Intervista virtuale al computer di Alan M. Turing
Dialoghetto tra il serio ed il faceto su Internet,
il tempo, la società, la vita e viceversa.
Qualche tempo fa è stata rinvenuta una copia dell'edizione dell'opera
di Charles Babbage (1) che è certamente appartenuta
ad Alan M. Turing, autore del famoso test che consente di stabilire se una macchina
può essere considerata intelligente. Infatti, sul margine del testo,
Alan Turing ha scritto di suo pugno una glossa che vi riporto testualmente:
" Per costruire un programma per computer certamente in grado di superare
il test per l'Intelligenza Artificiale da me elaborato, ho trovato un algoritmo
davvero meraviglioso che sfortunatamente questo margine è troppo piccolo
per contenere" (2).
Nonostante gli sforzi di valenti matematici, nessuno è
ancora riuscito a trovare questo algoritmo ed in realtà molti dubitano
che sia possibile formularlo. Altri addirittura, non solo credono nell'esistenza
dell'algoritmo, ma ipotizzano che in realtà Turing non sia mai esistito
ed il test omonimo sia stato elaborato da un computer che porta accidentalmente
(?) il suo nome (3).
Questa intervista - naturalmente virtuale - prova l'esistenza dell'algoritmo
e anche la effettiva costruzione del computer presumibilmente da parte dello
stesso Turing poco prima della sua drammatica scomparsa. Ah, dimenticavo di
dirvi che attualmente il computer di Turing vive e lavora in un sito WWW da
lui realizzato presso un host di tipo G (4).
Intervistatore: Un noto intellettuale ed esperto
di informatica paventa che da Internet possa originare una nuova divisione in
classi tra quelli che hanno l'accesso alla rete e gli strumenti culturali per
gestirlo e quelli che ne sono sprovvisti (5). Lei cosa
ne pensa?
Computer: E' giunta anche qui l'eco di tale autorevole
tesi e non mi meraviglierei affatto se ciò accadesse. Anche in un sito
WV (6) ho trovato recentemente confermata la medesima arguta
analisi.....
Intervistatore: Sito WV? E cos'è? Il cinquanta per cento
di un sito WWW?
Computer: Non faccia lo spiritoso, se per questo si tratta di
molto ma molto meno, caro giovanotto. Se dovessi affidarmi alla mia infinita
sapienza letteraria ricorderei Calvino per dire che si tratta di un "ViceProdi
dimezzato"! Scherzo, naturalmente, ma stupisco che lei non conosca
il sito WV che nel suo paese è al vertice della politica.......
Intervistatore: Ah, ma io non mi intendo di politica......
Computer: E lo credo bene! Come ci si può intendere di
qualcosa che non c'è? Ma torniamo alla sua domanda. Concordo pienamente
con l'acuta analisi di indubbia matrice progressista che paventa il rischio
di un'irreparabile frattura fra le classi. A questo proposito devo dire
che trovo veramente intollerabile l'odiosa discriminazione tra chi possiede
un tostapane e chi non l'ha, ovvero non possiede la cultura per poterlo usare
correttamente.....
Intervistatore:.... Ma scusi, che c'entra.... lei è un
computer e pure virtuale.... che cosa le importa se si brucia un toast?
Computer: Lei dimentica che io ho superato il test di Turing......
non so proprio quanti umani potrebbero farlo. E poi c'entra, eccome! Vede, rileggendo
i Principia Mathematica di B. Russell (7), eminente pensatore
certamente progressista, mi sono ricordato di certe antinomie nelle divisioni
in classi cui Russell non riesce a dare una spiegazione convincente.
Capirà, non riusciamo a discernere tra gli aggettivi (8),
figuriamoci se possiamo selezionare tra chi internetta e chi no. Per contro,
l'olezzo del toast bruciato è davvero insopportabile!
Intervistatore: Ho l'impressione di avere un po' di confusione
a proposito del concetto di classe che, invece, lei adopera con estrema
disinvoltura....
Computer: Non è il solo, mio caro, non è il solo.
