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PER
ROSSELLA DIVENTATA "SIGNORINA"
Rossella s'addormentò quella sera
aspettando di risvegliarsi ancora una volta bambina.
Una piuma rossa volò.
E sembrava che il vento giocasse con lei
soffiasse a destra , a sinistra,
poi ancora a destra, poi ancora a sinistra,
e ancora a destra e a sinistra
come per non farla cadere.
Ma poi il vento si disse:
"Che soffio a fare,
cadrà prima o poi
e poi la terra
saprà cosa fare".
Rossella si svegliò quella mattina
con la solita voglia
di latte savoiardi e cioccolata.
Mentre lei ancora non apriva gli occhi,
noi, paurosi,
avremmo voluto
riavvolgere il nastro
e riguardarlo alla moviola:
quelle ginocchia fatte per correre,
quel piccolo vezzo d'oro
infisso nel lobo dell'orecchio,
quella bocca con l'impronta del cioccolato,
in attesa sempre d'un bacio.
A qualsiasi ora.
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