i
di
A. Pereira
YEMEN – GENNAIO
2006
Nella
prima settimana del 2006 una notizia riempie le colonne dei principali
quotidiani, cinque turisti italiani rapiti nello Yemen, essi
facevano parte di un gruppo di 16 partecipanti ad un viaggio di Avventure
nel Mondo http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/esteri/rapityemen/nomifus/nomifus.html
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/01_Gennaio/01/yeman.shtml
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2729045&Luogo=Padova&Data=2006-1-3&Pagina=1
per
una settimana intera la vicenda terrà banco sulle prime pagine sino
alla liberazione degli ostaggi con un blitz delle forze di sicurezza
yemenite. Alla data del rapimento gli italiani nello Yemen pare fossero
circa 350. La vicenda del rapimento degli italiani desta grande clamore
poichè segue di poco la liberazione di 5 turisti tedeschi (Dall’ANSA
- 31 Dicembre 2005 - SANAA)
| I
cinque ostaggi tedeschi rapiti in Yemen sono stati liberati. Lo ha detto
una fonte ufficiale yemenita. L'ex vice ministro degli esteri tedesco Juergen
Chrobog, la moglie e i tre figli erano stati sequestrati tre giorni fa,
subito dopo essere usciti da un ristorante in una localita' a 460 km a
est della capitale. Quand'era sottosegretario, Chrobog si era messo in
luce per la sua opera di mediazione in occasione di altri sequestri di
cittadini tedeschi. |
Si
tratta del quinto rapimento di stranieri avvenuto nello Yemen dall'inizio
del 2005. La quasi totalità degli ostaggi sono stati liberati pacificamente
dopo trattative più o meno lunghe. Il primo sequestro di turisti
stranieri nello Yemen risale al 1993 e la zona più pericolosa è
sempre stata quella del Ma'arib dove ci sono numerosi siti archeologi.
Nella maggioranza dei casi i sequestri si sono risolti nel giro di poche
ore e senza conseguenza alcuna per i sequestrati. Fino al 1998, quando
quattro occidentali rimasero uccisi nel corso di una operazione della polizia:
nel tentativo di liberarli gli agenti hanno avuto uno scontro a fuoco con
i rapitori nel quale sono rimasti coinvolti i quattro ostaggi. L'intervento
delle massime autorità politiche italiane (Ministro degli Esteri
Fini, Presidente del Consiglio Berlusconi, Presidente della Repubblica),
il coinvolgimento dei servizi segreti, dell'unità di crisi della
Farnesina, dei nostri diplomatici locali testimonia il clima di grande
allarme che desta la vicenda nell'opinione pubblica. La situazione in Medio
Oriente è preoccupante, dall'Iraq, all'Iran sino alla Palestina
(dove è stato rapito un pacifista italiano a Gaza),
determina allarme nell'opinione pubblica ed è quindi immediato collegare
questa vicenda in uno scenario più ampio di guerra e terrorismo
islamico. Lo Yemen appare nell'immaginario collettivo come
un paese medioevale caratterizzato dall'integralismo religioso, dalle faide
tribali e dall'arretratezza. E' quindi comprensibile che su una vicenda
di tale rilevanza mediatica si accendano dibattiti e polemiche. L'on G.Selva
di An propone insieme ad alcune associazioni di consumatori di chiedere
i danni ai rapiti per le spese sostenute dallo Stato Italiano nelle operazioni
di trattativa (somma che pare aggirarsi attorno ai 600 mila euro ) mentre
su Internet si moltiplicano gli interventi
pro o contro anche
Beppe Grillo interviene nel suo blog con interessanti quanto originali
proposte.La faccenda paradossale è che alcuni rapiti al rientro
in Italia dichiarano "ci torneremo",
val
la pena seguire la cronaca
televisiva di quei giorni poichè essa rivela alcune VERITA'
NASCOSTE;
TG1 20.00 - 02-01-2006
NUGARI
PAOLO
al
telef. - Dir. "Avventure nel mondo". Il gruppo
dei 5 italiani rapiti ieri nello Yemen non hanno fatto niente per incorrere
nel sequestro.