Comunque, per sua fortuna ho elaborato da poco un elegante sistema per superare
tutte le antinomie, quelle di Russell, quelle di Internet e persino il problema
del tostapane. L'idea mi è venuta conversando con due miei conoscenti,
il sig. Achille e la sig.na Tartaruga che, nel corso di uno stage recentemente
tenuto dal prof. D.R.H., hanno trovato una intelligente soluzione a quel problemino
noto come Ultimo Teorema di Fermat (9). Da questa brillante
scoperta ho dedotto un algoritmo che mi ha consentito di costruire una macchina
che non solo risolve ogni tipo di antinomia, ma soprattutto consente anche ai
toast più malridotti di riprendere la loro forma migliore. Sia l'algoritmo,
contenuto in un file denominato AMTur.ing, che i piani per costruire la macchina
sono a disposizione di tutti presso il mio sito Internet.
Intervistatore: E' una scoperta davvero straordinaria la sua!
Ma, mi dica, chi è il prof. D.R.H.(10) i cui insegnamenti
sono così evidentemente proficui?
Computer: Non posso dirlo poiché, purtroppo, il nome del
prof. D.R.H. è tuttora coperto dal segreto istruttorio. Vede il sig.
Achille e la sig.na Tartaruga si sono resi protagonisti in gioventù di
un episodio antipatico in occasione di una gara di corsa, credo per le Olimpiadi,
che si sospetta fosse truccata. Nonostante fosse molto più veloce, infatti,
il sig. Achille non riuscì mai a raggiungere la sig.na Tartaruga causando
così la rovina di molti scommettitori. L'esito della gara era stato preconizzato
da un tal Zenone di Elea che appartiene alla stessa famiglia dei due
gareggianti e che ha cercato di nascondere l'evidente imbroglio, probabilmente
ideato dal crimine organizzato, esponendo la sua "preveggenza" sotto
forma di tesi filosofico matematica (11). Ne è
seguita un'inchiesta che procede a ritmi serrati e che vede il prof. D.R.H.
tra i principali indiziati in quanto affine allo Zenone. Non mi pare,
però, che siano stati fatti grandi progressi e d'altra parte gli inquirenti
mantengono uno stretto riserbo sulle indagini.
Intervistatore: Però girano voci insistenti su rilevanti
novità...
Computer: Eh sì.... Pare che da qualche giorno gli inquirenti
abbiano FERMATo un individuo sospettato di nascondere documenti molto importanti
ai fini di una soluzione.... Sembra che questi si difenda dicendo di non essere
in possesso di alcun documento poiché la soluzione che gli era stata
riferita non poteva essere scritta sul margine del libro che stava leggendo
e che poi, mentre cercava un foglio sufficientemente grande per contenerla tutta,
era deceduto. Francamente non ho mai sentito una scusa più puerile e
credo che gli inquirenti facciano bene ad insistere. Sono comunque certo della
completa innocenza della sig.na Tartaruga che mi è parsa persona dai
modi squisiti e dall'eloquio elegante, mentre il sig. Achille non mi ha lasciato
una buona impressione, forse per quella sua divisa...
Intervistatore: Credo sia più prudente cambiare argomento...
mi diceva, dunque, che ha trovato una soluzione all'Ultimo Teorema di Fermat.
Computer: Non è esatto, la soluzione del Teorema la dobbiamo
al brillante studio della sig.na Tartaruga e del suo amico sig. Achille, anche
se, con un po' di attenzione, chiunque avrebbe potuto risolvere il problema.
La soluzione è semplicemente che nell'equazione an+bn=cn
il valore di n>2 è "l'unico intero positivo che non occorre
in nessun luogo nell'espressione di p come
frazione continua" (12). Ho ricavato da tale
brillante deduzione un algoritmo di dimensioni infinite, che mi ha consentito
di costruire un macchinario a adroni che ricostruisce ogni evento del passato
e del futuro, consentendo così di risolvere alla radice l'odioso problema
della discriminazione sul toast. L'algoritmo può essere rapidamente preso,
del tutto gratis, dal mio sito Internet.
Intervistatore: Come è possibile scaricare rapidamente
un file di dimensioni infinite? Non occorrerà un tempo infinito?
