
l'On. Luigi Fedele consegna il premio a Irma Rizzuti
AD
IRMA RIZZUTI, LEADER DELLE DONNE CALABRESI IN ARGENTINA, IL PREMIO CALABRIA
AMERICA 2002
di Assunta
Orlando
Nata in Calabria, a Serra Pedace,
all’età di sette anni Irma Rizzuti emigrò con la famiglia in Argentina. Sin
da giovane la sua vita corre in parallelo fra impegni diversi. Consegue a Buenos
Aires studi d’indirizzo politico ma la passione per il canto e l’arte
teatrale, la spingono a intraprendere studi anche in Lirica, Canto e Direzione
teatrale.
Inserita nella vita politica argentina, ha ricoperto diverse cariche come
deputata per la città di Buenos Aires, occupandosi della collettività
straniera e in particolar modo delle donne, essendo stata nominata presidente
della Commissione Pari Opportunità nel COM.IT.ES. (Comitato degli Italiani
all’estero) di Buenos Aires e rappresentante della Donna Italiana in Argentina
al 1° Convegno della Donna Emigrata, organizzato a Roma dal Ministero degli
Esteri.
Al suo impegno sociale e politico, ben presto unisce un particolare
interesse per il settore culturale. E’ stata, infatti, autrice della Legge
denominata “Settimana della Cultura Italiana in Buenos Aires” in cui si
commemora il “Giorno dell’Immigrante Italiano”.
Durante la dittatura militare, costretta ad interrompere la sua attività
politica, si dedica con successo al canto. I brani che più ama interpretare
sono i tanghi argentini così come ama l’Argentina, sua seconda Patria. Non
dimentica però le sue origini e l’amore per la Calabria la porta ad
interessarsi della Comunità calabrese di Buenos Aires, soprattutto delle donne
calabresi. I suoi interessi sfociano sempre in atti concreti e così è anche
questa volta. Nel ’99, infatti, durante la “Settimana di Calabria”, la più
grande manifestazione annuale della Comunità, organizza il “1° Congresso
della Donna Calabrese in Argentina”. Il successo conseguito e l’appello
lanciato dal Congresso di creare una rete di solidarietà e collaborazione tra
tutte le Donne Calabresi nel Mondo, ha dato i suoi frutti. Sull’esempio di
Irma Rizzuti che ha istituito a Buenos Aires la “Lega Solidale della Donna
Calabrese”, sono nate altre associazioni al femminile. La prima a Melbourne,
in Australia, dove le Donne Calabresi hanno accolto con entusiasmo l’appello
d’unione. Dopo quella australiana è stata istituita un’Associazione di
Promozione Sociale, denominata “Unione Donne Calabresi nel mondo” in
Calabria. Altre associazioni saranno istituite in Canada, negli Stati Uniti e
nei Paesi dove forte è la presenza calabrese.
Ad Irma Rizzuti va il merito di aver dato il via al movimento d’unione
delle Donne Calabresi nel Mondo e di aver saputo unire in un fronte comune di
solidarietà, grazie alle tante iniziative promosse dalla “Lega”, la
numerosa comunità calabrese presente nella capitale argentina.
Di recente è ritornata in Calabria per ritirare il Premio Calabria
America assegnatole “Per la sua particolare attenzione rivolta alle
problematiche dell’emigrazione, espressa attraverso un costante impegno
sociale e politico, soprattutto a favore delle donne immigrate d’origine
italiana”. Il prestigioso riconoscimento darà sicuramente una nuova carica al
suo impegno a favore della nostra Comunità in Argentina. Durante la permanenza
in Calabria è stata invitata dall’orchestra SerrEnsemble a partecipare al
“Concerto para Argentina” che si è tenuto presso il Teatro Italia di
Cosenza. Il Gruppo Orchestrale diretto dal maestro Francesco Perri, con la
collaborazione del dott. Mario Francisco Benvenuto dell’Università della
Calabria, porta avanti da qualche anno “il progetto per la rivalutazione
scientifica del tango”.
Irma Rizzuti, che ha preso parte al concerto interpretando brani di tango
incisi nel suo ultimo CD, ha dimostrato ancora una volta di saper coniugare
arte, cultura e impegno sociale in una sinergia di sentimenti che come lei
stessa afferma, la portano “a dividere la mia vita fra due amori - la Calabria
e l’Argentina - che mi costringono a partire e sempre ritornare”.
