A Buenos Aires, impegno delle donne calabresi


di Assunta Orlando

La Lega Solidale Donne Calabresi crea una rete di solidarietà

L’attuale interesse verso l’emigrazione femminile lo devo alle tante amiche d’origine calabrese in Argentina. Il loro grande amore per la Calabria ha saputo suscitare il desiderio di approfondire la conoscenza sulla condizione della donna emigrata.
Il tutto è iniziato nel ’99 quando arrivò da Buenos Aires l’invito a partecipare al “1°Congresso della Donna Calabrese”.
L’anno precedente, durante un soggiorno nella capitale argentina, avevo preso contatti con la numerosa collettività calabrese che mi aveva accolto con caloroso affetto. L’invito era, pertanto, l’ennesima dimostrazione di quell’affetto spontaneo e sincero che mi aveva fatto scoprire l’esistenza di un’altra Calabria.
La data del Congresso era quella del mio compleanno. Mi sembrò un segno di buon augurio e accettai con molto piacere l’invito.
E’ stata una felice decisione che mi ha regalato un’esperienza indimenticabile e una giornata piena d’emozioni. Le tante testimonianze delle partecipanti, più di 250 donne appartenenti alle numerose Associazioni calabresi esistenti in Argentina, hanno espresso l’amore profondo verso la terra d’origine e dato un particolare significato all’incontro, definito “Un omaggio alle mamme e alle nonne, a tutte le donne che hanno lasciato la loro infanzia tra i mari e i monti della Calabria e che si sono rese protagoniste di un flusso migratorio pur di accompagnare i loro uomini nella ricerca di ciò che non sempre si conosceva. Sempre loro hanno saputo trasmettere alle nuove generazioni l’amore verso la patria lontana insieme al loro dialetto e alle loro tradizioni. Donne che hanno saputo adattarsi alla nuova cultura senza mai dimenticare le proprie radici”.
Dal Congresso è stato lanciato l’appello di creare una rete di solidarietà tra tutte le donne calabresi nel mondo. Un’esigenza d’unione, dettata da sentimenti comuni a tutte le donne calabresi emigrate, ha fatto sì che l’appello lanciato da Buenos Aires fosse accolto con entusiasmo nei vari paesi a forte presenza calabrese e di recente sono nate in altri paesi associazioni calabresi tutte al femminile.
Il lavoro iniziato dalle donne in Argentina è continuato e nel 2000 è stata istituita la “Lega Solidale Donne Calabresi”, che con lodevole impegno ha promosso varie iniziative di solidarietà a favore della collettività.
La grave crisi argentina che ha investito anche la nostra comunità ha fatto aumentare il lavoro svolto dalla Lega. Le ultime iniziative riguardano la raccolta di viveri di prima necessità da distribuire ai più bisognosi.
Lo scorso novembre, inoltre, è stata organizzata una giornata dedicata alla “Solidarietà tra Donne Calabresi”, durante la quale sono stati assegnati a dieci donne, nominate dalle Associazioni per le loro precarie condizioni economiche, i contributi giunti dalla Calabria e dati dalla Commissione Regionale Pari Opportunità e dall’Assessorato all’Emigrazione, che hanno voluto così esprimere la loro solidarietà alle donne calabresi d’Argentina.
Partecipare a questo nuovo incontro è stato rinnovare l’emozione provata durante il 1° Congresso, ma questa volta all’emozione si è unita la triste consapevolezza d'essere testimone di un momento di estrema drammaticità per tanti nostri corregionali, che partiti dalla Calabria “per fame”, oggi a distanza di anni e dopo aver affrontato molti sacrifici, si trovano a dover rivivere quella stessa condizione che li costrinse a lasciare il paese natio.
La situazione negli ultimi tempi si è ulteriormente aggravata e quell’appello di solidarietà lanciato nel ’99 a tutte le donne calabresi, è diventato d'estrema urgenza. La speranza è che sia accolto anche dalle donne di Calabria.

