IL RAFFREDDORE

Io ho un raffreddore. Sì, un raffreddore. Almeno così penso, spero.
Ma non è un raffreddore al naso. No , non è proprio al naso.
Più che un raffreddore è un raffreddamento.
E' forse una influenza. Di quelle malefiche , quelle che ti prendono
che ti pare che. che stai sano, che ti senti forte , prestante .. fino a l'
altro ieri hai fatto tutto, tutto quello che può fare un quarantottenne in
perfetta forma.
E poi di colpo, però, prima o poi, quelle influenze ti buttano a letto che
ti pare che ti è venuto un camion addosso . Tossisci, sputi, hai febbre alta
.
Ma io non ho febbre alta. Tossisco la mattina da vent'anni ormai. Tre colpi
secchi
A sputare il veleno di quelle sigarette. Nel bagno, quasi per regola, tié! ,
pisciando. Devo smettere prima o poi.
Magari avere una influenza così. Pure la bronchite da fumatore.. Io l'
accetto,
ne sono responsabile fino in fondo. Ma devo smettere subito però.
Quale cazzo del tuo solito "prima o poi". Stronzo!! Devi smettere e basta.
-Tu ti muori di tumore - dice quella. E c'ha ragione
- Ma quale cazzo di tumore!? - rispondo dal bagno io che mi sto insaponando
il viso.
Una bronchitella che è diventata cronica, che zitta zitta, ti ha fiaccato il
respiro
Ed adesso ti ha sparato questa debolezza particolare che non ti sai
spiegare.
Qualche decimo di febbre , almeno qualche decimo .trentasetteuno
trentasettedue , neppure quello. Non per altro, per poterti dare per malato.
Pure in ufficio, perché no.. Che si fottano, io che in vent'anni non ho mai
marcato visita. Solo per la frattura del braccio, venti giorni di malattia
nell' ottantanove. Quello destro poi, quello con cui scrivo. Perché se era
quell'altro.
L'influenza.
Però., però. Anche quella subdola esiste. Quei virus lenti e senza febbre.
In effetti mi sono cacciato la lingua di fuori stamattina, davanti allo
specchio.
Speravo di farmi una risata davanti allo specchio pure stamattina, come fino
a due mesi fa. Ma la voglia m'è passata. E' un tanto che non ce l'ho. Come
di mangiare
M'è rimasta solo la voglia di non fare niente.
Perché me la facevo la risata? Semplice, per dare un tono di "menefrego"
alla giornata ed una svegliata ai muscoli della faccia. Ed invece quella
lingua di stamattina mi è sembrata
così ciancicata da sembrare una mappa dei percorsi sbagliati.
Dicono che la lingua è l'anima del fegato. Ed io forse ho fatto a tutt'e
due qualche sgarbo. Ma poco più che uno sgarbo, mica tanto poi.
Ma non è questo il problema.. Io non ho febbre., magari l'avessi. Non ho
neppure febbricola. Il fegato e la lingua e i polmoni e pure le ossa . non
mi spiegano quello
che ho da due mesi a questa parte.
Andare dal medico? Il mio medico di famiglia? Sembra semplice dirlo come
pensarlo.
Mio cognato -perché cognato mi è - mi accoglierà con una pacca gaudiosa
sulla spalla, - quella stessa che usa in ogni circostanza di fuori dello
studio- e poi, di colpo,
diventato professionale, mi tratterà come un ameba insignificante che ha
pancia cuore polmoni ed una pressione , direi arteriosa, cioè fatta di
sangue che circola , ma che per lui è più idrostatica. Valori numerici da
interpretare attraverso quella scienza
cabalistica che è la celata medicina, di cui si ciba con discreta opulenza
e che elargisce ai pazienti con indiscusso successo.
Che gli vado a dire io, che non posso dirgli più di tanto.
Ma se solo io parlassi per dire le mie cose, lui mi tornerebbe ad essere
cognato e , non ascoltandomi, con un sorriso ecumenico
infinitesimamente calcolato nel tempo e nello spazio, restituirebbe al
dialogo appena
abbozzato quell'equilibrio fatto dalla sua strafottenza di dottore parente
e dalla mia timidezza di malato e basta. Una bilancia che pende, da quando
lo conosco, sempre per il verso del mio muto accettare le sue conclusioni e
le sue scribacchiate medicine.
Alternative mediche non ho. Di quelle di cui mi posso fidare. Forse, se
accettassi che
il mio male ha qualcosa di non del tutto fisico. Oddio,. entrare nel
circuito . no!!
Quella roba insieme a quei discorsi. L' "Io" tirato fuori con le tenaglie
insieme a tutti i cazzi tuoi, spasi al sole come le mutande, senza badare
poi se chi ti smonta ti sa rimontare giusto. Come Angelina., che era
strana prima perché parlava a vanvera e faceva la puttana senza farsi pagare
E adesso in mano a loro è diventata muta e pazza. E la tengono in mano
ancora le assistenti sociali Come cani la guardano . Chiusa, come le cosce
di mia nonna.
Massì, . si fotta pure la mia signora, che gli ho dato già abbastanza.
Cazzo, io ho solo un raffreddore .
E adesso l'ho pure detto.

 

 

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