(Da “il
Quotidiano della Calabria” 11/10/'02)
A Buenos Aires
premiata la giornalista figlia di emigrati del Reggino
Un riconoscimento a
Rosaria Lufrano
di Assunta Orlando
In visita alla Comunità calabrese, il presidente Chiaravalloti non ha potuto
trattenere la commozione nell'incontrare le nuove generazioni e i numerosi
partecipanti, che hanno affollato il teatro Coliseo per lo spettacolo di
chiusura della "Settimana di Calabria". Un "bagno di calabresità"
lo ha accolto con caloroso affetto.
I giovani che hanno preso parte all'incontro, organizzato dalla "Lega
Solidale Donne Calabresi" e dedicato al tema "Confronto con le nuove
generazioni, la Comunità che vogliamo". Numerosi i messaggi giunti dai
giovani e dalle donne delle altre Comunità all'estero e della Calabria. Un
messaggio anche dal Ministro degli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, che ha
mostrato la sua abituale e affettuosa attenzione alle iniziative che
intensificano il legame degli italiani all'estero verso la Madrepatria.
Nell'esprimere un caloroso saluto e augurio, il Ministro ha ricordato "la
tenacia e la forza di volontà delle donne che hanno accompagnato i loro uomini
nella drammatica avventura dell'emigrazione" e hanno saputo preservare
"l'italianità".
Durante l'incontro è stata eletta la Donna Calabrese 2002. L'ambito
riconoscimento è stato assegnato alla giornalista, Rosaria Lufrano, nota per le
sue trasmissioni radiofoniche e televisive che trattano temi economici, sociali
politici. La nonna, Teresa Spano e la mamma di Rosaria, Angela Seminara,
emigrarono nel 1952 da Maropati, in provincia di Reggio Calabria, per
raggiungere il marito di Angela, Pasquale Lufrano. Rosaria ha dedicato il premio
alla mamma e alla nonna che con viva commozione hanno partecipato alla
cerimonia.
La grave crisi che ha coinvolto la nostra Comunità, non ha impedito ai
Calabresi d'Argentina di dimostrare ancora una volta i profondi sentimenti che
li distinguono, riunendosi intorno al presidente Chiaravalloti, la figura più
rappresentativa della loro amata Calabria, che nel grave momento di bisogno non
li ha dimenticati. Fortemente legati alle tradizioni, circa mezzo secolo fa
hanno istituito la "Settimana di Calabria" che è diventata con il
passare del tempo, l'appuntamento più atteso dell'anno. La partecipazione
d'artisti d'origine calabrese e l'elezione della regina, la Miss Calabria
d'Argentina, rendono quasi palpabile nella serata conclusiva al Coliseo, uno dei
più grandi teatri di Buenos Aires, la calabresità di una comunità che ha
saputo mantenere inalterati, cultura, tradizioni e dialetto trasmessi con molto
amore alle nuove generazioni. I giovani sono oggi gli eredi di quella calabresità
esportata in Argentina dai nonni e dai genitori. Orgogliosi delle loro origini
calabresi, sperano solo di non essere costretti a lasciare l'Argentina e vivere,
loro che sono figli e nipoti d'emigranti, una nuova emigrazione.
(Da "il Quotidiano della Calabria" 16-11-'02)
Interventi mirati a
favorire il "sesso debole" nell'imprenditoria e nel management Sono
state offerte cento borse di studio a ragazze afgane che potranno venire in
Italia
Lella, tenacia calabrese
La Golfo, presidente
della Fondazione Bellisario
di Assunta
Orlando
Il detto "calabrese testa dura", che sta ad indicare un carattere
testardo, ben si adatta ad una calabrese come Lella Golfo, fondatrice e
Presidente della Fondazione Marisa Bellisario. Lo dimostrano la sua tenacia,
caparbietà e grinta, che qualcuno ha definito "testardaggine".
Sono queste le caratteristiche che la distinguono nel portare avanti con
determinazione il suo impegno a favore della numerosa schiera formata da oltre
500 donne imprenditrici e manager che ha saputo creare in 14 anni di attività.
