desimone
Manifesto della libertà
lineamenti di una filosofia della liberazione
Ogni pensiero è una preghiera.
Leggere pensando è pregare.
Ascoltare pensando è pregare.
Il pensiero è la base dell'amore cosciente.
Realizzare buoni progetti è servire la Vita.
(N. G. Bellia)
Lo strumento concreto per consentire una equa distribuzione delle risorse ed impedire la mortificazione delle attività produttive è la fiscalità monetaria. In pratica si tratta di abolire ogni imposizione fiscale sulla produzione e sui consumi e spostare tutto il gravame fiscale sulla moneta. In questa maniera si ottengono una serie di benefici: anzitutto eliminando linnumerevole serie di balzelli che gravano sulla produzione e sui consumi i prezzi dei beni scendono vertiginosamente. E sufficiente prendere in considerazione un qualsiasi bene in circolazione per rilevare che il suo prezzo è composto almeno per la metà di tasse (da quelle sugli immobili pagate dal proprietario dello stabilimento sino allIVA sul prodotto finito). Labolizione delle imposte sui prodotti comporterebbe per effetto della concorrenza una rapida caduta dei prezzi dei beni e pertanto una correlata rivalutazione della massa monetaria che, se presumiamo una discesa dei prezzi alla metà, raddoppierebbe di valore. Ciò consentirebbe allo Stato di effettuare un prelievo straordinario sulla moneta senza ledere i diritti di nessuno anzi evitando sperequazioni tra chi possiede moneta e che invece possiede beni poiché questi ultimi vedrebbero ingiustamente dimezzare le proprie risorse. Daltra parte un prelievo straordinario del 50% del valore della moneta riporterebbe i conti in equilibrio poiché con la nuova moneta dimezzata si potrebbe acquistare la stessa quantità di beni ottenibile prima della riforma. Con il ricavato del prelievo straordinario lo Stato può remunerare il debito pubblico e liquidare una serie di strutture che nella nuova società della fiscalità monetaria diventano del tutto inutili, concedendo agli addetti a tali strutture un adeguato trattamento pensionistico che tenga conto in maniera equa del lavoro svolto e dei contributi versati da ciascuno.
E necessario a questo punto istituire la fiscalità monetaria vera e propria. Annualmente dal totale della massa monetaria viene detratta una quota pari al totale delle spese dello Stato previste per lanno di competenza. Se consideriamo che attualmente il totale delle tasse pagate dagli italiani ammonta a circa 900 mila miliardi, vediamo che sarebbe sufficiente un prelievo del 12% sul totale della massa monetaria per garantire il pagamento di tutti i costi attuali. In verità, anche con lintroduzione del reddito di cittadinanza non sarebbe necessaria una somma così ingente per mantenere quello che resta delle strutture dello Stato. Sarà infatti possibile abolire parte consistente delle strutture di controllo fiscale poiché la fiscalità monetaria rende impossibile levasione dellimposta. Infatti, posto che il mancato pagamento dellimposta mette fuori corso legale le banconote che non fossero opportunamente marcate dallautorità monetaria tutti avrebbero interesse ad assoggettarsi allimposta per evitare di perdere lintero capitale. Daltra parte in breve tempo le nuove tecnologie sostituiranno alla moneta cartacea quella elettronica ed in tale ottica il prelievo fiscale sarà estremamente agevole ed oltretutto potrà essere effettuato con periodicità tale da renderlo praticamente irrilevante per chiunque (ad esempio un prelievo del 10% su base annua diviene un po meno dello 0,8 su base mensile). Sarà quindi possibile non solo abolire quasi tutti gli enti preposti al controllo fiscale ma anche e soprattutto tutti gli adempimenti che oggi gravano sulle imprese e sui cittadini sottraendo loro tempo e risorse preziose.