 

(Da "Controcorrenteonline.it" del 18/01/02)

 

 

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Última revisión: 11 de febbraio de 2004

l'On. Luigi Fedele consegna il premio a Irma Rizzuti

AD IRMA RIZZUTI, LEADER DELLE DONNE CALABRESI IN ARGENTINA, IL PREMIO CALABRIA AMERICA 2002

 di Assunta Orlando

    Nata in Calabria, a Serra Pedace, all’età di sette anni Irma Rizzuti emigrò con la famiglia in Argentina. Sin da giovane la sua vita corre in parallelo fra impegni diversi. Consegue a Buenos Aires studi d’indirizzo politico ma la passione per il canto e l’arte teatrale, la spingono a intraprendere studi anche in Lirica, Canto e Direzione teatrale.

     Inserita nella vita politica argentina, ha ricoperto diverse cariche come deputata per la città di Buenos Aires, occupandosi della collettività straniera e in particolar modo delle donne, essendo stata nominata presidente della Commissione Pari Opportunità nel COM.IT.ES. (Comitato degli Italiani all’estero) di Buenos Aires e rappresentante della Donna Italiana in Argentina al 1° Convegno della Donna Emigrata, organizzato a Roma dal Ministero degli Esteri.

     Al suo impegno sociale e politico, ben presto unisce un particolare interesse per il settore culturale. E’ stata, infatti, autrice della Legge denominata “Settimana della Cultura Italiana in Buenos Aires” in cui si commemora il “Giorno dell’Immigrante Italiano”.

     Durante la dittatura militare, costretta ad interrompere la sua attività politica, si dedica con successo al canto. I brani che più ama interpretare sono i tanghi argentini così come ama l’Argentina, sua seconda Patria. Non dimentica però le sue origini e l’amore per la Calabria la porta ad interessarsi della Comunità calabrese di Buenos Aires, soprattutto delle donne calabresi. I suoi interessi sfociano sempre in atti concreti e così è anche questa volta. Nel ’99, infatti, durante la “Settimana di Calabria”, la più grande manifestazione annuale della Comunità, organizza il “1° Congresso della Donna Calabrese in Argentina”. Il successo conseguito e l’appello lanciato dal Congresso di creare una rete di solidarietà e collaborazione tra tutte le Donne Calabresi nel Mondo, ha dato i suoi frutti. Sull’esempio di Irma Rizzuti che ha istituito a Buenos Aires la “Lega Solidale della Donna Calabrese”, sono nate altre associazioni al femminile. La prima a Melbourne, in Australia, dove le Donne Calabresi hanno accolto con entusiasmo l’appello d’unione. Dopo quella australiana è stata istituita un’Associazione di Promozione Sociale, denominata “Unione Donne Calabresi nel mondo” in Calabria. Altre associazioni saranno istituite in Canada, negli Stati Uniti e nei Paesi dove forte è la presenza calabrese.

     Ad Irma Rizzuti va il merito di aver dato il via al movimento d’unione delle Donne Calabresi nel Mondo e di aver saputo unire in un fronte comune di solidarietà, grazie alle tante iniziative promosse dalla “Lega”, la numerosa comunità calabrese presente nella capitale argentina.

     Di recente è ritornata in Calabria per ritirare il Premio Calabria America assegnatole  “Per la sua particolare attenzione rivolta alle problematiche dell’emigrazione, espressa attraverso un costante impegno sociale e politico, soprattutto a favore delle donne immigrate d’origine italiana”. Il prestigioso riconoscimento darà sicuramente una nuova carica al suo impegno a favore della nostra Comunità in Argentina. Durante la permanenza in Calabria è stata invitata dall’orchestra SerrEnsemble a partecipare al “Concerto para Argentina” che si è tenuto presso il Teatro Italia di Cosenza. Il Gruppo Orchestrale diretto dal maestro Francesco Perri, con la collaborazione del dott. Mario Francisco Benvenuto dell’Università della Calabria, porta avanti da qualche anno “il progetto per la rivalutazione scientifica del tango”.

     Irma Rizzuti, che ha preso parte al concerto interpretando brani di tango incisi nel suo ultimo CD, ha dimostrato ancora una volta di saper coniugare arte, cultura e impegno sociale in una sinergia di sentimenti che come lei stessa afferma, la portano “a dividere la mia vita fra due amori - la Calabria e l’Argentina - che mi costringono a partire e sempre ritornare”. 