TG LA7 20.00 - 02-01-2006
Il sequestro dei turisti
italiani. Nello Yemen ieri sono stati rapiti 5 turisti italiani: secondo
fonti locali sono aperte le trattative con i sequestratori che, per la
loro liberazione, chiedono denaro e la liberazione di appartenenti allo
stesso gruppo tribale. Intanto il presidente Ciampi ha lanciato un appello
ai sequestratori per chiedere la liberazione dei nostri connazionali. Mentre
aumentano le polemiche su viaggi organizzato dalle agenzie in aree dichiaratamente
rischiose, come lo Yemen: ogni anno sono circa 800 i turisti che scelgono
questa meta turistica, malgrado la partica dei rapimenti di turisti occidentali
sia diffusa da anni in queste zone.
NUGARI PAOLO
direttore
"avventure nel mondo"-in quel tratto non avevano scorta perchè evidentemente
la polizia non la riteneva necessaria.
TGLA7NEWS 20.00 - 04-01-2006
Zone a rischio: il sito
della Farnesina. Le zone del mondo dove è rischioso andare in vacanza
sono censite nel sito della Farnesina, lo Yemen è uno di queste
zone sconsigliate. La7 ha intervistato una guida
volontaria "l'ipotesi che non hanno aspettato la scorta..per noi la sensazione
non è quella di pericolo... penso che li libereranno tranquillamente"
SUNSERI
SANDRA (Varie)
coordinatrice
"avventure nel mondo"..abbiamo un corrispondente che ci ha dato la possibilità
di andare nello yemen a condizione che prendessimo una scorta durante il
tragitto, i yemeniti non sono minacciosi.. l'ipotesi che non hanno aspettato
la scorta..penso che li libereranno tranquillamente, i beduini hanno delle
richieste legittime..
TG1 20.00 - 06-01-2006
Liberati i 5 italiani
nello Yemen. C'è grande soddisfazione a Sana'a per la felice conclusione
del sequestro dei 5 italiani. Torneranno in Italia domani. Arrestati 6
rapitori.
BOTTILLO
ENZO (rapito) dichiara Sembrava di vivere in un altro pianeta in un mondo
che non esiste...eravamo in guerra.
BOFFO MARIO
(Amb. Italiano Yemen)
- Invito a leggere ill sito della Farnesina in cui
sono evidenziate le regioni a rischio.
Ex ostaggi: la soddisfazione
di Ciampi e il Papa. Benedetto XVI si è unito alla gioia dei familiari
dei 5 ex ostaggi. Gioia e soddisfazione anche da Ciampi che da Napoli ha
espresso apprezzamento vivissimo per tutti coloro che si sono adoperati
per la liberazione.
La soddisfazione delle
istituzioni italiane. Berlusconi ha espresso la più viva soddisfazione
per la liberazione degli ostaggi. Il Premier ha espresso gratitudine per
il lavoro della Farnesina, della Presidenza del Consiglio e del Governo
dello Yemen. Grande soddisfazione per il ministro Martino che evidenzia
ed elogia il lavoro degli uomini del Sismi. A lui si associa Enzo Bianco.
Grande gioia ha espresso il ministro Fini.
STUDIO APERTO 12.25
- 07-01-2006
Italiani liberati: i
loro commenti. Appena rilasciati, gli italiani rapiti
hanno raccontato ai giornalisti i 5 giorni vissuti con i rapitori come
terribili e descritto gli stessi come "bastardi". Non hanno parlato di
offerte di tè o libri del Corano, dando una descrizione realistica
e ben lungi dal buonismo mostrato da precedenti rapiti.
STUDIO
APERTO 18.30 - 07-01-2006
L'incubo del rapimento.