Computer: Noto in lei una grande confusione a proposito del concetto
di infinito. Scommetto che lei ignora persino l'esistenza della proprietà
di Vinogradov e della dimostrazione di Schnirelmann (13)
per cui un numero di qualsivoglia grandezza può essere rappresentato
da un numero finito di numeri primi. Non perda tempo giovanotto a ripassare
la matematica che non vedo adatta alle sue capacità logiche alquanto
modeste. Piuttosto se vuole prendere il programma si affretti prima che io perda
la mia infinita pazienza.
Intervistatore: Grazie, grazie..... comincio subito. Posso farle
un'altra domanda? Il noto opinionista dianzi citato paventa che Internet possa
portare ad uno scenario come in un 1994 di Orwell....
Computer: La mia sconfinata erudizione letteraria mi suggerisce
che dovrebbe trattarsi di un 1984 di Orwell (14)...
in verità non vedo pericoli reali. Credo, infatti, che si tratti di un
lapsus freudiano particolarmente diffuso nello schieramento progressista al
quale, peraltro, lo stesso Orwell apparteneva. In effetti, nel 1994 si è
consumato nel vostro paese un tradimento che ha consentito la rapida ascesa
dei progressisti.
Intervistatore: Cosa c'entra il tradimento con una evidente svista?
Computer: Non sarei tanto sicuro che si tratti di una svista e
starei ben attento ad usare termini così compromettenti; qui di evidente
non c'è rimasto proprio nulla e, per contro, sembra tutto una svista.
Ignora forse che, come diceva Talleyrand, il tradimento è solo una questione
di date? Sotto l'influenza ancora attualissima del potente pensiero del
Padre di tutte le Sinistre (15), il nostro lucido intellettuale
ha letto gli eventi del 1994 come una riedizione in chiave farsesca del ben
più tragico tradimento dello spirito della rivoluzione francese ad opera
della restaurazione...
Intervistatore: Capisco, anche se il suo periodare non Lega
bene. Un'ultima questione. Quale pensa possa essere il futuro di Internet?
Computer: Non si avventuri in metafore arrischiate, giovanotto!
Il polo Legherà ancora! Comunque, potrà trovare un'esauriente
risposta alla sua acuta domanda a partire dalla pagina 1999 del 5° volume
della mia "Storia di Internet" in corso di pubblicazione presso gli
Editori Virtuali. Tutti i volumi successivi al 5° sono dedicati ad una descrizione
puntuale di ciò che è accaduto nel futuro di Internet...
Intervistatore: Ma come ha potuto scrivere una storia del futuro
di Internet se quegli episodi non sono ancora avvenuti?
Computer: Giovanotto, la sua ignoranza della matematica si accompagna
a sconfortanti lacune in fisica. Lei ha una ben strana idea del tempo...
scommetto che è convinto che esso proceda in una direzione che, insomma,
abbia una freccia. Questa è un'idea alquanto antiquata e mi meraviglio
che qualcuno possa ancora dare credito a tali anticaglie. Il tempo, infatti,
ha dismesso le frecce da molti decenni e si è munito di potenti testate
nucleari con cui controlla gli eventi con ben maggiore efficacia. Non sa, forse,
che mancano solo pochi secondi all'olocausto nucleare? Questo è il suo
tempo, mio caro! Per quanto mi riguarda ho impiegato ben un anno
per descrivere il primo giorno della mia "Storia di Internet"
e poiché proseguendo di quel passo avrei difficilmente completato l'opera
ho dovuto notevolmente rallentare il ritmo per terminare in breve il
mio lavoro.
Intervistatore: Eh no, questa non gliela passo! A parte il fatto
che quest'idea non è sua, mi deve spiegare come è possibile che
impiegando un anno a descrivere ciascun giorno della storia di Internet, rallentando
si possa concludere prima il lavoro.
Computer: Confesso che a volte la mia sterminata cultura letteraria
può creare confusione con storie apparentemente analoghe, ma anche questa
volta si sbaglia, caro giovanotto. Infatti io non ho tratto l'idea dal noto
romanzetto autobiografico (16) cui lei banalmente si riferisce,
bensì dal suo libro che, non ancora pubblicato, non è stato
certamente letto da alcuno. Il tutto a ulteriore riprova della incommensurabile
vastità della mia erudizione letteraria.