 

(Da “il Quotidiano della Calabria” 11/10/'02)

A Buenos Aires premiata la giornalista figlia di emigrati del Reggino

Un riconoscimento a Rosaria Lufrano

di  Assunta  Orlando


In visita alla Comunità calabrese, il presidente Chiaravalloti non ha potuto trattenere la commozione nell'incontrare le nuove generazioni e i numerosi partecipanti, che hanno affollato il teatro Coliseo per lo spettacolo di chiusura della "Settimana di Calabria". Un "bagno di calabresità" lo ha accolto con caloroso affetto.
I giovani che hanno preso parte all'incontro, organizzato dalla "Lega Solidale Donne Calabresi" e dedicato al tema "Confronto con le nuove generazioni, la Comunità che vogliamo". Numerosi i messaggi giunti dai giovani e dalle donne delle altre Comunità all'estero e della Calabria. Un messaggio anche dal Ministro degli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, che ha mostrato la sua abituale e affettuosa attenzione alle iniziative che intensificano il legame degli italiani all'estero verso la Madrepatria.
Nell'esprimere un caloroso saluto e augurio, il Ministro ha ricordato "la tenacia e la forza di volontà delle donne che hanno accompagnato i loro uomini nella drammatica avventura dell'emigrazione" e hanno saputo preservare "l'italianità".
Durante l'incontro è stata eletta la Donna Calabrese 2002. L'ambito riconoscimento è stato assegnato alla giornalista, Rosaria Lufrano, nota per le sue trasmissioni radiofoniche e televisive che trattano temi economici, sociali politici. La nonna, Teresa Spano e la mamma di Rosaria, Angela Seminara, emigrarono nel 1952 da Maropati, in provincia di Reggio Calabria, per raggiungere il marito di Angela, Pasquale Lufrano. Rosaria ha dedicato il premio alla mamma e alla nonna che con viva commozione hanno partecipato alla cerimonia.
La grave crisi che ha coinvolto la nostra Comunità, non ha impedito ai Calabresi d'Argentina di dimostrare ancora una volta i profondi sentimenti che li distinguono, riunendosi intorno al presidente Chiaravalloti, la figura più rappresentativa della loro amata Calabria, che nel grave momento di bisogno non li ha dimenticati. Fortemente legati alle tradizioni, circa mezzo secolo fa hanno istituito la "Settimana di Calabria" che è diventata con il passare del tempo, l'appuntamento più atteso dell'anno. La partecipazione d'artisti d'origine calabrese e l'elezione della regina, la Miss Calabria d'Argentina, rendono quasi palpabile nella serata conclusiva al Coliseo, uno dei più grandi teatri di Buenos Aires, la calabresità di una comunità che ha saputo mantenere inalterati, cultura, tradizioni e dialetto trasmessi con molto amore alle nuove generazioni. I giovani sono oggi gli eredi di quella calabresità esportata in Argentina dai nonni e dai genitori. Orgogliosi delle loro origini calabresi, sperano solo di non essere costretti a lasciare l'Argentina e vivere, loro che sono figli e nipoti d'emigranti, una nuova emigrazione.

(Da "il Quotidiano della Calabria" 16-11-'02)

Interventi mirati a favorire il "sesso debole" nell'imprenditoria e nel management Sono state offerte cento borse di studio a ragazze afgane che potranno venire in Italia

