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Quieta notte tarda
quasi mattina,
ti frantumi
negli insulti di quei due
amanti
che si staccano dal groviglio
dei corpi
tra pieghe di lenzuola
come calchi di gesso
per respiri
creduti immortali
divenuti indolenti.
Vorrei ficcarmi
nel buio che non è più buio
nella luce che non è ancora luce
di quelle nuvole
che presidiano all'orizzonte
la cauta uscita del sole.
Loro sentinelle del giorno
ed io primo viandante.
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