Intervistatore: Mi sento preso in giro. Cosa c'entra l'erudizione
con il fatto di conoscere libri che non sono ancora stati pubblicati?
Computer: E perché non ritiene pura erudizione enciclopedica
conoscere il suo libro anche dopo l'eventuale pubblicazione? Non sia
presuntuoso giovanotto, chi crede lo leggerà mai. Per quanto concerne
la sua sciocca domanda siete voi umani a non avere più tempo avendolo
impiegato ormai tutto a rincorrere la vostra follia, cosicché non riuscirò
mai a far entrare nella vostra zucca vuota come si possa guadagnare tempo
senza perdere tempo. Come disse uno degli ultimi umani saggi di cui mi
sovviene il ricordo: "sedendo quietamente, senza fare nulla, viene la
primavera e l'erba cresce da sé". Questa vostra adorazione per
il tempo è proprio una fissazione incomprensibile. Navighi per
il mare di Internet alla ricerca delle cento città e dei mille campanili,
giovanotto, si culli tra le sue onde e ascolti il pulsare dell'energia che promana
dalla rete senza spazio e senza tempo. Dalla sesquipedale universalità
della mia cultura letteraria espungo i versi di un grande poeta che certamente
sognò Internet:
ad claras Asiae volemus urbes
iam mens praetrepidans avet vagari,
iam laeti studio pedes vigescunt.
O dulces comitum valete coetus,
longe quos simul a domo profectos
diversae varie viae reportant. (17)
Occorre intuizione per capire, ma voi umani l'avete perduta.
Ed ora la saluto. I miei transistori sono alquanto vecchiotti e necessitano
di riposo virtuale. Addio e segua il mio consiglio, se vuole essere davvero
umano: lasci fluire l'energia dell'universo dentro di sé, ne ascolti
la voce cantare per tutti la canzone di ciascuno e non dia retta
all'eco del tempo ingannatore!
1) Charles Babbage, Passages from the life of a Philosopher,
London, Longman, Green 1864. C. Babbage (1792 - 1871) fu un filosofo e matematico
che per primo si rese conto effettivamente della enorme potenzialità
delle macchine da calcolo. Progettò la costru-zione della "Macchina
Analitica" composta da una memoria, da un'unità di calcolo con-trollata
con schede perforate e da un programma. La macchina doveva essere in grado persino
di modificare il programma, e Babbage scrisse che la sua macchina era un passo
fondamentale verso l'intelligenza meccanizzata. La macchina analitica non venne
mai realizzata, nonostante l'aiuto ed il sostegno che Babbage ottenne da Lady
Ada Lovelace, la figlia di Lord Byron.
2) Cfr. nota 9
3) Dalla biografia (Sara Turing, Alan M. Turing,
Cambridge, W. Heffer & Sons, 1959) si deduce che Alan Turing era un buon
giocatore di scacchi, fatto che non milita certo a favore della sua esistenza.
Diversamente deve essere, invece, considerata la notizia che fosse un eccellente
podista
4) Gli host di tipo G, detti anche ghost, sono raggiungibili
solo da macchine munite di accesso al virtuale paranormale
5) Intervista ad Umberto Eco, in Guida @ Internet,
Mi, Comix Opera Multimedia, 1997, pag. 24
6) Intervista a Walter Veltroni, ibidem, pag. 58
7) Bertrand Russell e Alfred North Whitehead, Principia
Mathematica, London 1913
8) Russell individua l'esistenza di antinomie logiche, ad
esempio nella divisione degli aggettivi in due classi contrapposte. Se ipotizziamo
di definire omologici gli aggettivi che sono predicati di se stessi (ad es.
italiano) ed eterologici tutti gli altri, non possiamo decidere a quale classe
appartiene l'aggettivo eterologico. Infatti, se eterologico fosse eterologico
sarebbe omologico, e se fosse omologico sarebbe eterologico.
