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La vita come il mare
A volte penso che la vita sia come il mare.
Dove è facile lasciarsi trasportare dalla corrente, galleggiare a pelo
dell’acqua, come tante boe colorate senza àncora e senza meta.
La piatta superficie, di tanto in tanto increspata da onde e marette, ha un
potere ipnotico, seducente, ti culla nel suo languido abbraccio che ti spoglia
di ogni volontà.
Priva di punti di riferimento, ti trasporta per miglia e miglia senza che tu te
ne accorga e scivolare su quell’immensa distesa blu è come se il tempo e la
distanza non esistessero.
Ma quella è solo la superficie.
Le cose belle stanno sotto, a metri e metri di profondità: forme, colori,
creature stupende e armoniose, che non hanno bisogno delle parole.
Ogni tanto, di quando in quando, esse affiorano a prendere aria, a sbizzarrirsi
in giocose piroette dai mille spruzzi d’acqua e magari, se hai fortuna, le
incontri.
Ma non sono che fugaci apparizioni, troppo brevi per capirne la forza e la
bellezza.
Uno può navigare tutti i mari del mondo una vita intera e non sapere nulla di
loro.
Per conquistare il mare e viverlo appieno bisogna andare giù, armarsi di
coraggio, indossare l’attrezzatura ed essere pronti all’imprevisto.
Bisogna immergersi, rischiare, abbandonare la placida deriva della superficie
per flettere i muscoli e guadagnare il fondo.
Bisogna mettersi in gioco.
Ciò che ti ripaga è lo spettacolo che appare agli occhi, la forza delle
emozioni che sprigiona, quel brivido di vita che si risveglia, la scoperta di un
paradiso che non credevi esistesse.
Ecco, noi che navighiamo in quest’immensa distesa che è la vita, quante volte
andiamo in profondità nelle cose, quante volte ci armiamo del coraggio per
viverle appieno?
Quante meraviglie ci sono sfuggite e ci stanno sfuggendo, sì, proprio adesso,
mentre ci lasciamo cullare dalla piatta, suadente superficie dell’abitudine,
della routine, della moda?
Quanti sentimenti lasciamo inespressi, quanti legami allentarsi, quante emozioni
diluirsi nella corrente?
Quanti di noi attendono pazienti di veder spuntare davanti a loro le meraviglie
del mare, invece di andarle a cercare?
Perché forse non sembra, ma la distesa del mare inganna, ed è solo quando
l’isola della morte appare d’improvviso all’orizzonte che scopriamo con
sorpresa di aver percorso tutta quella distanza….
Conte Dracula Tresei
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