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Euromotard
L'obiettivo: cinquanta colli
francesi in soli quattro giorni.
Il risultato: ventotto in tre. Poco
importa: meglio la qualità della quantità....

Franco Aresi
L'idea...
Questo non è un itinerario turistico, ma una sfida.
Tutto iniziò
quest'inverno,quando lessi su Super Wheels dell'iniziativa di un moto club
francese: il concorso si chiamava "Euromotard"
e prevedeva l'attraversamento di cento
passi alpini tra Francia, Italia e
Svizzera nel periodo compreso tra il mese di aprile e la fine di ottobre. Detto
fatto. Mi sono subito iscritto e l'organizzazione ha provveduto ad inviarmi
l'elenco dei colli con le coordinate geografiche e le schede per la vidimazione
dei passaggi con il timbro di un bar o ristorante situato nelle vicinanze.
Costretto a trascurare a lungo
la mia sfida oltralpe per motivi di lavoro,mi propongo di recuperare durante le
ferie,ma per dare un pò di sale alla cosa mi prefisso l'obiettivo di ben
cinquanta colli in solo quattro giorni.
Due premesse sono
senza dubbio a mio favore:innanzi tutto viaggio quasi esclusivamente in
solitario e quindi posso permettermi di fermarmi per le sole esigenze personali
di benzina, cibo, caffè e fotografie, e poi, l'itinerario che ho studiato non offre
molto, turisticamente parlando, oltre alla straordinaria bellezza dei
paesaggi.
Quanto basta, quindi, per rimanere in sella il più a lungo possibile.

L'avventura...
La
partenza è prevista per le 7.30 del 7 agosto da Sangiano, un piccolo paese della
provincia di Varese. Per varcare il confine con la Francia il primo valico che
decido di superare è il Monginevro (1850m.) seguito dal mitico Izoard con i suoi
2360 m. di altitudine La strada è stupenda, se non fosse per l'affollamento di
ciclisti: all'inizio della salita, un cartello avvisa gli automobilisti di tenere
una distanza laterale di m. 1,5 nel sorpasso dei ciclisti, tanto che non è raro
incontrare auto provenienti in senso opposto, nella propria corsia e per giunta
in piena curva, è altrettanto frequente che coloro che viaggiano nel vostro senso
di marcia, a due o quattro ruote, vi agevolino il sorpasso spostandosi sul ciglio
della strada con l'indicatore di direzione destro acceso. Dopo l'Izoard, raggiungo
in rapida successione il col dell'Agnel (2744m.) il col de Vars (2109 m.), il
colle della Maddalena ( o col de Larche,1948 m.) e il col d'Allos (2247 m.).

Mi
concedo una sosta ristoratrice nei pressi di Embrun, sulle rive dello specchio
d'acqua di Serre Ponçon, un enorme lago artificiale dal colore verde azzurro.
Dopo una bella nuotata, riparto verso il col de Bayard (1246 m.) sale da Gap per
sette chilometri di pura libidine con curve stupende che permettono pieghe da
brivido. Seppur carico di tutta l'ingombrante attrezzatura fotografica nella
borsa da serbatoio e di uno zaino legato alla sella del passeggero,ammetto di
essermi lasciato anch'io stuzzicare più di una volta dagli altri
motard.... Ma
alla seconda perdita di aderenza del posteriore,accetto di buon grado di calmare
l'andatura per riportare a casa sana la pelle. E' sera ormai e mi fermo a
dormire ad Aspres, una trentina di chilometri ad ovest di Gap.

La giornata
successiva esordisce sotto l'acqua. Niente di grave visto che smette di piovere
dopo soli venti chilometri. Mi fermo per sfilarmi la tuta impermeabile, ma mentre
apro la stampella laterale questa si impiglia nelle galosce e si richiude
proprio mentre sto inclinando la moto, ed io cado come un sacco di patate.
Rialzo la moto e constato che il danno si riduce alla sola rottura parziale
della leva della frizione. Ferito nell'orgoglio,riparto pensando : "Anche Vale è
caduto come un babà
nel giro di allineamento". E la mia autostima ritorna a livelli
decenti. Mi aspetta il col de Cabre (1180 m.) verso Die. Il trasferimento verso
Valence è lungo, ma qui inizio ad entrare nel Parc Regional du Vercors, in mezzo
a scenari mozzafiato alternati a foreste di faggi. In sequenza tocco il col des
Limouches (1086 m.),il col de la Bataille (1313 m.),il col de la Machine (1011
m.) e il col de Lachau (1337 m.).