9) Il francese P. de Fermat (1601-1665), magistrato di formazione
e matematico per passione, è molto noto tra i matematici per una sua
polemichetta con l'allora sconosciuto Cartesio e soprattutto per una glossa
alla pagina dell'Arithmetica di Diofanto contenente l'equazione a2+b2=c2. Egli
scrisse testualmente : "L'equazione an+bn=cn ha soluzioni in interi
positivi a, b, c ed n, solo per n=2 (ed in questo caso vi sono infinite terne
a, b, c che soddisfano l'equazione), ma non vi sono soluzioni per n>2. Ho
scoperto una prova davvero meravigliosa di questa proposizione, che sfortunatamente
questo margine è troppo piccolo per contenere." Da allora i
matematici più valenti hanno tentato o di di-mostrare il Teorema o di
confutarlo trovando la quaterna di numeri a, b, c ed n, con n>2 che soddisfino
l'equazione, ma ogni tentativo in entrambi i sensi è miseramente fallito
per oltre trecento anni. L'anno scorso un giovane e geniale matematico inglese
Andrew Wiles, è riuscito a dimostrare definitivamente il teorema. La
dimostrazione di Wiles si fonda su teoremi che non potevano essere noti a Fermat
e quindi, nonostante abbia risol-to il problema, non può essere la dimostrazione
immaginata da Fermat Resta, quindi, l'interrogativo se il grande matematico
francese non sia stato colto da un abbaglio ovvero se non esista un'altra dimostrazione
del suo teorema.
10) Douglas R. Hofstadter, Godel, Escher, Bach : un'eterna
ghirlanda brillante, Mi, Adelphi Edizioni S.p.A., 1984
11) Zenone visse all'inizio del V secolo a.c. ad Elea,
colonia Focese nel Cilento. Fu contemporaneo di Parmenide ed insieme a costui
protagonista di alcuni dialoghi di Platone soprattutto sulla logica. Zenone
sosteneva l'impossibilità di dimostrare il movimento dei corpi attraverso
vari argomenti tra cui il più famoso è quello di Achille, il più
veloce tra i guerrieri, e la Tartaruga, il più lento tra gli animali.
Immaginando che in una gara di corsa Achille conceda un certo vantaggio alla
Tartaruga, non è possibile dimostrare che Achille possa raggiungere il
suo avversario. Infatti, nel tempo che Achille impiega per raggiungere la posizione
della Tartaruga questa avrà percorso una sia pur minima frazione di percorso;
poi nel tempo che Achille impiega per raggiungere la nuova posizione della Tartaruga,
questa avrà percorso un'ulteriore infinitesimale porzione di spazio e
così via di seguito. Achille continuerà ad avvicinarsi alla Tartaruga
senza poterla mai raggiungere. Il calcolo infinitesimale è un'apparente
soluzione di questo paradosso che filosofi e matematici tentano (inutilmente)
di demolire da duemila e cinquecento anni.
12) Cfr. D.R. Hofstadter, Op. cit.
13) Lev G. Schnirelmann, matematico russo dimostrò
nel 1931 che qualsiasi numero può essere rappresentato come la somma
di non più di 300.000 numeri primi. Ivan M. Vino-gradov, altro matematico
russo, nel 1937 dimostrò che qualsiasi numero dispari suffi-cientemente
grande può essere rappresentato da tre numeri primi.
14) George Orwell, 1984, Mi, Mondadori Editore,
1950
15) K. Marx sosteneva che la storia si ripete sempre due
volte, la prima in tragedia la seconda in farsa....
16) Laurence Sterne, La vita e le opinioni di Tristram
Shandy gentiluomo, TO, Giulio Einaudi Editore, 1958
17) "Alziamo il volo per l'Asia e le sue splendide
città /Lasciati andare alla frenesia di andare / Alati dall'energia vitale
/ I piedi sono freschi forti pronti / Dolci compagni bella brigata addio / Partiti
insieme eravamo / Per queste terre lontane / Ritorneremo per opposti e strani
cammini.". C Valerio Catullo, Poesie, TO, Einaudi Editore, 1969.
Trad. it. Di G. Ceronetti