From: "Roberta L." [email protected]
Date: Fri Jun 23, 2000 3:23 pm
Subject: Relazioni di viaggio
Vorrei intervenire nel discorso delle relazioni di viaggio raccontando la mia esperienza personale su questa questione. Ho fatto sei viaggi con AM e sto partendo per il settimo. Su sei viaggi solo un coordinatore ci ha consegnato fin dalla partenza un prospetto in cui, di sua spontanea iniziativa, aveva messo a confronto le notizie salienti (prezzi, soluzioni, problemi, indirizzi) delle relazioni di viaggio, che gli erano state consegnate. Si era fatto un bel mazzo per noi, insomma! E quando si trattava di prendere una decisione ci leggevamo INSIEME le varie soluzioni adottate dai gruppi e decidevamo INSIEME cosa fare. Beh, è stato il miglior capogruppo in assoluto (non faccio nomi, tanto lui lo sa perché glielo dico sempre che è il mejor do mundo) ma non perchè ci ha fatto vedere le relazioni (o meglio le parti salienti che si era preso la briga di estrapolare per non portarsi dietro tutto l'ambaradan). E' stato il miglior capogruppo perché è una persona capace di condividere l'esperienza di un viaggio con qualcuno, fregandosene degli orientamenti di AM e cercando veramente di stabilire un rapporto di cooperazione con i partecipanti. Lui ha saputo interpretare al meglio, secondo me, il suo ruolo di capogruppo, l'uso delle relazioni dei gruppi precedenti e il concetto di viaggio autogestito. Se fosse successo qualcosa di tragico in quel viaggio, avremmo VERAMENTE potuto prendercela solo con noi stessi o con la cattiva sorte, perchè ci eravamo davvero AUTOGESTITI. Questo non è ovviamente avvenuto con gli altri capogruppo e in qualche modo non ho più rivissuto quella condivisione, anzi mi è capitato un capogruppo che, vedendomi sfogliare il malloppo delle relazioni da lui lasciato su un tavolo, me l'ha quasi strappato di mano! Ho pensato: - Madonna Santa, ma che ci sta scritto, il terzo mistero di Fatima???- Il problema è che tirare fuori i problemi e le possibili soluzioni, sollecitando la discussione da parte del gruppo, richiede flessibilità e apertura mentale, oltre a una bella dose di pazienza. Non tutti, purtroppo (io per prima ed è per questo che non mi sono mai candidata come capogruppo) abbiamo queste doti.
Roberta