Lintroduzione del reddito di cittadinanza che, come già riferito in altro capitolo deve essere erogato a tutti i cittadini dello Stato, indipendentemente dalla loro condizione economica e sociale, graverebbe sul bilancio dello Stato per non più di 360 mila miliardi allanno. Infatti, considerando che a valori monetari correnti unerogazione di £ 1.000.000 sarebbe sufficiente per garantire il soddisfacimento dei bisogni primari oggi considerati tali, con la nuova moneta dopo la riforma sarebbe sufficiente unerogazione in valori monetari di £ 500.000 mensili per garantire la possibilità di acquistare la stessa quantità di beni oggi ottenibile con un milione di lire. Altri 200 mila miliardi (che corrispondono a 400 mila di oggi) sarebbero più che sufficienti a garantire la copertura dei costi delle altre spese essenziali della cosa pubblica, quali la difesa, la polizia, la sanità, un fondo per opere straordinarie e per la solidarietà e quel minimo di strutture amministrative necessarie per la tutela del territorio e del patrimonio culturale ed artistico della collettività. Attualmente tutte queste funzioni gravano per importi di gran lunga inferiori sul bilancio dello stato dei 400 mila miliardi (a valori correnti) ipotizzati.
Il reddito ipotizzato di £ 1.000.000 a valori correnti a persona sarebbe più che sufficiente a garantire il soddisfacimento dei bisogni primari per tutti i cittadini. Infatti una famiglia media, composta di quattro persone, usufruirebbe di un reddito di £ 4.000.000 mensili, a valori correnti, oltre agli eventuali redditi da lavoro che vanno a sommarsi al reddito di cittadinanza. E ovvio che lincremento della capacità produttiva del paese può comportare anche un incremento del reddito di cittadinanza. La misura di tali incrementi sarà loggetto del dibattito politico di domani. Occorre però fare molta attenzione al livello della bilancia dei pagamenti. Infatti un aumento del deficit della bilancia dei pagamenti può comportare la necessità di una diminuzione del reddito di cittadinanza per stimolare un incremento della produzione e la tendenza al riequilibro dei conti con lestero, mentre al contrario un forte attivo della bilancia può consentire un incremento del reddito pro capite.
Il reddito di cittadinanza dovrà essere impignorabile e non assoggettabile a garanzie da parte di terzi almeno per il tempo per il quale deve garantire la sopravvivenza della persona. Esso sarà pure incedibile a terzi ed occorrerà sanzionare in maniera severa tutti i trucchi che saranno escogitati per aggirare il divieto di negoziazione dellemolumento.
Sarebbe, quindi, sufficiente un prelievo annuo sulla massa monetaria dell8% (equivalente ad un prelievo mensile di poco più dello 0,6%) per garantire il reddito di cittadinanza a tutti i cittadini residenti nello stato ed il pagamento degli oneri dello Stato. Ovviamente le attività economiche ne avrebbero grandissimo beneficio poiché, svincolate dai pesanti gravami per le tasse, le imprese tornerebbero ad essere competitive in qualunque settore.
Limposizione fiscale sulla monete, oltretutto, indurrebbe gli investitori a farla circolare con la massima rapidità accelerando gli investimenti allo scopo sia di guadagnare di più sia di pagare meno tasse sul capitale monetario fermo. Questo generale aumento della velocità di circolazione del denaro non indurrebbe inflazione poiché al contempo aumenterebbe in misura rilevantissima la quantità di beni in circolazione che produce una tendenza al ribasso dei prezzi ed allo stesso tempo diminuirebbe in maniera consistente leffetto moltiplicatore indotto dal sistema bancario. Lautorità monetaria dovrebbe a quel punto decidere se mantenere costante la massa monetaria, generando una discesa dei prezzi sino al limite dei costi di produzione e dellutile di impresa ovvero incrementarla in funzione dellincremento della popolazione e dellaumento dei beni prodotti mantenendo costanti i prezzi.