Nel 1989 istituì la Fondazione che porta il nome della prima donna "top
manager" delle Partecipazioni statali italiane.
Marisa Bellisario, laureata in ingegneria elettronica, si formò alla scuola
Olivetti e, come amministratore delegato dell'Italtel, riuscì negli anni
Ottanta ad affermarsi e ad essere protagonista nel campo evolutivo delle
telecomunicazioni italiane.
Scomparsa a soli 53 anni, il suo stile e la sua fama rimasero d'esempio. Per
onorarne la memoria nacque la Fondazione Marisa Bellisario, Ente Morale
giuridicamente riconosciuto, che iniziò la sua attività organizzando il Premio
dedicato alla manager dell'Italtel.
Ben presto il raggio d'azione della Fondazione si ampliò e oggetto
dell'orientamento fu lo studio e la progettazione d'interventi mirati a favorire
l'imprenditoria e il "management femminile", guardando alle nuove
tecnologie. Potenziare le risorse e le capacità femminili, sollecitando in
tutte le donne un comportamento che permetta loro di superare quella forma di
"emancipazione incompiuta" che le penalizza nell'inserimento
lavorativo, negli scatti di carriera, nella partecipazione diretta alla vita
politica del Paese. Questa l'aspirazione di base della Fondazione la cui attività
si svolge attraverso pubblicazioni, ricerche, convegni, mostre, corsi di
formazione e due appuntamenti annuali: il "Premio Marisa Bellisario",
che assegna la Mela d'Oro a imprenditrici, manager, neolaureate in ingegneria
elettronica che abbiano conseguito il massimo dei voti e la lode per una tesi
innovativa, e il Seminario Internazionale "Donna Economia e Potere".
Varie le iniziative programmate nel 2002. La raccolta di 600 "curricula"
eccellenti d'imprenditrici e donne manager da proporre come risorsa per il
Paese. Di questi sono stati selezionati 122 curricula e consegnati al Governo,
nella persona del Ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano. La
ricerca realizzata dal Censis "Dalla Terra all'impresa: evoluzione del
ruolo femminile nel sistema agroalimentare italiano". I risultati,
presentati durante il Premio annuale, hanno evidenziato come il ruolo
dell'imprenditoria femminile si sia affermato in tale settore in una forma
qualitativamente rilevante. Un'altra iniziativa è stata promossa a favore
dell'Afghanistan mediante la raccolta di fondi.
In collaborazione con il Ministero degli Esteri, la Fondazione, inoltre, ha
offerto 100 borse di studio a ragazze afgane che potranno studiare in Italia. Il
"Progetto Argentina" rivolto a 15 donne argentine d'origine calabrese,
darà la possibilità di sviluppare le competenze necessarie a svolgere attività
di gestione e promozione dell'offerta turistica. Un servizio on-line, "Pink
Job", rivolto alle donne in cerca di lavoro e di corsi gratuiti di
riqualificazione e alle aziende che ricercano lavoratrici motivate e
qualificate, è stato realizzato per rimuovere gli ostacoli che spesso vi sono
per le donne nell'incontro domanda e offerta di
lavoro.
Infine, un'altra iniziativa che verrà attuata prossimamente riguarda la visita
programmata a San Domingo di trenta imprenditrici italiane. Una missione
commerciale proposta alla Fondazione dall'ambasciatore della Repubblica
Dominicana, che avrà lo scopo d'incentivare gli scambi tra i due Paesi.
Tutte iniziative che fanno della Fondazione Marisa Bellisario un punto di
riferimento anche per i giovani. Nel 1998, infatti, è stata creata la
"Sezione Giovane" per accogliere giovani laureate in ingegneria
elettronica e altre discipline, giovani imprenditrici e aspiranti che vogliono
creare un lavoro autonomo.
Forte dell'esperienza acquisita con intensa attività, la Fondazione Marisa
Bellisario negli anni è divenuta "sempre più un interlocutore autorevole
e importante per le istituzioni".
L'impegno profuso da Lella Golfo e dalla Fondazione da lei creata nel
valorizzare le capacità e professionalità femminile è un valido esempio per
tutte le donne che aspirano a condizioni egualitarie nella vita sociale,
economica e politica del nostro Paese.