Lella, tenacia calabrese

La Golfo, presidente della Fondazione Bellisario

di Assunta Orlando


Il detto "calabrese testa dura", che sta ad indicare un carattere testardo, ben si adatta ad una  calabrese come Lella Golfo, fondatrice e Presidente della Fondazione Marisa Bellisario. Lo dimostrano la sua tenacia, caparbietà e grinta, che qualcuno ha definito "testardaggine".
Sono queste le caratteristiche che la distinguono nel portare avanti con determinazione il suo impegno a favore della numerosa schiera formata da oltre 500 donne imprenditrici e manager che ha saputo creare in 14 anni di attività.
Nel 1989 istituì la Fondazione che porta il nome della prima donna "top manager" delle Partecipazioni statali italiane.
Marisa Bellisario, laureata in ingegneria elettronica, si formò alla scuola Olivetti e, come amministratore delegato dell'Italtel, riuscì negli anni Ottanta ad affermarsi e ad essere protagonista nel campo evolutivo delle telecomunicazioni italiane.
Scomparsa a soli 53 anni, il suo stile e la sua fama rimasero d'esempio. Per onorarne la memoria nacque la Fondazione Marisa Bellisario, Ente Morale giuridicamente riconosciuto, che iniziò la sua attività organizzando il Premio dedicato alla manager dell'Italtel.
Ben presto il raggio d'azione della Fondazione si ampliò e oggetto dell'orientamento fu lo studio e la progettazione d'interventi mirati a favorire l'imprenditoria e il "management femminile", guardando alle nuove tecnologie. Potenziare le risorse e le capacità femminili, sollecitando in tutte le donne un comportamento che permetta loro di superare quella forma di "emancipazione incompiuta" che le penalizza nell'inserimento lavorativo, negli scatti di carriera, nella partecipazione diretta alla vita politica del Paese. Questa l'aspirazione di base della Fondazione la cui attività si svolge attraverso pubblicazioni, ricerche, convegni, mostre, corsi di formazione e due appuntamenti annuali: il "Premio Marisa Bellisario", che assegna la Mela d'Oro a imprenditrici, manager, neolaureate in ingegneria elettronica che abbiano conseguito il massimo dei voti e la lode per una tesi innovativa, e il Seminario Internazionale "Donna Economia e Potere". Varie le iniziative programmate nel 2002. La raccolta di 600 "curricula" eccellenti d'imprenditrici e donne manager da proporre come risorsa per il Paese. Di questi sono stati selezionati 122 curricula e consegnati al Governo, nella persona del Ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano. La ricerca realizzata dal Censis "Dalla Terra all'impresa: evoluzione del ruolo femminile nel sistema agroalimentare italiano". I risultati, presentati durante il Premio annuale, hanno evidenziato come il ruolo dell'imprenditoria femminile si sia affermato in tale settore in una forma qualitativamente rilevante. Un'altra iniziativa è stata promossa a favore dell'Afghanistan mediante la raccolta di fondi.
In collaborazione con il Ministero degli Esteri, la Fondazione, inoltre, ha offerto 100 borse di studio a ragazze afgane che potranno studiare in Italia. Il "Progetto Argentina" rivolto a 15 donne argentine d'origine calabrese, darà la possibilità di sviluppare le competenze necessarie a svolgere attività di gestione e promozione dell'offerta turistica. Un servizio on-line, "Pink Job", rivolto alle donne in cerca di lavoro e di corsi gratuiti di riqualificazione e alle aziende che ricercano lavoratrici motivate e qualificate, è stato realizzato per rimuovere gli ostacoli che spesso vi sono per le donne nell'incontro domanda e offerta di lavoro.
Infine, un'altra iniziativa che verrà attuata prossimamente riguarda la visita programmata a San Domingo di trenta imprenditrici italiane. Una missione commerciale proposta alla Fondazione dall'ambasciatore della Repubblica Dominicana, che avrà lo scopo d'incentivare gli scambi tra i due Paesi.
Tutte iniziative che fanno della Fondazione Marisa Bellisario un punto di riferimento anche per i giovani. Nel 1998, infatti, è stata creata la "Sezione Giovane" per accogliere giovani laureate in ingegneria elettronica e altre discipline, giovani imprenditrici e aspiranti che vogliono creare un lavoro autonomo.
Forte dell'esperienza acquisita con intensa attività, la Fondazione Marisa Bellisario negli anni è divenuta "sempre più un interlocutore autorevole e importante per le istituzioni".
L'impegno profuso da Lella Golfo e dalla Fondazione da lei creata nel valorizzare le capacità e professionalità femminile è un valido esempio per tutte le donne che aspirano a condizioni egualitarie nella vita sociale, economica e politica del nostro Paese.

