|
| |
Per la morte di Gino, a trent'anni, apprendista muratore,
malato di leucemia e d'una assenza di padre.
Come un quadro ficcato al muro,
storto,
in una stanza vuota o in cui
mancava qualcosa,
te ne sei sgattaiolato,Gino,
fuori dell'orto
della vita e della buona creanza
d'avvertirci per tempo
d'una morte
che si è appalesata
agli altri
e non a te
in tre mesi.
Oppure siiii!!!
Fessa come un sorriso
ti ha sussurrato
che te ne andavi
con un carico
di case, di cose
non viste, non fatte.
M'organizzo un pensiero di te,
forse bambino.
E poi tante, tante salutate
da " grandi,"
distratte,
forse noi affaccendati a cercarci un futuro,
un onesto futuro.
Caro Gino Finito
nel tardissimo
amore
di chi avrebbe voluto amare
i tuoi trent'anni.
Le parole adesso
quasi rimorsi
potrebbero essere
pietre
o nuvole.
|