell'orrore, da Lovecraft - con il Necronomicon - a King - senza scordare il Ballard di "Now Zero", in cui il protagonista uccide "in diretta" tutti i suoi lettori.
Anche questa ipotesi, però, è apparsa inadeguata: dopo essermi io stesso esposto alla lettura di un'intera annata del quotidiano, nonostante il sincero e qualificato supporto del Gotha dei Bambini di Satana e la costosa consulenza del divino Otelma non ho riscontrato nessun particolare effetto sulla realtà oggettiva, se si eccettua una certa rarefazione dei galli nei vicini pollai e la sparizione di qualche noioso marmocchio.
In definitiva, possiamo affermare che né la scienza né le arti occulte hanno potuto evidenziare un legame diretto tra il quotidiano in questione e potenziali attività di criminali assassini.
Possono quindi dormire sonni tranquilli i bersagli polemici dell'Unità ? Non ne sarei certo: lasciate solo che io e il mio amico, l'arabo pazzo Abdul Alhazred, perfezioniamo questo pentacolo...
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