(Da "il Quotidiano della Calabria" 16-11-'02)

La condizione femminile nel mondo del lavoro e della politica. Presentato il manifesto "Lobby delle donne"

Donna ed economia, seminario a Roma

di Assunta  Orlando


Organizzato dalla Fondazione Marisa Bellisario e da Il Sole 24 Ore, in collaborazione con Confindustria, il seminario si è svolto presso l'Hotel Regis Grand.
All'appuntamento annuale, definito la "Cernobbio delle donne", hanno partecipato imprenditrici di successo e i rappresentanti della politica, Pier Ferdinando Casini, Presidente della Camera dei Deputati, Francesco Storace, Presidente della Regione Lazio, Stefania Prestigiacomo, Ministro delle Pari opportunità, Letizia Moratti, Ministro dell'Università e della Ricerca, Antonio Marzano, Ministro delle Attività produttive. Messaggi sono giunti dal Presidente Ciampi, dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Governatore della Banca D'Italia, Antonio Fazio.
A presentare la manifestazione e a coordinare i dibattiti delle due giornate anche volti noti, come i giornalisti televisivi Paola Saluzzi e Alessandro Cecchi Paone.
Tema centrale del seminario è stato la condizione femminile nel mondo del lavoro e della politica in Italia. Dal quadro emerso risulta che ad una crescente affermazione del ruolo femminile in vari settori non corrisponde una maggiore presenza in quello politico. Come ha affermato il presidente Casini, "i dati non sono confortanti" e ha esposto i dati esistenti. In percentuale la presenza delle donne, le 71 elette nel maggio del 2001 alla Camera dei Deputati corrispondono a circa l'11,5% dei parlamentari, e dai risultati delle elezioni amministrative e regionali del 2000 appare diminuito il numero delle donne Sindaco e delle Consigliere provinciali; in due Regioni non sono state elette e né nominate donne. Occorre trovare delle soluzioni, ha continuato Casini e ha annunciato che, già approvato dalla Camera, è ora in esame al Senato un disegno di legge che apporta modifiche all'art. 51 in materia di pari opportunità.
Nel corso del dibattito, altri dati e percentuali sono scaturiti dal confronto tra l'Italia e gli altri Paesi. La presenza delle parlamentari è del 28% in Spagna, 32% in Germania, 36% in Olanda, 23% In Belgio. Dalle risposte alla domanda se in Italia "Sono le donne che si disinteressano della politica o la politica che respinge le donne?", risulta che è vera sia l'una che l'altra ipotesi. Lo dimostrano i dati della ricerca "Gli italiani e il rapporto tra donne e politica" condotta da Astra Demoskopea per conto della Fondazione Marisa Bellisario.
I risultati, illustrati da Enrico Finzi, presidente dell'istituto di ricerca, dimostrano che vi è da parte delle donne un certo rifiuto della politica così com'è oggi concepita. La politica è vista troppo "aggressiva", lontana e generalmente se ne dà delega all'uomo. D'altra parte, la scarsa presenza delle donne, come ha sottolineato Lella Golfo nel suo intervento, è dovuta anche ad altri fattori. Le donne hanno scarsi finanziamenti, rispetto agli uomini, per sostenere le costose campagne elettorali. Il sistema maggioritario, inoltre, non facilita le candidate. Questa affermazione è stata avallata da quanto detto da Melina Decaro, docente di Diritto  costituzionale italiano e comparato, la quale ha evidenziato che in alcuni paesi la presenza femminile in politica sia dovuta "all'adozione di specifiche iniziative legislative", quindi a un sistema diverso, quello delle "quote".             
"Per quanto riguarda la situazione lavorativa, i risultati del seminario hanno confermato che in Italia, nonostante le donne investano più degli uomini in cultura (il 54% dei laureati è donna), e si distinguano in modo positivo in varie attività, non riescono a superare il cosiddetto "tetto di cristallo", che impedisce loro di raggiungere più alti livelli di carriera.
Le motivazioni sono molteplici ed esistono delle contraddizioni, come ha messo in evidenza nella sua relazione l'economista e parlamentare europeo, Renato Brunetta, intervenendo sul tema "Donna tra impresa e ripresa economica". Quelle che sono ritenute
agevolazioni per le donne, quali il congedo per maternità e il pensionamento per età, anticipato rispetto agli uomini, ha affermato Brunetta, spesso sono in realtà elementi di discriminazione.
Le difficoltà che le donne devono affrontare nel conciliare lavoro e famiglia, la molteplicità dei ruoli che sono chiamate ad occupare nei vari stadi della vita, richiedono maggiori spazi. Su tale problematica si è soffermata il ministro Prestigiacomo, che ha lanciato la sfida di 100 micro asili nido per "aumentare gli spazi di libertà delle donne", ponendo l'accento sull'importanza del primo asilo nato al Ministero delle Pari Opportunità. Anche il Lazio, come ha affermato il presidente Storace, aprirà un nido per i dipendenti della Regione.
Lella Golfo, nel concludere i lavori ha lanciato una nuova sfida. Nella scorsa edizione del seminario ha presentato la "Lobby delle Donne" e quest'anno il "Manifesto della Lobby". E' stato rivolto un invito al Presidente del Consiglio, il quale durante il suo governo ha firmato un Patto per l'Italia, a firmare anche un Patto per le donne affinché, a parità di competenze, meriti e affidabilità, sia garantito alle donne di poter accedere al ponte di comando in modo equilibrato, rimovendo ostacoli e pregiudizi alla loro partecipazione. Ha ricordato, inoltre, il risultato della ricerca che dimostra come il 36% degli italiani, circa diciassette milioni, si sono dichiarati favorevoli ad un "partito delle donne". Forse un'altra sfida che la Golfo ha voluto lanciare per sollecitare le donne a interessarsi di più alla politica.

