"Dialoghetto a tre voci" sull'economia, gli interessi,
l'inflazione e il mondo-che-non-c'è
Personaggi:
- BANConiglio
- Alice
- Il Cappellaio Matto
Con la partecipazione straordinaria di
- Zenone
E l'intervento provvidenziale di
- Peter Pan
********************************
- BANConiglio: E io ti dico che è giusto, legittimo,
doveroso e sacrosanto da parte tua pagare alla mia Banca gli interessi
che ti ho richiesto e non un soldo di meno!
- Il Cappellaio Matto: Ma nemmeno per sogno, mica sono matto
a ridarti dei soldi che non ho mai preso!
- BANConiglio: Che tu li abbia presi o meno è faccenda
che non mi riguarda! Tu comunque mi devi il denaro e gli interessi.
- Il Cappellaio Matto: Ma se non lo avevi nemmeno quel denaro!
- BANConiglio: E che c'entra? Che io l'avessi o non l'avessi
nemmeno ti riguarda. Se solo l'avessi voluto prendere ne avresti
avuta la disponibilità. Per questo comunque mi devi pagare.
Signorina Alice, la prego, lei che è una personcina ragionevole,
lo convinca che è meglio per lui pagare quello che deve alla
Banca senza fare tutte queste storie!
- Il Cappellaio Matto: Non ci penso nemmeno, nessuno mi convincerà
mai a fare una cosa tanto assurda, restituire ciò che non
ho mai preso! Signorina Alice, la prego, lo convinca piuttosto dell'assurdità
della sua pretesa!
- Alice: Non ho capito assolutamente nulla di quello che
avete detto finora. Spiegatemi di cosa state discutendo.
- BANConiglio: Ecco glielo spiego io. Il signor Cappellaio
Matto è venuto in banca ed ha chiesto un prestito che noi
gli abbiamo concesso. Adesso non vuole pagare gli interessi sul
prestito, tutto qui. Eppure quando è venuto ha sottoscritto
tutte le clausole in cui era ben specificato che gli interessi decorrevano
dal momento della sottoscrizione del contratto. Non vorrà
mica che adesso gli facciamo causa per recuperare quello che ci
è dovuto per legge.
- Alice: Beh signor Cappellaio, la richiesta del signor Banconiglio
non mi sembra affatto irragionevole. I prestiti vanno restituiti
e si sa che ci si pagano gli interessi. E poi lei ha firmato un
contratto
.
- Il Cappellaio Matto: No, no, signorina Alice. Adesso le
spiego io come sono andate le cose realmente. Allora, io sono andato
in Banca a chiedere un finanziamento per fare una produzione assolutamente
rivoluzionaria, una fabbrica di cappelli per persone senza testa
- Alice: Oddio, questa mi sembra davvero una cosa strana!
Che ci fa una persona senza testa con il cappello?
- Il Cappellaio Matto: Beh il mondo è pieno di persone
senza testa e lo spettacolo che offrono è davvero imbarazzante.
Con il cappello l'estetica generale migliorerebbe di molto!
- BANConiglio: In effetti è questa la ragione per
cui la Banca ha erogato il finanziamento. Se le persone senza testa,
che sono indubbiamente una maggioranza, scoprono che con i cappelli
appaiono più belle, si precipiteranno a comprarli e noi guadagneremo
molti soldi. Appunto gli interessi che il signor Cappellaio Matto
ci deve.
- Alice: E' pur vero che c'è molta gente senza testa
nel mondo! Così come lo descrivete mi sembra proprio un buon
affare, anche se c'è qualcosa che non mi torna. Ma sarà
per il fatto che capisco poco di economia. Comunque il problema
rimane, signor Cappellaio Matto, la Banca le ha dato i soldi e adesso
li vuole in restituzione. Anche io se le prestassi il mio ombrello
poi lo rivorrei indietro.
- BANConiglio: Ben detto signorina Alice, l'ho sempre sostenuto
che lei è persona davvero intelligente e comprensiva!
- Il Cappellaio Matto: Mi faccia finire così capirà
bene da che parte sta la ragione e il torto. Allora dicevo che ho
chiesto il finanziamento per costruire questo stabilimento. Ho presentato
il progetto e loro l'hanno ritenuto molto interessante e mi hanno
fatto firmare un sacco di carte per un mutuo a medio termine, il
che vuol dire che loro si impegnavano a darmi i soldi per fare lo
stabilimento e io a restituirglieli con i miei guadagni. Il fatto
è che la costruzione dello stabilimento non è nemmeno
iniziata e io i soldi non li ho mai visti
.
