desimone

Manifesto della libertà

lineamenti di una filosofia della liberazione


 

COSCIENZA E AMORE

L’uomo, ossia la coscienza umana, è quindi l’interiorità silenziosa dell’eterna libertà giunta a sé stessa; la singola coscienza umana non è che la base della coscienza assoluta o universale.

(F. W. J. Schelling)

 

La Potenza deve agire principalmente sulle coscienze al fine di allontanare da sé il pericolo che lo spirito di libertà prenda il sopravvento. Per questa ragione, come abbiamo visto, il contenuto della coscienza degli schiavi produttori è composto del nulla generato dal nichilismo della Potenza.

Questo nulla si esprime in modi suadenti, accattivanti, assumendo forme apparentemente liberatorie ma che in realtà vincolano le coscienze sempre di più al giogo principale, quello della necessità. Le democrazie rappresentative dell’Occidente mostrano in maniera convincente la loro attitudine a tutelare le libertà di tutti mentre è proprio il sistema di delega senza vincolo per il delegato e comunque l’esercizio del potere che ne consegue ad essere profondamente antidemocratico. E ciò indipendentemente dalle maggiori o minori capacità dei delegati poiché ciò che è contrario all'effettiva libertà di tutti è proprio l’esercizio del potere. In concreto, poi, i delegati sono meno liberi dei deleganti poiché anch’essi schiacciati dal meccanismo di produzione del potere al quale sono asserviti. Al di là delle espressioni formali di democrazia delle società occidentali, la sostanza è che il voto non è altro che un simulacro che non consente alcuna effettiva possibilità di espressione.

Oltretutto l’organizzazione delle strutture politiche dei prodotti-produttori genera una produzione di rapporti politici in tutto simile a quello delle altre merci. In questa ottica la politica si libera progressivamente dei suoi simulacri ideologici e di valori per esprimere la sua essenza di mero esercizio della coercizione dell’uomo sull’uomo. La scelta dell’uomo politico è del tutto irrilevante rispetto al rapporto, poiché egli non potrà che esprimere questa essenza della politica, fenomeno ben noto a tutti coloro che sono stati eletti in una qualche assemblea rappresentativa. Indipendentemente dalla loro buona volontà, la loro coscienza è schiacciata dal meccanismo di produzione di potere della politica.

 

Gli idoli generati dalla Potenza per l’asservimento degli uomini sono vuoti miraggi. Per gli uomini asserviti alla Potenza essi assumono, però, la stessa forza dei valori, poiché nell’ottica nichilista anche i valori appaiono generati dal nulla e proiettati nel nulla. La ricchezza è un mezzo, il sesso un piacere, la droga una follia, che non sono valori in sé ma assumono rilevanza diversa in funzione dei valori cui l’uomo fa riferimento. Nella civiltà dell’Occidente, invece, essi sono divenuti valori in sé, non importa se positivi o negativi poiché il segno muta a seconda dei gruppi, delle epoche, delle mode. Per la Potenza ciò che conta è il rovesciamento del mezzo a fine, è la considerazione di un non-valore come valore purché persegua lo scopo dell’asservimento dell’uomo alla necessità. Noi crediamo di cercare la via della nostra liberazione seguendo non-valori che generano il nostro totale asservimento alla necessità e, quindi, alla Potenza.

Persino la droga assume l’aspetto di una via di liberazione dall’ansia della civiltà dell’Occidente. Ma perseguire questa via comporta l’asservimento alla necessità fisica di essa e dei mezzi per procurarsela generando la totale riduzione in schiavitù di chi la segue.

Nella società dell’Occidente uno spirito può mantenersi libero solo non svolgendo alcun'attività produttiva. Ciò è possibile solo per pochi avventurosi, qualche artista, i poeti, i barboni. Per tutti costoro, comunque, la voluta emarginazione dalla società è di giorno in giorno più difficile, poiché trovano sempre più spesso anime pie che vogliono redimerli e riportarli sulla strada del lavoro, del guadagno o della sicurezza e sempre meno ambienti fisici dove far spaziare il proprio senso di libertà.

Ma per la grande maggioranza degli uomini gli spazi di libertà si riducono ai rari momenti di creatività faticosamente sottratti all’enorme massa di doveri che occupano il loro tempo.

