La formula di Avventure Opinioni di un affezionato viaggiatore
di Massimo Fusai
Questa non è una lettera di protesta, ma vuole essere semplicemente un contributo (più o meno valido) verso AnM e verso chi legge, a fronte di molti scritti pubblicati di gente che si lamenta dei propri compagni di viaggio, o dei capogruppi, oppure di capogruppi sulla difensiva nei confronti di viaggiatori scontenti.
Innanzitutto credo sia opportuno fare un'appendice, e cioè che i viaggi con Avventure non siano più viaggi scomodi lo si può verificare facilmente (e dato i costi nemmeno tanto spartani) le soluzioni alberghiere sono nel novanta per cento dei casi fatte da doppie con bagno privato e il 5 o 6 per camera, magari con alcuni per terra, paventato in APPASSIONATAMENTE non è praticamente mai realizzato. Inoltre i viaggi svolti sono ormai abbastanza standardizzati tanté che sappiamo sempre dove dormiremo o mangeremo (ad esempio non ho mai effettuato la ricerca di un alloggio) in quanto i corrispondenti generalmente tengono in mano la situazione. E' fuor di dubbio che la tendenza di alcuni capogruppo sia quella di adeguarsi proprio a quanto previsto dal corrispondente, il quale molto intelligentemente sa che per ottenere ciò che vuole deve garantirgli la gratuità (a che servono allora le relazioni?), tutto ciò a scapito di una cassa comune che può così lievitare. In pratica uno dei motivi principe degli incrementi reali delle casse comuni sta proprio nella perdita di contrattualità da parte dei gruppi. La differenza tra viaggio Avventure e Soft è quasi nulla sia nell'organizzazione che nel costo finale. Inoltre bisogna anche ammettere che la stragrande maggioranza degli iscritti (me incluso) viaggia con il vincolo delle ferie (1 settimana, 15 o 20 giorni) per cui molti, compresi i capogruppo, vogliono vedere e fare il più possibile con il risultato di girare più in stile giapponese che AnM. Purtroppo ben pochi sono disposti a saltare qualche località per conoscerne meglio delle altre, ragion per cui anche con Avventure (nonostante il motto) si è più "TURISTI che VIAGGIATORI".
Questi tour (è bene chiamarli così) molto intensi portano ovviamente stress e malcontento, insito in chi vive in una società dai ritmi veloci, che si manifesta spesso e in molte forme dal semplice disaccordo formale all'atteggiamento sclerotico. Bene. Premesso ciò, entriamo in argomento. Ci sono persone le quali, a conti fatti, ben poco hanno a che fare con lo spirito di AnM. Infatti che ci sia gente la quale si iscrive ai viaggi solo per bagnarsi di esotico (parafrasando una lettera sul N. 6 del 1998) purtroppo è vero e questa gente è presente sempre in maggior numero e già adesso su alcune destinazioni tendono ad essere predominanti: si tratta di coloro che viaggiano per vanagloriarsi di essere stati in quel particolare paese (magari sottosviluppato) per compatirne la povertà che vedono; che disprezzano i cibi locali e diventano schizofrenici dopo una settimana senza una pizza o una pastasciutta; che dei luoghi visitati non traggono nessun stimolo se non quello trasmesso da una bancarella di souvenirs; che non sono in grado d fare assolutamente nulla (ordinare una birra - chiedere un asciugamano - telefonare) senza qualcuno che li aiuti; che pensavano di fare tutto il mexicana-maya alzandosi alle 10 (perché loro sono in vacanza) con una settimana di mare compresa. E chi più ne ha più ne metta (ognuno di noi ha conosciuto vari prototipi di questi personaggi). Ma soprattutto sono sempre lì a criticare quello che viene fatto, dove si mangia, dove si dorme, a volte le gratuità.
Anche se in prima istanza non sembra esserci attinenza, i tour impostati come sopra scritto, richiamano persone simili (le voci circolano) e la loro presenza sempre crescente porta più facilmente a sviluppare sul luogo viaggi preconfezionati perché risulta più comodo per il capogruppo gestire non solo il viaggio ma persino queste persone (il gatto che si morde la coda). Come accennato simili iscritti ormai sono immancabili, e forse non si salvano dalla loro presenza neppure le destinazioni storicamente più hard. L'impressione che ne traggo è quella che chi è come me (cioè più interessato ai luoghi visitati che agli alberghi dove si pernotta) debba rassegnarsi ad averli tra i piedi mettendo in conto il fatto di poter essere in minoranza rispetto a loro, con la risultante di partecipare ad un tour di reduci da un CLUB MEDITERRANEE, ma bisogna dire che con un po' di pazienza si sopravvive ugualmente alla loro presenza e nonostante tutto ho sempre fatto dei bellissimi giri. Ovviamente mi accomuno a quanti li invitano a non iscriversi, ma il problema sta che queste persone non sanno di essere così (e paradossalmente noi ai loro occhi siamo proprio dei rompiscatole) perciò non realizzano di essere l'oggetto dell'invito. Certamente è giusto che AnM non si arroghi il diritto di selezionare i partecipanti in quanto non corretto dal punto di vista deontologico, ma per converso non è possibile immaginare che queste persone si autoselezionino da sole per i seguenti motivi:
1 - non sono realmente coscienti del loro limite anche perché per loro non è affatto un limite e non gli si può dar torto.