- Alice: Ah e perché? Che cosa è successo?
- Il Cappellaio Matto: Beh in effetti nel progetto c'è
un piccolo difetto, ed è il fatto che una persona senza testa
non sa dove metterlo il cappello!
- Alice: Ah ecco cos'era che non mi quadrava! Ma come fa
una banca tanto seria e accorta come la sua a finanziare un progetto
così strampalato?
- BANConiglio: E perché strampalato? Il mercato c'è
perché le persone senza testa sono tante, l'imprenditore
pure, perché il Cappellaio Matto sarà matto ma i cappelli
li sa fare, il prodotto anche e senza limiti poiché se una
persona è senza testa gli puoi fare il cappello nella foggia
che ti pare, quindi i guadagni sono assicurati. E poi queste sono
questioni che riguardano il rischio d'impresa mica la Banca, che
si limita a finanziare il progetto se questo può fornire
un guadagno. E infine il signor Cappellaio Matto era fornito di
ben solide garanzie e questo era sufficiente alla Banca per erogare
il prestito.
- Alice: Capisco. E' ben vero anche questo, le questioni
della produzione riguardano l'imprenditore non la Banca che presta
i soldi. Però dice il signor Cappellaio Matto che lui i soldi
non li ha nemmeno visti
.
- BANConiglio: Questo non c'entra niente. Lui avrebbe potuto
prenderli solo se avesse voluto, poiché noi glieli abbiamo
messi a disposizione e se vuole può ancora prenderli. Che
li abbia presi o meno è irrilevante, lui ci deve lo stesso
le rate per il capitale e gli interessi.
- Alice: Ma se non li ha presi perché mai dovrebbe
ridarveli? Cosa vi deve restituire se non ha preso niente da voi?
- BANConiglio: Cara signorina Alice, adesso le spiego bene
come funziona. La Banca ha messo a disposizione del sig. Cappellaio
Matto la somma che egli ha richiesto e per questo deve essere remunerata
dal pagamento dell'interesse. Se egli non l'avesse richiesta ci
sarebbe stato un altro imprenditore che avrebbe chiesto un finanziamento
e la Banca avrebbe guadagnato i suoi interessi lo stesso. Quindi
il Cappellaio Matto deve pagare.
- Alice: Beh, in effetti se io le metto a disposizione il
mio ombrello non posso prestarlo ad altri, e se abbiamo convenuto
un prezzo poi me lo deve anche se c'è il sole e l'ombrello
non le serve più.
- Il Cappellaio Matto: A proposito di ombrelli, le Banche
sono quelle che ti prestano insistentemente l'ombrello quando c'è
il sole e lo vogliono subito indietro come comincia a piovere! Comunque,
se fosse così lei avrebbe ragione, signorina Alice. Se lei
perde la disponibilità di una cosa io devo onorare il mio
impegno di pagarla anche se non mi serve più. Il fatto è
però, che la Banca non possiede i soldi che mette a disposizione
e quindi non perde nulla nel farlo a differenza di lei che se presta
a me l'ombrello non può prestarlo ad altri. Peraltro mi chiedevo
chi sarebbe disposto a pagare per avere un ombrello quando c'è
il sole
.
- Alice: Già, è pur vero anche questo, chi
sarebbe così matto da pagare per una cosa che non serve a
niente? Però qui il caso è diverso, la Banca avrebbe
potuto prestare il suo ombrello, ovvero i soldi, a chi in quel momento
si trovava sotto la pioggia, ovvero ne aveva bisogno. Il fatto di
averli messi a sua disposizione glielo ha impedito.
- Il Cappellaio Matto: Ma non funziona così! La Banca
crea il denaro che mette a disposizione, non lo prende da nessuna
parte. Quindi come l'ha creato per me avrebbe potuto crearlo per
chiunque altri gliel'avesse chiesto. Quindi la Banca non ha perduto
proprio nulla.
- Alice: Non capisco, mi spieghi meglio. La Banca non possiede
il denaro che presta e lo crea al momento? Oh bella, che cos'è
questa cosa strana? Come sarebbe a dire che lo crea, stampano le
banconote, forse o estraggono l'oro dalle miniere?
