“BOOTSTRAP”

 

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Questo è un dialogo che mi sono inventato, per gioco, per rispondere ad un

lettore di it.cultura.filosofia che, come tutti, si arrovellava sui paradossi del

“Big Bang”. Ne ho approfittato per allargare il discorso al concetto di

nascita e creazione, e per farlo ho fatto l’esempio del bootstrap di un

computer e l’intervento del “BIOS”. L’esempio non è perfettamente calzante,

ma il gioco è piaciuto.

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domenica 23 novembre 2003 3.03

 

 

Pino ha scritto:

 

>   Ma come è possibile pensare che "UN GIORNO" [nacque] tutto se in

> assenza di luce, tempo ed universo, l'espressione "UN GIORNO" è priva

> di senso logico, priva di senso scientifico, priva persino

> dell'avvallo dell'intuizione o del buon senso?

 

D: <Quando accendi il pc c'è un programma che...>

 

Pino: <No, aspetta, ma se io ho *appena* acceso il pc, siamo proprio

nell'istante in cui arriva corrente al pc, come faccio a parlare di

"programma", quando i programmi per girare devono essere caricati nella RAM,

e nella RAM non c'è ancora nulla?>

 

D: <Eh, ma questo non è un programma come gli altri, anzi, non è neanche

proprio un programma, è che...>

 

Pino: <Insomma, è un programma o non è un programma?>

 

D: <E' un "programma" nel senso che fa fare qualcosa al processore, che in

quel momento ha la RAM vuota e non può fare nulla, ma non è un vero

"programma" perché di fatto è quasi una sorta di "input meccanico", serve

per dare una "spintarella" al processore.>

 

Pino: <Ah, beh, quand'è così non vedo cosa c'entri con quello che dicevo io

sulla creazione dal nulla. Tu mi stai dicendo che c'è qualcosa che quando si

accende il pc dà una "spintarella" al processore, che è vuoto e immoto.

Allora mi devi spiegare da dove viene quella cosa che dà la "spintarella" al

processore.>

 

D: <Sì, ho detto così, ma mi sono espresso male. Vedi, in realtà è il

processore che va a leggere quella informazione che lo fa "sobbalzare"...>

 

Pino: <Ah, cavolo, ma così non possiamo andare avanti! Una volta per tutte,

se il processore è "vuoto e immoto", perché dovrebbe fare qualcosa, anche il

semplice andare a leggere quella unica elementare informazione che poi lo fa

sobbalzare?>

 

D: <No, vedi, aspetta... il processore è "vuoto e immoto", però se ne sta

, come uno che dorme con un orecchio aperto...Sì, insomma, tu hai le

orecchie aperte anche quando dormi, e...>

 

Pino: <Ossignùr, anche le orecchie adesso. Sì, va bene, parliamo pure delle

orecchie: allora, quando accendo il pc, è il processore che "ascolta" da

quell'orecchio o c'è qualcuno che gli "parla"?>

 

D: <Non è facile dirlo, perché è proprio come quando dormi. Se ti svegli

perché c'è un rumore, possiamo dire che tu quel rumore l'hai "sentito" o che

l'hai "ascoltato"? Non esiste una percezione completamente passiva, ci vuole

sempre...>

 

Pino: <Alt! Non cominciare con i tuoi discorsi filosofici! Spiegami solo se

è il processore che va a leggere o se è un altro dispositivo che fa fare

qualcosa al processore.>

 

D: <Nessuna delle due: il processore "legge", ma non "va" a leggere, perché

per quel tipo di informazione esso ha una specie di "orecchio", e non un

"occhio", che quando dormi è chiuso. Diciamo che quando il processore

"dorme", quando è vuotissimo, da qualche parte deve "puntare", e punta lì da

dove gli può arrivare quella "scossetta" che può farlo sobbalzare. Poi una

volta che è arrivata la "scossetta" il processore si mette a fare cose

sempre più "complesse", finché alla fine carica tutto il sistema operativo,

mostra immagini, foto, dialoga con l'utente, ecc. Tutto ciò non è stato

prodotto dalla "scossetta", ma era già "potenzialmente" nella struttura del

computer. Solo che nulla di ciò che c'era "potenzialmente" nel computer è

avvenuto fino a quando non c'è stata quella "scossetta". Questo vuol dire

che non c'è bisogno che ci sia già il "tempo" perché possano "accadere"