In questo caso, a differenza di altri episodi simili
accaduti a nostri connazionali rapiti nello Yemen, è stato usato
un linguaggio adeguato per descrivere la durezza della prigionia. I 5 italiani
rapiti hanno dichiarato che "una esperienza del genere non l'augurano nemmeno
ad un cane", e hanno definito i loro carcerieri "sporchi bastardi, e il
loro capo più bastardo di tutti".
TG1
13.30 - 08-01-2006
Il rientro dei cinque
turisti italiani rapiti nello Yemen. Ieri sera l'abbraccio con i familiari.
Nessuna agenzia, ha detto Maura Tonetto, ci aveva
informati che lo Yemen era un paese a rischio.
ROSSI PATRIZIA (Soggetti
della cronaca)
ricorda il momento più
brutto
TONETTO
MAURA (Soggetti della cronaca)
non
ci avevano detto che lo yemen era una zona insicura
BOTTILLO ENZO (Soggetti
della cronaca)
siamo capitati in mano
a dei delinquenti come poteva capitare in qualsiasi posto. |
Ma
come? Avventure nel Mondo è stato uno dei primi T.O. a proporre
lo Yemen oltre 30 anni fa ed ora Paolo Nugari dichiara, a mò di
marziano appena sbarcato sulla terra, "non
hanno fatto niente per incorrere nel sequestro" come
se nello
Yemen per farsi rapire sia necessario fare qualcosa di speciale (...chissà
fare i versacci ai passanti...o vestire in modo eccentrico...?) e non piuttosto
semplicemente transitare dove E' SCONSIGLIATO. Altrettanto discutibile
è poi l'affermazione " in
quel tratto non avevano scorta perchè evidentemente la polizia non
la riteneva necessaria". Dichiarazione
contraddetta dalla coordinatrice Sunseri che ammette esplicitamente la
necessità di avere una scorta e avanza l'ipotesi"....che
non hanno aspettato la scorta..penso che li libereranno tranquillamente,
i beduini hanno delle richieste legittime".
Sconcertante
è l'affermazione che i "beduini" hanno delle richieste legittime
( liberare 8 uomini del loro clan accusati di vari reati tra cui omicidi),
altrettanto sconcertante è la dichiarazione che non esiste pericolo
e che gli yeminiti non sono minacciosi. Gli ostaggi al loro rientro hanno
invece dichiarato che "un'
esperienza del genere non l'augurano nemmeno ad un cane", e hanno definito
i loro carcerieri "sporchi bastardi, e il loro capo più bastardo
di tutti".
Ma le dichiarazioni
della coordinatrice riflettono l'opinione corrente presso Avventure
nel Mondo circa lo Yemen, considerato un paese senza particolari rischi
ed apprezzato dalle donne occidentali per la galanteria dimostrata nei
loro confronti dagli yemeniti. Ma qual'è la verità?
Questa scorta c'era o non c'era? E se c'era, perchè la jeep
dei 5 ha perso il contatto con il resto del gruppo? Dato che questa
vicenda è costata un bel pò di soldi a noi contribuenti,
ha coinvolto le massime autorità politiche (persino il Papa) ed
ha tenuto l'opinione pubblica col fiato sospeso, riteniamo doveroso che,
risolta la fase di emergenza, s' indaghi più a fondo su come sono
andate le cose per evitare che in futuro si ripetano episodi simili.