(Da "il Quotidiano della Calabria" 16-11-'02)
La condizione
femminile nel mondo del lavoro e della politica. Presentato il manifesto
"Lobby delle donne"
Donna ed economia,
seminario a Roma
di Assunta Orlando
Organizzato dalla Fondazione Marisa Bellisario e da Il Sole 24 Ore, in
collaborazione con Confindustria, il seminario si è svolto presso l'Hotel Regis
Grand.
All'appuntamento annuale, definito la "Cernobbio delle donne", hanno
partecipato imprenditrici di successo e i rappresentanti della politica, Pier
Ferdinando Casini, Presidente della Camera dei Deputati, Francesco Storace,
Presidente della Regione Lazio, Stefania Prestigiacomo, Ministro delle Pari
opportunità, Letizia Moratti, Ministro dell'Università e della Ricerca,
Antonio Marzano, Ministro delle Attività produttive. Messaggi sono giunti dal
Presidente Ciampi, dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal
Governatore della Banca D'Italia, Antonio Fazio.
A presentare la manifestazione e a coordinare i dibattiti delle due giornate
anche volti noti, come i giornalisti televisivi Paola Saluzzi e Alessandro
Cecchi Paone.
Tema centrale del seminario è stato la condizione femminile nel mondo del
lavoro e della politica in Italia. Dal quadro emerso risulta che ad una
crescente affermazione del ruolo femminile in vari settori non corrisponde una
maggiore presenza in quello politico. Come ha affermato il presidente Casini,
"i dati non sono confortanti" e ha esposto i dati esistenti. In
percentuale la presenza delle donne, le 71 elette nel maggio del 2001 alla
Camera dei Deputati corrispondono a circa l'11,5% dei parlamentari, e dai
risultati delle elezioni amministrative e regionali del 2000 appare diminuito il
numero delle donne Sindaco e delle Consigliere provinciali; in due Regioni non
sono state elette e né nominate donne. Occorre trovare delle soluzioni, ha
continuato Casini e ha annunciato che, già approvato dalla Camera, è ora in
esame al Senato un disegno di legge che apporta modifiche all'art. 51 in materia
di pari opportunità.
Nel corso del dibattito, altri dati e percentuali sono scaturiti dal confronto
tra l'Italia e gli altri Paesi. La presenza delle parlamentari è del 28% in
Spagna, 32% in Germania, 36% in Olanda, 23% In Belgio. Dalle risposte alla
domanda se in Italia "Sono le donne che si disinteressano della politica o
la politica che respinge le donne?", risulta che è vera sia l'una che
l'altra ipotesi. Lo dimostrano i dati della ricerca "Gli italiani e il
rapporto tra donne e politica" condotta da Astra Demoskopea per conto della
Fondazione Marisa Bellisario.
I risultati, illustrati da Enrico Finzi, presidente dell'istituto di ricerca,
dimostrano che vi è da parte delle donne un certo rifiuto della politica così
com'è oggi concepita. La politica è vista troppo "aggressiva",
lontana e generalmente se ne dà delega all'uomo. D'altra parte, la scarsa
presenza delle donne, come ha sottolineato Lella Golfo nel suo intervento, è
dovuta anche ad altri fattori. Le donne hanno scarsi finanziamenti, rispetto
agli uomini, per sostenere le costose campagne elettorali. Il sistema
maggioritario, inoltre, non facilita le candidate. Questa affermazione è stata
avallata da quanto detto da Melina Decaro, docente di Diritto
costituzionale italiano e comparato, la quale ha evidenziato che in alcuni paesi
la presenza femminile in politica sia dovuta "all'adozione di specifiche
iniziative legislative", quindi a un sistema diverso, quello delle
"quote".
"Per quanto riguarda la situazione lavorativa, i risultati del seminario
hanno confermato che in Italia, nonostante le donne investano più degli uomini
in cultura (il 54% dei laureati è donna), e si distinguano in modo positivo in
varie attività, non riescono a superare il cosiddetto "tetto di
cristallo", che impedisce loro di raggiungere più alti livelli di
carriera.