(Da "il Quotidiano della Calabria" 16-11-'02)

 

La mostra presentata al Museo dell'Immigrazione di Ellis Island arriverà pure in Italia
Il filo delle vite interrotte
Un secolo di storia italo-americana raccontata da B. Amore
di ASSUNTA ORLANDO

"Mentre che la nave partì lentamente dal molo, i gomitoli si sfilarono fra i gridi d'addio delle donne, i battiti dei fazzoletti, ed i bambini in braccio mantenuti in alto. Dopo che la lana si esaurì, le strisce lunghe rimanevano in aria, sostenute dal vento finché non si persero di vista sia a quelli di terra sia a quelli di mare".
Il brano di Luciano De Crescenzo è riportato in un pannello della mostra "Lifeline" (Filo della vita). Nel leggerlo, mi soffermo sul significato di quei gomitoli di lana che gli emigranti portavano a bordo lasciando un'estremità del filo nelle mani di chi restava sulla banchina del porto.
Quel filo era l'illusione di poter protrarre ancora il legame che la partenza avrebbe forse spezzato per sempre. Con l'allontanarsi della nave l'illusione si esaurisce, così come i gomitoli di lana, e come quei fili, rimane sospesa nell'aria, inutile speranza dispersa dal vento.
E' trascorso il tempo, si sono succedute le generazioni e l'altra estremità di quel filo sospeso, visto come continuità del legame con il passato, è stato ripreso dall'autrice della mostra, la scultrice italo-americana B. Amore, che con "Filo della vita" racconta un secolo di storia (1901-2001) della sua famiglia emigrata in America da uno dei tanti paesi dell'Italia meridionale. "E' la storia di molti, lo specchio delle esperienze di tanti immigrati", come sottolinea Amore nel parlare della mostra che, realizzata grazie alla collezione di oggetti della vita quotidiana raccolti dalla nonna, è stata inaugurata nel 2000 al Museo dell'Immigrazione di Ellis Island (New York).
Il filo, di colore rosso, si snoda in un crescendo di sentimenti che ispirano idee realizzate dall'artista in vari momenti ed è lei stessa a spiegarne il significato. La prima idea, una linea di seta rossa, che qualcuno ha definito "il filo del sangue", legava gli oggetti della nonna ed è il dolore di tanti avvenimenti del passato, della sua vita e di quella degli antenati. La seconda, la linea della storia rappresentata da molte fotografie appese al filo che gira intorno alla stanza, come qualcosa che continua ad andare avanti. Il filo è sottile, ma anche soffice, ed è il simbolo dei legami con la nostra storia. «"Lifeline" - spiega l'artista - è come una tela che si sta ancora creando un filo alla volta e per me è un lavoro di ricerca psicologica, culturale, storica, artistica. Tutto in filo della vita ha più di un significato. Ci sono molti livelli intrecciati, spesso contrapposti gli uni agli altri».
Una lunga ricerca, quella dell'artista italo-americana, che si evolve di generazione in generazione tramite gli oggetti che sono tracce del passato e testimonianza di vita vissuta ma anche un ponte tra passato, presente e futuro e lo dimostrano i titoli degli ultimi settori della mostra: "Yesterday and today" - "Today and tomorrow". Ieri e oggi, oggi e domani rappresentano "un viaggio nel tempo", un percorso lungo un secolo alla ricerca delle proprie radici e alla scoperta di se stessa.
La mostra, che ha ottenuto molto successo a New York e in altre città americane, è stata visitata da migliaia di studenti e il 2004 sarà in Italia per l'inaugurazione del Museo dell'Emigrazione al porto di Genova.
Ellis Island, porto d'arrivo, Genova, porto di partenza. L'uno Museo dell'Immigrazione, l'altro Museo dell'Emigrazione, entrambi uniti dal "Filo della vita" e sarà come riallacciare le due estremità di quei fili di lana sospesi nel vento.

