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"Disavventure nel Mondo" - L. del Sette


pagina a cura di A. Pereira         




Disavventure nel mondo
di Luciano Del Sette
(da "il manifesto", 31 Agosto 1986)


Nubi settembrine si addensano nei cieli delle agenzie di viaggio. Gli imbonitori che così abilmente hanno saputo vendere vacanze di ogni genere guardano preoccupati cirri e cumulonembi: segnali premonitori di una tempesta che scaricherà piogge di reclami, critiche e parole grosse. Se è fuor di dubbio che il vacanziere italiano ami lamentarsi oltre misura e ragione; se è assodato che egli, da una parola in su ricorre al "lei non sa chi sono io" e minaccia lettere di fuoco.

I mari e i monti promessi non certo soltanto in senso metaforico risultano in molti casi inferiori alle attese e alle immagini ingannatrici dei depliant; il "tuttocompreso" comprende non di rado appena il necessario per sopravvivere con dignità durante il soggiorno; i tour organizzati diventano non di rado spaventosi tour de force da cui si ritorna avendo come unico desiderio quello di sedersi alla scrivania d'ufficio per riposare. Tutto ciò, purtroppo, rientra in una consuetudine e in un margine di rischio a cui il turismo di serie ci ha abituati e di fronte, per una sorta di rassegnato fatalismo, ormai ci pieghiamo. Esistono però limiti.

Ad andare oltre misura, ieri ed oggi, sono anche quelle organizzazioni che, per un loro passato, continuano ad essere etichettate come "alternative". Biglietti aerei con falsi OK, alberghi mai prenotati, itinerari sconvolti all'ultimo istante possono essere avvenimenti negativi imputabili al pressappochismo e alle disorganizzazioni tuttora imperanti tra chi propone mete controcorrente. Ma di fronte alla vicenda di cui sono stati recenti protagonisti quindici ragazzi italiani, il sospetto del gioco poco pulito si sovrappone alla certezza della negligenza.

I fatti parlano da soli. Avventure nel Mondo, nome alternativo di una certa fama, propone il circuito avventura "Papillon": trenta giorni in Venezuela e nelle tre Guyane. Costo del biglietto aereo due milioni e duecentomila lire, spese sul posto da affrontare col sistema della cassa comune. Il piano di viaggio giunge ai partecipanti soltanto il giorno prima della partenza. In esso è previsto uno stop di attesa negli Stati Uniti sia all'andata che al ritorno. Il tempo per fare un visto prudenziale proprio non c'è. Così, quando a New York le lungaggini burocratiche fanno perdere al gruppo la coincidenza aerea per Caracas, chi il visto non ce l'ha si ritrova ad essere non più passeggero in transito ma immigrato clandestino. Un funzionario della Panam interviene e tutti trascorrono la notte in albergo dopo ore di estenuanti spiegazioni e discussioni con la Polizia.

Le due settimane in Venezuela se ne vanno senza problemi. A Port of Spain, capitale di Trinidad e aeroporto di passaggio, Avventure nel Mondo torna alla ribalta degli uffici di immigrazione e di coloro che ha trascinato nella vacanza-odissea. Da due anni, per poter entrare da Trinidad nella Guyana ex inglese occorre il visto. Nessuno ce l'ha (accompagnatore ignaro e compreso) e un altro giorno vola via per poterlo ottenere. Un aereo carico di quindici nervosi passeggeri atterra a George Town, in Guyana. Colpo di scena: la polizia nega l'entrata al gruppo motivando la decisione con il fatto che sono in corso "disordini" nella zona. A nulla valgono proteste ed esibizioni del visto rilasciato il giorno prima dall'ambasciatore a Trinidad. I turisti-pellegrini vengono espulsi e i loro passaporti consegnati al comandante dell'aereo che li riporterà a Port of Spain.

È lì che la vicenda raggiunge il massimo dell'assurdità. Per un accordo reciproco, chi viene espulso da uno dei due Paesi lo è anche dall'altro. I quindici si ritrovano in stato di fermo, senza sapere come poter baciare il suolo patrio visto che non ci sono voli disponibili in quei giorni dalla rotta prevista dal loro biglietto. Mentre intorno al gruppo si affannano polizia locale e diplomatici italiani, salta fuori da un controllo che gli OK del ritorno regolare non erano mai stati confermati da Avventure nel Mondo.  Abbandonata in aeroporto a dormire sugli zaini, la pattuglia di disperati riparte il giorno dopo. Ma New York è di nuovo meta di passaggio e domicili notturno coatto in albergo. Dove la polizia bada alla moralità dei non sposati controllando con incursioni a sorpresa che i concubini dormano in talami separati. L'Italia, infine, compare all'orizzonte.

Venti giorni invece dei trenta in programma, sono trascorsi; quattro di essi sono stati spesi tra liti giudiziarie e pratiche burocratiche, altri in trasferimenti logistici. Se per circuito-avventura si intende questo, Avventure nel Mondo è fuor di dubbio il miglior indirizzo a cui rivolgersi.







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