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Così
mia zia
Così vedrò concludersi un certo cerchio, dove mani si tengono per
mano.
Solo per far fronte al restante.
E caute e sommesse
le parole saranno spezzate. Le domande avranno un “come “
un “dove”, un “ quando”
per scarnificare l’evento.
E i fiati, e i deboli ricordi saranno rianimati
gli sguardi genuflessi e le preghiere smozzicate.
E i pianti, per chi sa e vuole, abbracceranno i silenzi . Mai
tanti.
All’ombra d’una stanza d’ombra, dove l’ombra detta i tempi
d’una attesa:
Che tutto sia finito finalmente.
Per riscarrozzare ognuno la propria vita, spedita o claudicante.
“Che se la portino via!”
Spezzando quel cerchio di moltitudine compunta.
“Che se la portino via!”
Tanto saremo sempre in sette o otto
dopo
a provare a cancellare le orme del dolore.
Per un minuto o per sempre.
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