Da
parte nostra per non spegnere i riflettori sulla vicenda dobbiamo partire
da lontano ovvero dagli anni 60 e 70 quando lo Yemen era diviso tra il
Nord ed il Sud e dove si combattè una lunga guerra civile
che portò all'unificazione, guerra che ha lasciato numerose tracce
sia in termini di rovine, campi minati e relitti bellici. Lo Yemen è
sempre stato una destinazione cosidetta di nicchia ed il giro di affari
delle agenzie italiane (non c'è solo Viaggi nel Mondo che propone
questa meta) riguarderebbe circa 3.500 clienti italiani per un valore stimabile
intorno a 1.000.000 euro, cifra non trascurabile. Ciò premesso esaminiamo
quanto riportato sul sito Viaggiare Sicuri del Ministero Affari Esteri
(23 gennaio 2006) http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/aciWeb/it/asia/yemen/sicurezza.scheda#
YEMEN SITUAZIONE SICUREZZA IN GENERALE
Le Autorità yemenite hanno intensificato l'azione
a tutela dei cittadini stranieri che, a vario titolo, si trovino nel Paese.
I numerosi arresti effettuati nello Yemen a partire dalla prima metà
del 2005, se da un lato denotano un impegno notevole delle Autorità
yemenite, dall'altro evidenziano che nel Paese si registra una pluralità
di nuclei terroristici o simpatizzanti ed un ambiente che può favorire
appoggi e potenzialità di reclutamento.
Gli attentati avvenuti in vari Paesi del mondo, ed in
particolare nell'area mediorientale, esortano in ogni caso a mantenere
elevata la soglia di attenzione in considerazione di un possibile rischio
di atti di natura terroristica, ai danni di istituzioni o strutture occidentali
ed in luoghi da essi frequentati, atti suscettibili peraltro di verificarsi
ormai ovunque.
Zone a rischio
E' da evitare assolutamente il Governatorato di Sa'ada
(nel nord del Paese) a causa dei disordini registrati nell'area.
Sono a rischio i Governatorati di Shabwa, Al-Jawf, Marib,
Abyan, a causa di conflitti tribali e diffusa presenza di armi. Fino al
2001, nelle zone suddette, si sono registrati numerosi rapimenti di cittadini
stranieri. Dopo anni di calma si sono verificati nel 2005 alcuni casi di
sequestri (risoltisi pacificatamene in poco tempo) nella parte sud del
Governatorato di Shabwa e nel Governatorato di Marib.
Particolare cautela va adottata nel navigare lungo le
coste prospicienti l'Eritrea e va evitata la zona delle isole Hanish a
causa delle controversie frontaliere. Si sconsiglia la navigazione nel
Golfo di Aden e a sud di Hodeida, per possibili atti di pirateria.
Zone di cautela
In generale si raccomanda cautela nel viaggiare nel resto
del territorio yemenita.
La maggior parte delle zone turistiche dello Yemen, ad
eccezione di quelle indicate al punto "Zone a rischio", sono relativamente
sicure a condizione che non s' intraprendano escursioni individuali e si
faccia riferimento ad un operatore turistico qualificato. Va tenuto conto
che, in caso di tensioni o atti dimostrativi le grandi città, in
particolare Sana'a ed Aden, sono quelle dove più verosimilmente
potrebbero verificarsi situazioni di rischio.
In aprile-maggio 2005 si sono, infatti, registrati a
Sana'a un certo numero di incidenti con lancio di granate contro edifici
governativi; nel luglio 2005, a causa dell'aumento dei prezzi e del costo
dei carburanti, si sono registrati violenti disordini nelle principali
città del Paese con decine di vittime e feriti.
Ciò premesso si raccomanda comunque cautela (evitando
sempre luoghi di eventuali manifestazioni o assembramenti politici) nel
visitare le principali zone turistiche della capitale e dei suoi dintorni,
il Wadi Hadramaut (regione visitabile partendo dal capoluogo Seiyun), la
costa meridionale (Aden e Mukalla) e l'isola di Socotra.
Avvertenze
e suggerimenti
- E' consigliabile effettuare viaggi nello Yemen unicamente
in gruppi ben organizzati, avvalendosi di agenzie di viaggio che si conformino
a adeguati standard di sicurezza per i propri clienti.
- Si sconsiglia il turismo individuale e quello non organizzato.