Una sola
raccomandazione: da queste parti è
meglio tener d'occhio i consumi, perchè non si attraversano paesi nè si
incontrano stazioni di servizio per chilometri e chilometri. Prima di partire
per le vacanze è buona norma verificare l'effettiva autonomia della moto senza
fidarsi troppo delle ottimistiche valutazioni riportate sui manuali di uso e
manutenzione. Lo dico per esperienza diretta....purtroppo!
Della zona consiglio
in particolar modo la Forèt de Lente, apprezzabilmente attrezzata di piazzole di
sosta con tavole e panche, e il Museo Storico della Resistenza di Vassieux,cittadina
teatro di grandi battaglie durante la Seconda Guerra Mondiale. Il resto è un
susseguirsi di villaggi quasi interamente dediti alla
pastorizia:attenzione, quindi all'insidia dei " regalini " lasciati dai bovini
sull'asfalto. Evito Grenoble e mi inerpico sul col d' Ornon (1371 m.) verso l'Alpe-d'Huez,rinomata
località turistica, con i suoi famosi tredici tornanti ognuno dei quali è
dedicato ai campioni del ciclismo che hanno vinto l'omonima tappa del Tour de
France. Il primo è dedicato al nostro Fausto Coppi. In cima lo scenario non è
tanto diverso da quello di qualsiasi gettonatissima stazione sciistica: alberghi
ovunque. Ecco un buon motivo per non fermarmi e prendere invece la strada
stretta e tortuosa verso il col de Sarenne (1999 m.).

Oltre i 2000metri sono
anche il col de Lautaret (2058 m.), in direzione Briançon e il
terribile col du
Galibier (2646 m.), che segna il confine con il dipartimento delle Hautes-Alpes e
quello della Savoia: lo spettacolo naturale è stupefacente e la strada è un
invito alla delinquenza per i motociclisti, sopratutto per quelli senza bagagli appesso. Ai piedi del passo mi aspetta un altra stazione sciistica, Valloire, e
qui attendo l'alba del terzo giorno che purtroppo si apre sotto un diluvio. Non
ho con me nemmeno i guanti in goretex, ma la natura del luogo non mi rende
difficile recuperane un paio. Eppure, dopo il col du Telegraphe (1566 m.) in
queste condizioni, la tentazione di voltare verso casa è forte: lo stress della
guida sul bagnato lungo queste strade è troppo, ma il secondo passo, il col de la Madeleine (1993 m.) mi fa cambiare idea.
Man mano che salgo, gli scenari che mi
si presentano innanzi si fanno sempre più mozzafiato e vengo decisamente
ripagato della fatica di gudare in balia delle intemperie. Intanto il grigio del
cielo, cessa di essere uniforme: nuvoloni di varie tonalità, dal bianco
incoraggiante al nero spaventoso, vanno e vengono sopra di me. La luce si fa
troppo alettante per il mio obiettivo. Nell'ascesa sorpasso una stupenda ragazza
dai capelli rossi che, incurante della pioggia, sale verso la cima del monte col
suo zaino sulle spalle. La saluto e lei mi sorride. Da buon marpione torno
indietro per offrirle un passaggio, ma avrà imboccato un sentiero laterale ed è
ormai scomparsa alla mia vista: la strada e il paesaggio riescono a distrarmi. Al
bivio di La Chambre salgo il col de Glandon (1924 m.) e di seguito il col de la
Croix de Fer (2067 m.), i cui ultimi chilometri vengono percorsi su asfalto
scivoloso, lungo una strada stretta e a schiena di mulo.

Dopo la pausa
pranzo, entro nella val d'Isère e attraverso il col de l'Iseran (2764 m.): il
fondo è sconnesso quanto un percorso da fuoristrada ma il panorama
inimmaginabile della vetta è degno di tanta fatica. Ma dopo la foto ricordo con
tanto di neve ai lati della strada, decido di tornare a casa. Le previsioni
annunciano un miglioramento, ma fa freddo e preferisco non fidarmi. Eccomi così
sull'ultimo passo, quello del Mont Cenis ( 2084 m.) che mi riporta in Italia: la
strada verso Susa, appena riasfaltata, è un vero piacere con la sua sequenza di
curve da seconda, terza. Senza nemmeno toccare l'autostrada, arrivo a casa prima
di cena.
La sfida continua...
E' vero, non ce l'ho fatta ad accumulare cinquanta colli in quattro
giorni: ne ho totalizzati ventotto, di cui ventiquattro, valevoli per l'
"Euromotard ". La mia sfida è finita: tre giorni e
1650km. di cui 570 sotto
l'acqua. Anche quella della mia Ducati Monster S4: ha consumato 78 litri di
benzina, il che vuol dire che è stata capace di percorrere una media di 21 km.
abbondanti per ogni litro carburante. Ora non resta che aspettare il bel tempo
per completare l'elenco dei cento passi e vincere il mio
primo " Euromotard ".
Franco Aresi
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