- BANConiglio: Ma no signorina Alice, le Banche esercitano
la funzione del credito e nel concedere un prestito le concedono
la disponibilità ad usare del denaro. Se poi lei lo usa davvero
la Banca pagherà a tutti quelli che li presenteranno gli
assegni tratti dal conto corrente. L'oro è meglio che se
ne stia sotto terra, ovvero nei forzieri della Banca, e non c'è
affatto bisogno di stampare banconote quando sono gli stessi correntisti
a farlo emettendo assegni.
- Alice: Ma allora la Banca non possiede il denaro che presta?
Oddio che confusione che mi avete fatto venire in testa! La Banca
pretende di essere pagata per aver fatto una cosa che non ha fatto,
cioè insomma, per aver prestato del denaro che non possiede
e che non è stato preso perché in realtà non
esiste ma che esisterebbe se il cliente lo prendesse e lo spendesse.
E' così?
- BANConiglio: Certamente, proprio come l'ha descritto adesso!
- Alice: Ma è assurdo! Come potete pretendere che
la gente vi paghi per quello che NON date? E quando glielo date
è perché non è fatto da voi ma da quelli cui
lo date? Ma che follia è mai questa?
- Il Cappellaio Matto: Oh è semplice, si tratta dell'economia
del debito. Il sistema bancario funziona in questo modo, non lo
sapeva signorina Alice? Eppure a tutti quelli che vanno in Banca
succede questa stessa medesima cosa
- Alice: Ma è il rovescio di quello che suggerirebbe
il buon senso, non capisco come sia possibile
- Il Cappellaio Matto: Infatti, qui siamo dietro lo specchio
e si sa che tutto qui funziona al contrario. Solo che la gente non
s'è accorta che mentre stava al lavoro qualcuno li aveva
traghettati nel mondo al rovescio
- BANConiglio: Io esigo comunque il pagamento. C'è
un contratto e c'è una legge, e abbiamo avvocati che sosterranno
le nostre ragioni e giudici che ci daranno ragione e condanneranno
il signor Cappellaio Matto a pagare quello che ci deve!
- Alice: Ma voi siete peggio degli usurai! Almeno quelli
rischiavano del proprio quando facevano un prestito ed esigevano
un interesse. Voi non rischiate proprio nulla!
- BANConiglio: Come no, la Banca mette a repentaglio il proprio
prestigio se non recupera i soldi che presta e non si fa pagare
l'interesse. E poi verrebbe meno la funzione del credito che è
il vero motore dell'economia. Senza il credito tutto si fermerebbe,
e se la gente potesse emettere da sé la moneta dopo poco
tempo ci sarebbe un'inflazione incontrollabile e il mondo andrebbe
a catafascio!
- Alice: Ma l'inflazione c'è lo stesso! Oggi io devo
pagare il doppio di quello che pagavo dieci anni fa per avere le
stesse cose. Non è questa l'inflazione?
- BANConiglio: Certamente, ma noi la controlliamo e la rendiamo
sopportabile. Senza le banche e la funzione del credito nessuno
la potrebbe controllare.
- Alice: A che mi serve il vostro controllo se comunque il
devo sempre pagare il doppio?
- BANConiglio: Sì ma lei guadagna anche il doppio,
quindi non cambia nulla.
- Alice: Però non capisco che senso abbia tutta questa
storia. Se non cambia nulla, allora perché cambiare? Insomma,
perché devo pagare il doppio quando sarebbe più semplice
che le cose avessero lo stesso prezzo nel tempo? In questo modo
potrei contare sul fatto di guadagnare una cifra e di essere sicura
di quello che mi serve per vivere e quello che posso spendere per
divertirmi. Invece così ogni giorno ho qualche sorpresa,
c'è sempre qualcosa il cui prezzo è aumentato e io
mi trovo senza soldi in tasca.
- BANConiglio: Dovrebbe essere più accorta con i suoi
risparmi, signorina Alice. Comunque con l'inflazione le Banche non
c'entrano nulla
.
- Alice: Ma se lei stesso ha detto poco fa che senza le banche
l'inflazione sarebbe incontrollabile! E' possibile che prima dice
una cosa e poi esattamente il suo contrario?
- BANConiglio: Questo è vero, ma volevo dire che non
sono le Banche che creano inflazione, ma il fatto che molta gente
vuole finanziamenti e questo aumenta la massa monetaria e quindi
genera inflazione. Per fortuna noi vigiliamo affinché questa
sia la minore possibile. Come vede, da qualche tempo siamo quasi
a zero con l'inflazione.