- Si raccomanda di non uscire dagli itinerari consigliati
dalle guide a causa della residua presenza di campi minati.
- Si raccomanda agli operatori turistici di far pervenire
all'Ambasciata d'Italia a Sana'a, prima della partenza per lo Yemen, l'elenco
dei viaggiatori italiani ed un recapito del corrispondente sul posto.
I connazionali che si recano nel Paese possono segnalare la loro presenza
nello Yemen registrandosi direttamente sul sito www.dovesiamonelmondo.it.
- E' necessario un permesso turistico per spostarsi fuori
da Sana'a, rilasciato dalla Polizia turistica, che si ottiene facilmente
tramite i tour operator locali .
- E' vietato l'accesso nelle moschee ai non musulmani.
- Si consiglia di limitare i percorsi in automobile a
causa del cattivo stato delle strade e sono assolutamente da evitare i
viaggi dopo il tramonto a causa della mancanza sulle strade di illuminazione
e di barriere guard rail.
La manutenzione degli aerei sui voli interni non è
sempre adeguata. Tutti i voli di ritorno devono essere riconfermati
alcuni giorni prima della partenza. L'isola di Socotra si può raggiungere
per via aerea attraverso Mukalla. Voli quotidiani collegano Sana'a con
Aden, Mukalla, Taiz, Hodeida. Qualora l'aeroporto di Seiyun dovesse rimanere
chiuso, l'Hadramaut può essere raggiunto solo in auto da Sana'a
o da Mukalla.
Si fa presente che l'Ambasciata d'Italia non può
intervenire sulle compagnie aeree in caso di mancato imbarco per overbooking
o a seguito di mancata riconferma della partenza.
E' molto importante avere un comportamento adeguato alla
morale e religione locale (le donne devono coprire tutto il corpo, escluse
le mani ed il volto, mentre gli uomini devono evitare pantaloni corti,
torace scoperto, magliette senza maniche). Evitare il consumo degli alcolici
in pubblico. Non rivolgersi, in pubblico, alle donne yemenite. I rapporti
omosessuali sono puniti dalla legge locale.
E' proibito:
- fotografare le zone militari, le caserme, l'interno
degli aeroporti, nonché i passanti senza il loro consenso;
- esportare reperti archeologici (si rischia l'arresto);
- assumere stupefacenti (vigono pesanti pene detentive).
E' prevista la pena di morte per abusi sessuali o violenze
contro i minori. Va ricordato che secondo la legge italiana coloro
che commettono all'estero reati contro i minori (abusi sessuali, sfruttamento,
prostituzione) vengono comunque perseguiti al rientro in Italia.
Rapporti con gli organi di polizia : la polizia, che
presidia le principali arterie stradali ed i luoghi di riunione delle grandi
città, nonché le principali vie di comunicazione nei Governatorati
dell'interno, costituisce un valido punto di riferimento in caso di problemi. |
Ora
confrontiamo queste informazioni con le proposte trovate nel sito di Viaggi
nel Mondo (23 gennaio 2006 http://www.viaggiavventurenelmondo.it/nuovosito/viaggi/schedeviaggi/1165.php)
itinerario Yemen Nord Sud
YEMEN NORD SUD
è una combinazione dei due viaggi classici
per lo Yemen e cerca di sintetizzare, in un programma di due settimane,
le località di maggiore interesse escludendo la Tihama ( Hodeida,
Kauka e Taizz ) e Aden con l’inserimento di un volo aereo da Riyan Mukalla
a San’a. In breve il programma prevede la visita di San’a con i suoi dintorni,
Sa’dah , la capitale del Nord e Shaharah, la traversata del deserto da
Ma’rib e la visita al uadi Hadhramut (Seyun, Shibam,Tarim ) e l’ uadi Doan
per finire sull’Oceano Indiano a Mukalla e Bir Ali dove ci concederemo
un giorno di mare e la visita alle rovine di Cana.