Le motivazioni sono molteplici ed esistono delle contraddizioni, come ha messo
in evidenza nella sua relazione l'economista e parlamentare europeo, Renato
Brunetta, intervenendo sul tema "Donna tra impresa e ripresa
economica". Quelle che sono ritenute agevolazioni
per le donne, quali il congedo per maternità e il pensionamento per età,
anticipato rispetto agli uomini, ha affermato Brunetta, spesso sono in realtà
elementi di discriminazione.
Le difficoltà che le donne devono affrontare nel conciliare lavoro e famiglia,
la molteplicità dei ruoli che sono chiamate ad occupare nei vari stadi della
vita, richiedono maggiori spazi. Su tale problematica si è soffermata il
ministro Prestigiacomo, che ha lanciato la sfida di 100 micro asili nido per
"aumentare gli spazi di libertà delle donne", ponendo l'accento
sull'importanza del primo asilo nato al Ministero delle Pari Opportunità. Anche
il Lazio, come ha affermato il presidente Storace, aprirà un nido per i
dipendenti della Regione.
Lella Golfo, nel concludere i lavori ha lanciato una nuova sfida. Nella scorsa
edizione del seminario ha presentato la "Lobby delle Donne" e
quest'anno il "Manifesto della Lobby". E' stato rivolto un invito al
Presidente del Consiglio, il quale durante il suo governo ha firmato un Patto
per l'Italia, a firmare anche un Patto per le donne affinché, a parità di
competenze, meriti e affidabilità, sia garantito alle donne di poter accedere
al ponte di comando in modo equilibrato, rimovendo ostacoli e pregiudizi alla
loro partecipazione. Ha ricordato, inoltre, il risultato della ricerca che
dimostra come il 36% degli italiani, circa diciassette milioni, si sono
dichiarati favorevoli ad un "partito delle donne". Forse un'altra
sfida che la Golfo ha voluto lanciare per sollecitare le donne a interessarsi di
più alla politica.
(Da "il Quotidiano della Calabria" 16-11-'02)
La mostra presentata al Museo
dell'Immigrazione di Ellis Island arriverà pure in Italia
Il filo delle vite interrotte
Un secolo di storia italo-americana
raccontata da B. Amore
di ASSUNTA ORLANDO
"Mentre che la nave partì lentamente dal molo, i gomitoli si sfilarono fra
i gridi d'addio delle donne, i battiti dei fazzoletti, ed i bambini in braccio
mantenuti in alto. Dopo che la lana si esaurì, le strisce lunghe rimanevano in
aria, sostenute dal vento finché non si persero di vista sia a quelli di terra
sia a quelli di mare".
Il brano di Luciano De Crescenzo è riportato in un pannello della mostra "Lifeline"
(Filo della vita). Nel leggerlo, mi soffermo sul significato di quei gomitoli di
lana che gli emigranti portavano a bordo lasciando un'estremità del filo nelle
mani di chi restava sulla banchina del porto.
Quel filo era l'illusione di poter protrarre ancora il legame che la partenza
avrebbe forse spezzato per sempre. Con l'allontanarsi della nave l'illusione si
esaurisce, così come i gomitoli di lana, e come quei fili, rimane sospesa
nell'aria, inutile speranza dispersa dal vento.
E' trascorso il tempo, si sono succedute le generazioni e l'altra estremità di
quel filo sospeso, visto come continuità del legame con il passato, è stato
ripreso dall'autrice della mostra, la scultrice italo-americana B. Amore, che
con "Filo della vita" racconta un secolo di storia (1901-2001) della
sua famiglia emigrata in America da uno dei tanti paesi dell'Italia meridionale.
"E' la storia di molti, lo specchio delle esperienze di tanti
immigrati", come sottolinea Amore nel parlare della mostra che, realizzata
grazie alla collezione di oggetti della vita quotidiana raccolti dalla nonna, è
stata inaugurata nel 2000 al Museo dell'Immigrazione di Ellis Island (New York).
