NAUFRAGIO IN MYANMAR (BIRMANIA)  
Novembre 2004. cinque turisti italiani affogano in un fiume birmano 
 
 
    
 
 
di A. Pereira 
BIRMANIA  – NOVEMBRE 2004 
 
I primi dispacci d’agenzia vengono diramati la mattina del 30 novembre 2004, le notizie sono confuse, riferiscono di un naufragio che ha coinvolto un gruppo di Viaggi Avventure nel Mondo.   La sera stessa vengono intervistati dai  telegiornali i due amministratori della  Viaggi nel Mondo s.r.l.  
 
Paolo Nugari dichiara al TG 3 "si tratta di tragedia inspiegabile poiché questa è la stagione secca in Myanmar e questi fenomeni atmosferici sono assolutamente inspiegabili".  
 
 
Vittorio Kulcyzki  parlando invece più tardi al TG1 dichiara "Il viaggio si chiama Burma sconosciuto, l'abbiamo fatto altre 50 volte senza alcun problema. I due sopravissuti ci hanno telefonato e ci hanno detto che  all'arrivo di questa improvvisa tempesta, loro si trovavano all'esterno della barca e sono stati sbalzati in acqua mentre gli altri che si trovavano all'interno (ha parlato di riparo) non hanno fatto in tempo a balzare fuori." Egli ha aggiunto che"probabilmente gli amici (ha detto testualmente così) all'interno non essendo più giovanissimi, uno di loro aveva 72 anni, non abbiano avuto la prontezza di riflessi di gettarsi all'esterno".  
 

Nei giorni successivi giungono notizie altrettanto scarne e confuse che non chiariscono  
La dinamica dell’incidente. Il giorno 3 dicembre, giungono a Roma, i due sopravissuti (un uomo di Bergamo ed una donna di Roma), insieme alle salme dei loro sfortunati compagni di viaggio.  
Le dichiarazioni riportate  dalla mamma della donna romana sopravvissuta, riferiscono di un improvviso mutamento del tempo, con raffiche di pioggia e vento, che hanno investito l’imbarcazione che è colata a picco immediatamente, mentre i due sono stati sbalzati fuori. Il medico dell’ Europ Assistance che li accompagna dichiara che i due, pur se fisicamente in buone condizioni, sono ancora sotto choc. Ciò è confermato anche dalle successive dichiarazioni della madre della donna sopravissuta.  

Ma a fronte di quest'ennesima disgrazia che sembra ricordare quanto avvenuto nelle Filippine nel 1991 ci si chiede ; 

Come mai nessun media ha parlato di salvagente o altri mezzi di salvataggio? Nessuno ha chiarito se partecipanti deceduti  indossavano cinture salvagente.  L’imbarcazione era dotata di attrezzature di salvataggio (salvagente o giubbetti ) ?  
• Come mai nelle dichiarazioni dei due amministratori che pur conoscono perfettamente l’itinerario (come dichiarato da Vittorio Kulcyzki) non è stato precisato di che tipo di barca si trattasse e se questa fosse dotata dei necessari mezzi di salvataggio?  

Dalle notizie in ns. possesso ad oggi non risulta che sia stata aperta un'inchiesta e quindi in mancanza di testimonianze rese dai sopravissuti non possiamo fare altro che riportare un'intervista rilasciata da parte di Vittorio Kulczycki al quotidiano La Repubblica   

Da La Repubblica  http://www.repubblica.it/2004/k/sezioni/esteri/birmania/intervpres/intervpres.html 
Il presidente di Viaggi nel mondo 
"Un incidente su un tratto sicuro" 

Vittorio Kulczycki ha ricevuto alle tre del mattino la telefonata 
dei due sopravvissuti: "Tutto è accaduto in pochi minuti" 
"Tra le vittime il coordinatore dell'agenzia e una guida locale" 
di CRISTINA NADOTTI 
ROMA - Il presidente di Viaggi nel mondo, l'agenzia che ha organizzato il viaggio dall'Italia di James Bezzi, Massimo Marconi, Elisa Ferracin, Isabella Colautti e Bianca Barbaris in Myanmar, è stato il primo questa notte a sapere dell'incidente in cui i cinque turisti italiani hanno perso la vita.  
"Alle tre del mattino mi ha telefonato uno dei due italiani superstiti - racconta Vittorio Kulczycki - Con gli alltri cinque erano su una lancia a motore sul fiume Kaladan, che collega il sito archeologico di Mraukoo a Sittwe. Mi ha detto che tutto è successo in pochi minuti, c'è stata una specie di tromba d'aria, oltre alla barca sulla quale erano gli italiani ne sono affondate altre quattro. I due sopravvissuti si sono salvati perché non erano al coperto". 
La lancia a motore è di vostra proprietà? 
"No. Il gruppo aveva avuto da noi la sola prenotazione alberghiera e l'indicazione del nostro corrispondente in loco. Con loro c'era il nostro coordinatore, che è tra le vittime. La lancia a motore era stata noleggiata dal gruppo, come avviene abitualmente per coprire quel tratto di fiume, sul quale il servizio di linea è praticamente inesistente". 
Si trattava di un trasferimento pericoloso?  
"Per niente, il sito archeologico di Mraukoo è stato aperto da circa un anno ed è inserito in tutti i circuiti turistici. Il fiume è tranquillo e non sono mai stati segnalati pericoli di sorta. In più il gruppo aveva contattato una guida locale, che è morta nell'incidente. Non si sono avventurati in località a rischio". 
Come stanno i due italiani sopravvissuti?  
"L'uomo mi ha stupito perché sembrava lucido e tranquillo, non ho parlato con la donna. Hanno raccontato di essersi ritrovati in acqua in un momento e di essere stati tratti in salvo da altre barche che erano sul fiume". 
Come si sono messi in contatto con voi?  
"I soccorsi in loco sono stati molto efficienti. Il Myanmar sta puntando molto sul turismo e il ministero competente ha messo subito a disposizione un aereo militare, con il quale i superstiti e le salme verranno trasferiti nella capitale. I viaggiatori erano tutti assicurati, perciò per parte nostra è subito partita l'organizzazione per risolvere anche le questioni burocratiche. Da Yangoon abbiamo avuto tutta la collaborazione". 
In Myanmar i viaggiatori non possono muoversi in modo autonomo, come mai la lancia non era prenotata dall'Italia?  
"Per parte nostra avevamo fornito al governo di Yangoon lo schema di viaggio e prenotato i pernottamenti. Poi di volta in volta, con l'aiuto del coordinatore e del nostro agente locale, i viaggiatori organizzavano gli spostamenti. Ripeto, però, che il trasferimento da Sittwe al sito archeologico è possibile solo per via fluviale e che ogni itinerario turistico prevede il noleggio in loco di lance a motore, che spesso vengono fornite dagli alberghi. Ci hanno detto che nella zona gli eventi atmosferici come quello che ha causato l'incidente non sono frequenti". 
(29 novembre 2004) 
 

 
 
    
 
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