Uneccessiva discesa dei prezzi, al di sotto dei costi di produzione, potrebbe infatti indurre crisi nei settori produttivi interessati generando successivamente una risalita dei prezzi per la scarsità dellofferta causata dalla chiusura di un numero eccessivo di stabilimenti di produzione, mentre un eccesso di massa monetaria potrebbe innescare fenomeni inflattivi soprattutto in coincidenza con periodi di contrazione della domanda globale. Questo tipo di scelte saranno oggetto del dibattito politico della nuova società che nascerà dallintroduzione della fiscalità monetaria. Un ulteriore effetto positivo dellintroduzione del reddito di cittadinanza sarà la inutilità della contrattazione collettiva nei rapporti lavorativi. Avendo infatti assicurato a tutti i cittadini il soddisfacimento dei bisogni primari, e quindi la loro liberazione dalla schiavitù del bisogno, ciascuno potrà liberamente contrattare la propria capacità lavorativa senza sottostare al ricatto della necessità. E ovvio che labolizione degli oneri che gravano attualmente sul lavoro produrrà da un lato una contrazione del costo globale del lavoro (che oggi è costituito per circa il 60% da oneri contributivi e tasse) dallaltra un incremento dei salari medi a causa della rarefazione dellofferta di lavoro sul mercato. Daltra parte abbiamo visto come la produzione nella società contemporanea tende ad espellere dal processo produttivo gli schiavi produttori per sostituirli con le macchine ed il reddito di cittadinanza è lo strumento per accelerare la scomparsa degli schiavi produttori e la loro sostituzione con le macchine.
Agli uomini è riservato il compito di creare attraverso il pensiero e lazione la ricchezza del mondo. Sarà la creatività, caratteristica propria degli uomini liberi, la qualità più ricercata e meglio remunerata nel mercato del lavoro di domani.
Daltronde già oggi il PIL è determinato per la maggior parte dal lavoro autonomo alla cui base cè appunto la creatività e la fantasia di ciascuno.
NOTE
(14) La fiscalità monetaria è un'idea originale di N. G. Bellia alle cui opere rimando per un approfondimento sul tema. Il sistema da lui ideato e che si fonda sulla fiscalità monetaria, sulla libertà d'impresa e sul reddito di cittadinanza è stato denominato dall'autore "Antropocrazia", ovvero governo dell'uomo, la cui liberazione è l'unico obiettivo del sistema.
Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate a vicenda: amatevi luno con laltro come io ho amato voi.
(Vangelo secondo Giovanni 13,34)
Se ciascun essere umano si comportasse realmente da uomo libero anche solo per unora al giorno la Potenza morirebbe in brevissimo tempo. Lessere della Potenza si fonda infatti sulla rassegnazione alla schiavitù, sulla assenza del pensiero sullalienazione collettiva, in altri termini sulla mancanza di libertà. Sulla mancanza del senso della libertà, sulla mancanza dellamore per la libertà. Tutto ci ricorda che siamo schiavi, che tali siamo nati e come tali moriremo. Tutto ci distoglie dal pensiero ci abbrutisce in una vita allinseguimento di miraggi irraggiungibili circondati dai nemici della libertà e della dignità umana. La menzogna, la crudeltà, la disonestà, lavidità sono i principali idoli che ci vengono quotidianamente proposti. Levasione è consentita solo a mezzo delle droghe moderne che inducono altro abbrutimento, altre menzogne, altra disonestà, altra avidità. Tutto ad un ritmo esasperato per evitare che luomo possa pensare alla propria condizione e reclamare la propria dignità, la propria umanità, la propria libertà.
E giunta lora di ribellarsi ed eliminare la Potenza dalla terra.
Per ottenere ciò non è necessario né fondare un nuovo partito, né alcuna altra forma di organizzazione politica o sociale. Ogni struttura verrebbe spazzata via dalla Potenza, migliaia di leggi le si rovescerebbero addosso, una marea di schiavi verrebbe indotta a portarle le armi contro.
Lunico strumento possibile per combattere efficacemente e vincere la battaglia in breve tempo è il pensiero.
La Potenza ha il terrore del pensiero ed essa ostacolerà in ogni modo la diffusione di queste idee, ma contro di esse la Potenza non può nulla. Lumanità è pronta da tempo a questo grande salto in una società a misura duomo: dobbiamo solo diffondere lidea che questo è possibile e subito. Dobbiamo ridare la speranza e la gioia di vivere ai milioni di persone che lhanno perduta ed a tutti quelli che la stanno per perdere. Con la serenità che ci restituisce la speranza dobbiamo diffondere questa idea, magari anche solo coltivando la speranza dentro di noi ed accarezzando lidea della libertà. Quando è giunto il momento le idee giuste si diffondono ad una velocità che neppure il despota più feroce riesce ad arginare.
