RACCONTINO DELLA DOMENICA
Il soffione bianco e intatto nelle sue perfette geometrie girava
lentamente tra le
dita del ragazzo che sembrava perso in quella armonia naturale impalpabile.
Lo sollevava,lo guardava in trapsarenza sullo sfondo del cielo azzurro terso
lo faceva girare di nuovo,questa volta in senso inverso.
Poi spinto da un`impulso improvviso,soffio` potente su esso che si dissolse
in centinaia di piccoli semi,come paracadute miniaturizzati,che venivano
trasportati
dal vento in ogni direzione.
"Ffffffff.....cosi` e` successo.All`improvviso,li` all`incrocio cieco
che ogni settimana
ci sono almeno tre incidenti.Uscivo proprio dal fornaio e bum!La
macchina ha preso
in pieno quel poveretto sulla vespa.Nenache un`accenno di frenata.Bum!E`
volato
come una bambola di panno.Lo vedevo in aria come al rallentatore.E`
planato sull`asfalto
con un tonfo sordo,mi ha fatto rabbrividire.Poi stava li` a una decina
di metri da
me,immobile,con gli occhi aperti verso il cielo.Non batteva le palpebre
pero`.
Allora ho pensato che non era bene.Ho chiamato aiuto e la gente e`
uscita in strada
dai negozi e dagli appartamenti dei piani bassi.Uno e` corso di gran
volata a chiamare
il dottor Cevenini,quello che ha l`ambulatario a una cinquantina di
metri.Cevenini non e`
giovane e correva goffo intanto che gli urlavano * e` morto e` morto*......
Si e` chinato e gli ha fatto delle cose per rinvivirlo e intanto e`
arrivata l`ambulanza.
Ci hanno provato in tre ma alla fine...sfiga.....non ce l`hanno
fatta...cacchio.
L`hanno messo sulla barella con un lenzuolo sopra e l`han portato via
che il dottor
Cevenini stava ancora li` col magone.Poveretto.Ha provato ha provato
..ma sfiga..
Dicono fosse uno che lavora giu` alla Weber,li` davanti al velodromo.Sai
dove e`?"
Tacque di nuovo e si mise a giocare coi fili d`erba alta.
La ragazza dai capelli ricci,magrina con gli occhialini tondi che
sembrava piu` bimba dei
sui 16 anni quasi compiuti,lo guardava seria pensando allo sgomento,allo
spavento che
il ragazzo aveva provato.
"Si lo so dove e` la Weber.Ci passavo per andare giu` al Maggiore quando
la Cristina
era ricoverata con l`appendicite.Ci passavo col motorino."
Lui era assente,intento ai sui giochi coi fili d`erba e guardava delle
formicone nere che
andavano e venivano dal loro buco nella terra.
"Chissa` quanto e fondo quel buco,forse le formiche arrivano fino al
centro della terra e
noi non lo sappiamo....eheheheh..."
"Hai avuto paura?Si` dico di vedere uno morto?"
La guardo` negli occhi.Quelli di lui erano scuri scuri e profondi,velati
di una patina
umida,triste.
"No,paura no.Ero ipnotizzato capisci?Un secondo prima era vivo.Bum! Un
botto
e non era piu` li`.Penso abbia famiglia,dei figli.Oggi piangeranno tutti
in quella casa."
"Gia` tutti tutti...poveraccio."
Si rassetto` i capelli con la mano che sembrava d`alabastro.
"Mi piace quando ti metti a posto i riccioli"
Sorrisero.
"Vedi come e` di cacca la vita-disse lui con fare molto serio-siamo qui
e forse tra
un`attimo cade una meteora e ci fa polpette.Perche` poi nasciamo se si
deve morire,
non l`ho mai capito."
Lei rise ...una risata cristallina.
"Senza fare il filosofo sei profondo...Di` hai paura della morte?Ci
pensi?"
Arriccio` le labbra e ci penso` un`attimo
"Si temo la morte.Ci penso spesso e mi sento impotente.Forse ho paura di
morire."
Si guardarono di nuovo negli occhi.Uno sguardo profondo.
"Il grande Bond...ha paura di qualcosa allora...."
"Il grande Bond.....il grande Bond.....il grande Bond...."
"Gia` il grande Bond...non e` poi cosi` duro."
Si ritrovarono a guardarsi ed era da molto vicino...cosi` vicino che le
labbra potevano
sfiorarsi.
"No ....non e` cosi` duro....."
Si baciarono.Il primo bacio....in una cornice di vita.
C`era un bel sole,il cielo azzurro,senza nubi e le rondini lo
screziavano di voli e acrobazie.
Trionfafa l`azzurro.Un giorno azzurro,di quelli che tutto puo` accadere.
Giancarlo