Il filo, di colore rosso, si snoda in un crescendo di sentimenti che ispirano
idee realizzate dall'artista in vari momenti ed è lei stessa a spiegarne il
significato. La prima idea, una linea di seta rossa, che qualcuno ha definito
"il filo del sangue", legava gli oggetti della nonna ed è il dolore
di tanti avvenimenti del passato, della sua vita e di quella degli antenati. La
seconda, la linea della storia rappresentata da molte fotografie appese al filo
che gira intorno alla stanza, come qualcosa che continua ad andare avanti. Il
filo è sottile, ma anche soffice, ed è il simbolo dei legami con la nostra
storia. «"Lifeline" - spiega l'artista - è come una tela che si sta
ancora creando un filo alla volta e per me è un lavoro di ricerca psicologica,
culturale, storica, artistica. Tutto in filo della vita ha più di un
significato. Ci sono molti livelli intrecciati, spesso contrapposti gli uni agli
altri».
Una lunga ricerca, quella dell'artista italo-americana, che si evolve di
generazione in generazione tramite gli oggetti che sono tracce del passato e
testimonianza di vita vissuta ma anche un ponte tra passato, presente e futuro e
lo dimostrano i titoli degli ultimi settori della mostra: "Yesterday and
today" - "Today and tomorrow". Ieri e oggi, oggi e domani
rappresentano "un viaggio nel tempo", un percorso lungo un secolo alla
ricerca delle proprie radici e alla scoperta di se stessa.
La mostra, che ha ottenuto molto successo a New York e in altre città
americane, è stata visitata da migliaia di studenti e il 2004 sarà in Italia
per l'inaugurazione del Museo dell'Emigrazione al porto di Genova.
Ellis Island, porto d'arrivo, Genova, porto di partenza. L'uno Museo
dell'Immigrazione, l'altro Museo dell'Emigrazione, entrambi uniti dal "Filo
della vita" e sarà come riallacciare le due estremità di quei fili di
lana sospesi nel vento.
(Da "il Quotidiano della Calabria" 14-03-2003)

Buenos
Aires - Rigorosamente 'in rosa' l'invito diffuso in queste ore a Buenos Aires
per il 'Secondo Congresso delle Donne Calabresi in Argentina', programmato per
il prossimo 7 dicembre sotto la fervida organizzazione della 'Lega solidale
delle donne calabresi in Argentina'.
L'incontro sarà inserito nel quadro dei festeggiamenti calendarizzati per la
tradizionale "Settimana della Calabria" , alla quale presenzieranno
numerose autorità del Governo calabrese e di quello argentino.
I lavori prevedono la suddivisione dei partecipanti su alcuni tavoli tematici,
che verteranno sulle tematiche di Lingua e Cultura, Pari Opportunità,
Assistenza Sociale e Volontariato, Diritti Civili e Politici . A coordinare il
confronto dall'Italia sarà la rappresentante delle donne calabresi in Patria
Assunta Orlando, per diversi anni impegnata sul fronte dell'emigrazione e oggi
curatrice della pagina dedicata ai Calabresi nel Mondo su "Il Quotidiano
della Calabria" e "Il Corriere di Roma". "Questa seconda
edizione dell'appuntamento - commenta - verrà inserito nella 48^ edizione della
'Settimana di Calabria'. Il nostro più vivo desiderio è quello di poter
assistere, oltre alla partecipazione di amiche appartenenti alle numerose
comunità calabresi residenti all'estero, anche a quella di donne provenienti
direttamente dalla Calabria ".
"Riteniamo molto importante - continua la Orlando - coinvolgere in questa
occasione i vari Comuni della Calabria, interessati come sono al fenomeno
dell'emigrazione, in modo da avvicinare maggiormente questa Regione alla sua
'metà' sparsa nel mondo ".
La 'Lega solidale delle donne calabresi in Argentina' spegnerà, il 17 novembre,
la sua terza candelina , mantenendo immutato lo spirito che aveva accompagnato
la stesura degli intenti iniziali: "Noi, donne italiane, calabresi o
discendenti, consapevoli del nostro ruolo gravitante nella collettività come
donne depositarie e che trasmettono cultura, abbiamo costituito la Lega Solidale
delle Donne Calabresi e discendenti, già inserite nelle Associazioni Calabresi
o semplici donne della cultura, della scienza, casalinghe, lavoratrici,
politiche, professioniste, pensionate, la cui tendenza è quella dello sviluppo
di un'attività basata sulla preservazione della nostra identità culturale e
sulla rivalutazione della donna calabrese ".
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