Programma sommario (potrebbe essere variato)
1 g.: Italia - San’a 2 g.: San’a - Amran - Sa’dah 3 g.: Sa’dah - Fawra
- Shaharah 4 g.: Shaharah - AAmran - Wadi Thhula - Thula 5
g.: Thula - Shiban - Kawkaban - Wadi Sari - Manaka - Al Hajjarra 6 g.:
Al Hajjara - Manaka - San’a 7 g.: San’a - Wadi Dahar - Bayr Bawws - San’a
8 g.: San’a - Marib - Shabwa (deserto dei beduini) 9 g.: Shabwaa
- Sayun 10 g.: Sayun - Tarim - Shibwa - Sa’Yun 11 g.: Sa’Yun - Wadi
Dawaan - Al Mukalla 12 g.: Al Mukalla - Bin Ali - Al Mukalla 13 g.:
Al Mukalla - San’a in volo 14 g.: San’a 15 g.: San’a - Italia.
Per le descrizioni delle località vedere i programmi Yemen e
Kullo Yemen L’itinerario potrebbe subire variazioni |
Abbiamo
sottolineato le zone che vengono sconsigliate dal M.A.E. che possiamo osservare
nelle seguenti cartine.
YEMEN NORD
YEMEN SUD
Le
informazioni e le testimonianze raccolte in Redazione da partecipanti dei
viaggi Avventure nel Mondo riferiscono che, a parte le città di
Sanaa, Sadah, Aden, Al Mukallah (dove comunque devono essere SEMPRE applicate
stringenti regole di comportamento), il controllo del Governo centrale
sul resto del territorio è "nominale" poichè sono i vari
clan a comandare. E' prassi normale che i tour operators locali forniscano
oltre alle Toyota, autisti armati e guide armate, in pratica si tratta
di una scorta armata che accompagna i turisti nel viaggio. Il suggestivo
villaggio di Shaharah sito a metà strada tra Sanaa e Sadah,
è per esempio controllato da una tribù locale di beduini
che si sono trasformati da predoni "mobili" a "predoni stanziali" che impongono
pedaggi a chiunque transiti nel territorio e pesanti vessazioni verso gli
abitanti. Si tratta in pratica di un vero e proprio racket legalizzato
dalla totale assenza di controllo statale. Ebbene chiunque entra in quel
territorio deve pagare una tassa ed abbandonare la "sua scorta" ingaggiata
a Sanaa affidandosi totalmente nelle mani di questa gang. E' evidente che
la totale mancanza di comunicazioni (sia fisse che mobili) nella gran parte
del territorio yemenita non facilita la sicurezza. Ma i rischi di quest'isolamento
non riguardano solo la sicurezza e l'incolumità fisica riguardano
anche quella sanitaria.
Partecipanti
di un viaggio in Yemen a Shaharah, uno di essi brandisce per gioco il Kalishnikov
dello yemenita della scorta.
Fonti
attendibili ci hanno informato che Shaharah (salvo errori od omissioni)
sia una destinazione frequentata solo dai gruppi di Avventure nel Mondo
e non da altri T.O. D'altronde è innegabile che l'itinerario Yemen
Nord Sud attraversa alcune delle zone sconsigliate dal Ministero Affari
Esteri
(
Sa'ada, Shabwa, Marib, Hadramauth, Mukalla) utilizzando tra l'altro voli
aerei interni altrettanto sconsigliati. La zona di Marib nonostante i rapimenti
(che coinvolsero nel luglio 1997 un'altro gruppo di Avventure ) continua
ad essere inclusa negli itinerari proposti.
La
dichiarazione della rapita Maura
Tonetto "Nessuna agenzia,ci aveva informati che lo Yemen era un paese a
rischio"
lascia
aperti tutti gli interrogativi sulle conseguenze di questi viaggi sia per
i partecipanti sia per la collettività in termini di costi e naturalmente
sulla responsabilità morale di chi li propone.
|