- Alice: Sì, però la gente non ha soldi per
comprare e l'economia va male se nessuno compra. E i soldi da quello
che ho capito glieli date voi. Insomma, se fate denaro c'è
inflazione se non lo fate l'economia si ferma, non sarà mica
proprio il denaro il problema?
- Il Cappellaio Matto: Certo signorina Alice, il problema
è proprio il denaro che non c'è eppure c'è
perché le banche creano con esso l'illusione della ricchezza.
E attraverso l'illusione se ne appropriano, com'è evidente
nel mio caso. Tanto io i soldi non glieli darò mai. Semmai
gli posso cedere il progetto di fare i cappelli per la gente senza
testa. Con tutti i clienti che hanno le banche non avranno difficoltà
a piazzarli. Quelli che vanno in Banca a farsi dare i soldi sono
tutti matti o senza testa!
- Alice: Comincio ad esserne convinta anche io. Comunque
in Banca non ci metterò piede. Però voglio capire
questa storia dell'inflazione visto che i soldini che guadagno con
il mio lavoro mi sembrano sempre meno. Insomma, perché c'è
l'inflazione?
- BANConiglio: Oh è semplice. Se guadagni di più
puoi spendere di più, ma se spendi di più i prezzi
salgono e allora c'è un po' di inflazione. Ma non è
un male che ci sia, così la gente spende di più e
l'economia funziona.
- Alice: Fermi tutti, non capisco. Quindi l'inflazione serve
per illudere la gente che ha la possibilità di spendere perché
altrimenti non lo farebbe?
- Il Cappellaio Matto: Già, perché se la gente
non spende l'economia si ferma, girano meno soldi, le imprese licenziano
e la gente spende sempre meno, e questo porta alla crisi.
- Alice: Sì ma per la gente non cambia nulla, quello
che hanno è l'illusione della ricchezza e non benessere effettivo.
Però l'economia cresce, almeno così ci dicono e quindi
viene creata più ricchezza. E allora mi domando: dove va
a finire questa ricchezza?
- Il Cappellaio Matto: Dove vuole che vada a finire mia cara?
Ma nelle banche ovviamente. Sono loro che creano e gestiscono il
denaro.
- BANConiglio: Un attimo, prego. Le Banche si limitano a
prendere interessi dai capitali che prestano e distribuirli tra
coloro che hanno depositi attivi. Questo consente alle Banche di
erogare più prestiti
.
- Alice: Allora le Banche li prendono da qualche parte i
soldi che prestano, ovvero dai conti attivi che vengono rimpinguati
dagli interessi!
- BANConiglio: Assolutamente no, quando una Banca eroga un
prestito nessun correntista deve rinunciare nemmeno ad una lira
del suo deposito.
- Alice: Non lo capirò mai questo vostro sistema bancario
a rovescio. Comunque parlavamo dell'inflazione che quella sì
che mi interessa. Questo mese è aumentato tutto e lo stipendio
è rimasto quello di prima
- BANConiglio: Perché lei non è stata accorta
signorina Alice, se avesse ottimizzato i suoi risparmi con investimenti
adeguati adesso avrebbe una rendita ulteriore che le consentirebbe
di non avere problemi.
- Alice: Ma che dice? Se riesco appena ad arrivare alla fine
del mese con lo stipendio che prendo! Eppure ho quasi duecento anni
di attività alle spalle come protagonista di fiabe
Pensi a quelli che cominciano adesso la loro carriera, poverini
E allora l'inflazione?
- Il Cappellaio Matto: Beh funziona così. Se guadagni
di più hai la sensazione di essere più ricco e questo
ti induce a spendere di più e quindi ad indebitarti di più,
anche se hai una maggiore capacità di restituzione. In proporzione
cambia poco o nulla, ma in termini assoluti il tuo debito diventa
sempre più grande e tutti diventano sempre più legati
al sistema bancario. Infatti, oggi quasi nessuno può fare
a meno di ricorrere ad una banca per comprare una casa o fare una
grossa spesa, mentre prima non era affatto così. Però
tu sei contento perché credi di guadagnare di più
e di essere sempre più ricco, mentre in realtà diventi
sempre più povero e certamente sempre più indebitato.
