Rubrica anno 1995 

Lettera di Maria Sala 


DOCUMENTI

Sul coordinatore e l’eccesso di democrazia in corso dì viaggio.

( lettera di Maria Sala a pag.65 del Giornalino numero 6 novembre –dicembre 1995)

Sono di ritorno dal viaggio Mexicana Maya breve e ho qualche considerazione da sottoporvi 1) E’ la prima volta che faccio un viaggio con Avventure; ho viaggiato molto negli anni scorsi, ma sempre non organizzata. L’itinerario da voi indicato è stato bellissimo, quel margine di elasticità nel decidere le varie tappe è funzionato, ma proprio perché il tutto non è prestabilito, bisogna che il coordinatore funzioni e perciò:

2) che sia dotato di guide e cartine dei posti dove si va, e non si basi solo sulle Vostre relazioni.

Qtiest’anno c’erano almeno cinque gruppi di Avventure che facevano press’a poco lo stesso itinerario; èchiaro che gli indirizzi riportati nelle Vostre relazioni potevano essere utilizzati da due gruppi... e gli altri? Se non ci fossero state le guide di componenti del gruppo, delle sere, avremmo avuto serie difficoltà a trovare un alloggio, e le cartine stradali di altri, avremmo sbagliato più volte la strada;

3) che non sia assillato dalla questione della «gratuità. Questa storia della gratuità dovrebbe costituire l’ultima delle richieste da fare quando si arriva m un albergo o in un ristorante e non come primo approccio.

Dico questo per la buona fama di Avventure e perché trovo discutibile che la gratuità debba essere a vantaggio del coordinatore e quindi di Avventure e non dei partecipanti del viaggio.

Al coordinatore viene già pagato il viaggio e mi sembra che per quello che gli viene richiesto sia più che sufficiente.

4) il fatto che un coordinatore non funzioni molto per inesperienza e poca autorevolezza, logicamente rende il viaggio più faticoso per i partecipanti, che devono farsi carico di decidere ogni tappa, ogni sistemazione, di telefonare etc. Soprattutto l’atmosfera del gruppo diventa più litigiosa.

Ogni cosa da organizzare in sedici, diventava fonte di discussione perché tutti e sedici ci sentivamo autorizzati a dire la nostra, e quindi di estenuanti votazioni. Ormai si votava per qualsiasi scemenza: se partire alle 8 o alle 9 per un posto, e poi per mediare il cattivo umore della minoranza, si decideva di partire alle 8,30!

E il coordinatore cosa faceva?

Alla fine non faceva più niente, non decideva più niente e ci faceva votare su tutto.

Gli ultimi giorni, in cui eravamo tutti più stanchi, nonostante i posti meravigliosi che abbiamo visto, l’atmosfera del gruppo era inutilmente tesa e antipatica.

Per la buona armonia dei gruppi, che mi sembra fondamentale per la riuscita dei Vostri viaggi, preoccupatevi di più che le persone da Voi scelte come coordinatori siano preparate, e abbiano una certa autorevolezza ed esperienza.

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

Maria Sala

LA RISPOSTA

Caro Maria, nel lontani anni 70 un mio carissimo amico di inequivocabile matrice democcratica anzi con una spiccata tendenza alla esaltazione delle esperienze collettive e dl gruppo affrontò la sua prima esperienza di coordinatore certo dl poter applicare una sana politica di autogestione ne in corso dl viaggio.., fu un vero disastro e non certo per sua colpa ma per l’incapacità del gruppo di mediare in qualche modo le esigenze di tutti... non occorre votare per decidere semplicemente di partire alle 8.30.

Le gratuità sono ad esclusivo beneficio del coordinatore ma non per settarismo o per decisione maniacale ma semplicemente perché così è prevista dalle condizioni di partecipazione; vogliamo modificare le condizioni? Dobbiamo aumentare prezzi, cosa che non intendiamo fare.

L’esigenza di votare così spesso e su tutto fa trasparire una realtà che nulla ha a che far con il coordinatore: il gruppo per qualche ragione non si era ben amalgamato, le ragioni i conoscete solo voi.

Chi partecipa ad un viaggio i gruppo e un gruppo di Avver turo nel Mondo, deve sapere che sarà inevitabilmente coinvolto i un rapporto molto stretto con compagni di viaggio, un rapporto che non da spazio ad egoismi e che impone in qualche modo una convivenza totale... chi non accetta questa formula e pretende di isolarsi e meglio che viaggi con agenzie tradizionali. Accettare gli altri è un piccolo sacrificio che dobbiamo prevedere e che ci potrebbe riservare piacevoli sorprese.

Vittorio

COMMENTO dell'Editore  

Questa lettera è particolarmente significativa poiché evidenzia tutte le contraddizioni dei viaggi "autogestiti" . Nella risposta paradossale del co-amministratore della Viaggi nel Mondo s.r.l. e presidente dell’associazione Avventure nel Mondo, Vittorio Kulczycki, è contenuta la verità. Egli nega la validità dell’autogestione che è il dogma dei suoi viaggi proposti dalla sua associazione. Afferma poi chiaramente la politica commerciale dell’agenzia che punta tutto sulla leva del prezzo per attrarre clienti, politica che egli non intende modificare insieme alle condizioni di partecipazione. Tutte le problematiche dell’autogestione impossibile vengono rigettate sugli individui egoisti negando quindi la causa strutturale intrinseca dei conflitti stessi. Questa lettera, è la più autorevole conferma delle tesi sostenute in questo sito.

    


   


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