La capacità d'espressione dello spirito libero da ogni costrizione, si riduce a mano a mano che la potenza degli idoli della produzione si estende a tutti gli aspetti della vita del pianeta. La pressoché totale mancanza di creatività dell’arte moderna è una delle più evidenti conseguenze del restringimento di questi spazi d'espressione dello spirito.

 

La libertà nasce dal pensiero. Essa è la misura del grado d'umanità di ciascuno di noi. Solo nella libertà è possibile l’amore, che nella schiavitù o nella costrizione diviene parola priva di senso. L’amore è la compiuta realizzazione dell’umanità e solo nel massimo grado di libertà ogni essere può esprimere la propria capacità d'amare. L’amore-per-la-potenza è possesso, l’amore-per-la-libertà è dedizione e comprensione. Nella logica della produzione della Potenza, l’amore è vissuto come uno scambio: ti amo e mi dedico a te se - e solo se - tu fai altrettanto o di più. Nella civiltà della libertà, l’amore è pura dedizione senza alcun corrispettivo: ti amo perché ne ho desiderio e trovo in tale amore la fonte della mia soddisfazione e di una mia elevazione. Il concetto stesso di corrispettivo nell’amore ne distorce la natura, ne modifica radicalmente l’essenza.

I giuristi affermerebbero che siamo in presenza di uno sviamento della causa dell’atto. Il concetto di corrispettivo è proprio di un contratto di vendita: ti do’ una cosa in cambio di un’altra cosa (o una somma di denaro). Il corrispettivo trasforma l’amore in un contratto di vendita. Se pretendo che in cambio del mio amore io debba ricevere una pari quantità di amore o di altre utilità o, peggio, di denaro, io sto semplicemente vendendo qualcosa in cambio di qualcos’altro. E’ evidente che tale concezione dell’amore è propria della società schiavistica fondata sul nichilismo. Lo schiavo pensa a se stesso come ad una cosa che può essere comprata e venduta; allo stesso modo, tutti i suoi sentimenti possono essere comprati e venduti. Lo schiavo prova il sentimento con tutta la sua forza dirompente, lo sente irrompere nella propria vita in maniera a volte devastante, ma non ne riesce a cogliere l’essenza liberatoria. Se non riesce a reprimerlo, lo razionalizza e lo svilisce al livello della propria condizione inumana di schiavo e allora esige un corrispettivo poiché quel sentimento gli appare come una sua propria modalità al pari della sua capacità lavorativa e delle altre facoltà del suo corpo e della sua mente che sono sempre oggetto di contratto. Molte persone non riescono a razionalizzare il sentimento che provano e ciò li porta o verso la liberazione dalla schiavitù se riescono ad esprimerlo in forma di amore-per-la-libertà o verso una profonda depressione e a volte verso la morte. L’amore ha, infatti, una forza grandissima che è capace di travolgere tutte le deboli difese della razionalità cosciente in un istante. Nella civiltà del nichilismo l’irruzione dell’amore è quella più imprevedibile e pertanto, allo stesso tempo, quella più temuta. Essa è insieme l’imprevedibilità più desiderata, poiché nel fondo di ogni anima c’è il desiderio profondo della liberazione dal giogo del nichilismo. L’amore provoca una rivoluzione totale nell’animo dell’uomo e persino nel suo corpo: non c’è nulla di più dirompente nella vita di una persona che non l’irruzione dell’amore. L’amore è comunemente vissuto come un’esperienza totalizzante: l’amore è per sempre, l’amore è unico, l’amore è eterno. Di fronte ad esso il tempo e lo spazio, queste cariatidi del nichilismo, impallidiscono sino a svanire, il potere viene annullato, i moloch della potenza indietreggiano inorriditi. Di fronte all’amore, l’antinomia tra essere e niente svilisce sino a scomparire; l’essere nell’amore vive la pienezza di sé, l’eternità del proprio sentimento, l’immenso come stato, la profondità come condizione, l’intensità come dimensione. Il coinvolgimento di chi ama, indipendentemente dalla direzione - non l’oggetto! - del suo amore, è talmente radicale che spesso il corpo fisico è sentito come totalmente inadeguato, pur nel suo totale coinvolgimento, a vivere questa esperienza. L’esperienza dell’amore è sempre accompagnata da una grande creatività, indice di come sia potente lo spirito di libertà nell’amore. Le persone più compassate e più grigie si trasformano, nell’esperienza d’amore, in tanti poeti, cantori, artisti dotati di una vena inesauribile e sollecitano le energie più riposte e la fantasia più sfrenata pur di placare, fosse pure per un solo istante, quella sete inestinguibile che sentono ardere dentro di sé. L’espressione più comune di chi ha vissuto un’esperienza d‘amore è: "vedo il mondo in maniera totalmente diversa". Nell’amore, tutti i valori riacquistano il loro equilibrio, la felicità diviene la condizione permanente, la gentilezza e il sorriso le espressioni più usuali. L’amore è un’esperienza comune a tutti gli esseri viventi, quindi tutti hanno la possibilità di liberarsi dagli idoli della potenza.