Ebbene, è giunto il momento. Non dobbiamo aspettare un minuto di più. E lecito coltivare la speranza, è lecito credere nella libertà, è lecito pensare ad un mondo in cui al primo posto siano il diritto alla vita e la libertà, in cui i valori siano lonestà, la temperanza, la creatività e lamore. Nessuno potrà essere accusato di alcun delitto per aver diffuso questa speranza e queste idee e però, allo stesso tempo, la loro diffusione provoca ogni giorno la distruzione di un pezzo della Potenza. E inutile chiedere agli uomini della politica di attuare questo programma. Non saranno loro a farlo poiché segnerebbe la loro fine. Cercheranno di mettere tutto a tacere questi moloch della Potenza, ovvero di coprire tutto di ridicolo o di vergogna. Non dobbiamo avere alcuna preoccupazione. Duemila anni fa hanno fatto lo stesso con Cristo ed i primi cristiani. Però quel verbo si è diffuso come un lampo in tutto il mondo di allora nonostante tutte le repressioni, le ingiurie, le diffamazioni perpetrate in suo danno. Se questidea è giusta si diffonderà nello stesso modo a velocità di gran lunga maggiore, poiché la comunicazione oggi viaggia sui computers mentre allora disponeva al massimo di un asinello. Il pensiero è larma più potente di cui luomo dispone. E del tutto inutile oltre che dannoso utilizzare altre armi, soprattutto perché la Potenza ne dispone di numerose e sofisticate e ben utilizzate dagli schiavi che ne ha addestrati alluso. Nella società della libertà non cè posto per la violenza che è la prima nemica della libertà né per alcuna forma di prevaricazione e di potere delluomo sulluomo. Per questa ragione non è possibile creare alcuna forma di organizzazione concreta che indurrebbe certamente la Potenza a scatenare la reazione di qualche suo adepto generando a sua volta una spirale di violenza. Daltra parte la società della libertà è la società delletica e del diritto e non è certo possibile fondarla cominciando con il violare le regole del diritto e delletica.
Basta riflettere su sé stessi per unora al giorno ed allo stesso tempo comportarsi realmente da esseri liberi per distruggere la Potenza. Come? Pensate a tutto ciò che vi circonda e che ritenete vi renda schiavi e rifiutatelo anche se fosse solo per unora al giorno.
La Potenza ha utilizzato la tecnica per distruggere il pensiero e con esso la possibilità della sua fine. La tecnica (id est la scienza) ha presuntuosamente assunto il ruolo di nuova teologia ed ha proclamato la morte di Dio e della filosofia.
Paradossalmente saranno proprio la filosofia e la religione a salvare la tecnica e la scienza dal processo di distruzione che esse hanno innescato e che non riescono più a controllare.
NOTE
(15) Il cristianesimo si diffuse a macchia d'olio sconfiggendo il più potente impero allora esistente sulla terra senza armare una sola coorte: se i cristiani avessero tentato di imporsi armando legioni sarebbero stati spazzati via in poco tempo.
(16) "Io sostengo una opposizione mentale, e dunque morale all'ingiustizia. Cerco con tutte le mie forze di ottundere l'affilatura alla spada del tiranno, ma non contrapponendo ad essa un'arma più affilata, bensì deludendo la sua aspettativa di una resistenza fisica da parte mia. La resistenza morale che io opporrò servirà a disorientarlo. Dapprima lo frastornerà, e alla fine lo costringerà al riconoscimento dell'ingiustizia, riconoscimento che non lo umilierà, anzi lo nobiliterà. Si potrà sostenere che di nuovo ci si pone nel regno dell'ideale. E in realtà è così. I principi da cui ho ricavato le mie convinzioni sono veri quanto lo sono le definizioni di Euclide, che non perdono di verità perché nella pratica non si è neppure in grado di tracciare una linea euclidea su di una lavagna. Malgrado ciò perfino per uno studioso di geometria è impossibile andare avanti senza tenere presenti le definizioni di Euclide." (M. K. Gandhi.)
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