Vede lo specchio dal quale è entrata qui? Lei pensa che per
raggiungerlo e tornare in un mondo ragionevole sia sufficiente fare
quattro passi, ma non è così. Se ci prova a farlo,
si rimpicciolisce e nonostante abbia la sensazione di essere sempre
più vicina allo specchio in realtà esso è sempre
alla stessa distanza e non lo raggiungerà mai.
- Alice: Oddio che vuol dire questa storia? E' del tutto
evidente che io sono sempre uguale a me stessa
- Il Cappellaio Matto: Affatto, cara Alice. Per entrare dietro
lo specchio ha dovuto bere la pozione che la rimpicciolisce, ricorda?
Ora lo stesso è per il suo stipendio. Se esso aumenta lei
ha la sensazione di essere diventata più grande e di essere
più vicina alla ricchezza, ma in realtà, poiché
sono aumentati anche i prezzi, quella sua sensazione è illusoria
e fuorviante. Inoltre lei è disposta ad assumere un debito
maggiore. In teoria non cambia nulla: se guadagno cento e posso
restituire cinque il mese, sono disposto a indebitarmi per cinquanta.
Così, se guadagno mille e risparmio cinquanta il mese, sono
disposto ad indebitarmi per cinquecento. In proporzione sono le
stesse cifre, ma se ci pensa un attimo è ben diverso dover
restituire un debito di cinquecento rispetto ad uno di cinquanta,
se ci sono minime variazioni percentuali dei prezzi delle altre
spese. Insomma se il mio risparmio dovesse solo calare del dieci
per cento mi troverei immediatamente in difficoltà maggiori
se guadagnassi di più e fossi maggiormente indebitato in
termini assoluti.
- Zenone: Beh io questa storia l'ho raccontata duemila e
cinquecento anni fa, però solo qualche matematico e i banchieri
l'hanno capita fino in fondo.
- Alice: Oh signor Zenone, grazie per essere intervenuto!
Avevo proprio bisogno di un filosofo come lei per cercare di capire
qualcosa di questa assurda faccenda. Me la può spiegare per
favore? L'idea dell'inflazione sarebbe sua dunque?
- Zenone: Non è proprio così, ma il principio
è lo stesso. Bene mia piccola amica, come ricorderai io ho
sostenuto che il movimento non esiste e che noi abbiamo l'illusione
che esso avvenga mentre in realtà non si muove nulla se non
nella nostra mente. Nella gara di corsa Achille non potrà
mai raggiungere la Tartaruga, perché nel tempo che egli impiega
per raggiungerla la Tartaruga avrà percorso un piccolo tratto
di strada, e poi successivamente, nel tempo in cui Achille percorrerà
questo piccolo tratto, la Tartaruga ne avrà compiuto ancora
un altro più piccolo e così via all'infinito. Come
vedi, Achille non può mai raggiungere la Tartaruga, è
impossibile ed illogico che egli ci riesca.
- Alice: Sì, però se io vedo gareggiare nella
realtà Achille e la Tartaruga, con pochi balzi Achille la
raggiungerà e la sopravanzerà. In fondo egli è
il più veloce degli eroi e la Tartaruga il più lento
tra gli animali.
- Zenone: Quello che tu vedi non è la realtà
ma ciò che tu vuoi essa sia. Allo stesso modo i banchieri
creano una realtà che ti dà l'illusione di essere
sempre più ricco mentre invece tu sei sempre più povero
e indebitato e quello che aumenta realmente è solo il loro
potere. Tu non potrai mai raggiungere lo specchio che è a
quattro passi da qui perché facendone due ti sei rimpicciolita
della metà. Rispetto alle dimensioni originali sei più
vicina allo specchio, ma in proporzione sei esattamente alla stessa
distanza. Tu pensi di avvicinarti nel tempo, ma è proprio
lì il problema. Nel tempo, infatti, diventi sempre più
piccola, proprio come il tuo stipendio. Per questo, quindi, sei
prigioniera di questo mondo al rovescio.
- Alice: Oddio signor Zenone, ma è terribile quello
che mi dice! Non potrò mai raggiungere lo specchio, non potrò
mai pagare il mio debito, quella che vivo è l'illusione della
ricchezza che arriverà domani e domani non arriverà
mai, mentre in realtà divento sempre più povera e
sarò sempre prigioniera. Ma non c'è via di scampo?