2 - Le loro esperienze sono generalmente circoscritte ai viaggi Alpitour (che sia ben chiaro non sono affatto da denigrare) o ai villaggi vacanze ove sono serviti e riveriti, quindi non conoscono la realtà di un viaggio diviso in comunità con gli altri.
3 - Del giornalino leggono solo programma e prezzi, i quali confrontati con quelli di un normale Tour Operator di Agenzia risultano più bassi e ciò per loro è quanto basta.
In pratica, c'è un motivo a questa modifica del viaggiatore tipo di Avventure? Le cause sono molte e potremo aprire qui una discussione articolata per grandi temi, io ritengo tra le tante di parteciparne una, ovvero la diffusione e la pubblicità che AnM sta avendo in questi ultimi anni aumentata dalla grande quantità di proiezioni che in ogni luogo d'Italia si effettuano; lungi da me criticare questa iniziativa culturalmente molto rilevante come far conoscere luoghi lontani e esperienze personali, ma… Sì, c'è un ma. Alle proiezioni cui assisto vengono regalati agli astanti pacchi interi di giornalini come ad una dimostrazione commerciale (devo forse supporre che da tutte le parti sia così) e se tale comportamento è voluto e concordato con AnM alcune considerazioni nascono spontanee e sono:
- Quanta gente non leggerà tale pubblicazione come si legge un depliant di Agenzia?
- Quanta gente capirà che il redazionale geografico è una indicazione dei luoghi di possibile visita e non un itinerario contrattuale?
- Quanta gente si renderà conto che c'è lla possibilità di formare camere miste se (come spesso capita) maschietti e femminucce sono in numero dispari?
- Quanta gente sarà realmente cosciente cche i servizi non sono prenotati e che questi vengono attivati solo al momento in cui si arriva, con conseguenti perdite di tempo?
- Quanta gente è al corrente che gli operrativi dei voli, definiti da AnM, possono essere a volte quasi assurdi e che in un Lankamale di 15 giorni ben 5 possono essere persi tra vari aeroporti?
Ben poca se nessuno la informa direttamente e non sperare che lo sappiano dal giornalino, perché come detto non sono quelle le pagine che a loro interessano [nota di T.: anche se le leggessero, molti dei punti sollevati dal mittente non sono comunque chiaramente specificati].
Una iniziativa così impostata fa grande richiamo e di questo non può che beneficiarne AnM perché più gente si iscrive più guadagna (e a tutto si può credere meno che AnM non sia interessata a tale guadagno), inoltre vi è da aggiungere che più gente si iscrive più capogruppo viaggeranno GRATIS e questo secondo aspetto è da sottolineare vista la solerzia con cui pubblicizzano destinazioni e distribuiscono giornalini, protesi soprattutto a declamare quant'è bello ed economico viaggiare con AnM senza entrare nelle tematiche succitate, premettere quanto scritto su APPASSIONATAMENTE o descrivere le problematiche inerenti un viaggio organizzato sul luogo. In queste serate sarebbe adatto invitare all'autoselezione ed in maniera gentile fare capire a chi non ha le idee chiare di iscriversi da un'altra parte, perché ad esempio nel Kullo Yernen non si pranza in ristoranti internazionali. Solo così si riduce quella eterogeneità di aspettative dei partecipanti (è quindi dei capogruppo) causa primaria di discussioni inutili e pretese fuori luogo.
In tutta sincerità credo che se l'impostazione divulgativa è solo questa ci saranno sempre più iscritti strappati alle Agenzie e sempre più tour anziché viaggi, con la conseguenza che sempre più saranno gli scontenti di varia natura che protestano con tizio e con caio, che si lamentano del capogruppo intransigente o all'acqua di rose, oppure dei compagni di viaggio.
Concludendo sarebbe auspicabile ritornare alle origini che hanno ispirato AnM e questa splendida formula (volere è potere). Ma credo che la mia sia solo una visione molto personale e di questo ne chiedo scusa, per cui stante la situazione verificheremo che la commercializzazione del prodotto prevarrà sulla qualità (in termini di viaggio e iscritti) dello stesso.
Massimo Fusai - Arezzo
Risposta
Lo scopo delle riunioni-proiezioni è fondamentalmente quella di diffondere la formula alternativa di viaggio di AnM attraverso il racconto di chi l'ha sperimentato anche nelle forme più dure ed impegnative. Abbiamo sempre evitato di andare in edicola per non sollecitare il "il grande pubblico" impreparato a viaggiare con noi. Vittorio
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