L’amore è, dunque, una pura realizzazione dello spirito di libertà ed è quindi, in tal senso, un nemico mortale della Potenza. Per esorcizzare questo avversario gli idoli della Potenza conoscono un solo modo: distorcerne la natura. Di fronte all’essere nell’amore, vengono posti come falsi obbiettivi gli oggetti dell’amore: l’amore si trasforma così in desiderio di possesso e stravolge la propria natura di alfiere della libertà. Nel possesso, infatti, il significante è il dominio dell’oggetto posseduto che annichilisce l’essere distogliendolo da sé. Il possesso è nemico dello spirito di libertà, poiché in esso il posseduto è meramente oggettivizzato e la sua individualità si perde in colui che possiede. Quante incomprensioni, quanti odi, quanti sentimenti opposti all’amore nascono dalla sua oggettivazione! Quante volte l’amante deluso dice dell’altro: "non ti ho mai conosciuto"; in realtà gli dice: "non ti ho mai amato", poiché l’amore è pura comprensione e questa è possibile solo nella conoscenza. E’ Diotima di Mantinea che inizia Socrate alla conoscenza d’amore. "Chi sia stato educato fin qui nelle questioni d’amore attraverso la contemplazione graduale delle diverse bellezze, giunto che sia ormai al grado supremo dell’iniziazione amorosa, all’improvviso gli si rivelerà una bellezza meravigliosa per sua natura, quella stessa in vista della quale ci sono state tutte le fatiche di prima : bellezza eterna, che non nasce e non muore, non s’accresce e non diminuisce, che non è bella per un verso e brutta per l’altro, né ora sì e ora no ; né bella o brutta secondo certi rapporti; né bella qui e brutta là né come se fosse bella per alcuni ma brutta per altri. In più questa bellezza non gli si rivelerà con un volto né con mani, né con altro che appartenga al corpo, e neppure come concetto o scienza, né come risiedente in cosa diversa da lei, per esempio in un vivente, o in terra, o in cielo, o in altro, ma come essa è per sé e con sé, eternamente univoca, mentre tutte le altre bellezze partecipano di lei in modo tale che, pur nascendo da esse o perendo, quella non s’arricchisce né scema, ma rimane intoccata" (Platone, Simposio, XXIX).

 

E’ un caso che sia stata una donna, sia pure con profondo scetticismo, ad iniziare all’amore Socrate, il più grande pensatore intorno alla libertà dell’uomo, giunto sino all’estremo sacrificio pur di non rinunziare alla libertà del proprio pensiero ?

Direi proprio di no. Quanti uomini sono stati salvati dal loro delirio di (onni)Potenza dall’amore di una donna! Nello spirito femminile il senso dell’amore è molto più sviluppato che in quello maschile ed è questa una delle ragioni per cui nella storia della Potenza le donne hanno avuto una parte marginale. Le società matriarcali, d’altra parte, si fondavano sulle relazioni e non sul potere, e non a caso sono scomparse nel momento in cui sulla terra è apparsa la neonata Potenza. In questo senso, se il femminismo comporta l’affermazione dello spirito femminile, e quindi dello spirito d’amore nel mondo, esso è un ulteriore strumento per la liberazione dell’umanità, ma se deve essere un modo per asservire anche il femminile agli idoli della Potenza allora anche il femminismo sarà destinato a scomparire.

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