certi avvenimenti. Possiamo pensare che siano dei sub-avvenimenti,

avvenimenti che non sono come gli altri, ma ad un "livello" più "basso",

così come la "scossetta" è qualcosa che ha più a che fare con l'hardware che

con il software. Non è ancora un "programma", è solo una "struttura

elettrica" [= BIOS ROM, notare il doppio senso fra B.I.O.S., Basic

Input-Output System, e "BIOS"], eppure il processore può essere attivato

anche da quella cosa lì, "come se" fosse arrivata una vera e propria

"istruzione", nel senso in cui la intendiamo quando parliamo di programmi.

Ecco, il programma-che-non-è-un-programma, che può attivare il processore

quando ancora non c'è nulla nella RAM, e che può essere la causa del

manifestarsi di una complessa struttura che era presente solo "in potenza",

è un po' come quel evento-che-non-è-un-evento, che può "accadere" un istante

prima che ci sia il tempo, e che fa in modo che una certa struttura che

esisteva solo "in potenza" si metta in atto.>

 

Pino: <Sì, però non mi hai ancora chiarito se il processore viene spinto o è

lui che va a leggere. In tutto questo il processore è attivo o passivo? La

causa di quel "sussulto" del processore è interna o esterna?>

 

D: <E' il processore che legge. Ma legge quando ancora è vuoto e immobile.

C'è un istante in cui è ancora fermo e già ha cominciato a leggere. I

progettisti dei pc chiamano questo processo "bootstrap", che vuol dire

"stringa degli stivali".>

 

Pino: <Ma che c'entrano le stringhe degli stivali?>

 

D: <Eh, c'entrano, perché gli anglosassoni, che non sopportano i latinismi

dei filosofi, per dire che una cosa è "causa sui" dicono semplicemente che è

come "pull oneself up by the bootstraps", cioè sollevare se stessi

afferrandosi per le stringhe degli stivali, come il famoso Barone. D'altra

parte quando ti svegli, ti sei svegliato o sei stato svegliato da qualcosa?

E' difficile dire che natura sia quel "clic", dopodiché però tutta la tua

coscienza si attiva, sicché un evento sub-cosciente è stato in grado di

mettere in moto la coscienza con tutti gli annessi e connessi. C'è sempre di

mezzo un sub-X che normalmente non è in grado di "causare" X, se non quando

si imbatte in un X che è tale solo "in potenza". Ad esempio possiamo pensare

che ci sia stato un animale sub-umano che ha compiuto quell'ultimo atto che

mancava per dire il primo "Io", e di lì è "esplosa" (= Big Bang) la

coscienza, manifestandosi in tutta la sua "potenzialità".>

 

Pino: <Sì, va bene, ma resta da capire chi o cosa ha predisposto le cose in

modo tale che certi stadi "superiori" in un certo momento siano già presenti

"in potenza" negli stadi "inferiori". Un computer spento non fa nulla di più

di ciò che fa un mucchio di ferraglia, ma poi se lo accendi carica il sistema

operativo, e questo accade perché c'è un sacco di gente che ha lavorato un

bel po' per mettere assieme quella "struttura in potenza".>

 

D: <Si, certo, ma può darsi che ci siano delle strutture che non possono che

essere in un certo modo, che siano necessariamente così come sono, che

possano solo o essere così come sono o non essere. Chi crede che la realtà

possa essere solo "matematica" ritiene che non abbia senso chiedere perché

l'universo è matematico, perché sarebbe come chiedere perché il nero è

scuro.>

 

Pino: <Mah, secondo me siete una banda di matti.>

 

D: <Sì, lo penso anche io.>

 

Pino: <Ciao.>

 

D: <Ciao.>

 

...

 

D:  (Sì, cazzo, però il computer si accende!)

 

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