- Zenone: La vera illusione è creata dal tempo, mia
cara. Dietro lo specchio degli illusionisti tutti vivono per il
domani e così dimenticano il presente. E' questo ciò
che dimostrano i miei paradossi, che il tempo è un'illusione
di cui si è impadronito il potere che la usa per governare.
Così resterai sempre prigioniera a meno che
.
- Alice: A meno che?
- BANConiglio: A meno che
.?!?
- Il Cappellaio Matto: A meno che
.. ?!?!?
- Zenone: A meno che non ti liberi dell'illusione e vivi
il presente. La tua vita è al di là dello specchio,
nel mondo-che-non-c'è, se non nei sogni, nella speranza e
nell'amore
- Peter Pan: Eccomi, qualcuno mi ha chiamato? Chi ha bisogno
di sogni, di speranze e d'amore?
- Alice: Oh, Peter Pan, l'eterno fanciullo! Ti prego, portami
via da questo incubo terribile in cui mi sono cacciata quando ho
avuto l'idea di lasciare la fanciullezza per diventare adulta e
responsabile
- Peter Pan: Certo mia cara, sono qui apposta per aiutarti.
Sei pronta a partire?
- Alice: Prontissima! Ma come farai a portarmi via di qui?
Nessuno può uscire dall'illusione del tempo a meno che
- Peter Pan:
. Non viva il sogno, la speranza e l'amore,
e io sono prontissimo ad amarti per un intero istante! E' semplicissimo,
mia cara, basta che tu faccia un passo verso lo specchio, qui con
me, ora.
- Alice: E dove mi porterai?
- Peter Pan: Naturalmente nel mondo-che-non-c'è, che
poi è il mio mondo e il mondo di tutti quelli che sognano,
sperano e amano
.
- Alice: Ma se non c'è come farai a portarmici? Oddio
Peter, non sarà anche questa un'altra illusione?
- Peter Pan: E se anche lo fosse, non sarebbe migliore di
questo incubo assurdo? Non preoccuparti, il mondo reale è
dentro di te e dentro di me e nessuno può togliercelo, nemmeno
i banchieri e gli illusionisti. Di là dallo specchio c'è
il mondo che noi creiamo continuamente nella nostra mente, basta
saperlo e volerlo che esso appare. Chi può impedirti di sognare
e sognando di creare un altro mondo? E' quello che faremo mia cara,
costruiremo un mondo in cui tutti siano felici e allegri proprio
come noi. E non pensare che sia illusorio, esso è molto più
reale di questa assurdità creata dal potere proprio per impedirci
di vivere la nostra umanità
- Alice: Ma non potranno raggiungerci ed impedirci di crearlo
questo meraviglioso mondo che mi proponi?
- Peter Pan: Oh no, non possono, essi non hanno alcun altro
potere se non quello di creare illusioni. Le tue catene sono illusorie,
la ricchezza, la bellezza, l'amore è tutto dentro di te e
da nessun'altra parte. Perciò tutti coloro che comprendono
questo potranno liberarsi compiendo un piccolo passo di là
dallo specchio, proprio come noi. Ora, non domani, capisci? E' adesso
il segreto, mia cara, in questo preciso ed eterno istante che è
la nostra vita. Ancora un piccolo passo e saremo via da questa follia
nel mondo dell'amore, del sogno e della speranza
vieni amore
mio, vieni
.
- BANConiglio: E per quel mutuo? La pratica è pronta,
basta una firmetta e avrete un nido tutto vostro per coronare questo
bel sogno d'amore
- Peter Pan: A che ci serve una casa se abbiamo un intero
universo dentro di noi? Andiamo Alice, vieni, basta un piccolo passo
e saremo fuori di qui
- Zenone: Auguri ragazzi, che la gioia sia con voi. In effetti,
basta poco per uscire dall'illusione del tempo e vivere la vita
- Il Cappellaio Matto: Addio cari, buona fortuna! Chissà
se nel mondo-che-non-c'è la gente non abbia la testa e possa
indossare i miei cappelli
. Quasi quasi vengo anche io!
- Alice: Andiamo Peter
ma di là mi amerai per
sempre?
- Peter Pan: Certo, ti amerò per un intero eterno
istante. Il tempo è un'illusione e il nostro presente è
l'eternità.
- Alice: Va beh, mi accontenterò anche di questa tua
strana eternità purché tu mi porti via di qui
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