(Da "il Quotidiano della Calabria" 14-03-2003)

Calabria in festa e 'in rosa' a Buenos Aires

 


Buenos Aires - Rigorosamente 'in rosa' l'invito diffuso in queste ore a Buenos Aires per il 'Secondo Congresso delle Donne Calabresi in Argentina', programmato per il prossimo 7 dicembre sotto la fervida organizzazione della 'Lega solidale delle donne calabresi in Argentina'.
L'incontro sarà inserito nel quadro dei festeggiamenti calendarizzati per la tradizionale "Settimana della Calabria" , alla quale presenzieranno numerose autorità del Governo calabrese e di quello argentino.
I lavori prevedono la suddivisione dei partecipanti su alcuni tavoli tematici, che verteranno sulle tematiche di Lingua e Cultura, Pari Opportunità, Assistenza Sociale e Volontariato, Diritti Civili e Politici . A coordinare il confronto dall'Italia sarà la rappresentante delle donne calabresi in Patria Assunta Orlando, per diversi anni impegnata sul fronte dell'emigrazione e oggi curatrice della pagina dedicata ai Calabresi nel Mondo su "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Corriere di Roma". "Questa seconda edizione dell'appuntamento - commenta - verrà inserito nella 48^ edizione della 'Settimana di Calabria'. Il nostro più vivo desiderio è quello di poter assistere, oltre alla partecipazione di amiche appartenenti alle numerose comunità calabresi residenti all'estero, anche a quella di donne provenienti direttamente dalla Calabria ".
"Riteniamo molto importante - continua la Orlando - coinvolgere in questa occasione i vari Comuni della Calabria, interessati come sono al fenomeno dell'emigrazione, in modo da avvicinare maggiormente questa Regione alla sua 'metà' sparsa nel mondo ".
La 'Lega solidale delle donne calabresi in Argentina' spegnerà, il 17 novembre, la sua terza candelina , mantenendo immutato lo spirito che aveva accompagnato la stesura degli intenti iniziali: "Noi, donne italiane, calabresi o discendenti, consapevoli del nostro ruolo gravitante nella collettività come donne depositarie e che trasmettono cultura, abbiamo costituito la Lega Solidale delle Donne Calabresi e discendenti, già inserite nelle Associazioni Calabresi o semplici donne della cultura, della scienza, casalinghe, lavoratrici, politiche, professioniste, pensionate, la cui tendenza è quella dello sviluppo di un'attività basata sulla preservazione della nostra identità culturale e sulla rivalutazione della donna calabrese ".
News ITALIA PRESS

 

                                

 

 

 

 

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