DUE AVVELENATE

A mo del grande Guccini, due mie modestissime "avvelenate"

 
 
uno...
 
Avete mai visto i matti offrirsi
col sorriso ebete ai sacrifici del giudizio altrui?
E’ che dell’altrui se ne son fottuti tanto
che non nè potevano il peso.
Perciò sembra, -SEMBRA-che
non se ne fottano più, perchè
sorridono contenti a grossolane risate.
Meglio far ridere che far pensare.
E se qualche matto di disturbo
farà mai piangere qualcuno,
sarà per poco;
in qualche modo
s’offrirà, mansueto, al nulla
per non più disturbare.
 
Se picchiano nella testa le ombre,
non chiamateli peccati e neppure
idee tristi,
chiamateli ricordi andati a male, rifiuti
non riciclabili.
La coscienza è dotata di un ottimo
depuratore.
Poche coscienze non c’è l’hanno
e si ostinano a cinguettare come passeri
prima che li strangoli il buonsenso.
            ************
Il giallo limone che riveste
gli Ossi di seppia di Montale, s’è perso,
e quella solarità dei panni stesi al sole.
Solarità.
Solarità dei contrasti ,
di uomini bui
esposti alla luce
e d’uomini lucidi
esposti all’ombra.
                 
                  Con saccenza procedo
col pericolo che le parole
mi traggano in inganno.
Ma io non confesserò,
almeno per ora, l’arte
di saper non dire.
Ma l’hai mai capita tu
la balbuzie dell’Arlecchino
di Picasso?
E’ quasi l’Universo
dei non capiti.
Grandiosa!
 

 

 

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Aggiornato il: 24 novembre 2002
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